Set
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-09-2011

sacconi-bonanniL’ultima di Bonanni: «Lo sciopero si fa di sabato o di sera, c’è la crisi»

Cattivissimo il capo della CISL (nella foto in un attimo di resipiscenza si aggiusta il colletto davanti alle oscene corbellerie del compagno di merende, il noto brigante dissertatore e cattolico di suore puttane – già sedicente socialista, si può ridere o inorridire, a scelta – Sacconi. Di cosa? Della stessa sostanza di cui – sono fatti i sogni? macché – è fatto questo Paese, a detta della cara salma, di merda ovviamente: il Paese, la cara salma e pure Sacconi e anche Bonanni va là) che propone una indolore (per i lavoratori, per il Governo e per sé stesso)  strategia per affrontare a muso duro i furiosi attacchi ai diritti (più estorti) e al tenore (basso piuttosto) di vita dei lavoratori da lui rappresentati: vedersi di sera davanti ai luoghi del Potere,  sit-in, happy hour, ciacole in libertà, qualche mugugno e qualche risatina di sufficienza, dài…

Durissima la risposta ieri sera al TG3 alla domanda sul che fare: «Noi non approveremo ».

Ah.

Giu
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-06-2011

Da Il Sole24Ore.comCisl e Uil in piazza per chiedere la riforma fiscale: «Altrimenti sciopero generale»-

Abbastanza tardi, grazie. E imbarazzante, anche. Il treno è già passato e la posticipata resipiscenza sospetta e quei perentori ultimatum scanditi con voce ferma solo adesso, a declino evidente di quelli che fino a ieri erano interlocutori privilegiati (sacconi di… quel che si voglia, compresi) adesso assumono un vago sapor di viltà. Adesso, dopo essersi spesi e stesi a tutto concedere ai quei governanti meschini solo dediti a fomentare divisioni e sciagurate rivalità tra lavoratori. A cui i prodi Bonanni-Angeletti si sono supinamente adeguati. Credendo, isolando il fratello maggiore, trovare più verdi pascoli per le loro smarrite pecorelle. Illudendosi d’essere più furbi del diavolo. Gettando nel vento quel po’ di unità faticosamente conquistata negli anni. E adesso al primo refolo di aria nuova e frizzante reclamare senza vergogna la propria perduta verginità…

Ancora una volta all’unisono, appaiati come… coglioni

Stamane a Prima Pagina, più che meritoria trasmissione del mattino di Radio3Rai , a proposito della abbastanza assurda polemichetta (nella quale si è al solito distinto quel marpione furbetto che ogni tanto dimentica il pudore, Matteo Renzi, di Firenze sindaco per caso, sempre si dis_pera) sul lavorare sì e no il 1° Maggio, una intelligentissima signora ha buttato lì una domandina niente male: si chiedeva e chiedeva al giornalista di turno, Massimo Mascini, direttore del sito Il Diario del Lavoro, il perché delle ragioni di tutto questo can can a proposito di centri commerciali e negozi e botteghe e tutto quello che serve ai nostri più che discutibili sollazzi, e a nessuno, ma proprio a nessuno , nemmeno a Dario di Vico o ad Antonio Polito, autorevoli firme del Corriere della Sera che su questo argomento si sono molto spesi e anche di più, caldeggiando, ovviamente una maggior flessibilità, e che diamine, ecchecazzo, da parte degli addetti al commercio in tempi così grami etc. etc., a nessuno sosteneva la signora che sia venuto in mente di applicare questa fantastica semplicissima idea al comparto Sanità ( tiè!!!). Sì insomma, far funzionare reparti di diagnostica come TAC, RMN, ecografie e via così, a ciclo continuo, giorno e notte, festa e buondì, 1° maggio  e Natale e Pasqua… Così. Come cantava Battisti: sì, viaggiare…evitando le buche più dure… Ed accorciando di non poco – 1/3 almeno – interminabili liste d’attesa che per una normale diagnosi solitamente rimandano alla calende greche. Ammortizzando costosissimi macchinari in un terzo di tempo rispetto all’attuale. Dando efficienza ad un sistema disastrato e mitigando di quel po’ quel certo clima che, chissà come, chissà perché, in quegli ambientini, in quelle segrete stanze alimenta un colossale sistema di corruzione. Legato agli incestuosi connubi, alle relazioni pericolose di pubblici interessi con avidissimi altri e privatissimi interessi. Gestori della Pubblica Sanità e ImPrenditoRia  privata della stessa Sanità. Quegli ardimentosi disinteressati capitani d’intrapresa, quei gran speculatori paraculi, in verità – laici e cattolici di sinistra e centro e destra - che si arricchiscono più o meno legittimamente – relativismi etici a iosa da queste tristi bande -  sui malanni e sulle disgrazie e sui dolori della gente…

