Feb
24

Da La Repubblica.it - Draghi: “Il modello sociale europeo è superato servono liberalizzazioni e riforma del lavoro”-

« Suona come un’orazione funebre l’intervista di Mario Draghi al Wall Street Journal. Il funerale è quello del modello sociale europeo, che il governatore della Bce definisce “ormai morto”»

Vien di chiedersi da quale mefitico respiro insufflato in quale futuro trovino inspirazione (sic) e, conseguentemente ispirati, parlino e straparlino questi freddi gelidi forse già morti (loro sì) tecnocrati. Se se ne rendano conto, se il sospetto venga pur loro, di essere ormai approdati ad un ineludibile OLTRE rispetto ai luoghi e ai tempi di un CAPITALISMO, ormai ben più marcio che semplicemente maturo?

E se pure si sta in un mondo dove viene più facile insistere a continuare a procedere per vecchi vecchissimi desueti schemi da parte delle classi dirigenziali spesso stupidamente (ma queste sono scontatissime cose) elette dalle moltitudini che ne verranno, da questo disastro, inevitabilmente travolte, piuttosto che pensare all’unica sensata soluzione che ha a che fare con teorie e prassi con una forma di SOCIALISMO ove si preveda una banalissima REDISTRIBUZIONE delle risorse ben disponibili, del poco LAVORO, dei benefici e dei risparmi offerti dai progressi tecnologici (come pensò, più avanti di questi tristi mostri rivolti ad un ignobile passato, il buon caro vecchio barbone dell’800, tale MARX KARL) del tanto tempo che ne rimane da questo, altrimenti, progresso scorsoio. Tanto difficile capire l’avvenuta sostanziale nocività allo stesso SISTEMA dell’accumulazione capitalistica in una economia totalmente finanziarizzata? Enormi ricchezze che nelle mani di pochi diventano meri strumenti di mero potere non direttamente spendibili se non verso investimenti a carattere esclusivamente speculativo. Risorse sottratte all’economia dei beni e servizi ed affidate alla follia del denaro creato dal denaro. Ad libitum. La finzione e l’azzardo e le scommesse elevati a misura della vita delle persone. Il valore dato dal movimento delle cose e non dalle cose stesse. Le regolazioni e le disposizioni e i controlli parametrati sulla visione folle ed idiota di una ideologia il cui unico scopo sarà divorare sé stessa. Dove ogni altra via di produzione e commerci che persegua le strade fin qui stancamente percorse non solo rivela la sua assoluta inadeguatezza risolvere i banali problemi del quotidiano vivere ma presa da un viluppo di mortifera contorsione e…

e… niente…

Ove mai non si capisse non basta che poi l’idiozia si esprima alla sua massima potenza con decisioni ed investimenti che solo nell’ambito di un cretinismo criminale possono trovare razionale spiegazione:

10 miliardi di cacciabombardieri

E li chiamano tagli…

Che altro?

Nov
22

Da La Repubblica (tramite Rassegna Stampa MEF): - Basta operai. Soltanto robot nella fabbrica cinese-

Il fatto che quella che dovrebbe essere, in un mondo appena appena toccato dal minimo di razionalità possibile, una buona OTTIMA NOTIZIA (gli operai sostituiti dai robot: liberazione degli uomini da lavoro manuale, abbattimento dei costi, tempo libero, maggior benessere da REDISTRIBUIRE… Wow!) diventa un PROBLEMA di disoccupazione e conseguente maggiore POVERTÀ, non è che l’ennesima dimostrazione che il SISTEMA (capitalistico? oh sì) è intrinsecamente IDIOTA oltre che MARCIO.

Eggià

Nov
16
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 16-11-2011

Da Il Salvagente.it – Spread a 546, anche la Francia sotto attacco. Il rendimento dei Bpt è arrivato al 7,3. Male anche i titoli della Spagna.

Quando tutto sarà andato a catafascio (Italia, Europa, forse mondo) sarà un imperativo per gli espertoni provare a dimostrare chi è che ci vince (e cosa) quando tutti perdono. E se quello che risulta è che generalmente si starà peggio di quello che si stava prima (risparmiatori – a nome dei quali operano i grandi gruppi finanziari e speculatori – compresi ) non sarà ancora una volta dimostrato che, comunque sia, è il SISTEMA ad essere intrinsecamente IDIOTA?

