Apr
28
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 28-04-2017

En marche o in cammino. A passo di gambero: in avanti per tornare indietro? En marche o in cammino. Per scansare il passo dell’oca e il conseguente ripasso di ricorrente catastrofe?
Destra e sinistra non sarebbero più categorie del presente. Forse (forse forse) è così. Di sicuro restano ben evidenti il sopra e il sotto. L’alto e il basso. 
Di sicuro, da sempre, chi sta sopra sputa, piscia, vomita, ecc. in testa a chi sta sotto. 
Di sicuro una certa idea di sinistra ha sempre cercato di raccogliere i giustificati malumori di chi sta sotto a beccarsi i materiali espulsi di chi sta sopra, trasformandoli in comune ri-sentimento (verso quelli di sopra, di cui sopra) e afflato solidale.
Di sicuro una certa idea di destra ha sempre cercato di raccogliere i giustificati malumori di… tutti, sopra e sotto, trasformandoli in contrapposti ri-sentimenti per quelli che stanno comunque sotto. A scalare. E se di afflato solidale ha mai trattato, ha sempre cercato di circoscriverlo, limitarlo, ghettizzarlo. Cercando ed individuando un comunque nemico tra quelli comunque sotto: razza, classe, tribù, clan, nazionalità, campanile. 
Da una parte l’insieme confuso e indefinito e pur solidale (ora si dice buonista): intanto si aprano gli ombrelli per ripararsi dalla mefitica pioggia che dall’alto vien giù e si rifletta sul da farsi, non distinguendo tanto da chi sta appena sotto o sotto sotto o sotto sotto sotto… 
 Dall’altra una qualsivoglia identitaria appartenenza: ognuno che sta sotto si curi di ributtare più sotto la merda che arriva dall’alto. E quello appena più sotto si curerà di rimandarla più giù… 
Destra e /o sinistra -forse- marciano (o camminano) ancora.

 

Gen
21

 

Da Il Fatto Quotidiano.it- La ricchezza di 85 “paperoni” è pari a quella della metà più povera del pianeta-

Ecco. Ottantacinque (85,00) singoli individui contro (o pari a) tre miliardi (3.000.000.000,00) di persone. Caso mai occorresse dare una sbirciatina alle nostre gonze convinzioni di come funziona il mondo. Quando ci si consola con le sparate sui costi della casta ed altre simili facezie (per tacere d’idiozie). Insistendo sulle umane piccolitudini, tanto per dare sfogo al “senso della politica” di una lavandaia (o, a scelta, della portinaia, del viaggiatore nello scompartimento, del cliente del barbiere, dell’avvinazzato da osteria, del chiacchierone del bar sport… etc. etc.) indignandosi per la macchiolina invisibile che sta nell’angolino della cornice del quadro. Evitando ben bene di parlare della cornice e soprattutto del quadro. Desolante. Il quadro complessivo, s’intende. Quello che la Politica (sempre sia criticata) supportata dall’ignavia, dall’indifferenza, dall’ignoranza e dalla stupidità delle masse boccalone, nella banalità della sostanza, NON FA per dare un senso decente alla sua “ragione d’essere”. Che dovrebbe ALMENO consistere nell’organizzare una società e un mondo dove simili sconcezze (85 contro 3 miliardi) fossero almeno percepite come tali e ALMENO si cercassero le ragioni e i rimedi di tanta scandalosa oscenità. La POLITICA. Quello che FA. Tre miliardi di persone. 85 essere umani come Dei.

Quando basterebbe una scorreggia o anche un semplice rutto emesso all’unisono da quei 3.000.000.000 (miliardi) di persone per spazzarli (gli 85 Dei) per sempre (che poi tutti si muore e che forse la felicità o il semplice senso della vita abita altrove, lo sanno quegli 85?) dalla faccia di questa triste Terra.

Dic
13
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 13-12-2013

 

Ma, non meno importante, da dove si viene?

Da l’Unità.it – Forconi, ultimo delirio anti-ebrei «Hitler? Pazzo, ma si è vendicato» -

Cosa pensare? Che dire? Chi mai sono questi? Da dove ricavano le loro idee? E quali sono per sommi capi i loro riferimenti? Ché certo li avranno, dato che, nessuno, raggiunta l’età della ragione, si può definire ideologicamente vergine. E soprattutto che fare? Bella ultima domanda. Magari lasciare che brucino, assaltino, impicchino il solito sfigato, taglino teste, seminino il caos, abbattano l’abbattibile. Che poi, rideremo (oh sì, o oh no?) del “poi”. Che alla fine, quando sarà il tempo di rimuovere le macerie e spazzare la cenere e ristabilire un minimo di ordine (quel tanto che basta per banalmente amministrare la cosa pubblica: pagare stipendi e pensioni, riempire le buche stradali, organizzare scuola e sanità, cose così…)  e un qualche tipo di rappresentanza i “nuovi” vincitori se lo dovranno pur scegliere, scopriremo la tragica storica ironia del Potere. Che scacciato dalla finestra rientra, bello e pimpante e più truce di prima, dalla porta. Ci sarà da ridere (ma forse da piangere) quando ci accorgeremo che ad un potere segue un nuovo (spesso vecchissimo) Potere. Vecchissima storia (e insegnamento della Storia) che poi queste cosette ben rappresentino il punto finale del lamento plebeo (privo di ogni minima elaborazione culturale, quello da osteria e da bar sport, per intenderci) che in altri luoghi e tempi e contesti ha portato a populismi e fascismi vari…                                                                                                                                                                                                                                                                               Il Il suggello finale, stavolta, del becero berluscon-leghismo che ancora una volta (dopo Mussolini e, con esiti meno letali, “Fronte dell’Uomo Qualunque” del dopoguerra e altri, ormai dimenticati, patetici tentativi) ha dato dignità politica (la Politica non è che una semplice convenzione di regole condivise per gestire la comunità) alle pulsioni più primitive e viscerali (più popolume che popolo) facendo leva sul pensiero “basso” tutto proiettato alla semplificazione destrorsa secondo i cui stilemi ogni “altro da te” (dai terroni ai marocchini agli stranieri tutti, dalle caste intellettuali, politiche e sindacali all’Europa, dai “garantiti” ai detenuti, dagli ebrei agli zingari e via andare…) è portatore di un qualche privilegio e dunque nemico da abbattere. Triste trionfo dell’eterno rancore dei miserabili (con tutte le giustificazione del caso, certo, per quel che riguarda quelli “economici”, con nessuna giustificazione per quelli semplicemente gretti d’anima) e della umana meschinità.

Forza Italia. :(

Dic
09
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 09-12-2013

Da L’Unità -PRIMARIE PD, IL TRIONFO DI RENZI: «ORA LA SINISTRA CAMBIERÀ»-

Renziamo… senza trattino (renzi-amo, no, cavolo). Musi lunghi e stortignaccoli da una parte e tronfi radiosi sorrisi dall’altra. Vince Renzi. Con qualche irrisione e complice movimento di gomiti a destra. Con qualche preventiva disperazione e movimento ondulatorio di pollice ed indice a sinistra. Calma, ragazzi, non facciamo gli isterici, direbbe Woody Allen. È che ogni botte dà il vino che ha. È Italia. L’Italia solita geniale e banale al contempo. È che  storicamente siamo un Paese di rivoltosi. Mai rivoluzionari. Di fratricidi, mai di parricidi. E quello che è successo è la massima versione (più melodramma che dramma) che può fornire il popolo italiota di un parricidio. Poi, non c’è granché da stupirsi troppo dopo un simil-Thatcher il “popolo” si rivolga a un simili-Blair. Ma se perfino i sogni blairiani nostrani (dello stesso odiato D’Alema e compagnia, per dire, Cuperlo compreso) hanno portato a non pochi ripensamenti e pentimenti (si chiama banalmente: Politica), non è detto, salvo deriva ego- delirante del “mentalista” neo-eletto, lo stesso non possa non tener conto della realtà effettiva e del nuovo “stato delle cose. Di buono (sì, c’è del buono) rimane il salto generazionale, la sventolata intenzione di rimuovere le sedimentazioni, le collusioni, le rendite di posizione, le incrostazioni di un potere che senza soluzioni di continuità si sono succedute dal PCI ad ora. Neppure a sinistra, neppure nel sindacato, neppure noi “puri” siamo angeli…

eh beh

Mar
18
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 18-03-2013

Da Il Fatto Quotidiano.it-  « Ma, oltre a scrivere, ogni tanto vi leggete?» di Marco Travaglio

«Perché, parafrasando un celebre titolo di “Cuore” sul mitico “uomo della strada”, è ora di riconoscere che molte volte anche il mitico “popolo del web” è una bella merda» dixit Travaglio.

E pure noi, che, per dirla col Marchese del Grillo (che forse non è Travaglio, che deve essere almeno almeno barone se non principe di quel casato) non siamo un cazzo, la cosa (è una bella merda) l’avevamo mezza intuita. Dal successo, tra l’altro, dello stesso Fatto Quotidiano. A cui successo per un breve momento tutti noi, sinistrorsi sinistrati e un poco sinistronzi, abbiamo contribuito salutando il vento nuovo fatto d’irriverenza e di spietata controindicazione alla cultura berlusconoide infiltratasi in ogni ganglio della bassa società ed incivile. Lo intuimmo dalla lenta ascesa alla beatificazione dello stesso Travaglio (principe, barone o marchese di cotanto Grillo, del Grillo medesimo (l’imperatore) e degli accodati giornalisti tutti con la bava alla bocca e gli occhi iniettati di sangue (uveite primordiale epidemica): stessi metodi spicci e sbrigativi dell’ancien regime; stesse liquidatorie scorciatoie per arrivare, al roso fegato e alla travasata bile prima che al cervello di chi assisteva allo sfacelo di una intera classe politica. Stesse mediatiche bastonature a chi, per eccesso di tribolate analisi e complicati pensamenti non si allineava con la sacra Crociata. Ottimo proponimento, non fosse stato che tra gli infiltrati tra le fulgide schiere dei bastonatori dell’orrida casta, stavano i soliti furbetti mediatici tartufi, degni rappresentanti dell’establishment italico, declinanti e declinati, e inclinati anche, al nuovo spirito del tempo. Ottimo intento, non fosse stato che nel ritrarsi puri e duri non avessero catalizzato in quel fango creativo tutti i biechi rancori, tutti i livori, tutti i cultori dell’affanculismo più becero e spietato. Internet? Oh sì. Dove ci stanno questi (i buoni, belli, bravi ed odorati) e quelli (i puzzoni, rancorosi, frustrati ed odiatori per diletto e/o professione).

