E della esigenza del bon ton, del buon gusto, del rispetto e, viceversa, dei luoghi comuni, del sessismo, del razzismo, della più o meno gratuita crudeltà del ridere: di quello che ci viene, di quello che  si può. Secondo non prestabiliti ordini. Tantomeno morali o amorali o immorali che siano. Fatti di quella strana materia che nell’intimo della profonda coscienza di ognuno, non conosce nessun limite che non stia nelle umane convenzioni. Del più e del meno, insomma. Ma anche dell’alto e del basso. Dell’esterno e dell’interno, del sacro e del profano dell’abominevole  e del sublime e via di lì…

Scrisse Spinoza.it «Grave il cardinale Martini. Potrebbe rimanerci dry».

Riccardo Chiaberge su fessbùk grida: vergogna!!! Un suo pedante commentatore dà dell’idiota a chi ride perché la battuta non fa ridere. Un altro scassacazzi (io) eccepisce sulla insindacabilità della comicità i cui canoni non li stabilisce né Pinco né Pallino né, tantomeno, un idiota che dà agli altri degli idioti perché ridono a modo loro e che al di là della evidente crudeltà che un certo tipo di comicità si trascina, non è del ridere che si tratta,. ma di una riconosciuta costruzione meramente tecnica della battuta. Ergo, si può provare un’umana vicinanza ed empatia e pietas col Cardinale e tuttavia riconoscere l’efficacia della battuta. Rincara, invece, la dose Chiaberge con una domandina niente male: cosa ci trovi da ridere (aridai), M……..o (io) , in un uomo che sta morendo di Parkinson? Rispondo che sono evidentemente dei matti (lui e il suo commentator cortese) oltre a degli illogici e ribadisco che in ogni discussione vanno tenuti ben distinti i diversi piani: l’opportunità o il buon gusto e tutte le altre nobili cose che stanno nell’animo umano ( anche in quello degli spietati battutisti ) non vanno confusi con l’analisi “tecnica” e l’efficacia di una azione e la pianto lì.

Poi le vignette. Anti islamiste a lor dire e a lordare. Di tanto tempo fa, quelle danesi. Dell’altro ieri, quelle francesi. Controreazioni a reazioni a sommosse sanguinose contro ogni parvenza d’occidente, reo (l’occidente, oh) di enumerare tra i suoi rappresentanti, di tutto un po’ (si chiamerebbe LIBERTÀ). Ivi compreso qualche oscuro demente che solo ad aizzare mute latranti di fanatici, pare trovar linfa di sua, evidentemente poverissima , vita. Ivi certamente non compreso chi per sue idee ed opinioni e per la sua sacrosanta libertà d’esprimerle s’è preso da pazzi esaltati  e invasati (che pro tempore, tra l’altro, stanno alla guida di un Paese di una certa importanza, beh) la solita fatwa: con rispettiva apposita ricompensa a chi semplicemente trova modo di ammazzarlo il soggetto di tanto “vilipendio” (si notino le virgolette, occazzo).

Poi altra vignetta. Nazionale, questa. Di Vauro sulla ministra Fornero. E della conseguente accusa di sessismo in quanto appoggiata su stereotipi che si rifanno ad un’immagine pregiudiziale della donna… etc etc.   

Allora? Allora sull’opportunità e sulle ricadute di una vignetta o di una battuta si può discutere, sulla sua efficacia (le vignette sono scarse, Vauro non fa ridere), no.

Se la ministra Fornero si rendesse conto della mazzata data in testa alle donne (costringendole ai lavori FORZATI fino ai 67 anni) potrebbe considerare la vignetta poca cosa. Oltre al fatto che, da una ministra che attende uno squillo al successivo passo, ministro squillo, logicamente (una logica che si rifà ad antiche e comprovate consuetudini di un qualche decennio fa; prostituzione, prettamente femminile, a mezzo di telefono, beh) nulla osta. Nemmeno il “garbo di genere”. La stessa cattiveria insolente che normalmente si esercita sul nanismo di Brunetta (qui s’è scritto senza vergogna del MINI_STROnzo), sull’intelligenza del Trota, sugli accenti di Bersani o di Vendola, sulla faccia poco intelligente di Gasparri, sui capelli (?) di Berlusconi… ecc. ecc. Per dire che se il nano è un potente con l’aggravante dell’arroganza, tutto si può…

In quanto alle religioni permalose: Per fermarsi ai monoteisti (basta e avanza, oh se avanza): chi (islam) passando alle vie di fatto seduta stante, chi (cristiani) rimpiangendo i vecchi tempi dell’inquisizione, chi (ebrei) nascondendosi dietro il (legittimo, con qualche limite e misura) tabù dell’antisemitismo, nessuno dovrebbe permettersi di nulla dire, nessuna critica ammessa, nessuna ironia, niente.

Verso quelli che, direttamente o meno, SEMPRE, nella Storia hanno imposto e usi e costumi e comportamenti consoni e rispettosi dei loro esclusivi canoni e delle loro esclusive disposizioni.

Imposto con una qualche (non esattamente trascorsa) violenza. Imposto attraverso, non il libero convincimento che promanasse dalla libera fede di ciascuno. Macché. Attraverso l’implacabile violenza bieca e sorda e cieca del Potere.

E se cominciassimo a, RECIPROCAMENTE, rispettarci per DAVVERO?

Nov
30
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 30-11-2011

Da Libero.it-  (tramite Rassegna lavoro. Gov)-Togliete i libri alle donne torneranno a far figli-

Ora, coerentemente ci si aspetta un disegno di legge che le obblighi al burqa. Andando per gradi ovviamente: velo, hijab, chador. Insomma, un dignitoso percorso. Camillo Langone. Un de_fogliante. Uno che ama vantarsi della propria repellenza sfoderandola ed esibendola verso tutte le cose del mondo: quello che, fuori dai suoi triti e balordi scemi schemi nel mondo da sempre accade. Tra l’altro il repellente (già detto? repetita…) estensore del simpatico articolo (vilmente mimetizzato da “provocazione “ ma va?) non ha mancato e non manca tutt’ora mai di rimarcare (parole sue) un “certo schifo” per gli omosessuali, una certa insofferenza verso il diverso da lui (« perfino un sincero xenofobo come me ha sbuffato…») . Ne rivendica il diritto (al ribrezzo). Se mai qualcuno lo abbia mai, non solo letto, ma anche intravisto… specie nel pieno di una straripante e poco edificante salivazione, bave)…  Ecco, lombrosianamente ripugnante, “de visu” (intendendo con questo quello che si voglia, faccia compresa), lui stesso, particolarmente, è.