Così.

Feb
05
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 05-02-2011

Da LA STAMPA.it- Marcegaglia: festeggiamo Italia 150 ma non perdiamo ore di lavoro-

O di_visioni d’Ottocento applicate ad una più che miserabile modernità. Infilandoci tutti i possibili abusi di senso più o meno comune, dentro una realtà percepita, sognata forse, ma fuori da tutti i canoni di una minimamente condivisa temporale oggettività. Insomma, come se… Come se, qui, occidente-nord avanzato,  la competitività dipendesse dal sudore e dalla fatica materiale dei nuovi schiavi e non dal tasso di innovazione e dal plusvalore delle idee e dei perfezionamenti tecnologici e dalla intelligente conquista di nuovi mercati. Insomma dal “fare impresa”. Come se le merci prodotte valessero sempre e comunque più dei servizi e dei diversi corollari economici che un ponte festivo inevitabilmente si trascina. Quasi a dire che non frega a nessuno il moto economico innescato dai consumi interni, come a dire di lasciare il Paese a retrocedere pensando solo alla massiva produzione a beneficio delle esportazioni. Come a dire: producete e fottetevi. Pronti come sono (lo riaffermava l’esimio sindaco di Treviso, tal Gobbo, nomen omen, metaforicamente parlando) o ad ottenere quello che loro aggrada o a mollare il Paese (abitanti, compresi, quelli di nord-est, nel caso di Gobbo, compresi, votanti leghisti compresi) al loro triste destino. Credendo poterlo fare per sempre… Credendo la cosa non li riguardi… Credendo così possa andare per sempre… credendo credendo…

Mubarak è qui… Ed anche la rabbia e l’orgoglio di uno popolo scoglionato e umiliato e raggirato e deriso…

È solo questione di tempo…

Gen
24
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 24-01-2011

Da Corriere della Sera.it- Il vescovo: quel soldato morto in Afghanistan non è un eroe-

Come dire delle contrapposte banalità ed essere ugualmente (per diverse ragioni) nel torto. Un vescovo dimentico del suo compito di far prevalere sulle dispute intorno alle piccole cose e presenti, l’esigenza assoluta di carità. Senza codicilli e distinguo ed altre postille. Che chiunque altro – non lui- potrebbe e forse dovrebbe pur sostenere: nessuno ( se non tutti con lui)  deve essere mai definito un eroe per il sol fatto di scegliersi un modo di procurarsi il suo quotidiano sostentamento. Nemmeno se si lavora in un “reparto fusione”, per dire, alla Thyssen Group. Di lavoro tutti ugualmente si muore. Senza per questo dovere essere definiti degli eroi. Discriminando da chi porta un semplice casco e una chiave a bussola o a stella, da chi stellette, elmetto e mitraglia. Tutti eroi e nessuno. Di lavoro ancora si muore. Senza essere eroi. Per vivere.

Terribile in quanto terribilmente ordinario.