Ora, da una parte l’aedo del grillismo/grullismo prende atto che i “metodi di dibattito”, quando diffusi per l’azzurro cielo, svolazzano e ritornano come per magia ai natii lidi. Dall’altra il guru aureolato tutto proiettato alla mistica del web e alla democrazia che da questo traeva legittimazione e imprimatur, di fronte alle prime scosse di coscienza e alla banale constatazione di come le cose conservino una loro intrinseca bellezza fatta di complessa profondità, s’indispettisce e conciona malamente e censura e indirizza bolle d’anatema…

Ma dai? 

Dic
22
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 22-12-2011


Da Corriere della Sera.it-  Le generazioni prive di difesa di Maurizio Ferrera -

Mistificando. Falsificando. Manipolando. Parole. Convenzioni. Dati. Come si è sempre fatto coi bambini scomodando babau e uomonero e orchi e lupi e selve oscure. Come da sempre si fa col popolo bambino ricorrendo a circonlocuzioni, perifrasi, arzigogoli per fargli ingoiare ogni tipo di rospo. Per infilargli, ove si voglia, con la maggior naturalezza e disinvolta eleganza ogni tipo di supposta. SOSTENIBILITÀ è stavolta la parola magica. Magari a volte ri_mediata in COMPATIBILITÀ. Oh sì. Piccoli fremiti quantistici ad indicare il vuoto annichilente che si esprime. Celiando. Un po’ per noia un po’ per non morir? Macché. Per far morire. Sostenendo la SOSTENIBILITÀ là dove crolla la minima umana LOGICA. Riuscendo a far intendere e a rendere sostenibile l’insostenibile e l’incompatibile. Facendo credere che i vantaggi (?) generazionali (?) degli uni (che si chiamano banalmente DIRITTI – nel senso di diritti acquisiti, come quelli generici dell’uomo a suo tempo sanciti da autorevoli civilissimi consessi )  sono in realtà PRIVILEGI scaricati e fatti pagare alle successive generazioni. Come si potrebbe altresì affermare che l’aria che le vecchie generazioni inalano e assimilano, restituendone dall’ossigeno prelevato del mefitico CO2, è aria egoisticamente e cinicamente sottratta a figli, nipoti, bisnipoti, pronipoti e via. Come si potrebbe sostenere (oh, SOSTENIBILITÀ) che le cure cui il vecchio (70enne minimo, ché appena ieri era un giovane virgulto ben idoneo a svolgere nel pieno delle sue possibilità qualsivoglia mansione) ricorre per il suo maledetto cancro sono risorse sottratte alla possibilità che figli e nipoti e bisnipoti e pronipoti e via, possano domani adeguatamente curarsi… I famosi privilegi, insomma, di quegli edili, metallurgici, infermieri, addetti alla catena, etc, tutti settantenni. Tutti con delle esosissime pensioni intorno ai 1000 euro… ma tu vedi. I famosi privilegi che le stesse attuali “giovani generazioni” accumuleranno nel percorso della loro fulgida carriera fatta di precariato, saltuarietà, contributi non versati e che condurrà loro, passati i 70anni (passati!), ad un assegno di pensione ben al di sotto di una qualsivoglia minima soglia di sopravvivenza, tiè. 

Così. I famosi PRIVILEGI dei pezzenti di turno. All’infinito. Giocando sulle ragioni degli uni e contrapponendole fantasticamente a quelle degli altri. Sostituendo ai conflitti tra classi e/o comunque tra disparità economiche i conflitti (miserabili) tra generazioni. Onde non affrontare il banalissimo problema della stringente ineludibile necessità di una EQUA REDISTRIBUZIONE di RICCHEZZE, RISORSE, REDDITI, LAVORO, TEMPO LIBERATO. Senza la quale il SISTEMA idiota folle e catastrofico dato e indiscusso dalle preziose menti della nostra ineffabile intellettualità, eludendo le fondative domande sulla sua intrinseca logica e congruità, continuerà a mistificare, falsificare, manipolare.

Ingannando, distorcendo, imbrogliando.

Fino al totale collasso civile ed economico.

Comico, vero?

Dic
01
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 01-12-2011

Da Il Giornale.it- Riforma Pensioni, Fornero apre ai sindacati -L’Inps avvisa: “Via dal lavoro troppo presto”-

Dove il « troppo presto » sta a sottintendere si possa arrivare presto e ragionevolmente (?), alla media dell’andata a riposo, sostanzialmente per TUTTI, sui 67/68 anni.

Pietro Ichino ed Elsa Fornero hanno rispettivamente 62 anni 63. Giovanissimi, dunque. Anche per, oltre quello che fanno attualmente, espletare ovviamente  altri più o meno gravosi incarichi. E, come si vedrà, con una certa qual solerzia e celerità ed energia e prontezza… Insomma, loro o chi per loro ;-)

Ora: ci si augura ferventemente che a tutti (ma proprio tutti) quelli che in queste ore premono per fare andare la gente  in pensione a 67/68 anni, appunto, venga un coccolone di varia gravità (compresa una micidiale mossa di corpo, tiè) mentre camminano per le vie di una città. Che vengano soccorsi da una coppia di passanti di 67/68  anni. Che chiamata l’ambulanza risponda al centralino un 67/68 enne. Che la stessa Ambulanza sia guidata da un 67/68 enne. Che l’infermiere e il portantino siano due 67/68 enni. Che intervenga un rianimatore (massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca) di 67/68  anni. Che poi siano accuditi, curati e smerdati da infermieri/e e/o ausiliari/e rigorosamente 67/68 enni.

Ora: ci si augura che nel malaugurato caso bruci loro la casa intervenga all’uopo un’allegra combriccola di 67/68enni in forma di squadra di aitanti vigili del fuoco.

Ora: altrettanto ci si augura che nel caso di un malaugurato scippo (et/aut similia)  a prontamente intervenire ad inseguire il delinquente provvedano agenti di polizia… 67/68enni, ovviamente.

E così via…

Così… per un minimo senso di giustizia. E anche per farsi quattro (in)sane risate alla faccia loro.


Nov
22

Da La Repubblica (tramite Rassegna Stampa MEF): - Basta operai. Soltanto robot nella fabbrica cinese-

Il fatto che quella che dovrebbe essere, in un mondo appena appena toccato dal minimo di razionalità possibile, una buona OTTIMA NOTIZIA (gli operai sostituiti dai robot: liberazione degli uomini da lavoro manuale, abbattimento dei costi, tempo libero, maggior benessere da REDISTRIBUIRE… Wow!) diventa un PROBLEMA di disoccupazione e conseguente maggiore POVERTÀ, non è che l’ennesima dimostrazione che il SISTEMA (capitalistico? oh sì) è intrinsecamente IDIOTA oltre che MARCIO.

Eggià

Nov
01
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 01-11-2011

Da LA STAMPA.it -Renzi e la squadra di giovani che vuole governare l’Italia-

Di furbe scorciatoie e del solito codazzo d’intellettuali col ciuffo che, ognuno pensandosi il miglior fico del bigoncio, quello a cui, alla fine, gli altri dovranno per forza far riferimento, si mettono in cerchio attorno ad una fatua fiammella e celebrano il sacro rito della (ri)creazione. Compagni di merende in ultima sostanza. Variegati ed assortiti. Qualcuno (Luigi Zingales) dichiarandosi apertamente di orientamento destrorso. Qualcuno che magari, chiamandosi Mondadori (Martina, proprio di quelli) invocherà un ritorno alla meritocrazia. Altri (l’estensore materiale dei famosi centofiori, da un pc, tra l’altro, neanche da un mac, falsi e finti finanche nella loro sbandierata militanza nell’imperante, da quelle bande, fighettume) produttore di TV (è di Giorgio Gori  che si parla) di una abbastanza indecenza (l’Isola Dei Famosi, per dirne una), che magari si richiamerà alla bellezza che salverà il mondo (aspettavamo giusto voi a citarci Dostoevskij. E perché non Simona Ventura?).  Ed ovviamente non è certo mancato lo scrittore (Alessandro Baricco) che finalmente ha modo di urlare la sua sdegnata irritazione per la deriva conservatrice della Sinistra tutta. Concependo la modernità, Loro, come un asservimento conformistico allo Spirito del Tempo. Quella formula nuovissima che vede nella sana competizione tra le diverse miserabili disperazioni la chiave per ritrovarsi in un quanto mai luminoso Futuro. Quel sottile distinguo tra eguaglianza ed egualitarismo (mai sentito?) che è sempre il primo maleodorante alibi di chi anela ad un ritorno di classi definite e l’ultimo trito ricorso alla scaduta moneta di un becero qualunquismo che dalla Vandea si evoca  per invocare il ritorno dall’esilio di baroni e principesse e regine e re.

Insomma, cose così. Per tacere del bamboccio ventriloquo ( ché a parlare veramente è l’accozzaglia di stereotipi e gran luoghi comuni, finemente e con gran verve, pronunciati in un comprensibile e gradevole toscano) gran protagonista. Rubacchiati in egual misura al dipietrismo, al grillismo, al leghismo meno indecente, al più trito berlusconismo furbo e loffio. Il colpo di genio di quel che pensandosi un Blair in sedicesimo (per quanto il Blair, orrendo si sia, alla lunga, largamente rivelato, bleah) non è che un Cameron seduto dalla parte sbagliata. E, il già peregrino pellegrino di Arcore, alza il dito minaccioso, e scaglia reprimende ed anatemi in nome della sola sua presunta giovane e fresca bella faccia.