E CRIMINALE anche.

Ott
25
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 25-10-2011

Da La Repubblica.it- Il Vaticano lancia le sue proposte “Serve nuova autorità finanziaria mondiale”-

Arrivano. Con colpevole ed imbarazzante ritardo ed alla spicciolata ma, obtorto collo, arrivano. Senza smentirsi più di tanto. Provando a balbettare qualcosa di sensato dopo aver nei secoli rincorso ogni forma di pensiero dominante. Tra timidi tentativi di serie analisi della realtà e vergognosi accomodamenti col Potere e col potente di turno. Plutocrati compresi. Ora si accodano senza gli opportuni anatemi che farebbero del loro sdegno qualcosa di più serio di quella che altro non è che – in verità vi dico – una modesta e rituale presa di posizione. Pluff.

E cominciare a rendersi conto che stiamo assistendo ad un salto di CIVILTÀ? Che quello che è talmente evidente – che a non vederlo ci si rivela inevitabilmente oltre che criminali anche criminalmente ed irrimediabilmente stupidi – è che è il sistema CAPITALISMO che è arrivato ad un suo, pur previsto, capolinea. Oltre il quale o si procede per somma di libertà e civiltà oppure si recede ad un mondo governato dalla bruta forza e da vetustissimi squilibri tra diverse disperazioni sempre più pronte alle diverse devastanti deflagrazioni. Lo spadone dei barbari contro le raffinate coltissime debosce della tarda romanità. Per dire. In un mondo globalizzato, per dire. Nel tempo ad attrezzarsi ai più vari e deleteri sconquassi, per dire.

E dunque? O continuare a trasformare gli oggettivi BENEFICI che indubbiamente le innovazioni tecnologiche apportano all’umanità liberandola da fatiche e da lavoro, in PROBLEMI secondo un usato stupido assodato e supinamente accettato, ottocentesco stereotipo OPPURE si comincia a dare un senso ALTRO alla economia cominciando a REDISTRIBUIRE,  più per motivi di spicciola ragionevolezza che di edificante equanimità, PATRIMONI, RISORSE, REDDITI e LAVORO.

Se si ha paura dei termini non li si chiamino piccoli necessari inevitabili “elementi di comunismo”. E neppure di socialismo se l’evocazione turba più di un sonno di più di un qualche scemo.

Li si vedano come piccole iniezioni di UMANA e CIVILE convivenza. Senza le quali… O socialismo o barbarie si diceva? Ecco.

Naturalmente son solo cose che qualche isolato cretino si permette di scrivere su un ridicolo blog e niente più. Ed è ovvio che l’umanità ragionante e responsabile e proiettata in un futuro fatto di realtà e privato delle fantasiose utopie costruite su inattuabili considerazioni, si darà ad una ESIGENZA di CRESCITA INFINITA e…

Bummm?

Set
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-09-2011

sacconi-bonanniL’ultima di Bonanni: «Lo sciopero si fa di sabato o di sera, c’è la crisi»

Cattivissimo il capo della CISL (nella foto in un attimo di resipiscenza si aggiusta il colletto davanti alle oscene corbellerie del compagno di merende, il noto brigante dissertatore e cattolico di suore puttane – già sedicente socialista, si può ridere o inorridire, a scelta – Sacconi. Di cosa? Della stessa sostanza di cui – sono fatti i sogni? macché – è fatto questo Paese, a detta della cara salma, di merda ovviamente: il Paese, la cara salma e pure Sacconi e anche Bonanni va là) che propone una indolore (per i lavoratori, per il Governo e per sé stesso)  strategia per affrontare a muso duro i furiosi attacchi ai diritti (più estorti) e al tenore (basso piuttosto) di vita dei lavoratori da lui rappresentati: vedersi di sera davanti ai luoghi del Potere,  sit-in, happy hour, ciacole in libertà, qualche mugugno e qualche risatina di sufficienza, dài…

Durissima la risposta ieri sera al TG3 alla domanda sul che fare: «Noi non approveremo ».

