Ott
06

Da Corriere della Sera.it- Addio a Steve Jobs, il genio della Apple -

Siamo alle solite. Come sempre non ci si riesce a sottrarsi alla santificazione di chi per vie normalmente strane e pur consuete nel suo (individualisticamente molto utile e vantaggioso alla normale affermazione di sé ) “farsi Re” sa anche intercettare bisogni (più o meno proiettati secondo status), desideri (spiccioli anzichenò), sogni (più che speranze) di chi, tautologicamente grato, contribuirà alla fondazione di quel regno. Se poi l’eroe del caso abbia a che fare con innegabili cambiamenti, evidenti vantaggi, mirabolanti trasformazioni del suo (d’acquirente) quotidiano vivere e se questa magica robetta iniziatrice di fantastici (e fanatici) entusiasmi possa essere condivisa con miliardi di persone nel mondo (non quella propria, anzi esclusivissima, tecnologia, solo la contaminazione di quella e la sua mera possibilità, ché l’esplosione s’attiva per dispositivo di banale simpatia), che ne derivi questa reazione, solo che se ne conoscano le meccaniche e gli automatismi che presiedono ai movimenti (nel senso proprio di ondeggiamenti, sbilanciamenti, sincronie di braccia, sintonie di sguardi, tocchi delle dita, accavallamenti di gambe, capitomboli, cadute ecc.) delle masse, neanche può sorprendere poi più di quel tanto.

Che un genio (effettivo) niente male, poi, da un palco pratichi questo piacevole massaggio in forma di messaggio da santone zen (nel dubbio non possa esistere uno santone zen, lo si visualizzi pure, basta un touch ) ad una folla che non attende che da sempre un qualsiasi messia che la esima dalla fatica del Pensiero e che questa folla ne rimanga al solito estasiata… beh. E che successivamente si intavolino e si apparecchino memorabili eventi per promozionare i magici aggeggi che da lì a poco (insieme ai loro, nient’affatto inferiori, consimili, a volte migliorati, sempre, rispetto al primo marchio, debitamente scontati, tiè) invaderanno questa specie di mercato che esattamente sta tra Piazza degli Affari e Via della Libertà…

Consapevoli, possibilmente, che esistono letture altre di una assunta e sussunta realtà.

E anche che, di controcanto, si possa da veri cretini, quali indubitabilmente qua si è, embè controbattere :

E non accontentatevi, cazzo, di gadget costosi e fichi e furbi e zeppi di diversivi tecnici con pochissima sostanza…

Siate dunque folli, ma anche non completamente cretini.

Augh

Dic
13
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 13-12-2010

Da Il Sole24Ore.com-Il futuro del (mini) idroelettrico parte dal Mississippi e fa a meno delle dighe-

Quando il futuro lo si trova semplicemente volgendo lo sguardo al piccolo insignificante (?) passato. Mulini ad acqua. Sai. Piccole produzioni locali di energia. Piccoli alleviamenti dal pur mastodontico bisogno di energia. Ovviamente un qualche cazzuto benaltrista solleverà il sopracciglio e scimmiotterà un traverso sorriso tra lo stufo scettico e l’annoiato risaputo; a dire che non si risolvono così i gravi  problemi del mondo; a dire che occorre ben altra (appunto) serietà e via così. Immergendosi nella trasparente ed inconsapevole banalità del suo Unico Pensiero elevato a divinità.

Perché è così che va. È la pioggia che va. Là dove scorre il fiume. È là che va messa la piccola centralina con la piccola turbina. Senz’altri turbamenti. Sta, l’energia, nei naturali movimenti.

D’accenti e di pensier.

Oggi è così che va.

Tiè                              ;-)

Dic
07
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 07-12-2010


Da Corriere della Sera.it- La fotografia? Uccisa da Photoshop-

Chissà se davvero possa imputarsi alla Tecnica l’oggettivo decadimento di quella specialissima forma d’arte che è la fotografia. Chissà non siano da discutere i canoni estetici di un mondo smarrito e spaventato che, nel passo verso un “oltre” inevitabile e fatale (comunque s’intenda il “fatale”) e confidando – questo forse sì – troppo sulle meraviglie tecnologiche, tuttavia o perciò, ne perde in creatività e fantasia. Chissà se non sia la normale parabola di ogni forma di evoluzione che normalmente evolve in dissoluzione. Chissà che non sia che la specie animale homo sapiens sapiens non sopporti, per disposizioni biologiche e/o fortuna, d’immaginarsi il proprio futuro uguale al proprio presente ed ami proiettare il richiamo dell’attuale speranza in un futuro rimpianto. Per non darsi pace. Per vivere oppure per non morire. Per un poco restare sapendo di dovere, per sempre, partire. Per, forse, giocare e… per quel che si vuole.