Gen
06
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 06-01-2011

Da La Repubblica.it -Così rischiamo di minare le radici della democrazia di LUCIANO GALLINO-

È più che evidente, lo si evince dagli ultimi precedenti post di questo blog, che la storia delle RADICI comincia ad assumere carattere d’ossessione. Anche quando se ne voglia fuggire. Non certo dal formidabile e condivisibilissimo uso che ne fa il Prof. Gallino. Solo rifiutando la retorica bolsa di chi (legaiolo e mal_destro in genere), a dire il vero senza sapere esattamente di che parla, le scomoda ogniqualvolta deve darsi una piccola certezza di fronte alla logica complessità che le banali vicende della vita, quotidianamente, più o meno gratuitamente, ci offrono e che, a quanto pare, provocano loro moti di paura e d’infantili terrori allorché, non possedendo i minimi strumenti culturali di elaborazione per collocarle nelle piccole cronache delle nostre piccole vite, se ne fanno travolgere, rivelando non tanto il vero attaccamento a quei valori (le famigerati RADICI di cui sopra)  tanto strumentalmente ostentati ma facendone pretesto per pararsi semplicemente il culo. Per continuare nel loro piccolo e sicuro cabotaggio, difendendo sostanzialmente i loro miserabili privilegi. Contraddicendo sostanzialmente quelle vantate Radici e quella vantata Identità. Che, se appena facessero uso del loro, pur unico, neurone desolatamente rimasto nelle loro vuote zucche, non le andrebbero rintracciando in fantomatiche (fantasmatiche, piuttosto)  celtiche civiltà e in altre simili e puzzolenti corbellerie. Le cercherebbero al di là di un editto di un Doge di qualche secolo fa; al di là del loro maledetto mercatino rionale, delle loro rape e del loro maledettissimo radicchio e della loro maledettissima polenta (per tacere d’ossi e di bossi e di luganeghe ed altre maialate tra monti e Tremonti). Le cercherebbero più semplicemente nella somma di diritti e di regole improntate a umanità e a vera Civiltà. Quella robetta ora classificata come velleitarismo sciocco e arrendevole, faciloneria mite e inconcludente, buonismo radical-chic e via stupidando…

Più giù, ci si permette far notare che solitamente le RADICI  fissano saldamente la pianta al suolo e nel contempo forniscono ad essa l’essenziale nutrimento e tuttavia a tale scopo non hanno alcun bisogno di vane (e vanitose) ostentazioni.

Stanno. Invisibili. Sottoterra.

Repetita iuvant.

Ott
17
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 17-10-2010

Da l’Unità.it –Piazza Fiom «gremita e pacifica». Epifani: «Non sarete soli»

La semplice cronaca dei fatti si cura di smentire i loschi  figuri che, sicuri di rappresentare i veri interessi della gggente, paventavano, allarmavano, intimorivano,  profetavano devastazioni e morti. Ci speravano, soprattutto, i bonanni maroni e sacconi. Ché, il risultato finale di ridurre al silenzio chi non vuole accettare la logica neo- schiavista che impone la loro modernità, ne viene procrastinato. Che chi non s’adegua alle loro stupide (tecnicamente stupide in quanto foriere di ulteriori deleteri scompensi di redditi e diritti in una sempre più ingiusta società) venga tacciato di, ben che vada, vetusta e sorpassata ideologia, oppure, peggio, di supportare la violenza ed i violenti…

Malafede

Oggi si può dire loro di vergognarsene.

Set
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-09-2010

Da Corriere della Sera.it -Federmeccanica disdetta il contratto nazionale del 2008-

Toh?!? Dopo la cura Marchionne si rivedono i padroni(sic). Che, con non comune sprezzo del pericolo (Maramaldo è un bluff rispetto a questi eroi) dispensano calci sui denti dei loro pur remissivi dipendenti. Che straparlano senza morire di vergogna di concorrenzialità e competitività. In uno dei paesi europei dove, tra i primi che si era per livello dei salari, ci si ritrova, ri-toh!?! a fondo classifica. Comprensibile ci si ritrovi in queste miserevoli condizioni visto che i ceti medio bassi sono anni che affidano la difesa dei propri interessi o al riccastro plutocrate interessato più che altro a farsi , e bene, i suoi di affaracci o ai suoi sgherri leghisti campioni del mondo nell’infinito abuso d’armi di distrazione di massa.

Sarà interessante, al di là delle beghe delle opposte tifoserie raccolte intorno a certe facce, guardarne altre, di facce. Di quelli che, in un attimo di marziana resipiscenza scoprono d’avere speso la gran parte della loro povera vita a martellarsi i coglioni.