Ah.

Da il Riformista.it- Far cassa con le pensioni-

Senza destare né gran scandali né grandi indignazioni da parte degli eventuali interessati. Pensionandi, nel caso. Più o meno giovani. Più o meno diversamente giovani. Le cui prospettive di futuro si stanno dipingendo a fosche tinte. Da parte di chi sta apparecchiando loro quel bel futuro. Senza destare né gran scandali né grandi indignazioni. Già detto? Sì, eccome. Da sempre e senza granché di risultati. Pare le cose debbano andare secondo consolidati flussi e più che prestabiliti. Che, nell’enorme caos che contraddistingue questi tristi e perigliosi tempi e un po’ infami, l’unico condiviso tabù che, inveterato, insiste e persiste indefettibilmente tra le partecipate inibizioni delle nostre belle genti è il termine: PATRIMONIALE. Terrore dei poveri di spirito. Di dessssstra e sssssinistra. Oh yessss. E pure di quelli che non hanno da perdere che le proprie catene.

Continuiamo nella universale FOLLIA.

Ago
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-08-2011

Da La Repubblica.it- Crisi, intervengono la Bce e il G7 ma le borse asiatiche aprono in rosso-

«IL MONDO VA A CATAFASCIO E IO NON HO NIENTE DA METTERMI» Pare questa la reazione della POLITICA completamente succube di una oscura quanto indefinita ECONOMIA al disastro che anche in queste ore (Borse asiatiche in crollo, in Israele -7%, ah beh) si sta profilando. Tutti perduti nel gran gorgo senza che in apparenza nessuno ci guadagni… l’ASSURDO è dunque qui?

Tutti allegramente a castrarsi, olè

Lug
07
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 07-07-2011

Nel mentre che Ostellino (per dire di infimo ed angusto rifugio) scriveva il suo solito pezzo grondante di sangue e giusta durezza e anche, (a lor dire e/o lor dare o lordare) liberalismo (nel senso di sbertucciare ogni forma di welfare, avendolo in orrore come di un sistema iniquo e per nulla proficuo alla evoluzione della specie…  oh insomma, giù di lì) su SETTE , il magazine dello stesso giornale (il Corriere della Sera, ça va sans dire) su cui tanto ci si impegna il medesimo Pierino, sta una terribile immagine di una donna della Florida sfrattata su due piedi e gettata sulla strada per via di mutui subprime e affitti non pagati ed opzioni più che liberali, altre. « Spietata Libertà », fosse un serial, lo potremmo titolare. Siamo sicuri cha al buon Piero Ostellino (sempre nel senso di un…  ahi serva Italia, di dolore ostello, più infimo ancora) al primo orgasmo mattutino suscitatogli dalla lettura del suo gran fondo, non è mancata la gioia di un successivo godimento alla vista di quella donna disperata e sommamente sventurata.

Sono fatti così certi liberali.

Come De Sade.

Mag
24
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 24-05-2011

Da Corriere della Sera.it-  Un italiano su 4 sperimenta la povertà -PIL fermo, Italia fanalino di coda in Ue. Mezzo milione di giovani ha perso il lavoro. Sulle donne il peso del welfare. Il potere d’acquisto si riduce-

E se la « Soluzione è la Rivoluzione»? Con una qualche comprensibile riserva sulle parole da utilizzare per questa imprescindibile bisogna. Con qualche imperativo di una qualche forma di… comunismo, anche. Anche se, ovviamente, ben consapevoli della assoluta non spendibilità politica dell’uso del termine terribile. Anche se, se non s’avesse paura delle parole, partendo proprio, dal web, che altro sono l’open source e tutto il mondo di mutua assistenza e di generose  e disinteressate relazioni ( da ciascuno secondo le sue capacità a ognuno secondo i suoi bisogni, veh)  che a queste cose gira intorno, se non piccole dosi di vero e proprio… comunismo? oh yeah.  Altre soluzioni non ci stanno (a parte il ritorno al medioevo e allo schiavismo e alla permanente conflittualità tra ceti, classi, generazioni, stati, popoli, etnie, corporazioni, gruppi e sottogruppi e via così). Quando qualcuno trova la formula per assicurare un lavoro e un relativo benessere e un decente welfare (secondo standard europei, ehi) alle prossime generazioni, faccia un fischio.