Come se fosse indifferente che a succedere al nostrano Vladimir Putin fosse il solito Dmitrij Medvedev.

Come se il ricambio generazionale dovesse compiersi tra un imbarazzante manichino (la cara salma) in forma di pifferaio magico e un giovane virgulto altro ( ugualmente vuoto di pensiero- ugualmente pieno di boriosa supponenza) abile pifferaio magico.

Ci risparmieremmo i sussurri circa l’uso di pompette e altri marchingegni, certo, ma…

E andiamo….

 

Ott
25
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 25-10-2011

Da La Repubblica.it- Il Vaticano lancia le sue proposte “Serve nuova autorità finanziaria mondiale”-

Arrivano. Con colpevole ed imbarazzante ritardo ed alla spicciolata ma, obtorto collo, arrivano. Senza smentirsi più di tanto. Provando a balbettare qualcosa di sensato dopo aver nei secoli rincorso ogni forma di pensiero dominante. Tra timidi tentativi di serie analisi della realtà e vergognosi accomodamenti col Potere e col potente di turno. Plutocrati compresi. Ora si accodano senza gli opportuni anatemi che farebbero del loro sdegno qualcosa di più serio di quella che altro non è che – in verità vi dico – una modesta e rituale presa di posizione. Pluff.

E cominciare a rendersi conto che stiamo assistendo ad un salto di CIVILTÀ? Che quello che è talmente evidente – che a non vederlo ci si rivela inevitabilmente oltre che criminali anche criminalmente ed irrimediabilmente stupidi – è che è il sistema CAPITALISMO che è arrivato ad un suo, pur previsto, capolinea. Oltre il quale o si procede per somma di libertà e civiltà oppure si recede ad un mondo governato dalla bruta forza e da vetustissimi squilibri tra diverse disperazioni sempre più pronte alle diverse devastanti deflagrazioni. Lo spadone dei barbari contro le raffinate coltissime debosce della tarda romanità. Per dire. In un mondo globalizzato, per dire. Nel tempo ad attrezzarsi ai più vari e deleteri sconquassi, per dire.

E dunque? O continuare a trasformare gli oggettivi BENEFICI che indubbiamente le innovazioni tecnologiche apportano all’umanità liberandola da fatiche e da lavoro, in PROBLEMI secondo un usato stupido assodato e supinamente accettato, ottocentesco stereotipo OPPURE si comincia a dare un senso ALTRO alla economia cominciando a REDISTRIBUIRE,  più per motivi di spicciola ragionevolezza che di edificante equanimità, PATRIMONI, RISORSE, REDDITI e LAVORO.

Se si ha paura dei termini non li si chiamino piccoli necessari inevitabili “elementi di comunismo”. E neppure di socialismo se l’evocazione turba più di un sonno di più di un qualche scemo.

Li si vedano come piccole iniezioni di UMANA e CIVILE convivenza. Senza le quali… O socialismo o barbarie si diceva? Ecco.

Naturalmente son solo cose che qualche isolato cretino si permette di scrivere su un ridicolo blog e niente più. Ed è ovvio che l’umanità ragionante e responsabile e proiettata in un futuro fatto di realtà e privato delle fantasiose utopie costruite su inattuabili considerazioni, si darà ad una ESIGENZA di CRESCITA INFINITA e…

Bummm?

Da il Riformista.it- Far cassa con le pensioni-

Senza destare né gran scandali né grandi indignazioni da parte degli eventuali interessati. Pensionandi, nel caso. Più o meno giovani. Più o meno diversamente giovani. Le cui prospettive di futuro si stanno dipingendo a fosche tinte. Da parte di chi sta apparecchiando loro quel bel futuro. Senza destare né gran scandali né grandi indignazioni. Già detto? Sì, eccome. Da sempre e senza granché di risultati. Pare le cose debbano andare secondo consolidati flussi e più che prestabiliti. Che, nell’enorme caos che contraddistingue questi tristi e perigliosi tempi e un po’ infami, l’unico condiviso tabù che, inveterato, insiste e persiste indefettibilmente tra le partecipate inibizioni delle nostre belle genti è il termine: PATRIMONIALE. Terrore dei poveri di spirito. Di dessssstra e sssssinistra. Oh yessss. E pure di quelli che non hanno da perdere che le proprie catene.

Continuiamo nella universale FOLLIA.

Lug
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-07-2011

Da Europaquotidiano.it- Un Fatto abusivo su Berlinguer di Stefano Menichini-

Condivisibile fino all’ultima goccia. In un tempo che inevitabilmente cambia e che inevitabilmente tutto fa restare (e arrestare, anche?) come era, è sempre stato, sarà. Per luoghi comuni e stereotipi. Per legge di natura profonda (le legge e la natura). Per l’ossessione dell’Eterno Ritorno e via così… Perché siamo piccoli uomini mossi da basiche cose attinenti intime pulsioni che da millenni elaboriamo in cosiddette Idee. Piegandole alle logiche delle nostre ragioni per via della nostra eterna, un po’ scaltra un po’ cialtrona, Ragione.

Per dire? Per dire di vuote stanchezze e di gentiluomini che per vie diverse proprio non riescono a sottrarsi alle stesse logiche di Potere che avversano. Con molte ragioni (tutte riconoscibili e riconosciute, certo) e qualche indomabile torto, più che legittimo figlio di quelle stesse ovvie ragioni.

Per dire? Che pur non essendo di grande tendenza, in certi circoli e luoghi di pura certezza, così , a cazzo, ci viene di fermarci a guardare nel vuoto, pensando che forse assoluta purezza… assoluta limpidezza… assoluta virtuosità… perfino verità… ha troppo dell’assoluto e dell’auto-assolto… Confidando sul FATTO che poi, all’ultimo, vi è sempre il più puro che epura…

Per dire? Che – citando Prevertcome per miracolo, si alza il sopracciglio…

Il loro, ma anche il nostro.

Ragazzi…

Lug
07
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 07-07-2011

Nel mentre che Ostellino (per dire di infimo ed angusto rifugio) scriveva il suo solito pezzo grondante di sangue e giusta durezza e anche, (a lor dire e/o lor dare o lordare) liberalismo (nel senso di sbertucciare ogni forma di welfare, avendolo in orrore come di un sistema iniquo e per nulla proficuo alla evoluzione della specie…  oh insomma, giù di lì) su SETTE , il magazine dello stesso giornale (il Corriere della Sera, ça va sans dire) su cui tanto ci si impegna il medesimo Pierino, sta una terribile immagine di una donna della Florida sfrattata su due piedi e gettata sulla strada per via di mutui subprime e affitti non pagati ed opzioni più che liberali, altre. « Spietata Libertà », fosse un serial, lo potremmo titolare. Siamo sicuri cha al buon Piero Ostellino (sempre nel senso di un…  ahi serva Italia, di dolore ostello, più infimo ancora) al primo orgasmo mattutino suscitatogli dalla lettura del suo gran fondo, non è mancata la gioia di un successivo godimento alla vista di quella donna disperata e sommamente sventurata.

Sono fatti così certi liberali.

Come De Sade.

Giu
01
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 01-06-2011

Da La Repubblica.it- LE PENSIONI DEI PRECARI IL FUTURO DEI RAGAZZI di Miriam Mafai

«Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati, rischieremmo un sommovimento sociale» dice il presidente INPS.

Ridendo e scherzando. Determinando priorità secondo umanissimi criteri di pubblica decenza. La giustizia? Le intercettazioni? I magistrati  e le toghe rosse tutte? Pare di no. Processi brevi, nel caso. Per tutti. Tempi di approdo ad una sentenza secondo criteri di minima ragionevolezza per mera certezza del diritto e conseguente ricaduta economica (un punto di PIL dice il Governatore Draghi). Intanto. Allora i clandestini? Gli zingari? I gay? Sono questi i problemi cogenti per le generazioni a venire? Che incideranno sulla loro bruta e pur vivida vita? Quella reale. Quella fatta di una casa (affitto o proprietà, comunque ad una sua normale accessibilità) , un lavoro, una scuola e una sanità pubbliche e delle condizioni materiali compatibili con standard di vita mediamente occidentali e/o europei, una messa a riposo e relativo assegno pensionistico conciliabile con l’esigenza di consumare almeno due normali pasti quotidiani… per dire. La spicciola vita delle generazioni precarie attuali e presenti fatta di umanissima speranza e di quotidiano confronto con la banale realtà. Ridendo e scherzando. Profilando e proiettando, di quella loro, non da loro apparecchiata esistenza, un fottuto futuro…

Che fosse (ormai ?) giunto davvero il momento, abbandonate le populistiche fumIsterie del carismatico esaltato di turno (plutocrate compreso; portatore insano di legaiolismo d’accatto, compreso; grillista con Grillo un po’ brillo di complemento, compreso), di darsi (a) una mossa?

Mag
24
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 24-05-2011

Da Corriere della Sera.it-  Un italiano su 4 sperimenta la povertà -PIL fermo, Italia fanalino di coda in Ue. Mezzo milione di giovani ha perso il lavoro. Sulle donne il peso del welfare. Il potere d’acquisto si riduce-

E se la « Soluzione è la Rivoluzione»? Con una qualche comprensibile riserva sulle parole da utilizzare per questa imprescindibile bisogna. Con qualche imperativo di una qualche forma di… comunismo, anche. Anche se, ovviamente, ben consapevoli della assoluta non spendibilità politica dell’uso del termine terribile. Anche se, se non s’avesse paura delle parole, partendo proprio, dal web, che altro sono l’open source e tutto il mondo di mutua assistenza e di generose  e disinteressate relazioni ( da ciascuno secondo le sue capacità a ognuno secondo i suoi bisogni, veh)  che a queste cose gira intorno, se non piccole dosi di vero e proprio… comunismo? oh yeah.  Altre soluzioni non ci stanno (a parte il ritorno al medioevo e allo schiavismo e alla permanente conflittualità tra ceti, classi, generazioni, stati, popoli, etnie, corporazioni, gruppi e sottogruppi e via così). Quando qualcuno trova la formula per assicurare un lavoro e un relativo benessere e un decente welfare (secondo standard europei, ehi) alle prossime generazioni, faccia un fischio.