E pari siamo

Ott
25
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 25-10-2011

Da La Repubblica.it- Il Vaticano lancia le sue proposte “Serve nuova autorità finanziaria mondiale”-

Arrivano. Con colpevole ed imbarazzante ritardo ed alla spicciolata ma, obtorto collo, arrivano. Senza smentirsi più di tanto. Provando a balbettare qualcosa di sensato dopo aver nei secoli rincorso ogni forma di pensiero dominante. Tra timidi tentativi di serie analisi della realtà e vergognosi accomodamenti col Potere e col potente di turno. Plutocrati compresi. Ora si accodano senza gli opportuni anatemi che farebbero del loro sdegno qualcosa di più serio di quella che altro non è che – in verità vi dico – una modesta e rituale presa di posizione. Pluff.

E cominciare a rendersi conto che stiamo assistendo ad un salto di CIVILTÀ? Che quello che è talmente evidente – che a non vederlo ci si rivela inevitabilmente oltre che criminali anche criminalmente ed irrimediabilmente stupidi – è che è il sistema CAPITALISMO che è arrivato ad un suo, pur previsto, capolinea. Oltre il quale o si procede per somma di libertà e civiltà oppure si recede ad un mondo governato dalla bruta forza e da vetustissimi squilibri tra diverse disperazioni sempre più pronte alle diverse devastanti deflagrazioni. Lo spadone dei barbari contro le raffinate coltissime debosce della tarda romanità. Per dire. In un mondo globalizzato, per dire. Nel tempo ad attrezzarsi ai più vari e deleteri sconquassi, per dire.

E dunque? O continuare a trasformare gli oggettivi BENEFICI che indubbiamente le innovazioni tecnologiche apportano all’umanità liberandola da fatiche e da lavoro, in PROBLEMI secondo un usato stupido assodato e supinamente accettato, ottocentesco stereotipo OPPURE si comincia a dare un senso ALTRO alla economia cominciando a REDISTRIBUIRE,  più per motivi di spicciola ragionevolezza che di edificante equanimità, PATRIMONI, RISORSE, REDDITI e LAVORO.

Se si ha paura dei termini non li si chiamino piccoli necessari inevitabili “elementi di comunismo”. E neppure di socialismo se l’evocazione turba più di un sonno di più di un qualche scemo.

Li si vedano come piccole iniezioni di UMANA e CIVILE convivenza. Senza le quali… O socialismo o barbarie si diceva? Ecco.

Naturalmente son solo cose che qualche isolato cretino si permette di scrivere su un ridicolo blog e niente più. Ed è ovvio che l’umanità ragionante e responsabile e proiettata in un futuro fatto di realtà e privato delle fantasiose utopie costruite su inattuabili considerazioni, si darà ad una ESIGENZA di CRESCITA INFINITA e…

Bummm?

Ago
18
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 18-08-2011

Da La Repubblica.it- Montezemolo: “Sono ricco è giusto che paghi di più”-

Oh grazie. Tre, per ora, grazie. Mitologie comprese. Warren Buffet di là e Carlo De Benedetti di qua. E Montezummolo pure. Miliardari disponibili a pagare l’appena dovuto. Almeno. L’americano, addirittura a scavalcare Obama a sinistra, oh yesss. Per tacere del filantropo, già affondatore di Lira (Italia) e Sterlina (GB), appena ritiratosi con un ghigno di quasi ribrezzo, George Soros. Beh. Miliardari con fiammelle se non di coscienza (cosa troppo intima e inconoscibile al volgo) almeno di una evidente consapevolezza di CLASSE. Esagerando, ovviamente, ma non troppo. Arrivati alle più alte vette potrebbe essere pure abbastanza normale domandarsi il senso di tante ricchezze. Se non si è già bolliti dal delirio di onnipotenza e presunta eternità.

Comunque sia, ancora una volta si dimostra che per avere un po’ d’ascolto e di attenzione e di autorevolezza si guarda al gruzzolo che il soggetto può portare a sostenere quel che dice… Per dire, se lo dicevo io, nessuno (più o meno giustamente, sappiamo) mi si cagava. Insomma, per essere creduto, se affermo che non mi interessa la Ferrari (la macchina o l’attrice, fa lo stesso,) devo comunque dimostrare di potermela permettere.

Fosse un problema di diffuso BOCCALONISMO? Anche da parte di autorevoli opinion-maker molto fedeli a triti cliché piuttosto che a una loro autonoma opinione?

Uffa

Lug
11
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 11-07-2011

Video importato

YouTube Video

Da LA STAMPA.it-Nuovo record per lo spread Btp-Bund. Borse in ribasso, Milano maglia nera

Gli gnomi della finanza? Gli occulti controllori delle sorti dell’intero mondo? Chi controlla chi? La Democrazia? Il Danaro? Il primato della Libertà. Dove? Come? Quando? E, soprattutto, perché? Perché quello stesso intero Mondo da questo Teatro dell’Assurdo se ne fa, da sempre, tranquillamente soggiogare? E, ovviamente, soggiogare è un  piccolo inoffensivo eufemismo. Come si fa ancora, viste tutte le varianti di questa relativissima Realtà, a credere davvero si viva dentro un logica che fa del Razionale il suo primo ed unico parametro?

Siamo pazzi?

Evidentemente, sì.

Feb
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-02-2011

Torsten SolinDa MicroMega.it- «Kant e il bunga bunga, Ferrara prende lucciole per lanterne» di Giovanni Perazzoli-

La piccola differenza che sta tra il legno (di salice piuttosto che d’olmo o di rovere) storto e quello torto. Tra il rispetto per le cose e la deferenza (attraverso un complicato labirintico percorso tra l’Ego ed il Potere) per l’oziosa (e perciò nobilissima e pur valida) chiacchiera. Tra la difesa d’una indifendibile indecenza di un ordinario (impotente) pre-potente (da sempre, sempre lo stesso) e le condizioni dei normali cittadini. Tra la piacevolezza di un legittimo divertissement di sfaccendati flaneur amanti della provocazione intellettuale (?) e i reali tangibili bisogni, le banalissime indifferibili esigenze di un Paese allo stremo. Si può?