E se la soluzione più credibile non consiste in una obbligata REDISTRIBUZIONE (su basi di ragionevolezza e civiltà, senza i soviet, beninteso) dei redditi e dei benefici propri dei progressi tecnologici (MARX, che altro?) …

Beh…

Feb
10
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 10-02-2011

Da FOCUS.it -Il nuovo socialismo: Non è oppressivo né di “classe” né statalista, ma liberale e globale: la società collettivista arriva dalla Rete di Kevin Kelly-

Certo non si può dire le cose del mondo abbiano a volte una loro intrinseca bizzarria nei modi e nelle forme del loro manifestarsi. In questo articolo dell’americano (!) Kevin Kelly pubblicato e divulgato in Italy dal mensile Focus (proprietà Mondadori!, presidente Marina Berlusconi!) si afferma quello che solo agli occhi dei cretini non è (ancora) evidente. Che quello che si è buttato (giustamente, data la impresentabile forma che si sostanziava in pura nequizia)  dalla finestra, ora si ripresenta, lindo e pulito e bello e giusto e umano e soprattutto, se solo si voglia dare un segno di progresso per l’umanità tutta, ineluttabile ed indispensabile, alla porta. Certo molti cominciano a capirlo e, perciò, a sentirsene minacciati nei loro escludenti privilegi. Certo che molto si farà per porre limiti e argini a questa fantastica forma di gratuita condivisione (comunismo? eh sì, caro… ma se ti fa paura non chiamarlo tale…) secondo la ben nota formula marxiana « da ciascuno secondo le sue possibilità a ciascuno secondo i suoi bisogni». Certo occorreranno resistenze e lotte e impegno per non permettere ai soliti squallidi squali di dilaniare e fagocitare questa ultima e grandiosa e dirimente possibilità.

Dipende da noi

;-)

Gen
13
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 13-01-2011

Da Corriere della Sera.it -Ai cancelli Vendola contestato dai sindacati autonomi.  Berlusconi rompe il silenzio e si schiera con Marchionne. La Cgil: è danno al Paese. Bersani: il premier si vergogni-

D’accordo, siamo in disaccordo. Anzi, divisi, anzi dilaniati. Comunque, se non giustizia, almeno la chiarezza è fatta. Il triste plutocrate mostra la sua faccia vera (metaforicamente parlando) che è una brutta, pessima faccia per chi vive del suo tribolatissimo lavoro dipendente. Il Marpionne pure. Fa niente se rinunciando per un piccolo annetto agli emolumenti suoi, darebbe fattivo esempio a come certi sacrifici procurerebbero nel lungo periodo frutti ragionevoli e proficui per l’azienda e, a cascata (forse, beh?), per l’intero Paese (maestranze FIAT comprese, sempre forse). E infine il contestato Vendola toglie lo stigma di settori di”settari intolleranti” a chi fino ad ora si era non poco impegnato a contestare il contestabilissimo Bonanni. Pari siamo e morta lì.

Intanto scivolando… La prossima (ri)volta sarà del pane che si tratterà.

Gen
04
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 04-01-2011

Da La Repubblica.it - La Borsa premia la nuova Fiat. Ma ancora tonfo per il mercato dell’auto-