E se la soluzione più credibile non consiste in una obbligata REDISTRIBUZIONE (su basi di ragionevolezza e civiltà, senza i soviet, beninteso) dei redditi e dei benefici propri dei progressi tecnologici (MARX, che altro?) …

Beh…

Stamane a Prima Pagina, più che meritoria trasmissione del mattino di Radio3Rai , a proposito della abbastanza assurda polemichetta (nella quale si è al solito distinto quel marpione furbetto che ogni tanto dimentica il pudore, Matteo Renzi, di Firenze sindaco per caso, sempre si dis_pera) sul lavorare sì e no il 1° Maggio, una intelligentissima signora ha buttato lì una domandina niente male: si chiedeva e chiedeva al giornalista di turno, Massimo Mascini, direttore del sito Il Diario del Lavoro, il perché delle ragioni di tutto questo can can a proposito di centri commerciali e negozi e botteghe e tutto quello che serve ai nostri più che discutibili sollazzi, e a nessuno, ma proprio a nessuno , nemmeno a Dario di Vico o ad Antonio Polito, autorevoli firme del Corriere della Sera che su questo argomento si sono molto spesi e anche di più, caldeggiando, ovviamente una maggior flessibilità, e che diamine, ecchecazzo, da parte degli addetti al commercio in tempi così grami etc. etc., a nessuno sosteneva la signora che sia venuto in mente di applicare questa fantastica semplicissima idea al comparto Sanità ( tiè!!!). Sì insomma, far funzionare reparti di diagnostica come TAC, RMN, ecografie e via così, a ciclo continuo, giorno e notte, festa e buondì, 1° maggio  e Natale e Pasqua… Così. Come cantava Battisti: sì, viaggiare…evitando le buche più dure… Ed accorciando di non poco – 1/3 almeno – interminabili liste d’attesa che per una normale diagnosi solitamente rimandano alla calende greche. Ammortizzando costosissimi macchinari in un terzo di tempo rispetto all’attuale. Dando efficienza ad un sistema disastrato e mitigando di quel po’ quel certo clima che, chissà come, chissà perché, in quegli ambientini, in quelle segrete stanze alimenta un colossale sistema di corruzione. Legato agli incestuosi connubi, alle relazioni pericolose di pubblici interessi con avidissimi altri e privatissimi interessi. Gestori della Pubblica Sanità e ImPrenditoRia  privata della stessa Sanità. Quegli ardimentosi disinteressati capitani d’intrapresa, quei gran speculatori paraculi, in verità – laici e cattolici di sinistra e centro e destra - che si arricchiscono più o meno legittimamente – relativismi etici a iosa da queste tristi bande -  sui malanni e sulle disgrazie e sui dolori della gente…

Così.

Mar
07
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 07-03-2011

Da l’Unità.it -Giustizia Privata di Concita De Gregorio-

Segue approfondimento nelle pagine interne. Abbastanza inquietante, grazie. Per tacere della normale indecenza. Tutto in linea, però, con una concezione più che classista della nostra miserrima modernità. Secondo la quale una maggioranza di privilegiati ( a scalare: ricchissimi, ricchi, abbienti, agiati fino a quelli che in un qualche modo se la cavicchiano) che struttura la società secondo sue privatissime convenienze a scapito della restante minoranza. La metà-più-uno (per dire) che, abusando di un malinteso diritto assicuratole da una malintesa forma di Democrazia sottomette la restante metà-meno-uno sfruttandone all’inverosimile ogni risorsa. Accampando rendite di posizione e/o di occasione e/o di censo e/o di casta e/o di… vaffanculo. Secondo moderne (appunto) forme di democratico schiavismo. Concedendo finzioni di diritti qui e là e sostanzialmente ristrutturando una società ad uso e consumo dei soliti noti. Seminando ingiustizie. Raccogliendone nel breve uno scandaloso vivacchiare a scapito di una più che vasta minoranza.

Consegnandosi, nel futuro più immediato, ad un triste inesorabile declino.

Feb
17
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 17-02-2011

Da LA STAMPA.it- Renzi: “Non capisco Bersani. Basta inseguire il Senatur”-

Detto che la tattica politica contempla qualche piccola squalliduccia malizia. Detto che mettersi a braccia conserte e mugugnare circa la tautologica minoritaria influenza di una conclamata minoranza è esercizio futile e maramaldesco. Detto che, oltre ai suddetti motivi, meramente tattici, altri difficile trovarne per  dimostrare il minimo interesse verso i verdi miliziani: ora indecenti nazistelli ora furbastri democristianucci. Detto che il passo andava obbligatoriamente fatto per togliere ogni altro alibi agli stessi meschinelli soldatucci: difendete il plutocrate in cambio di un nulla chiamato federalismo solo propedeutico a nuove tassazioni e a nuove vecchissime miserie. Solo per prenderne nota e giusto metterlo in bacheca. Detto tutto questo e anche di deferenti incomprensibili viaggetti ad Arcore del critichino con nasino schizzinoso…

Suvvia

Feb
14
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 14-02-2011

Da LA STAMPA.it -I nuovi confini della moralità di GIAN ENRICO RUSCONI-

Dove la rigorosa puntualizzazione sulle capziosità, i sofismi, le speciosità di chi, avendone tutto l’interesse, finge non capire quali realmente siano i temi del contendere. Cercando di portare il discorso sui diritti di ciascuno a scegliersi i propri legittimi sollazzi e la propria originale e personale via d’accesso a quella che ognuno decide essere la propria personalissima meta.  Che ovviamente nessuno nega. Quello che si discute sta in un insieme che ha a che fare con la minima decenza cui un Paese, per normale consuetudine e normale pratica e normale usanza e normale  costume, normalmente condivisi, ha diritto. Una decenza semplicemente CIVILE impossibile da rendere comprensibile a chi non la sa o non la voglia vedere.

Basta così.

Feb
13
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 13-02-2011

Da europaquotidiano.itA mutandari e azionisti, cattolici e piddini di Mario Adinolfi-

Dove un sagace pokerista già ampiamente democristiano ed attualmente piddino (linea furbettini democristianini Renzi_ni) detta l’agenda per la sicura vittoria prossima ventura. Contro chissà chi. Bombardando il quartier generale del proprio elettorato. Prendendo a male parole, già che c’è, quelle “tre disgraziate radical-chic” (dicono di là) o di tre matte che rinnegano la loro conquistata libertà (dicono di qua) che in queste ore stanno riempiendo (toh!) le piazze d’Italia (ri-toh!). Come al solito c’è sempre qualcuno più pronto degli altri a scavalcare a destra e a sinistra tanto per canticchiare e giocare ohquant’è bello svillaneggiare chi si dà da fare per contrastare i nostri avversari…  oh quant’è bello comunque scavalcare

All’indomani della vittoria dell’Ulivo, nel 96, nel bel mezzo di un certo giustificato entusiasmo, si alzò un baffino invidiosetto e pedantino a raffreddare gli impeti e le smanie del momento: Signori -se ne uscì- calma, ché mica abbiamo vinto. S’è arrivati dove siamo per la cortese astensione della Lega. Ah. Verità storica inoppugnabile e al contempo una colossale inarrivabile mastodontica politica stronzata. Infatti, chiunque masticasse appena di questa stranissima materia avrebbe ribattuto a quell’intelligentone di stratega che difficilmente si poteva escogitare un altrettanto modo d’autocastrazione… Che le vittorie comunque arrivino vanno fieramente cavalcate…  che… che… che…

Così

Feb
01
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 01-02-2011

Da La Repubblica.it- Scoperti redditi non dichiarati per 50 miliardi. “Sono il 46% in più”. Novemila evasori totali-

Ci vuole un fiore? Già. E adesso (Adesso sì)  chi glielo dice alla Lega? Ai suoi verdi (Via Broletto) soldatini (e sordatini, anche) militanti che, alle soglie del federalismo prossimo sventuro (foriero di NUOVE TASSE, ma tu vedi…), dopo anni 10 (DIECI) di permanenza al governo del Paese il catalogo è questo? Dieci anni (due tribolati anni prodiani esclusi, ma va’?) di decrescita infelice e di cadute di PIL (del PILU -Perché non dormi fratello?- ben remunerato di Cetto la Qualunque tristemente sappiamo, grazie) e di fuga nel debito e nelle poco innocenti fiscali evasioni. Chi glielo dice ai redditi fissi e un po’ fessi del Nord del Centro e del Sud (isole comprese) che, Se le cose stanno così, una tragica evidenza salta agli occhi (Lontano dagli occhi). E cioè che in questi dieci lunghi anni ci si è affidati a degli improbabili apprendisti stregoni (Mani bucate) che al di là di chiacchiere ben confezionate e dei loro porci comodi nulla hanno fatto per il popolo che, abusando della credulità popolare (circonvenzione d’incapaci), dicono rappresentare, nulla hanno prodotto se non ingentissimi danni che consegneranno alle prossime disgraziate generazioni a venire. Chi glielo dice agli elettori fedeli di questi gaglioffi incapaci che sono quasi vent’anni che s’affidano ad una banda di Vanne Marchi impunite? Che dire allo sprovveduto sostenitore di tanta beata  inadeguatezza se non un irridente e pur disperato Dove credi di andare?