Cincin

Ago
26
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 26-08-2010

Da Corriere della Sera.it -Cile, sono vivi i minatori intrappolati da 17 giorni. «Mesi per tirarli fuori»-

Intervistato da Radio3 sulla vicenda dei sepolti vivi (senza virgolette, please) dell’Atacama, un ingegnere minerario non poteva che osservare che vi sono lavori per i quali una quota rilevante di tasso di rischio, per quanto ci si impegni nella tecnica della prevenzione, è ineliminabile. Certo, si dirà, nessuna attività umana è esente da rischi. Nessun mestiere, tantomeno.

Si rischia la pellaccia a tirar su (ma anche giù) muri, intonacar volando  spalle di finestre e cornicioni, scavare nelle viscere della Terra, restaurare e pulire cisterne e serbatoi, arare ripidi pendii, movimentare grossi carichi, maneggiare macchine divoratrici d’uomini,  tirare fili e tubi alle altezze le più varie, manutenere strade e ferrovie, spegnere fuochi e recuperar vivi e cadaveri…  e via così.

E, per dire, dei (Marchionne) e semidei (John e Lapo)?

Ago
24
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 24-08-2010

Da l’Unità.it -Fiat ai tre operai reintegrati: non potete lavorare-

Nel film di e con Aldo Giovanni e Giacomo  “Tre Uomini e Una Gamba” , durante una sosta in un autogrill, Giovanni esulta come un forsennato perché “riesce a vincere” in una competizione a “braccio di ferro” con un bimbo.

Video importato

YouTube Video

Dove l’inconcepibile e folle viene dato per normale si ha un effetto comico. Esilarante.

Qui invece si può constatare solo miserabile viltà.

Dove il detentore del potere lo esercita e lo infligge ai suoi sottoposti secondo  la normale prassi da sempre vigente dalla comparsa della vita sulla Terra in poi.

Per questo, questi beceri trogloditi, sono tragicamente ridicoli quando affermano di confidare in nuovi e moderni modelli (sic) di relazioni industriali.

Dice Giorgio Bocca (90 anni appena celebrati) nella sua rubrica su “l’Espresso“,  L’antitaliano: «Forse senza che ce ne accorgessimo è avvenuta una trasformazione antropologica per cui la società moderna è progredita nelle tecniche e nelle conoscenze e arretrata nei rapporti civili, è ritornata a privilegi e differenze sociali per cui una parte dei cittadini si sente autorizzata a derubare lo Stato, a usarlo per i suoi arricchimenti e le sue carriere lasciando la paura dei carabinieri agli altri che soldi e potere non ne hanno.»

Che altro?

Ago
17
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 17-08-2010

Da Il Sole24Ore.com -Per la generazione dei baby boomers pensioni dimezzate dopo il 2030-

Toh? Gli esperti scoprono finalmente l’acqua calda. Quello che da qualche lustro, ormai, era noto a tutti quelli che semplicemente volevano vedere il ben visibile prossimo futuro: che si è, nel tempo, preparato l’innesco per la bomba prossima ventura: le future generazioni destinate ad una grama vecchiaia. Agli attuali 30/40enni, non potrà essere  garantito, pur con i regolari contribuiti di una intera vita lavorativa (e peggio ancora per gli altri) un reddito minimo per la loro vecchiaia. Costretti, insomma, a lavorare fino a 70anni e uscirne con un assegno di pensione insufficiente per la minimale sussistenza. Senza nemmeno il gruzzoletto del TFR, scippato proprio con la scusa di assicurare loro una dignitosa “terza età”.

Tutto ad opera dei previdenti governanti che nel preparare questa bella polpetta avvelenata, non hanno, nel tempo, saputo di meglio fare che accusare i padri di scippare il futuro ai figli. Riuscendo perfino a convincere la platea scema (figli, padri e nipoti e cognati anche, veh)  che era tutto vero. Che altra strada (una più equa redistribuzione delle risorse e delle ricchezze del Paese secondo criteri di appena decente intelligenza) era impraticabile. Una solenne megagalattica fregatura, giocata con le armi della “Politica”. Ottenendone, cioè, dalle effettive vittime delle loro truffe, un entusiastico consenso.