Ma tu vedi. Se mai si cercasse una prova provata della intrinseca imbecille irrazionalità (dove col termine di “razionalità” s’intenda la naturale disposizione ad improntare il proprio agire secondo fini di generale utilità, non solo strettamente individuale, ma di comunità, collettività, specie) di quella bizzarria tutta umana creata al solo scopo di fregare con giochetti di parole la stragrande maggioranza dei bassi ceti produttivi da parte di pochi furbi disinvolti truffatori: il cosiddetto Mercato. Il Dio, la Verità, il Dogma, gli Assoluti, le ultime uniche Certezze che l’asfittica nostra modernità ci riserva. Senza trovare nulla di meglio. Contestualmente all’annuncio del PADRONE di piccoli ritorni d’Ottocento e a Nuove piccole ignobili forme di Schiavismo e al dato industriale di una chiarezza disarmante circa l’andamento catastrofico delle vendite del prodotto (automobili, sempre automobili, fortissimamente automobili, A.D. 2011) dello stesso Padrone di cui sopra, la Borsa, (La Borsa: il Dio, il Dogma, L’unica forma certa d’Assoluto che l’asfittica nostra modernità ci riserva) ) stabilisce e certifica, essere tutto questo, COSA BUONA.

La morale? Sta nella didascalia della foto (scheletrica obesità) del precedente post (oltre che nello stesso testo, va da sé)  :  L’Occidente (primo!) raggiunge l’apice del percorso umano e conseguentemente niente altro che ossimori sa ormai riprodurre.

Qui stiamo.

Dic
29
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 29-12-2010


Da La Repubblica.it - Fiat, tavolo per Pomigliano. Duello sul referendum a Mirafiori. Fassino: “Fossi un operaio, direi sì”-

This is the question direbbe Shakespeare. Ma fuor di dubbio, questa volta. E si tradurrebbe con «cazzo, sta proprio lì il punto, orco di quel cane»: Che non lo sei, un operaio. Che richiamandoti a valori e senso delle cose traguardandole da una prospettiva che inquadrasse la realtà da un angolo basso e un attimo minimamente spostata a sinistra (veh!), smarrito hai completamente un non complicatissimo percorso (a differenza, lo si ammette, di questa tortuosa prosa già con_torta) di dirigente (poca classe) di sinistra, appunto. Che tu e il tuo ex compagno di merende tal Rutelli Francesco detto “Il Cicoria”, formidabile coppia di perditori d’orizzonti, è da quel dì che non ne imbroccate una che sia una. Che di memorabile di te resta la comparsata tua e della tata tua in un triste programma (c’è posta per te, cazzo, a canale5) di un triste sabato sera di un tristissimo ottobre del 2005 triste vigilia della altrimenti tristissima disfatta (sic!) elettorale del successivo (va da sé) 2006: una vittoria in tasca trasformata all’ultimo, per insipienza e totalissima incapacità tua, Bibì,  e del tuo Bibò, in un risibile masochistico pareggio. Tu sei quello (lo canterebbe pure Orietta Berti) che nonostante, stante e persistendo, tutto questo, mica contento, no, candidamente ti candidi alla sostituzione, in quello di Torino, e chiamandoti Fassino (!) del noto sindachino Chiamparino ino ino ino.

Che, insomma, ad affrontare i problemi della nostra complicata (ma mica tanto, poi, è almeno dall’ottocento che si ripetono pressoché sempre uguali ed è dall’ottocento che s’è cominciata a profilare una qualche soluzione da parte di un ottimo marxistico barbone),  contemporaneità secondo i suoi ;) fassiniani e marpionneschi abusatissimi schemini siamo capaci pure noi.

Uffa.

Dic
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-12-2010

A chi, molto “demagogicamente”, quando gli si chiede dove reperire le risorse necessarie per mantenere il necessario minimo livello di manutenzione del Paese, che tra altro contribuirebbe a non ritrovarsi nelle solite ridicole e tragiche difficoltà ad ogni nevicata o vedersi crollare intorno siti archeologici o sbriciolarsi tele e/o affreschi e via decadendo, risponde di cominciare dalle spese militari (29 miliardi stanziati per soli aerei militari, controllare, prego) viene altrettanto demagogicamente (senza virgolette, please) risposto che le industrie militari (almeno quelle italiane) da sempre fungono da formidabile volano per la ricerca applicata e per l’intera economia nazionale e che rinunciare a quegli ordinativi metterebbe a grave repenTaglio  tanti posti di lavoro e tanti bei soldini… etc… etc…