Certo che si può.

Stronzi.

Gen
11
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 11-01-2011

Quando la logica della banalità  (da Corriere della Sera.it- Il Gf: fuori i tre bestemmiatori) interviene a contraddire i mugugni dei soliti criticoni del cu_culo, manco a farlo apposta è il Capo che, da vero Capo, occhialacci fumé  appoggiati sulla punta del naso, con la grazia di un giocatore di  texas hold’em, che abbia in mano un 3 di picche e un 2 di fiori, pronuncia il suo fatidico “all-in ”: Da Il Fatto Quotidiano.itAllarme del Papa: “L’educazione sessuale e civile minaccia la libertà religiosa”-

Ecco. Non è questione d’essere dei ( o Dei) mangiapreti… figurarsi. Sono proprio loro ad essere indigesti.

Come si fa?

Gen
04
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 04-01-2011

Da La Repubblica.it - La Borsa premia la nuova Fiat. Ma ancora tonfo per il mercato dell’auto-

Ma tu vedi. Se mai si cercasse una prova provata della intrinseca imbecille irrazionalità (dove col termine di “razionalità” s’intenda la naturale disposizione ad improntare il proprio agire secondo fini di generale utilità, non solo strettamente individuale, ma di comunità, collettività, specie) di quella bizzarria tutta umana creata al solo scopo di fregare con giochetti di parole la stragrande maggioranza dei bassi ceti produttivi da parte di pochi furbi disinvolti truffatori: il cosiddetto Mercato. Il Dio, la Verità, il Dogma, gli Assoluti, le ultime uniche Certezze che l’asfittica nostra modernità ci riserva. Senza trovare nulla di meglio. Contestualmente all’annuncio del PADRONE di piccoli ritorni d’Ottocento e a Nuove piccole ignobili forme di Schiavismo e al dato industriale di una chiarezza disarmante circa l’andamento catastrofico delle vendite del prodotto (automobili, sempre automobili, fortissimamente automobili, A.D. 2011) dello stesso Padrone di cui sopra, la Borsa, (La Borsa: il Dio, il Dogma, L’unica forma certa d’Assoluto che l’asfittica nostra modernità ci riserva) ) stabilisce e certifica, essere tutto questo, COSA BUONA.

La morale? Sta nella didascalia della foto (scheletrica obesità) del precedente post (oltre che nello stesso testo, va da sé)  :  L’Occidente (primo!) raggiunge l’apice del percorso umano e conseguentemente niente altro che ossimori sa ormai riprodurre.

Qui stiamo.

Dic
30
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 30-12-2010


Intorno a un presente già assente riflesso in un niente corrente di ordinaria stupidità. Mercante, e/o mercantile, erano – o sempre furono – anche sinonimi di melliflua ruffianeria, di insinuante interessata lusinga, di adulante blandizia, e di ogni falsa e sdolcinata moina. Col solo scopo, ovviamente, di trarne un qualsivoglia profitto, dal rifilare comunque ed ovunque e a chiunque la merce (o politica o servizio terziario od altro più o meno avanzato) sua prima. Non più, sembra. Sembra che questo sia stato. Che, secondo un modello mutuato da chissà chi (ma dal tanfo che emana si direbbe di stretta manageriale derivazione) adesso vige, vale, si estende e perdura: arroganza, protervia, boria, insolenza. Una sorta di sfida continua, di provocatoria competizione, di spietato confronto a dimostrare comunque la propria inconciliabile e indiscutibile personale egocentrica supremazia. Di là dai biechi e bassi interessi di bassa bottega, d’accordo, ma, peggio, per una sorta di intima eppur malcelata eppur evidente eppur, dunque, confessata e dunque ampiamente esibita e infine ostentata, frustrazione avvilita. Senso di solitudine ed relativo ossessivo bisogno di lasciar tracce del proprio cammino. Anche a non risparmiarsi in infima malvagità e comunque brutalità, sgarbatezza, piccoli e grandi segni d’insofferenza verso il cliente, utente, frequentatore, avventore, paziente o postulante di turno. In uno scambio continuo di reciproche crudeltà alternate a seconda dei ruoli e dell’istante e  momento. In reazione a catena, a cascata, a effetto di gioco del domino, in cui siamo, al contempo, carnefici e vittime. Dove gli ultimi e finali utilizzatori (in senso passivo, ovviamente) di tante meschine piccole e grandi efferatezze (dalla velenose indifferenze alle sfoggiate scortesie, dalle perfide noncuranze alle sbandierate infami villanie) saranno (sono), al solito i più deboli e vulnerabili.

Una impasse antropologica niente male per chi pretende richiamarsi all’Amore Universale. Che sia questione pertinente la religione, la politica, la solidarietà, gli umanitarismi (animalismi dis_umani a parte), la fratellanza, la carità…

Ah, deve essere per quel (mal)detto: «La coerenza è la virtù degli imbecilli»

Abbastanza imbecille, a constatarne i danni arrecati, grazie.

Dic
07
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 07-12-2010


Da Corriere della Sera.it- La fotografia? Uccisa da Photoshop-

Chissà se davvero possa imputarsi alla Tecnica l’oggettivo decadimento di quella specialissima forma d’arte che è la fotografia. Chissà non siano da discutere i canoni estetici di un mondo smarrito e spaventato che, nel passo verso un “oltre” inevitabile e fatale (comunque s’intenda il “fatale”) e confidando – questo forse sì – troppo sulle meraviglie tecnologiche, tuttavia o perciò, ne perde in creatività e fantasia. Chissà se non sia la normale parabola di ogni forma di evoluzione che normalmente evolve in dissoluzione. Chissà che non sia che la specie animale homo sapiens sapiens non sopporti, per disposizioni biologiche e/o fortuna, d’immaginarsi il proprio futuro uguale al proprio presente ed ami proiettare il richiamo dell’attuale speranza in un futuro rimpianto. Per non darsi pace. Per vivere oppure per non morire. Per un poco restare sapendo di dovere, per sempre, partire. Per, forse, giocare e… per quel che si vuole.