Ma poi, entrando sul concreto, chissà se, nello specifico caso,  non c’entri qualcosa che, l’intervistato fotografo, Bob Krieger, “Il Ritrattista Dei Potenti” (sic!) coltivi  i suoi nostalgici tremori tutti indirizzati ai volti noti e vipsssss in genere. Riconoscendo loro, ovviamente il fascino che loro è dovuto. Il famoso e potente fascino unico e irripetibile dei famosi e potenti. I quali ovviamente tali sono in virtù di quell’allure, di quel fascino, di quello charme, di quel carisma che appar_tiene al Potere e che solo un “grande artista” (e comunque banale, al di là del banale e del talento reale non sempre banale) sa restituire (al Potere).  Ed è la solita vecchia storia delle giustificazioni a posteriori (intendendo col termine la temporalità ma anche i luoghi) dei cortigiani e dei ruffiani e dei leccaculo sempre pronti (e proni anche) a riconoscere la parte dove conviene posizionarsi. Potendo, in effetti, osservarne da breve distanza i perversi meccanismi e trarne le maleodoranti conseguenze dovute, si preferisce adularlo, incensarlo, ossequiarlo, il Potere…

In etologia si chiama sottomissione e deferenza per il “maschio Alfa” del branco…

Alle femmine la monta, ai maschi la “rispettosa” distanza.

Ma va là.

Ott
22
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 22-10-2010

Chissà se ha ragione Roberto Saviano quando, come ieri sera ad “Anno Zero” sostiene che il compenso dell’artista (meglio se alto, il compenso, non l’artista) è garanzia di autorevolezza e onestà e chiarezza perché, secondo un abile sofisma («Essere pagato significa essere professionale, se invece l’ospite arriva gratis lo spettatore deve accontentarsi») e anche un abusato metodo (quello che: o sei di/da griffe o nulla sei) tutto contemporaneo di misurare il mondo, implicitamente finisce per affermare che: Il prezzo indica il Valore.

E se fosse invece che in questa epocale impasse antropologica (tornante della Storia) che stiamo vivendo, tutti gli “indicatori di senso” andassero nella opposta direzione? È (sarebbe) il tempo (il Tempo) di immensi spiegamenti (non già di spiegazioni) di manifesta generosità da parte di chi d’altro (rispetto a quello, che per meriti unanimemente riconosciuti, si è diventati e si è)  bisogno non ha? «Chi D’Altro Bisogno Non Ha». Un tempo in cui, a scadenza settimanale ormai, la pratica ipocrita e fuorviante della solidarietà a gettone per mezzo di SMS ad uso e consumo (sic) delle cause le più nobili previo appello di schiere di non sempre probabili vipsss  chissà quanto in buona fede, spesso portatori di redditi pari al PIL di una media regione sub-sahariana, questa pervenuta abitudine stabilisce ed attesta l’avvenuta impraticabilità della banalissima ragione morale che ognuno nel profondo del cuore si dovrebbe portare.  Considerando, se appena si voglia (magari dovendo) che la prima (se non l’unica) forma di solidarietà si chiamerebbe (secondo un antico, anzi vecchissimo modo e ammuffito di intendersi): Politica.

Si conoscono tutte, ma proprio tutte, le obiezioni a questa tesi bislacca circa l’avvenuto avvento (un vero e proprio Anno Zero, allitterazioni comprese) di un Tempo della Gratuità Universale: dal copyright del cantantucolo o del grande scrittore o artista altro o intellettuale altro o altro grand’uomo.

Puzzano tutte di consolidato (e questo sì, ammuffito) pensiero e stantio, e di malafede e di soldi.

E di Sé.

Ovvio, poi, che al di là di questo obliquo e laterale punto di osservazione, dovendo scegliere , quando di fronte si abbia l’impunito plutocrate e i suoi servi (masi compresi), si sia più che d’accordo su tutto il resto, con le ragioni dei, pur milionari, Saviano, Fazio, Santoro, Benigni, Fo, Bono vox  (Bono vox diommio) etc.