Come se INVESTIRE nelle VERE risorse di questo specialissimo Paese non implicasse lo stesso tipo di ricaduta economica. Come se, alla fine della assurda fiera di una sedimentata ed indiscussa idiozia, un carro armato o un caccia, tolto il plusvalore occorso per produrlo, non avesse altro utilizzo e potenzialità che di far, letteralmente, danni e arrecare distruzione. Non, per dire, produrre energia, ripulire strade dalla neve, ripristinare alvei ed argini disastrati di fiumi e di torrenti, recuperare opere d’arte e siti archeologici o centri storici di cittadelle medievali, città terremotate e… E via così, secondo schemi di semplice efficienza di Sistema. Secondo l’unica via umanamente sostenibile e razionalmente progressiva ed economicamente conveniente, lungo la banalissima linea dello sfruttamento (etimologicamente e nobilmente inteso) della immensa potenzialità di questo Paese di matti.

Complicato, vero?

Dic
10
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 10-12-2010

Da The Guardian.co.uk- Prince Charles and Camilla caught up in London violence after student fees vote-

Il disappunto è quello che si legge sui volti dei nobili sovrani sorpresi di tanto baccano. Oh my god, sembrano dire, dove si andrà a finire di questo passo e quest’andazzo, signora mia. Tranquilli, non è la rivoluzione. Le masse dormono tranquille e non si lasceranno trascinare nelle più che giuste e ancor di più giustificate dispute che pochi realisti consapevoli delle fregature che un gruppo di tecnocrati stanno approntando da qualche decennio a questa parte per l’intero mondo: una forma di distribuzione delle ricchezze a beneficio dei soliti tre noti e a discapito della stragrande maggioranza degli ignoti. Come sempre. Se si riesce ad immaginare cosa possa significare triplicare le rette universitarie portandole a quote fino a 9000 sterline l’anno. Se, magari si obietterà, che ai meritevoli, ancorché non abbienti, sarà comunque assicurata la possibilità (thank you, oh my god)  di accesso allo studio. Stessa ipocrita disperata linea di difesa degli ipocriti nostri grassatori e depauperatori. Come dire che se sei un figlio di poveracci devi comunque, per coltivare una pur remotissima chance di riuscita, avere il quoziente intellettivo di un Einstein e, diversamente, se possiedi buone risorse (metti che tuo padre o un tuo lontanissimo avo abbiano risolto la definitiva questione del reddito a suon di ruberie con omicidi annessi ) e la normale testa di un normalissimo cretino (succede) ti basterà il tempo e tutto il denaro che avrai in abbondanza da perdere.

Quando la competizione avviene tra la possibile intelligenza di ora e le risorse provenienti da rendite derivanti anche da attività criminali…

Ci si chiede ancora l’arcano motivo che sta alla base della involuzione della specie?

Dic
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-12-2010

Da Corriere della Sera.itBarenboim si appella alla Costituzione contro i tagli alla cultura. Manca Bondi-

Se, come sembra ed è, nel nostro miserabile tempo, ci si è ridotti a considerare ogni punto di vista, riguardante ogni singolo aspetto della nostra stremata convivenza civile, sotto lo stretto profilo della “compatibilità” forse converrebbe soffermarcisi un attimo sulla compatibilità. Nel senso di, etimologicamente, soffrirci un po’. Insieme magari. Da quella strettamente biologica (sopravviverci) a quella ambientale (viverci)  a quella civile (viverci elevandosi un gradino dalla pura animalità) a quella economica (viverci civilmente proiettandosi in un futuro ugualmente civile) e così ad libitum. È quella economica che sembra si voglia oggi maggiormente rispettare. Magari a scapito delle altre e precedenti (rigorosamente precedenti) e in maniera, come ci ha abituati la miserabile politica del nostro miserabile tempo, al solito bislacca e truffaldina. Contemplando nelle compatibilità possibili  il fatto possano coesistere allegramente i pochi super-ricchi ( facciamo il 10% della popolazione?) proprietari del 90% della ricchezza (di un Paese o del mondo, è uguale) accanto al 90% di poveri o giù di lì proprietari del restante 10% . Messa così è più che ovvio che non vi siano già ora le risorse necessarie per permetterci la compatibilità civile di cui sopra. Decidendo che i beni archeologici, storici, paesaggistici e culturali tutti, che non trovino un riscontro immediato in termini di adeguata remunerazione, sono cose alle quali uno Stato in quanto tale può tranquillamente rinunciare. Considerando le mere (e fasulle e artefatte e fittizie e fraudolenti e manipolate) compatibilità. Adesso i beni culturali. Domani sarà la sanità e poi verrà l’assistenza sociale e l’istruzione e la giustizia e via così… sempre ad libitum

Così si affonda una Civiltà.