È quella che si dice “Democrazia alla Vanna Marchi”.

Brucia, ma col tempo ci si abitua.

Lug
24
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 24-07-2010

Da Il Corriere Della Sera.it-   Il premier e la Fiat in Serbia: «Non a scapito dell’Italia»  Marchionne: «Ma a noi interessa solo vendere auto»

Nel tragico gioco delle parti che si gioca sulla pelle delle persone e dei loro drammi, è sicuramente a Marchionne che va assegnato il primato della chiarezza.

Sembra dire: Ma non lo sapevate che è così che da sempre funziona?

Voi politici vi meravigliate che sia l’economia a supplire alla vostra inconsistente evanescenza?  Fingete di sorprendevi per le decisioni che nei decenni non avete saputo prendere e lamentate ora sia un’azienda a dettare le regole della civile convivenza? Secondo i propri esclusivi interessi? Dimenticandovi di dire che la Politica non ad altro dovrebbe servire che ad indirizzare e ad armonizzare le diverse e contrapposte esigenze e i diversi contrapposti interessi secondo una logica di superiore interesse generale?

E voi lavoratori e cittadini vi accorgete solo ora e solo in parte che un qualche efficace mezzo l’avreste pure avuto per non farvi distrarre dalle stupidaggini tutte, che qualche furbone ha sapientemente agitato per accalappiare il vostro facile consenso. Solo adesso, che normalissime disposizioni prese in nome di banalissimi interessi di parte, stanno mettendo in discussione la vostra illusoria pretesa di credere che le vostre effettive decisioni e le vostre effettive scelte (siano esse state più o meno consapevoli, siano esse state anche non-scelte, poco importa)  non andassero a lungo termine ad incidere la vostra propria carne,  solo adesso e solo in parte vi accorgete che oltre la retorica ruffiana del populista di turno, alla prima difficoltà, i demagoghi, è a voi che la fanno letteralmente pagare…

E via così…

Ha detto Cesare Zavattini «I poveri sono matti(*)».


(*) Il link rimanda ad una disperante connessione “junghiana” dei fatti ( e dei drammi dei matti) di nuda cronaca col “caso”.


Lug
14
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 14-07-2010

Da La Stampa.it -Il ministro: “Il salto del limite dei 40 anni non era un refuso”-

Utilissima precisazione. Che serve a dimostrare, agli ultimi eroici resistenti (e fessi)  la lingua biforcuta e fasulla e ipocrita dell’ex socialista ed attuale Sacconi. E l’umanitarismo umanitario e compassionevole del Tremonti attuatore orgoglioso di quella che lui chiamava macelleria sociale.

Costringere un edile a salire, dopo 40 di lavoro e 60 e passa d’età su ponteggi e gru, infatti, non è certamente da considerarsi un refuso. Più che a che fare con un processo di stampa, in effetti sembra avere più  a che fare con con un processo per omicidio colposo. Una particolare forma di quella che a scelta si potrebbe chiamare selezione artificiale, decimazione socialerigore di spesa, guadagno da rigor mortis

e via così

Lug
04
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 04-07-2010

Da Corriere della Sera.it- La soddisfazione di Marchionne: «Negli Usa il sindacato ci ha capito»

Ma poi che si sa delle insignificanti piccole vite di quelli che, negli incontri coi grandi, non portano abitualmente un semplice maglioncino dolcevita, di quelli che non fanno la spola tra le due coste d’Atlantico e non determinano con le loro decisioni che l’infimo senso delle loro sole piccole insignificanti vite? Che ne sa Marchionne degli spiccioli effetti su quelle spicciole vite, di quella che i pianificatori di produzione chiamano la  metrica della produzione?