Dopo una (s)canzonata, furba e mascalzona, Canzone per te, Adesso sì (ibidem) urge una salvifica (comunque, si salvi pure chi può…)  Arca di Noè.

Gen
29
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 29-01-2011

Da LA STAMPA.it- Federalismo, il testo cambia ancora. I comuni potranno aumentare tasse-

A metterla sul turpiloquio ci sarebbe da prendersela con quelli che hanno la faccia come il culo. Tra di loro non pochi coglioni verdi: deve trattarsi di affari complicati o forse di complicate posizioni sperimentate nelle sale del bunga. Giù, là, ad hARdCore. Essere od avere la faccia come quello e contemporaneamente essere, o identificarsi, almeno, con quegli altri ridicoli pendagli. Attenti com’erano ad abboccare a tutti gli slogan che i furbastri loro sodomizzatori s’inventavano ad uso dei gonzi… non metteremo la mani nelle tasche, basta tasse, padroni a casa nostra, dagli al straniero (sic), romaladrona, bla bla bla. Dove il sacro mito del federalismo, altro bello specchietto per polli scemi, veniva evocato un giorno sì e l’altro pure perché bisognava pur riempirsi la bocca con qualche dotta fesseria…ri-bla ri-bla ri-bla. Eccoli serviti. PIÙ TASSE per tutti. Per federalistici scopi ovviamente. I padani. I campioni di astuzia. Specie gli stipendiati e i salariati. Padani. Scippati del TFR. Costretti a (inutilmente, tra l’altro) a stornarlo per integrare una pensione da fame che conseguiranno, se tutto va bene, ad anni 70. Intanto che, mentre la Lega cresceva a mezzo dei loro entusiastici consensi,  proporzionalmente scendevano i loro redditi. Tagliavano loro servizi essenziali, apparecchiavano per loro una bella società che più classista non si potrebbe… Cla… cla… classista, sì, bello.

In una scena de “L’Imperatore di Capri, Totò posiziona per bene il meritevole di tanto onore e poi procede al da farsi: gli sputa in un occhio.

Quello!

Gen
13
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 13-01-2011

Da Corriere della Sera.it -Ai cancelli Vendola contestato dai sindacati autonomi.  Berlusconi rompe il silenzio e si schiera con Marchionne. La Cgil: è danno al Paese. Bersani: il premier si vergogni-

D’accordo, siamo in disaccordo. Anzi, divisi, anzi dilaniati. Comunque, se non giustizia, almeno la chiarezza è fatta. Il triste plutocrate mostra la sua faccia vera (metaforicamente parlando) che è una brutta, pessima faccia per chi vive del suo tribolatissimo lavoro dipendente. Il Marpionne pure. Fa niente se rinunciando per un piccolo annetto agli emolumenti suoi, darebbe fattivo esempio a come certi sacrifici procurerebbero nel lungo periodo frutti ragionevoli e proficui per l’azienda e, a cascata (forse, beh?), per l’intero Paese (maestranze FIAT comprese, sempre forse). E infine il contestato Vendola toglie lo stigma di settori di”settari intolleranti” a chi fino ad ora si era non poco impegnato a contestare il contestabilissimo Bonanni. Pari siamo e morta lì.

Intanto scivolando… La prossima (ri)volta sarà del pane che si tratterà.

Dic
29
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 29-12-2010


Da La Repubblica.it - Fiat, tavolo per Pomigliano. Duello sul referendum a Mirafiori. Fassino: “Fossi un operaio, direi sì”-

This is the question direbbe Shakespeare. Ma fuor di dubbio, questa volta. E si tradurrebbe con «cazzo, sta proprio lì il punto, orco di quel cane»: Che non lo sei, un operaio. Che richiamandoti a valori e senso delle cose traguardandole da una prospettiva che inquadrasse la realtà da un angolo basso e un attimo minimamente spostata a sinistra (veh!), smarrito hai completamente un non complicatissimo percorso (a differenza, lo si ammette, di questa tortuosa prosa già con_torta) di dirigente (poca classe) di sinistra, appunto. Che tu e il tuo ex compagno di merende tal Rutelli Francesco detto “Il Cicoria”, formidabile coppia di perditori d’orizzonti, è da quel dì che non ne imbroccate una che sia una. Che di memorabile di te resta la comparsata tua e della tata tua in un triste programma (c’è posta per te, cazzo, a canale5) di un triste sabato sera di un tristissimo ottobre del 2005 triste vigilia della altrimenti tristissima disfatta (sic!) elettorale del successivo (va da sé) 2006: una vittoria in tasca trasformata all’ultimo, per insipienza e totalissima incapacità tua, Bibì,  e del tuo Bibò, in un risibile masochistico pareggio. Tu sei quello (lo canterebbe pure Orietta Berti) che nonostante, stante e persistendo, tutto questo, mica contento, no, candidamente ti candidi alla sostituzione, in quello di Torino, e chiamandoti Fassino (!) del noto sindachino Chiamparino ino ino ino.

Che, insomma, ad affrontare i problemi della nostra complicata (ma mica tanto, poi, è almeno dall’ottocento che si ripetono pressoché sempre uguali ed è dall’ottocento che s’è cominciata a profilare una qualche soluzione da parte di un ottimo marxistico barbone),  contemporaneità secondo i suoi ;) fassiniani e marpionneschi abusatissimi schemini siamo capaci pure noi.

Uffa.

Dic
28
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 28-12-2010

Da l’Unità.it -Questione morale, esplode la guerra  nella «casa» dell’Italia dei Valori-

Secondo una linea (anche antropologica, evidentemente) tipicamente italica declinando farsa in tragedia (e/o viceversa). Cose già tutte viste nei film di Totò ed oltre. L’OPA (tipologia: ostile, grazie) che gli ultimi arrivati lanciano sul partito (participio passato di partire) di Di Pietro. (di_di pietro sembra l’incipit di una scema canzoncina, ma vabbè). L’OPA di Di Pietro (idem) sul PD. L’OPA di Parisi e dei magnifici sette Prodi_ani sul PD. Per tacer del triumvirato (virato in virilismo un po’ virale a dire il vero)  dei triOni: Veltroni-Fioroni-Gentiloni e via danzando e folleggiar (Sempre libera degg’io / Folleggiar di gioia in gioia  / Vo’ che scorra il viver mio / Pei sentieri del piacer  / Nasca il giorno, o il giorno muoia…)

Italia traviata e verdiana al verde tra travata (sul muso) e Traviata.

Altro?

Dic
27
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 27-12-2010

Da Corriere della Sera.it- Pensioni, le novità dal 2011.Le nuove regole: da “quota 96″ alle finestre mobili. L’assegno di previdenza arriverà un anno più tardi-

Ovvero: come con strani giochi di lingua senza gran traumi riuscire ad infilare qualcosa in qualcos’altro, con buona soddisfazione dello scaltro donante e nulla protesta del, pur danneggiato, coglion-ricevente.

Non è pornografia. Si dice metafora. Secondo linguaggi insistenti e correnti e, per es_empio, dar nome di novità (novità, nuove regole, nuovi parametri e via così) a vecchissime cose. Ad ammuffiti ritorni al già stato e trapassato. Fottendo e soldi e futuro, nel nome (falso) di una (falsata) Sostenibilità di Sistema. Facendo credere il problema consista nella rapacità e nell’indolenza degli ultimi (operai, impiegati, precari, cassintegrati e forse ormai già licenziati) e non nella pervicace insistenza a non toccare il privilegio diffuso dei benestanti restanti, parecchio, a pagare le tasse dovute, recalcitranti. Si chiamerebbe decente ridistribuzione della ricchezza e del reddito secondo una linea di minima compatibilità. Servirebbe quello che normalmente, in tempi normali, con una normale diffusione delle notizie secondo normale importanza, almeno una indignazione di fondo, un minimo sindacale di sindacale e sociale di rabbia normale, un accenno di stizza e di sdegno dei turlupinati, fregati, fottuti, ingannati, frodati, incastrati…

Canta Lucio Dalla (che è un cognome e non un invito): L’anno che sta arrivando tra un anno passerà / io mi sto preparando è questa la novità

Novità. Ecco.

Dic
10
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 10-12-2010

Da The Guardian.co.uk- Prince Charles and Camilla caught up in London violence after student fees vote-

Il disappunto è quello che si legge sui volti dei nobili sovrani sorpresi di tanto baccano. Oh my god, sembrano dire, dove si andrà a finire di questo passo e quest’andazzo, signora mia. Tranquilli, non è la rivoluzione. Le masse dormono tranquille e non si lasceranno trascinare nelle più che giuste e ancor di più giustificate dispute che pochi realisti consapevoli delle fregature che un gruppo di tecnocrati stanno approntando da qualche decennio a questa parte per l’intero mondo: una forma di distribuzione delle ricchezze a beneficio dei soliti tre noti e a discapito della stragrande maggioranza degli ignoti. Come sempre. Se si riesce ad immaginare cosa possa significare triplicare le rette universitarie portandole a quote fino a 9000 sterline l’anno. Se, magari si obietterà, che ai meritevoli, ancorché non abbienti, sarà comunque assicurata la possibilità (thank you, oh my god)  di accesso allo studio. Stessa ipocrita disperata linea di difesa degli ipocriti nostri grassatori e depauperatori. Come dire che se sei un figlio di poveracci devi comunque, per coltivare una pur remotissima chance di riuscita, avere il quoziente intellettivo di un Einstein e, diversamente, se possiedi buone risorse (metti che tuo padre o un tuo lontanissimo avo abbiano risolto la definitiva questione del reddito a suon di ruberie con omicidi annessi ) e la normale testa di un normalissimo cretino (succede) ti basterà il tempo e tutto il denaro che avrai in abbondanza da perdere.

Quando la competizione avviene tra la possibile intelligenza di ora e le risorse provenienti da rendite derivanti anche da attività criminali…

Ci si chiede ancora l’arcano motivo che sta alla base della involuzione della specie?