Il Popolo lo vuole.

Nov
29
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 29-11-2010

Da farsi tremare le vene dei polsi (se è vero, come è vero, che in politica e soprattutto in economia prefigurando scenari spesso si preconizzano e conseguentemente si anticipano) ad assistere alla trasmissione di ieri di Lucia Annunziata, In Mezzora, dove fior di esperti  paventavano un dissesto finanziario, che, per “effetto domino”, a cascata si diffonde e si allarga e, dalla Grecia da cui è partito, possa arrivare fino ai nostri già disgraziati italici lidi. Con esito finale, magari (sventuratamente, piuttosto) del fallimento dell’Euro, di un ritorno alle monete nazionali, agli interessi particolari fino alla fine di un disegno di Civiltà e tutto quello che di nefasto ne conseguirebbe…

E allora? E allora magari una qualche spiegazione e forse una qualche possibile soluzione potrebbe stare in due notiziole in cronaca riguardanti una, due paradigmatici (intellettualmente e anche nominalmente – un dolce e una gabbana orco di un cane – intesi) stilisti e l’altra, una tranquilla, quasi anonima, famiglia di industriali farmaceutici ai quali (stilisti e farmaceutici) pare siano stati sequestrati a scopo preventivo 1+1 miliardi di euro (leggasi 4000 miliardi di vecchie lire) . Per via di innocenti ed allegre evasioni (od illegali elusioni che siano) fiscali.

E se il convento è povero ma i fraticelli sono ricchi, insensatamente ricchi, esageratamente ed inutilmente (anche per le loro deliranti frustrazioni) ricchi, allora…

Nov
15
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 15-11-2010

Da La Repubblica.it - IL MODELLO PERDUTO di Luciano Gallino-

Ecco! Dedicato a tutti quelli che si riempiono la boccaccia loro maledetta un giorno sì e l’altro pure, di parole come “identità”. Difficile, infatti, riuscire a definire l’identità europea fuori dalla peculiarità del suo modello di Civiltà. Difficile negare che quel modello stia per essere buttato alle ortiche in nome e per conto della globalizzazione. Impossibile  smentire che abbandonando quel modello di garanzie  di diritti e di servizi (welfare? quello!)  e cercando soluzioni nella concorrenza al ribasso, i cittadini europei (e quelli del mondo tutto, anche) ne avranno prospettive per il futuro frustrate e depresse. Subordinando alla speranza che dal proprio inessenziale contingente si proietta nell’oltre delle generazioni a venire, la sicurezza e l’atonia e l’afasia delirante del proprio irrinunciabile passato: chiamando a sé, secondo il tipico espediente di una destra raggelata e raggelante nel suo immobile ibernato rigore, radici e tradizioni e identità e trasformandole in valori.

Però

Per dire, se: Da «Il Giornale.it -Il Papa: “La crisi è seria. Cambiare stili di vita” E avverte i Paesi ricchi» forse significa, in un qualche modo, che, se pure da quella  pietrificata foresta di tradizioni radici e identità, nonostante l’apparenza, qualcosa… eppur si muove.

Invece

E se si trattasse semplicemente di ricorrere a conosciute categorie del Novecento e ibridarle con le (previste) esigenze nostre e contemporanee? Se non col comunismo, contaminata parola dalle banalità del male e del Potere, almeno Socialismo. Non è questione di ideologia. È solo questione di presa d’atto di un Tempo ormai venuto.

Poi, certo, si può scegliere di stare dove si sta ed affondare e far affondare, insieme all’unica speranza fondata sulla minima realtà, il mondo intero.

Ecchecazzo