Set
02
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 02-09-2010

Da La Repubblica.it- Renzi: “Verrà il tempo di riunire chi vuole un partito vincente”-

Scalpita il giovane puledro (alla sua età Alessandro Magno aveva già finiti tutti i compitini per assurgere all’empireo della Storia ed era, correttamente, già defunto) e giustamente ci prova a scalzare la vecchia guardia. Sarebbe anche buona regola, per i virgulti ambiziosetti, non nascondersi nella mutande del maggiorente di turno e battagliare con le proprie idee e la propria faccia, possibilmente evitando e il lamento e la retorica e i luoghi comuni.

E poi

Credere o far credere che basti un certificato anagrafico per accreditarsi come portatore del nuovo, intrufolarsi nelle stanze del potere e stare sul campo lo stretto necessario per fare le due/tre cosette di prassi e ritirarsi e vivere di rendita per il resto dei tuoi (e nostri anche, ahinoi) giorni…

Bill Clinton, Gerhard Schrhöder, Tony Blair. Tre piccoli (diversi tra loro, gli ultimi due decisamente vergognosi) es_empi di furbissimi “nobili ritiri”.

Uffa

Giu
09
Filed under (Società) by minimax on 09-06-2010

Da l’Unità.it- «Ci sto, lavorare e governare. Così si esce dalla trappola dell’«eccellenza» femminile» di Alessandra Bocchetti-

Eccola un’altra furba che, sicurissima del fatto suo, crede aver capito e prima e meglio delle altre “come si fa” e si dichiara pronta ad “accettare la sfida“. Tralasciando il fatto che forse la signora non svolge un’attività troppo gravosa (assiste malati e/o anziani? riordina camere e/o camerate? assembla componenti meccanici in una, pur rimodernata, catena di montaggio, seleziona su un nastro zucchine  e pomodorini?) e che la stessa non è nuova a simili trovate, e  pur considerando che Pinocchio era, d’accordo,  un maschietto burattino…

Pinocchio? Che c’entra Pinocchio? Ma è lui l’eterno archetipo italiano. Dove mai si possono trovare messe tutte insieme tutte le “morfologie” tipiche d’italianità. Paese di Balocchi e Lucignolo e Melampo e Volpe e Gatto e Fatine e Grilli e Mangiafochi e Giudici a Rovescio e Carabinieri ed altre ganzissime trovate ed altrettante ganzissime fregate…

Ma dai!

Mag
22
Filed under (Società) by minimax on 22-05-2010

Da Il Foglio – Intercettazioni e ricatto giustizialista.

Una buona regola. Quando (per dirla con Altan) non si conosce il “mandante delle proprie cazzate”, basta farsi un’opinione  contraria a quelli de Il Foglio per non sbagliare. Dalla guerra all’Iraq alla presidenza Bush. Dalla lotta alla mafia alla legge 40. Sono anni che toppano. Una garanzia.

Dic
22


Da un?intervista a Luciano Gallino su età pensionabile e Inps.

Lei ha più volte scritto che si dovrebbe intanto fare luce sul bilancio dell’istituto…
«Perché in questi anni gli è stato accollato di tutto: dalle decine di migliaia di prepensionamenti dei ferrovieri negli anni novanta, per decisione del governo, al deficit (un miliardo l’anno) del fondo dirigenti d’azienda, alle pensioni di invalidità (che pensioni non si possono considerare), ai conti dei coltivatori diretti. Si fa un trucco contabile alla rovescia: prima infilo di tutto nel bilancio dell’Inps, poi accuso l’Inps di non tenere la partita in pareggio. Mentre al netto delle prestazioni assistenziali e di quei passivi che non hanno nulla a che fare con il rapporto tra contributi versati e pensioni ricevute dai lavoratori dipendenti, la spesa previdenziale sarebbe in equilibrio».

Eppure si continua a ragionare accettando quel “trucco contabile. E in discussione finisce l’età pensionabile…
«Visto che viviamo tutti ormai fino a ottant’anni, potrei decidere di fissare a ottant’anni l’età di pensione. Così il bilancio dell’Inps va alla pari. C’è un po’ di leggerezza nel ragionare sull’esigenza di prolungare l’età pensionabile… Non è una colpa invecchiare. Accorciare la vita lavorativa, migliorando le condizioni del lavoro e dei lavoratori, era stato considerato un segno di progresso, era stata una conquista…».