Dic
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-12-2010

Da Corriere della Sera.itBarenboim si appella alla Costituzione contro i tagli alla cultura. Manca Bondi-

Se, come sembra ed è, nel nostro miserabile tempo, ci si è ridotti a considerare ogni punto di vista, riguardante ogni singolo aspetto della nostra stremata convivenza civile, sotto lo stretto profilo della “compatibilità” forse converrebbe soffermarcisi un attimo sulla compatibilità. Nel senso di, etimologicamente, soffrirci un po’. Insieme magari. Da quella strettamente biologica (sopravviverci) a quella ambientale (viverci)  a quella civile (viverci elevandosi un gradino dalla pura animalità) a quella economica (viverci civilmente proiettandosi in un futuro ugualmente civile) e così ad libitum. È quella economica che sembra si voglia oggi maggiormente rispettare. Magari a scapito delle altre e precedenti (rigorosamente precedenti) e in maniera, come ci ha abituati la miserabile politica del nostro miserabile tempo, al solito bislacca e truffaldina. Contemplando nelle compatibilità possibili  il fatto possano coesistere allegramente i pochi super-ricchi ( facciamo il 10% della popolazione?) proprietari del 90% della ricchezza (di un Paese o del mondo, è uguale) accanto al 90% di poveri o giù di lì proprietari del restante 10% . Messa così è più che ovvio che non vi siano già ora le risorse necessarie per permetterci la compatibilità civile di cui sopra. Decidendo che i beni archeologici, storici, paesaggistici e culturali tutti, che non trovino un riscontro immediato in termini di adeguata remunerazione, sono cose alle quali uno Stato in quanto tale può tranquillamente rinunciare. Considerando le mere (e fasulle e artefatte e fittizie e fraudolenti e manipolate) compatibilità. Adesso i beni culturali. Domani sarà la sanità e poi verrà l’assistenza sociale e l’istruzione e la giustizia e via così… sempre ad libitum

Così si affonda una Civiltà.

Il Popolo lo vuole.

Dic
03
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 03-12-2010

Nella rubrica “Riservato ” de l’Espresso del 2/12/2010 a firma P.B. si parla di un libro della firma de Il GiornaleStefano Lorenzetto, veneto di Verona, che ha per titolo “Cuore di Veneto”. Nel quale libro sono onorate e decantate le virtù umanitarie e caritatevoli e volontaristiche e benefiche del Veneto, appunto. A risarcimento delle dicerie fesse e pregiudiziali circa l’ottuso egoismo e il latente razzismo di quella regione e dei suoi abitanti. Nel quale libro sono enumerati i volontari della provincia di Verona (sindaco Tosi): «su 257mila abitanti si contano 50mila aderenti ad associazioni culturali e filantropiche, 17mila volontari che aiutano emarginati o disabili, 20mila donatori di sangue.»

Che la si potrebbe anche catalogare come una excusatio non petita oppure come antitesi uguale e contraria delle tesi fesse e pregiudiziali di cui sopra. Solo un cretino che abbia la stessa conformazione encefalica e mentale di un leghista (anche senza esserlo) può pensare di suddividere le persone in gruppi o categorie o tipologie o altre divisioni o gradi identificabili per appartenenza etnica, culturale, religiosa, razziale e via delirando.

Facile, no?

Nov
23
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 23-11-2010

Da La Repubblica.it -Evasione, italiani meno tolleranti. Solo due su dieci la giustificano-

Come dire, basta accontentarsi. Anche tenuto conto dei falsoni e degli ipocriti e dei bugiardi in buona fede che andrebbero aggiunti a quel 20% (messo così il dato cambia?) di evasori o di disponibili (comunque) a non pagare il DOVUTO alle casse dello Stato. Si tratterebbe di sfatare il triste equivoco che fa credere ai buontemponi fresconi e farfalloni, e finanche idioti, toh! che alle strade, alla sanità, alle forze dell’ordine, e a tutti quei servizi che rendono (o almeno dovrebbero rendere) la nostra quotidiana vita minimamente vivibile e civile provveda la divina provvidenza, appunto. Le tasse sono, per dirla con il mai troppo rimpianto Tommaso Padoa Schioppa, che, tra l’altro, lo ha ribadito ieri sera a “OTTO E MEZZO” su La7, bellissime? Sì. Se non ci si è bevuto il cervello o non lo si è affidato ai buzzurri che coi loro bei schemini di scemini pensierini declinati in astratte leggi di mercato, liberismi vari e varie e perniciosissime privatizzazioni, hanno portato al disastro l’intera economia mondiale. Se ci si prova ad immedesimare, per dirne una, di trovarsi feriti e malconci dentro la propria macchina che gocciola benzina sul ciglio di un burrone, forse il primo gesto che viene in automatico, anche prima di affidarsi al proprio cherubino, è quello di tendere l’orecchio con la speranza di sentire il più presto possibile l’eco d’una sirena (ambulanza o pompieri o polizia, va bene tutto) che s’avvicina.

Deve essere, in occasioni come quella, bellissimo salvarsi il culo.

Ecco.

Nov
03
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 03-11-2010

Da La Repubblica.it Camera, trionfo dei repubblicani. I democratici salvano il Senato-

Normale che, da sempre, con qualche sporadica eccezione, dovuta più a episodici colpi di vento d’umanità e di intelligenza e per  principio d’indeterminazione (il classico battito d’ali della farfalla che scatena la tempesta) che sedimentato “senso comune”, nel mondo prevalga il pensiero della pancia che, a quella e solo a quella, risponde per accalappiare consensi, salvo contraddirsi quando si trova a gestirlo, quel potere così indecentemente conquistato. Normale che i “normali” elettori premino chi promette loro meno tasse e meno invadenza dell’odiato Stato e più libertà (indefinità libertà, ché è un maglioncino che su tutto va) e  più forche per assassini, ladri, pedofili, maltrattatori di cockerini, e tutto il “restante luridume” parte di un mondo che non appartiene loro (si fa per dire), che gente (di sinistra consueta  e ordinaria) che su ogni problema s’incarta nel complicato e nella complessità, cercando di ricavarne un filo di razionale e gestibile e appena appena commestibile logica assennatezza.

Normale che nel lungo periodo rifarsi alla pancia o se ne ricava o un rigurgito di senso o un mare di merda.

Poi, come qui e ora, Italia 2010, tra Lega e il triste puttaniere plutocrate, la si chiami pure fango.

Ott
22
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 22-10-2010

Chissà se ha ragione Roberto Saviano quando, come ieri sera ad “Anno Zero” sostiene che il compenso dell’artista (meglio se alto, il compenso, non l’artista) è garanzia di autorevolezza e onestà e chiarezza perché, secondo un abile sofisma («Essere pagato significa essere professionale, se invece l’ospite arriva gratis lo spettatore deve accontentarsi») e anche un abusato metodo (quello che: o sei di/da griffe o nulla sei) tutto contemporaneo di misurare il mondo, implicitamente finisce per affermare che: Il prezzo indica il Valore.

E se fosse invece che in questa epocale impasse antropologica (tornante della Storia) che stiamo vivendo, tutti gli “indicatori di senso” andassero nella opposta direzione? È (sarebbe) il tempo (il Tempo) di immensi spiegamenti (non già di spiegazioni) di manifesta generosità da parte di chi d’altro (rispetto a quello, che per meriti unanimemente riconosciuti, si è diventati e si è)  bisogno non ha? «Chi D’Altro Bisogno Non Ha». Un tempo in cui, a scadenza settimanale ormai, la pratica ipocrita e fuorviante della solidarietà a gettone per mezzo di SMS ad uso e consumo (sic) delle cause le più nobili previo appello di schiere di non sempre probabili vipsss  chissà quanto in buona fede, spesso portatori di redditi pari al PIL di una media regione sub-sahariana, questa pervenuta abitudine stabilisce ed attesta l’avvenuta impraticabilità della banalissima ragione morale che ognuno nel profondo del cuore si dovrebbe portare.  Considerando, se appena si voglia (magari dovendo) che la prima (se non l’unica) forma di solidarietà si chiamerebbe (secondo un antico, anzi vecchissimo modo e ammuffito di intendersi): Politica.

Si conoscono tutte, ma proprio tutte, le obiezioni a questa tesi bislacca circa l’avvenuto avvento (un vero e proprio Anno Zero, allitterazioni comprese) di un Tempo della Gratuità Universale: dal copyright del cantantucolo o del grande scrittore o artista altro o intellettuale altro o altro grand’uomo.

Puzzano tutte di consolidato (e questo sì, ammuffito) pensiero e stantio, e di malafede e di soldi.

E di Sé.

Ovvio, poi, che al di là di questo obliquo e laterale punto di osservazione, dovendo scegliere , quando di fronte si abbia l’impunito plutocrate e i suoi servi (masi compresi), si sia più che d’accordo su tutto il resto, con le ragioni dei, pur milionari, Saviano, Fazio, Santoro, Benigni, Fo, Bono vox  (Bono vox diommio) etc.

Ott
17
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 17-10-2010

Da l’Unità.it –Piazza Fiom «gremita e pacifica». Epifani: «Non sarete soli»

La semplice cronaca dei fatti si cura di smentire i loschi  figuri che, sicuri di rappresentare i veri interessi della gggente, paventavano, allarmavano, intimorivano,  profetavano devastazioni e morti. Ci speravano, soprattutto, i bonanni maroni e sacconi. Ché, il risultato finale di ridurre al silenzio chi non vuole accettare la logica neo- schiavista che impone la loro modernità, ne viene procrastinato. Che chi non s’adegua alle loro stupide (tecnicamente stupide in quanto foriere di ulteriori deleteri scompensi di redditi e diritti in una sempre più ingiusta società) venga tacciato di, ben che vada, vetusta e sorpassata ideologia, oppure, peggio, di supportare la violenza ed i violenti…

Malafede

Oggi si può dire loro di vergognarsene.