Ma poi, entrando sul concreto, chissà se, nello specifico caso,  non c’entri qualcosa che, l’intervistato fotografo, Bob Krieger, “Il Ritrattista Dei Potenti” (sic!) coltivi  i suoi nostalgici tremori tutti indirizzati ai volti noti e vipsssss in genere. Riconoscendo loro, ovviamente il fascino che loro è dovuto. Il famoso e potente fascino unico e irripetibile dei famosi e potenti. I quali ovviamente tali sono in virtù di quell’allure, di quel fascino, di quello charme, di quel carisma che appar_tiene al Potere e che solo un “grande artista” (e comunque banale, al di là del banale e del talento reale non sempre banale) sa restituire (al Potere).  Ed è la solita vecchia storia delle giustificazioni a posteriori (intendendo col termine la temporalità ma anche i luoghi) dei cortigiani e dei ruffiani e dei leccaculo sempre pronti (e proni anche) a riconoscere la parte dove conviene posizionarsi. Potendo, in effetti, osservarne da breve distanza i perversi meccanismi e trarne le maleodoranti conseguenze dovute, si preferisce adularlo, incensarlo, ossequiarlo, il Potere…

In etologia si chiama sottomissione e deferenza per il “maschio Alfa” del branco…

Alle femmine la monta, ai maschi la “rispettosa” distanza.

Ma va là.

Nov
24
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 24-11-2010

Dai toni, dalle pause, dalle evidenti ironie, dagli sbuffi scocciati, dal ritmo volutamente cantilenante, dagli ammicchi di complicità, dai borbottii che lasciano trasparire palesi segni di sopportata insofferenza e da mille altri piccoli indizi, oltre che dalle notizie scelte e dai giornali da cui, a suo insindacabile giudizio (ovvio) le ricava, di Alessandro Giuli vice direttore de IL FOGLIO, conduttore di Prima Pagina di Radio3 di questa settimana, se ne deduce il suo disperato disincanto sulle umane cose tutte. Se ne avverte il suo cinico distacco dalle banalità dei piccoli uomini ad una dimensione: tutti quelli che non la pensano come lui. Pare di vederlo con le sopracciglia tirate, le braccia larghe, l’amaro sorriso a monologare tra sé di cosa tocca sopportare in questo mondo: tra risapute cose e tritate e ritritate. Ieri, rispondendo ad un ascoltatore impertinente ha dovuto per l’ennesima volta ricordare la differenza che sta tra il signor B. (lui lo chiama “Cav.”) e tutti (tutti) gli altri: è la differenza tra l’essere e il non essere. Semplice, no? Pare niente. È tutto. Basta mettersi in testa una idea meravigliosa. Cesare Ragazzi un parrucchino. Alessandro Giuli, e tutti quelli della sua (gran) classe, un parrucchino con un comico e tragico cavaliere al butulino, sotto.

Tra l’essere e il non essere… Nientemeno.

Pietà…

Ott
24
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 24-10-2010

Da Corriere della Sera.it -Capitalismo opaco, democrazia debole-

Toh? Ci si arriverà, se pure per vie traverse, a prendere semplicemente (ché, poi tanto semplice non è e non sarà) atto di un avvenuto fallimento. Sì, esattamente quel fenomeno che la dottrina (sì, dottrina) capitalistica prevedeva e considerava buona cosa per separare il grano dal loglio ed ottenerne la virtuosa competizione tra le imprese che sarebbe servita ad indirizzare l’umanità tutta verso un radioso futuro. Il capitalismo sta dimostrando d’aver maturato il diritto dovere di un onorevole buen retiro. Si tratta di ufficializzare l’avvenuta dipartita e darsi da fare per andare oltre. Se si vuole, ovviamente. Se ci si tiene ad un civile e vivibile futuro. La civiltà post-petrolifera sta lì. Assomiglia paurosamente (paurosamente per chi ha il cervello ancorato ai suoi ammuffiti luoghi comuni) a qualcosa che ha a che fare col Socialismo (ché dir di Comunismo sarebbe pretendere l’impossibile da quelle stanche ottenebrate menti).

Inutile anche obbiettare e ricorrere alle solite fossilizzate litanie circa vecchi e nuovi modelli di sviluppo o scomodare sogni, utopie o senso di realtà. Il dilemma che si pone resta un semplicissimo dilemma: O così o barbarie.

Probabile si scelga la barbarie?

Sì, molto facile.

Augh!

Ott
18
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 18-10-2010

«L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale» dice Lucio Dalla nel suo inarrivabile “Disperato Erotico Stomp

Ecco, basterebbe accostare due articoli (quelli sotto) e provare a trarne, dal confronto, se non un insegnamento, una via d’uscita appena decente.

Da Il Fatto Quotidiano.it- Sgarbi, gli insulti e la partitocrazia di PETER GOMEZ-

Da LA STAMPA.it- Bobbio, perché la mitezza è ancora una virtù di  GUSTAVO ZAGREBELSKY-

Far seguire un piccolo atto di libero discernimento secondo quel che suggerisce il po’ di libero arbitrio residuo che ciascuno dovrebbe, al di là dei determinismi assoluti che (forse) governano il mondo, pur custodire.

E trarne le logiche conseguenze.

Fatto?

Si chiama normale umanità (considerando che, certo, anche lo stronzismo è umanissima cosa).

Poi si respira.

Set
20
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 20-09-2010

Da La Repubblica.it-  Dio e lo scienziato / la formula della creazione-

Da The New York Times.com -Many Kinds of Universes, and None Require God-

Dal Blog di Riccardo Chiaberge -Cari laici, rompiamo il tabù della religione-

Intorno, sopra, sotto, per, verso, contro e tutto il resto. Dio. Per sempre. Il mezzo dei nostri indefiniti fini. Il mistero e la muta angoscia della muta domanda di senso. E le parole. Le troppe parole al di là dalle quali (si sfida a dimostrare il contrario) Nulla esiste. E dunque Nulla esiste di là dall’illusione di realtà. E la realtà non sembra essere null’altro che la rudimentale accozzaglia degli infiniti mondi paralleli che stanno dietro ogni infimo singolo istante percepito da ogni infima singola sensibilità di ogni infima singola vita.

Dal Big Bang al Big Pluff.