Da un articolo sul Venerdì di Repubblica di Mario Cicala riprendo:

« La dicitura metrica della produzione riesce soave come un sonetto. Nei fatti significa ripetizione di gesti identici, regolato da tempistiche prestabilite del tutto virtualmente ( vale a dire tarate su un essere umano astratto e senza età, peso, psicologia). Su tre turni – mattino, pomeriggio, notte, di 8ore, pause incluse- attività di polsi, dita, spalle, occhi concentrati sul pezzo. Ove, pure, come in molti segmenti produttivi, la fatica sia stata alleviata da macchine, resta lo sforzo della reiterazione. Roba fisica Mica generico stress. E poi le macchine non pensano. Sbagliano. O non si accorgono degli errori. Il cipputi  invece sì. E interviene . Di braccia. (…)  Ogni minimo gesto isolato e misurato. Sotto la voce Analisi Lavorazione Serbatoi, leggi: Prendere velina; strappare velina; attaccare nastro a velina; camminare a cassone sequenziato; piegarsi per prendere serbatoio; posare tubo; levare e mettere freno cassone pieno; camminare a stampante... In un’altra, che descrive la lavorazione interna di un furgone: Camminare in ginocchio; posizionare riparo; prendere e piazzare bulloni; prendere avvitatore e riporre..

Robette. Se si “ha fortuna” un siffatto lavoro s’inizia intorno ai vent’anni e si termina (stando alle ultime trovate di qualche nazista en travesti,  un tal Giuliano Cazzola, ex sindacalista ed ex socialista, tra gli altri) ai 65. Per vivere quanto oltre il maledetto traguardo? Stabilito che, certo, la vita media s’allunga ma che, peccato, il risultato finale sarebbe di gran lunga migliore se non ci fossero, toh, i ceti medio bassi, operai compresi ed inclusi, e certo,  che vivendo una vita di merda alla lunga, la… abbreviano. Di solito, infatti, vive meno chi vive peggio.

Insomma, ci si sforza di morire prima degli altri ma siccome gli altri, che vivono sulle fatiche dei coglioni, vivono di più, i coglioni (che, in quanto coglioni, vivranno di meno) saranno costretti a lavorare di più. Geniale paradosso? Peccato sia Realtà.

E il cerchio si chiude.

«Era meglio morire da piccoli…

Si poteva ammazzare il padrone…»

Canta, vero?  Questione di metrica…

Giu
23
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 23-06-2010

Da Panorama.it- Ricolfi: Più che di giovani disoccupati, l’Italia è un paese di trentenni senza un mestiere-

Non faccia il furbo Prof. Ricolfi e non blateri di sinistra e sindacati. E non dimentichi le idiozie (tutte) che da decenni ci propina la classe dirigente italiota. Se è vero, com’è vero, che la definitiva sconfitta sindacale col suo bel corollario di stupidaggini di derivazione settantasettina che si trascinava, risale al 1980. Trent’anni fa!  Se ci si dimentica che è durante gli anni del celebrato C.A.F (Craxi, Andreotti, Forlani, quelli che La Nave Va…) che il debito raddoppia. Che è in quei famigerati anni che impazzano le baby pensioni. Che sono gli anni di scelte industriali scellerate. You remenber Gardini? E l’Arna? E la Duna?

Gli ipercritici col sopracciglio alzato anche allora sparavano sui cosiddetti “garantiti“. Nel frattempo i garantiti da primi che erano in Europa per livello di salario sono arrivati… penultimi.

E un po’ di autocritica dei critici? No?

Giu
16
Filed under (Società) by minimax on 16-06-2010

Da Repubblica.it -La globalizzazione dell’operaio di  Luciano Gallino-

Eh, c’è poco da fare. Per quanto ci si è messi una cosa è sicura: La Fantasia poi mica ce l’ha fatta ad arrivare al Potere. E un concorrente al ribasso nel mondo si troverà sempre per giustificare il ricatto: Vuoi lavorare? Adattati alla mie NUOVE condizioni! Parlano (i cantori di quello che loro chiamano “nuovo”)  di presa d’atto della nuova realtà, di svolta nelle relazioni industriali,  di novità nelle contrattazioni. Uno (e trino, nel senso di Tre_monti) parla di tornante della Storia (si è notata la maiuscola?). Invece è la solita storia. E il tornante va inteso in senso letterale. Si arranca faticosamente e si torna al Passato. A quello ci stanno portando. Stanno affossando, insieme ad una concezione di minima civiltà, il Futuro di un Paese. Col nostro disinformato (e deformato) consenso.

Te_atro d’assurdo:  È l’inferno del nostro nonsenso.