Set
26
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 26-09-2010

Da LA STAMPA.it -Anche Grillo cavalca i sondaggi-

E l’aria fritta anche. Nel senso di cavalcare. Recuperando qualche dissenziente di qua, qualche bollito di là, qualche mugugnante di su, qualche bofonchiante di giù. E traversando e superando le buche più dure (sì, viaggiare…) e alla fine della corsa ammonticchiando un gruzzoletto del, facciamo 3% di duri e puri da assommare al 6% di puri e duri dipietrini (noi dell’italiadeivalori, come direbbe Guzzanti)  e da affiancarsi, a discreta distanza di sicurezza, al PD…  E… Eh… E… Sì, no, boh. Per? Per organizzare nel tempo una Altra Politica (toh!?!) . Dieci anni? Venti? Trenta?

John Maynard Keynes  ha detto: “Nel lungo periodo saremo tutti morti“.

Set
18
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 18-09-2010

Da Corriere della Sera.it -Veltroni, in 75 firmano il documento. Gelo Bersani: «A me va bene tutto»-

Il trio degli Oni (Veltr-Fior-Gentil) (tri cogli oni oni oni, beh) sagacemente agisce nel momento di maggiore debolezza degli avversari (quelli di là dal muro) per affondare il colpo sui veri nemici (quelli al di qua del muro). È quel Veltroni (oni oni oni) che dopo tanti tormenti e innumerevoli sopportazioni (oni oni oni), decide finalmente di affrancarsi dalla abusata e loffia etichetta di buonista se pure contravvenendo in minima (si fa per dire) parte alla solenne promessa concessa al momento delle dimissioni (oni oni oni) : Non farò mai ad altri quello che altri hanno fatto a me.

L’ha fatto.

Set
05
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 05-09-2010

Da LA STAMPA.it- “Google conta più di un Paese del G7″ Tremonti: ma chi può controllarlo?-

Cos’è? Facciamo i furbi? Ci interroghiamo sugli indubbi problemi insiti nello strapotere di Google e fingiamo sia ininfluente il potere (mediatico, finanziario, e chi più ne ha…) del plutocrate nostro unico e solo? Spalleggiato dall’apposito e consueto Bertinotti, il tartufesco e scaltro Ministro prova a far piedino alla sinistra. Volando alto. Parlando d’altro rispetto ai problemucci nostri ora e qui. Immaginando una realtà altra in altro Paese. Oltre la fogna. Oltre i miasmi i fetori e le puzze che quotidianamente ci propinano i Pro-fumieri della Libertà (PDL). Con la graziosa complicità dell’”intelligente” Tremonti.

Veh!

Set
02
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 02-09-2010

Da La Repubblica.it- Renzi: “Verrà il tempo di riunire chi vuole un partito vincente”-

Scalpita il giovane puledro (alla sua età Alessandro Magno aveva già finiti tutti i compitini per assurgere all’empireo della Storia ed era, correttamente, già defunto) e giustamente ci prova a scalzare la vecchia guardia. Sarebbe anche buona regola, per i virgulti ambiziosetti, non nascondersi nella mutande del maggiorente di turno e battagliare con le proprie idee e la propria faccia, possibilmente evitando e il lamento e la retorica e i luoghi comuni.

E poi

Credere o far credere che basti un certificato anagrafico per accreditarsi come portatore del nuovo, intrufolarsi nelle stanze del potere e stare sul campo lo stretto necessario per fare le due/tre cosette di prassi e ritirarsi e vivere di rendita per il resto dei tuoi (e nostri anche, ahinoi) giorni…

Bill Clinton, Gerhard Schrhöder, Tony Blair. Tre piccoli (diversi tra loro, gli ultimi due decisamente vergognosi) es_empi di furbissimi “nobili ritiri”.

Uffa

Ago
29
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 29-08-2010

Da Corriere della Sera.it- Pubblicità troppo osé, Venezia dice no al nudo di Julianne Moore. Orsoni: «Spot inadeguato per San Marco». Bulgari dovrà portare le sue foto più caste-

Tutelare San Marco (San Marco) dalle invadenti pseudo-nudità della Moore. In America Oggi Robert Altman ci giocava con la completa nudità della Moore (bellissima tonalità di rosso di peli e capelli). Ora sembrano urtare la sensibilità del santo Marco, due spalle e due gambe (cosce comprese) scoperte. Non di più. Chi glielo dice al talebano Orsoni, sindaco Democratico di cotanta città di cotanto santo, che quello che a tante persone (non santi) urta di più è lo stupido ed ipocrita asservimento, a cui lui costringe l’intera città (e anche chiunque altro intorno manifesti un minimo interesse a quello che succede nel –metaforicamente inteso– cortile di casa propria), ad una maliziosa e malsana idea del corpo (umano, veh) che sta tutta nel suo -evidentemente disturbato- cervello?

Ps. Tutto questo, sia ben inteso, al di là dei bassi interessi di bottega di Bulgari, e chi per lui, dei quali, francamente non importa un benemerito fico.

Ago
26
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 26-08-2010

Da Corriere della Sera.it -Cile, sono vivi i minatori intrappolati da 17 giorni. «Mesi per tirarli fuori»-

Intervistato da Radio3 sulla vicenda dei sepolti vivi (senza virgolette, please) dell’Atacama, un ingegnere minerario non poteva che osservare che vi sono lavori per i quali una quota rilevante di tasso di rischio, per quanto ci si impegni nella tecnica della prevenzione, è ineliminabile. Certo, si dirà, nessuna attività umana è esente da rischi. Nessun mestiere, tantomeno.

Si rischia la pellaccia a tirar su (ma anche giù) muri, intonacar volando  spalle di finestre e cornicioni, scavare nelle viscere della Terra, restaurare e pulire cisterne e serbatoi, arare ripidi pendii, movimentare grossi carichi, maneggiare macchine divoratrici d’uomini,  tirare fili e tubi alle altezze le più varie, manutenere strade e ferrovie, spegnere fuochi e recuperar vivi e cadaveri…  e via così.

E, per dire, dei (Marchionne) e semidei (John e Lapo)?

Ago
17
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 17-08-2010

Da Il Sole24Ore.com -Per la generazione dei baby boomers pensioni dimezzate dopo il 2030-

Toh? Gli esperti scoprono finalmente l’acqua calda. Quello che da qualche lustro, ormai, era noto a tutti quelli che semplicemente volevano vedere il ben visibile prossimo futuro: che si è, nel tempo, preparato l’innesco per la bomba prossima ventura: le future generazioni destinate ad una grama vecchiaia. Agli attuali 30/40enni, non potrà essere  garantito, pur con i regolari contribuiti di una intera vita lavorativa (e peggio ancora per gli altri) un reddito minimo per la loro vecchiaia. Costretti, insomma, a lavorare fino a 70anni e uscirne con un assegno di pensione insufficiente per la minimale sussistenza. Senza nemmeno il gruzzoletto del TFR, scippato proprio con la scusa di assicurare loro una dignitosa “terza età”.

Tutto ad opera dei previdenti governanti che nel preparare questa bella polpetta avvelenata, non hanno, nel tempo, saputo di meglio fare che accusare i padri di scippare il futuro ai figli. Riuscendo perfino a convincere la platea scema (figli, padri e nipoti e cognati anche, veh)  che era tutto vero. Che altra strada (una più equa redistribuzione delle risorse e delle ricchezze del Paese secondo criteri di appena decente intelligenza) era impraticabile. Una solenne megagalattica fregatura, giocata con le armi della “Politica”. Ottenendone, cioè, dalle effettive vittime delle loro truffe, un entusiastico consenso.

È quella che si dice “Democrazia alla Vanna Marchi”.

Brucia, ma col tempo ci si abitua.

Giu
14
Filed under (Società) by minimax on 14-06-2010

DaRepubblica.itPensioni, il 72% non supera i 1000 euro
Nel 2008 spesa previdenziale +3,5%  sul 2007
-

Tagliuzzando qui, posticipando là. Creando condizioni e premesse per comunque trattenere (per amore? più per forza, sembra) per il più lungo tempo possibile, ultrasessantenni ( fino a toccare in futuro quota 70, veh!) su ponteggi, ai bordi di buche sui cigli delle strade, su una qualche passerella di archeologici stabilimenti siderurgici, sul trattore che arranca pericolosamente inclinato su suggestivi pendii, e donne che sollevano vecchi (quasi coetanei loro)  malati ed impotenti, donne chine su lerci pavimenti o su colture di pomodori o di piselli e, ancora, acrobati abbronzati intonacatori che cantano felici con grande sprezzo del pericolo lassù… vedi lassù?

Salvo cadere. E non parlarne più. Raffinata (di classe, s’intende) selezione. Sociale (la selezione, ma anche la classe), più che naturale. Son soldi risparmiati.  Si potrebbe anche chiamare programma di sterminio.  Diranno si tratta di « Un investimento nel  futuro dei propri figli » Da parte di padri che hanno finalmente abbandonato la loro ristretta ed egoistica visione troppo fissata sull’effimero e immediato.

Amen.

Come si vede è sempre una questione di dar nome alla cose. Chi arriva prima e sa dare una  definizione abbastanza persuasiva, vince.

Questa è la Democrazia. Con_vincere.

Tutto il resto pare sia (per dirla con Califano):  noia.

Noia.