Ah, dio d’io…

Set
15
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 15-09-2010

Da La Repubblica.it- Il boss e il ‘signore del vento’ la mafia nella green economy-

Sperando non si voglia tracciare un forzato e indebito e un po’ anche coglione, parallelo tra l’energia eolica e il malaffare. Cosa che ha tentato subdolamente di fare il sempre prezioso vulcanico (si deve sempre dire così) Prof. Vittorio Sgarbi  da Ro (Fe). Per chi non lo avesse del tutto presente il professore è praticamente una bava capelluta urlante. Urlante a prescindere. Abbastanza noioso anche. Ultimamente, l’esimio, ce l’ha a morte coi questi nuovi mulini a vento che a suo dire (d’ire) deturpano irrimediabilmente il nostro patrimonio paesaggistico. È la stessa polemica che a suo tempo s’è fatta contro i pannelli fotovoltaici istallati sui tetti dei centri storici. Già. Non fosse che da sempre per le facciate e tetti invasi e rovinati da antenne e parabole televisive e dagli ingombranti e rumorosi climatizzatori, il distinto non ha aperto bocca e se, comunque, l’abbia fatto sicuramente la polemica non ha mai assunto i toni veementi che va sfoderando per le pale eoliche. Che sono reversibili e smontabili e cancellabili. Per cui se danno vi fosse è del tutto rimediabile.

“Se”danno. Ché solo un occhio malato di fanatico bisogno di purezza e d’assoluto può vedere scempio dove invece si impone l’”Estetica dell’Etica”. Dove chi vuole e sa, assiste al dialogo di un futuro inoffensivo e innocuo e sobrio (e, si ripete, reversibile) con la potente bellezza della natura circostante. In totale armonia.

Magari l’insigne distintissimo e pregiatissimo prof. sa che la bellezza quando fissata in rigidi canoni, magari stabiliti secondo il ghiribizzo fanatico di presunti puristi del bello (la cui - del bello, non dei puristi – relativa volgarità (o sublimità) dipende sempre dal contesto e dall’occhio di chi osserva), magari scade nel kitsch.

Magari, bum.

Ago
13
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 13-08-2010

Da Avvenire.it- Del Noce: gli orrori dell’uomo di Marx di Dario Antiseri-

È pur vero che, siccome nessuno è perfetto, se invece di pronunciare la fatidica frase “Le religioni sono l’oppio dei popoli” il vecchio, pur ottimo, barbone si fosse morsa la lingua si sarebbe evitata più di una inutile tragedia. Errore tattico. Non esistendo valori assoluti la questione “filosofica”, specie vista dall’ottica di un secolo e mezzo fa, andava rimossa a favore di quella sociale. Caricando di valori “altri” una questione di “mera” uguaglianza, ci si è resi vulnerabili agli abusi dei soliti marpioni affamati di potere. dei fanatici di ideologia e degli interpreti pedanti che proprio in nome di quei valori “hanno” snaturato il primigenio messaggio. Che era un sostanziale messaggio di libertà. Ottenendone il disastro che tutti poi constatammo.

Poi, l’ironia della Storia (che “da tragedia si ripete in farsa”, sempre lui) ha voluto che nel nostro tempo buffo e imbecille, i tre problemi (disuguaglianze, oppio e religioni) gestiti secondo criteri improntati alla tipica idiozia tutta umana, si siano aggrovigliati in un inestricabile nefasto nodo portatore di nuove vecchissime tragedie.

Amen.

Lug
25
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 25-07-2010

Ok! Buona la prima.

Per quanto una qualche perplessità ad essere d’accordo con un furbo non sempre in buonissima fede…

(Non che sia in malafede, e che ne sapremmo noi? Solo, il suo ruolo di comunicatore non può non implicare che la totale consapevolezza dei meccanismi della comunicazionne, appunto).

Il riferimento è a d alcune sue opinioni  circa il decadimento estetico italico dovuto, a suo parere, in gran parte alla “geometrica potenza” dei… progettisti (geometri, che si pensava?) invasivi delle paradigmatiche villette a schiera color pastello… bla bla bla.

Color pastello… E, direbbe Peppino, ho detto tutto.

Comunque, sì. Buona la prima.

Lug
05
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 05-07-2010

Da Il Corriere della Sera.it- Modernità. IL MOVIMENTO PORTA SOLO FRUSTRAZIONE E NOIA Ozio addio. Schiavi degli impegni non sappiamo creare.

Per quanto abbia spesso da ridire con quanti ce la menano con la lentezza ed i loro slow-qui e slow-là che spesso diventano comodi alibi, per degli psicotici narcisisti, per torturarci con i loro dettagliatissimi racconti intorno a quello che accade intorno alle loro pregiatissime persone. Lenti fino allo spasimo. Esasperanti tali da giustificare gli esasperati che si trasformano in serial-killer. Uffa!

Ma è vero che l’ossessione da riempimento compulsivo di ogni forma di vuoto è una chiara forma di idiozia.

Dunque sì,  approfittare del caldo per sbuffare e bere e sonnecchiare e poi sbuffare ancora e non fare NULLA.

Giu
26
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 26-06-2010

Da Repubblica.it – Fmi: “A rischio 30 milioni di posti di lavoro”
G8 vede ripresa, ma ora società più eque
-

Non è che sia poi questa grande svolta. Non è che la si debba poi ad una altruistica resipiscenza. È solo un cul de sac. È (sarebbe) solo l’unico strumento per salvare il salvabile di quella che chiamavamo civiltà occidentale. È (sarebbe) solo uno degli ultimi tentativi di salvare il mondo stesso dal rischio barbarie e di indirizzare gli animal spirits secondo una minima logica di sopravvivenza di specie. È (sarebbe) solo un’ultima occasione per pensare uno sviluppo economico e tecnologico non semplicemente  funzionale a sé stesso ma diretto, secondo dettami di elementare buon senso, a procurare vantaggi all’umano spicciolo vivere.