Giu
14
Filed under (Società) by minimax on 14-06-2010

Da sorrisi e canzoni tv -Senicar ed Enzo Iacchetti: «Vi raccontiamo perchè le Velone sono meglio delle Veline»-

Dove, in virtù (si fa per dire) dei precedenti politici del conduttore (rifondarolo dichiarato), se ne ricava della elasticità mentale, ai limiti del contorsionismo, dell’Essere Di Sinistra nel nostro ridicolo Paese. Dove si dimostra che quel che trae origine da tendenze culturali e da qualche elaborazione di pensiero, facilmente può sfociare, con naturalissima noncuranza, nella sua opposta evidenza. Con o senza una relativa dichiarazione. Così, declinando in appar-tenenza. Ché, evidentemente tutti si ha, interiormente, un bisogno di Logica e Consequenzialità. Ma anche un sacro diritto a, comunque, cavarsela. Arrangiandosi. E contraddicendo il già detto. Se non con le parole, con gli spiccioli fatti.  Magari si può aggiungere che un conto è un certo moralismo costruito su una tetta (sic) e un altro è quello costruito su quel po’ di dignità che qualche vecchia scema è disposta a vendersi, per i canonici 15 minuti di celebrità  e che la sopraggiunta età le avrebbe dovuto pur conferire.

Mag
23
Filed under (Società) by minimax on 23-05-2010

Da Il Giornale – Bersani: “Insegnanti eroici, Gelmini rompe i coglioni” -

I Lor s’ignori della casa del popolo della libertà (loro).

Ora guardano al bon ton. Loro.

Per dirla con Jack Torrance dell’Overlook Hotel

(vedi alla voce: “Shining“):

Il mattino ha Loro in bocca.

Mag
18
Filed under (Argomenti vari) by minimax on 18-05-2010

Da La Repubblica: Santoro-Rai, divorzio consensuale. Ma scoppia la polemica sull’accordo.

Già. Se l’intellighenzia sinistrorsa in questo indecente paese, rinunciando ad una gran parte dei lauti guadagni (il rimanente reddito sempre MULTIPLO di quello di un metalmeccanico sarebbe rimasto) avesse messo insieme e talenti e soldini avrebbe potuto tranquillamente ed autorevolmente contrastare lo strapotere mediatico del plutocrate e forse avrebbe dato un corso diverso alla Storia italiana. Ora è tardi.

Mag
12
Filed under (Argomenti vari) by minimax on 12-05-2010

Video importato

YouTube Video

Ecco Testa di Chicco che, già a capo di Legambiente (!) e promosso per meriti(?) politici a presidente Enel (dove scopre che a “cumannà pure se futte”), si mette in proprio (ma dai?) e s’inventa im-prenditore. Nuclearista di sinistra bastardista. Che uomo!

Ott
21
Filed under (Argomenti vari) by minimax on 21-10-2007

 

Massì che c’è del metodo in questa follia. All’indomani di una manifestazione insieme contro/per dove accanto alle sacrosante rivendicazioni risuonano qui e là le scomposte grida di chi, per sua intima coerenza e nel favore delle masse critiche (sic!), intima lo sfratto al governo amico (?). Ci scappelliamo a cotanto orgoglio: frustami a sangue dài che ci godo come un pazzo. Sarà…? Bah! Non che non ci siano ottime ragioni per dirne peste e corna del sistema… tutt’altro! Democrazie avanzate (nel senso di rimasugli e briciole che a fine pasto rimangono sull’imbandito desco…) che sottilmente, con giochi di parole e ideologici grimaldelli dialettici, spinti dal imperioso vento della globalizzazione, rispolverano un rivisitato imperialismo che  liberamente si declina per classi ed interessi (loro). Schiavismo, sai, senza la compravendita all’incanto, senza la frusta, coi dovuti modi; psicologia, sai, che fa leva sul ricatto morale e spinge una generazione contro l’altra armata. Per dirne una: appena stamattina ad Omnibus su La7 un Trefiletti capo di Federconsumatori ha buttato lì una risaputa cosa: negli ultimi 5 anni vi è stata nel nostro paese un travaso (una redistribuzione…)a scapito dei lavoratori a reddito fisso (dipendenti ) e a favore dei ceti abbienti di qualcosa come 70 miliardi di € (euri!). Ehi! Sono 140.000 miliardi di £ (lire!). Ecchè sarà mai! Porelli! Sono ovviamente i tartassati dalle tasse, quelli delle ville minacciate dai rumeni, quelli dei bistrattati Suv, quelli che quotidianamente s’arrabattano per dare uno stipendio ai loro dipendenti.

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Da Notizie Notiziario della Copma scarl

Di Alberto Rodolfi

Onestamente devo affermare che è forte in me lo sconcerto e lo sgomento che mi prende nel rilevare quanto sia caduta pesante, la scure sul reddito dei lavoratori dipendenti, attraverso la sostanziale “requisizione ” del TFR. A nessuno può sfuggire che la “requisizione” del TFR, è presentata come il “rimedio” al fatto che, come fosse stato indispensabile provvedere ad un’avversità del destino, già erano state poste in atto riforme del sistema pensionistico che produrranno assegni di pensione molto inferiori a quelli erogati sino ad ora, in cambio di una vita lavorativa non inferiore a 40 anni retributivi. C’è stato lungamente detto che l’INPS non ha più soldi per le pensioni e quasi c’è attribuita una colpa per il fatto di aspirare ad una vita più lunga rispetto a quella dei nostri nonni. Ora ci viene chiesto di lavorare di più, a fronte di un reddito inferiore a quello che attualmente stiamo percependo. Proprio di questo si tratta : il reddito dei lavoratori dipendenti viene ridotto esattamente della quota, di salario o di retribuzione che ci doveva essere erogata con la denominazione TFR. al momento in cui cessava il rapporto di lavoro. In base ai provvedimenti adottati dall’attuale Governo, che ha anticipato quanto già predisposto dal governo precedente, la nostra retribuzione sotto forma di TFR sparirà per la parte che maturerà dal 01 gennaio 2007 in poi. Quei soldi andranno a confluire m fondi che avranno lo scopo di erogarci un’integrazione sulle pensioni che percepiremo dopo “appena” 40 anni di regolare lavoro. Io valuto tutto ciò come un’enorme truffa a danno dei lavoratori dipendenti,Viceversa, nessuno è mai venuto a spiegarci perché un bei giorno i soldi dell’INPS sono finiti, anche se credo di sapere bene dove sono andati a finire, come sono stati utilizzati i soldi che abbiamo versato al fine di precostituirci un reddito dignitoso per quando non saremmo più stati in grado di lavorare. Quei soldi, i nostri soldi versali per poter avere un giorno una pensione, sono stati spesi per altri scopi ed è questa la verità che dovevano dirci da molto tempo e che non ci hanno mai detto. Chi ci doveva dire questa verità, erano coloro ai quali abbiamo affidato per un verso la gestione dell’INPS e per un altro la politica di questo nostro Paese. Mi riferisco ai Governi che ci hanno governato sino ad oggi, senza alcuna distinzione di parte, mi riferisco alle Organizzazioni Sindacali CGIL – CISL e UIL che sono parte interessata nella gestione dell’INPS e che di fatto hanno consentito l’utilizzo dei nostri soldi per fini non conformi al loro giusto scopo. Mai nessuno ha chiesto il nostro consenso e nemmeno si sono presentati per renderci conto delle loro azioni; semplicemente ci fanno sapere che quei nostri soldi non ci sono più e che dorremo provvedere versandone molti altri ancora. Oggi sono sempre gli stessi soggetti quelli che ci stanno portando via il TFR e se ciò non bastasse, devo notare che vogliono farci credere che il tutto è fatto per il nostro bene, che non dobbiamo preoccuparci troppo in quanto non sentiremo alcun dolore, non ce ne accorgeremo neppure. Temo che dietro la “requisizione” del nostro TFR, che rappresenta un volume di denaro pari a circa 14.000.000.000 di Euro all’anno, si possano nascondere interessi enormi su cui qualcuno e forse più di qualcuno,ha già puntato, per ottenere vantaggi che temo non siano unicamente per i lavoratori a cui ogni anno verranno “sottratti ” questi soldi. 14 miliardi di Euro accumulati ogni anno. potrebbero costituire in breve tempo, una massa di denaro in grado di condizionare nel Paese, sia la sfera economica quanto quella politica e mi pare fin troppo evidente che dietro tutte queste manovre, potrebbero celarsi ragioni ben diverse da quelle rappresentateci.Io dico piuttosto che sono stanco di questo “andazzo “, che è giunto il momento di ribellarsi e lottare perché il sistema democratico del nostro paese, riporti l’esercizio della delega nell’ambito dovuto, nel rapporto tra cittadino delegante e sistema dei partiti o governi, oltre quello dei sindacati, quali soggetti delegati. Oggi questo rapporto quasi non esiste più ed i soggetti delegati (partiti – governi – sindacati) di fatto non rispondono più alle persone che li hanno delegati. Non è solo per giustizia o per l’essenza democratica che pervade il mio spirito, che faccio appello al recupero del rapporto responsabile tra cittadino e suo delegato in quanto essenza imprescindibile di una vera democrazia, ma anche perché la mancanza di questo rapporto preclude ad una pericolosa caduta di valori con esiti e conseguenze difficilmente prevedibili. perpetuata da coloro che diversamente avrebbero dovuto operare almeno per renderci partecipi delle situazioni, delle possibili soluzioni e soprattutto delle decisioni da prendere, tenendo conto che infondo si trattava dei nostri soldi e del futuro nostro e delle nostre famiglie.

Mia nota nota a margine:

Che questa lucida denuncia appaia su un giornaletto che dovrebbe rappresentare gli interessi e le iniziative di una coop di servizi (la quale si comporta con i suoi dipendenti secondo una logica di mercato se pure tiene conto in qualche modo della sua ragione sociale) è una di quelle felici eppur strane incongruenze dei nostri tempi.

Ovviamente resta una opinione (meglio: una verità) inoffensiva, stritolata com’è da una realtà convenzionale che nessuno oserà mai mettere in discussione.

Ma tanto è vera, merita di essere in un qualche modo fissata a futura memoria. Non che m’illuda possa avere molti lettori, comunque sia c’è, sta qui. Granello di polvere di un sordo infinito .
A , sia pur inutile futura memoria.
Appunto.