Giu
20
Filed under (lo sputo del cuculo, Pop) by minimax on 20-06-2010

Da IL TEMPO.it -Il Signor Fiat ha ragione (e auto) da vendere di Mario Sechi-
Dipende sempre da come si traguardano le coordinate di un determinato concetto, quello che poi si traduce in “pensiero corrente”.
È probabile si troverebbero molte voci discordi ( e molte incazzature, a dire il vero) se venissero applicati, a tutti quelli che si ostinano a chiamare genericamente “lavoro” la propria attività, gli stessi parametri, le medesime discipline, le identiche materiali condizioni, gli stessi ritmi, le stesse pause , le medesime retribuzioni che,  pare normalissimo,  si impongono  a chiunque per procurarsi un reddito si trovi a fare parte di quella sub-categoria denominata “lavoratori dipendenti”.
Anche a Marchionne, anche al direttore de Il TEMPO, brucerebbe il culo sentirsi continuamente tampinati da uno stronzo che pretende scandire il tempo e i modi e le restrizioni della loro vita.
Ammesso e non concesso che il lavoro (o certo lavoro) sia vita.
Ammesso e non concesso che si rendano conto che i loro bla bla circa la competitività ad ogni costo, il continuo rialzo dell’asticella dei diritti e il continuo ribasso di quella dei salari, stroncano, nel breve periodo le classi lavoratrici tutte, ma che nel lungo stroncheranno un sistema di valori che si identificava con i valori fondanti di un complicato sistema di regole e di diritti (e dunque di una Civiltà) che si chiamò Occidente. Si comprende, insomma, che non volendo darsi, per miope visione di futuro e scarsa propensione all’avventura, ad un Vero NUOVO, stiano (solo) procrastinando quello che negli spiccioli fatti (rinunciando alle specificità che, di quella Storia, ne hanno esaltato i meriti) stanno invece accelerando: Il Declino della Civiltà Occidentale.

Che quel NUOVO abbia, tra l’altro, gli obbligati connotati di qualcosa già visto (intravisto, per la verità) che ha a che fare con la Politica e che si chiama Socialismo (variamente declinato) rappresenta l’ennesimo motivo di riflessione sulle proprietà (ir)razionali della Democrazia.

Già. Se ne potrebbe (amaramente) ricavare che la Democrazia è una cosa troppo seria per essere affidata agli elettori…

Giu
18
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 18-06-2010

Da Il Foglio – Anche Galli Della Loggia aderisce all’appello.
In difesa di un diritto: la privacy
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Sì vabbè ragazzi, ma il ruolo dell’intellettuale dovrebbe anche comportare il minimo sindacale d’ironia e di conoscenza delle iperboli retoriche. Non è che nessuno al mondo, sano di mente, desideri davvero lo si intercetti e che gli si violi impunemente l’intima sua privatezza. Ed ovviamente l’appello dei reprobi (e presunti fessi masochisti) “intercettateci tutti” andrebbe un filino interpretato. Si penserà mica che i ragazzi calabresi di “e adesso ammazzateci tutti” intendessero d’essere concretamente presi subito in parola? Su, cari, eddai. Una pastiglietta ed un bagnetto di realtà e tutti a nanna. Domani sarà (forse) già tutta passata questa sbronza da bastian contrari all’incontrario.

È più che risaputo che a mettersi (giustamente, per certi versi) contro il conformismo delle intellighenzie spesso si finisce per ritrovarsi a fianco, ben che vada, qualche retrivo reazionario snob, oppure, quando va male, facilissimo passare per dei banalissimi coglioni.

Su.

Giu
16
Filed under (Società) by minimax on 16-06-2010

Da Repubblica.it -La globalizzazione dell’operaio di  Luciano Gallino-

Eh, c’è poco da fare. Per quanto ci si è messi una cosa è sicura: La Fantasia poi mica ce l’ha fatta ad arrivare al Potere. E un concorrente al ribasso nel mondo si troverà sempre per giustificare il ricatto: Vuoi lavorare? Adattati alla mie NUOVE condizioni! Parlano (i cantori di quello che loro chiamano “nuovo”)  di presa d’atto della nuova realtà, di svolta nelle relazioni industriali,  di novità nelle contrattazioni. Uno (e trino, nel senso di Tre_monti) parla di tornante della Storia (si è notata la maiuscola?). Invece è la solita storia. E il tornante va inteso in senso letterale. Si arranca faticosamente e si torna al Passato. A quello ci stanno portando. Stanno affossando, insieme ad una concezione di minima civiltà, il Futuro di un Paese. Col nostro disinformato (e deformato) consenso.

Te_atro d’assurdo:  È l’inferno del nostro nonsenso.

Giu
07
Filed under (Società) by minimax on 07-06-2010

Da ANSA.it- Compra da abusivo in spiaggia, multata. A  Jesolo una turista austriaca dovra’ pagare mille euro-

Viene da chiedersi, anche con una certa molesta insistenza, come chiedeva a Il Maratoneta (Dustin Hoffman) il dentista nazista (Laurence Olivier): - È sicuro?-

È sicuro che si debba, non solo (o non tanto) condividere il fatto di riconoscere un valore ad un marchio, così, a cazzo, e per convenzione assoggettarsi alle regole di un mercato idiota in sé, ma, necessariamente, anche SAPERE  che nel mondo esistano le griffe? Che debba, cioè, il privato cittadino discernere tra un Falso ed un Vero distinguibili l’uno dall’altro solo in virtù di quella ( fino a prova contraria, non riconosciuta ) Convenzione? Che debba interessarsi per forza ad un ipotetico Valore legale di una miserabile borsa, determinato da un Costo a sua volta stabilito solo da un paio d’iniziali di un Gran Nome a lui del tutto ignoto? Che… etc. etc.

Insomma, la vera domanda è: si può decidere di, almeno in parte,  estraniarsi da una forma di mondo che non si condivide e che, sicuramente sbagliando, si considera demente?

Solo un poco, per favore…

Giu
01
Filed under (Società) by minimax on 01-06-2010

Da Il Giornale.itDieci morti per una verità capovolta di Fiamma Nirenstein-

Da gadlerner.it -Exodus, simbolo rovesciato di Gad Lerner-

Due modi di vedere i capovolgimenti e/o i rovesci di una realtà comunque complicata. Dove il torto si manifesta sempre in nome di un ri_vendicato diritto ( capovolto o rovesciato).

Detto questo, deve essere chiaro che chiunque faccia dipendere le sue opinioni dalla propria appartenenza ( culturale, religiosa, linguistica, etnica e chi più ne ha…) perde per questo ogni diritto ad una minima credibilità.

Detto questo, se ad ogni manifestazione anche provocatoria, anche decisamente urlante, anche palesemente impetuosa si rispondesse sempre come hanno risposto gli israeliani,  dovremmo, almeno noi, in Italia, prendere seriamente in considerazione di, finalmente, dar riconoscenza ai meriti del  Gen. Bava Beccaris che aveva l’amabile vizietto di sedare gli animosi dimostranti a suon di… cannonate.

Dic
21
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 21-12-2005

Strane pazze(?) idee che ancora circolano su l’11/09/2001

Da il Giornale domenica 11 dicembre 2005

Lo chiamano il complottista. Nella sua specialità, la dietrologia, non ha rivali . Infatti Jimmy Walter, miliardario americano che da Amsterdam finanzia un movimento d’opinione per la riapertura delle indagini sugli attentati terroristici dell’11 settembre e che l’anno scorso ha speso per questa causa 3,5 milioni di dollari, l’ha prescelto come suo referente per l’Italia. Maurizio Blondet, giornalista e scrittore, è convinto da anni che l’umanità soggiaccia a una macchinazione planetaria. Tre ore di conversazione con lui e la storia del mondo è bell’e riscritta. Prima rivelazione: «Agli inizi della mia carriera intervistai Gianni Brera. Che mi avvertì: “Amico Blondet, stia attento ai comunisti. Sono cattivissimi!”. E mi confessò d’aver militato nella Repubblica sociale italiana». Seconda rivelazione: «Dietro la strategia della tensione c’era il ministero dell’Interno». Terza rivelazione: «Ho il fondato sospetto che i più alti esponenti della massoneria bancaria, da Raffaele Mattioli a Enrico Cuccia, facessero parte di un cenacolo esoterico dedito al culto gnostico delle reliquie, al quale non sarebbero estranei il filosofo Massimo Cacciari e i cantanti Franco Battiato e Alice. Non a caso la salma di Cuccia fu trafugata dal cimitero di Meina, mentre l’ateo Mattioli scelse di farsi seppellire nell’abbazia di Chiaravalle in una tomba dove un tempo riposavano le spoglie di Guglielma la Boema. Quest’eretica del 1300 sosteneva che Dio è femmina e che lei era Dio, tanto che i suoi seguaci parodiavano l’eucarestia mangiando pezzi di pane dopo averli strusciati sul sepolcro». Quarta rivelazione: «Dal 4 al 14 luglio 2001,due mesi prima dell?attacco alle torri gemelle Osama Bin Laden fu in dialisi nell’American Hospital di Dubai, negli Emirati arabi uniti. Dove ricevette l visita del capostazione della Cia in quell’area, che gli chiese di uccidere Ahmad Shah Massud, il “leone del Panshir”, una specie di Alessandro Magno per gli afgani. Il 9 settembre Massud viene assassinato, due giorni dopo le Twin towers crollano, passa meno di un mese e il presidente George Bush può dare il via all’operazione Enduring freedom, occuando l’Afghanistan dei talebani».Quinta rivelazione: «Quelli contro il Worid trade center di New York e il Pentagono furono in realtà autoattentati organizzati da un’ala deviata dei servizi segreti americani». Bum! Credo che abbia una sua verità anche sulle guerre puniche, ma dopo tre ore di stupefacenti rivelazioni ero così spossato che non me la sono sentita di chiedergliela. Per il momento in questo guazzabuglio vi è una sola certezza, sotto forma di ossimoro: il cronista che scava nei misteri del passato è stato licenziato da Avvenire. In tronco. Ma non per le sue investigazioni private, tradotte più in libri che in articoli, bensì per aver denunciato di poter scrivere sul proprio giornale soltanto «le moderate verità che il cardinale Ruini consente». Blondet s’era permesso d’aggiungere che l’editore porporato «da un decennio ha affidato l’intera costellazione dei media cattolici a un suo uomo incapace di partecipare a un dibattito pubblico, di esprimere idee, di fare una qualunque battaglia culturale», e siccome il ritratto al vetriolo, farcito di altri apprezzamenti da querela, era riferito al direttore Dino Boffo, l’inviato speciale è stato cacciato per giusta causa dalla testata della Conferenza episcopale italiana. A 61 anni compiuti Blondet si ritrovala punto di partenza :su una strada. Milanese, considerato membro dell’Opus Dei («non è vero, però non mi dispiace che la leggenda circoli, così almeno posso dire di far parte anch’io d’una consorteria»), di famiglia non ricca, dovette abbandonare la facoltà di filosofia della Statale per cercarsi un lavoro. Il compagno di scuola Vittorio Zucconi, oggi inviato di Repubblica negli Stati Uniti, lo presentò al padre Guglielmo, allora direttore della Domenica del Corriere, che gli offrì di sostituire Pacifico Fiori, un redattore ottantenne addetto alla rubrica “II segretario di tutti”. «Dovevo rispondere alle più strampalate domande legali, scientifiche o mediche dei lettori. Da impazzire». La seconda rubrica che gli fa affidata da Zucconi non depone a favore della sua attendibilità: “La realtà romanzesca”. Resa un po’meno fantasiosa dalle veristiche tavole di Mario Uggeri. «A volte bisognava inventarsi le storie, lo ammetto». Quindi il passaggio a Famiglia mese e a Jesus, mensili di Famiglia cristiana, e l’assunzione al Settimanale di Edilio Rusconi, che anni dopo se lo riprese a Gente. «Indro Montanelli mi assunse al Giornale. Lo tradii per soldi: me ne andai ad Avvenire perché in quel momento era in fase di rilancio e pagava di più».

Lo sa,vero,che nel nostro ambiente lei è ritenuto inguaribilmente affetto da complottismo?
«II senso etico del giornalismo risiede nell’essere ausiliario della democrazia. Spiegare retroscena del potere dovrebbe essere il nostro mestiere. Jimmy Walter ha convocato a Roma tre giorni di dibattito sugli attacchi terroristici di New York e Washington. Io ero il moderatore. Ha letto qualcosa sulla stampa?»

Per forza, vede servizi segreti deviati dappertutto!

«Ho avvicinato ex agenti pentiti della Cia e della Nsa, la National security agency,>che ordivano attentati da attribuire al nemico. Ricorda il colonnello Kurtz interpretato da Marlon Brando in Apocalipse now quando parla dei vietcong che tagliavano un braccio ai bambini dei villaggi perché sulla pelle avevano il segno della vaccinazione antiopolio praticata dagli americani? “Così dobbiamo fare la guerra anche noi”, dice. Ecco, è un personaggio esistito davvero: si chiamava Ted Shackey, è morto nel 2002. Da capo della Cia in Vietnam, si mise in proprio: si finanziava con i traffici di oppio delle tribù Meo, torturava con i metodi più brutali . Ho conosciuto alcuni dei suoi uomini attraverso i loro confessori, gesuiti americani. Mi hanno spiegato che avevano trovato un garante politico in George Bush senior, direttore della Cia prima d’essere eletto presidente».

Ma queste sono tesi tutte da dimostrare, tipiche degli ultrà di sinistra.

«In Italia sono citatissimo dal sito dei no global Indymedia, eppure vengo considerato un ultra di destra, un fascista un nazista. La verità è che l’industria militare americana fattura da sola 450 miliardi di dollari l’anno, la stessa cifra che il comparto bellico raggiunge in tutto il resto del mondo, e ha un solo cliente: il Pentagono. Grazie a gente come Donald Rumsfeld, segretario alla difesa, s’è impadronita del cliente. È questa gente ad aver scatenato la guerra mondiale al terrorismo con la scusa dell’11 settembre. Una terza guerra mondiale che durerà almeno 15 anni. pura follia: come bombardare le mosche .E a che serve questa follia se non a consumare armamenti?»

Non è stato certo Rumsfeld, scusi, ad attaccare l’America.
Tutte volte che gli Usa sono entrati in guerra, il casus belli è sempre stato un autoattentato. Fin dal 1898 quando all’Avana saltò in aria la corazzata Maine inviata a Cuba per proteggere i cittadini americani colà residenti e fu dichiarata la guerra alla Spagna .Ci sono decine di libri che documentano come persino l’attacco giapponese di Pearl Harbor sia stato funzionale all’ingresso nel secondo conflitto mondiale, che dopo quella tragedia venne accettato senza una sola voce discorde dall’opinione pubblica statunitense , prima assai riluttante . Il presidente Franklin Delano Roosvelt spostò la flotta dalla California alle Hawaii col preciso scopo di trasformarla in un’esca . Per farlo non esitò a destituire l’ammiraglio che si opponeva all’assurda decisione

Ma ci sono decine di libri che accreditano tesi opposte. Vabbè, lasciamo perdere. Mi dica che cosa sarebbe accaduto secondo lei l’11 settembre 2001?

«Non lo so ».

Meno male,

«Però osservo una serie di fatti illogici e mi pongo delle domande, Dirottare quattro aerei contemporaneamente è già difficile. Saperli pilotare dopo aver frequentato una scuola di volo è ancora più difficile. Portarli a schiantarsi contro degli edifici senza avere l’assistenza da terra è impossibile. Mentre aspettavo d’imbarcarmi da Malpensa per andare come inviato a Ground Zero, con i colleghi di altri giornali ho interrogato alcuni piloti dell’Alitalia abituati da molti anni a stare ai comandi dei Boeing 747e 777. “Noi non ci saremmo mai riusciti”, scuotevano la testa”.

Che c’è di strano? Si vede che Mohamed Atta era più bravo di loro.

«L’unica attività certa di Mohamed Atta è stata quella di far sapere in giro che era musulmano. Viveva a Venice in Florida, con una spogliarellista, Amanda Keller. Incredibile: nessuno è andato a intervistarla, tranne lo scrittore Daniel Hopsicker che l’ha interrogata e ci ha ricavato un libro. Nel quale la Keller racconta che Atta sniffava cocaina, beveva alcolici, mangiava cotolette di maiale e ascoltava ossessivamente i Beastie Boys. Non mi sembrano le abitudini di un martire islamico»

Accidenti, ma è la testimonianza di una spogliarellista, magari pure mitomane.

«Prima del dirottamento gli attentatori spendono 200 dollari in un night, lasciando in bella vista una copia del Corano. Però assistono a uno spettacolo di lap dance».

La carne è debole.

«Nel parcheggio dell’aeroporto si preoccupano di litigare con un automobilista, come se volessero avere la certezza d’essere riconosciuti l’indomani nelle foto segnaletiche, E uno dei loro passaporti viene ritrovato, intatto, fra le macerie di Ground Zero».

Che c’è di strano?

Non sono mai state recuperate nemmeno le scatole nere degli aerei a Ground Zero. L’esplosione ha lasciato solo polvere formata da particelle di diametro inferiore a 100 micron. Milioni di tonnellate di detriti sono stati fatti sparire affinché nessuna ricostruzione
forense fosse possibile. Contro ogni logica investigativa, la scena del crimine è stata ripulita tenacemente. Il Nisti, National institute of standards and technology, ha ricevuto appena 240 reperti su cui indagare. Lo stesso Nisti respinge la teoria del collasso delle Torri gemelle e propende per un crollo simultaneo dei piani. Jeff King, fisico del Mit di Boston, parla apertamente di demolizione controllata mediante cariche di esplosivo. Le stesse che hanno tirato giù la terza torre».

Terza torre? Di che sta parlando?

«Del Building 7, un edificio di 47 piani adiacente alle Torri gemelle, che era stato minato da due settimane e finì in briciole alle 17.30 di quel giorno. Era noto che Lany Silverstein, l’imprenditore che l’aveva in affitto, intendeva farlo .abbattere. L’impatto degli aerei produsse nella terza torre solo due piccoli incendi. Inspiegabilmente, il Building 7 crollò. Non è un mistero che il sindaco Rudolph Giuliani stesse valutando da tempo la demolizione controllata anche delle Twin towers, ormai obsolete e impestate di amianto e vanadio. Il grattacielo non è una casa, è una macchina, la sua gestione ha costi paurosi. Una cosa è certa: Osama Bin Laden, scegliendo quei bersagli, ha reso un grosso servizio alla municipalità di New York».

Avrebbero buttato giù due grattacieli, anzi tre, con dentro migliaia di persone per risparmiare sulle spese di manutenzione. E assurdo. E poi non vorrà negare che due aerei di linea si siano infilati nelle Torri gemelle? Ci sarà ben stato qualcuno ai comandi.

«Già nel 1962 l’ammiraglio Lyman Lemnitzer sottopose al presidente John Kennedy un progetto di attentati simulati da addebitare a Fidel Castro, in modo da impressionare l’opinione pubblica per giustificare l’invasione di Cuba. Uno di questi progetti, come narra James Bamford, giornalista televisivo dell’Abc, nel suo libro Body of secrets, prevedeva di creare un esatto duplicato di un aereo civile di linea, riempito con passeggeri selezionati, poi convertito in un drone, velivolo senza pilota, telecomandato, da distruggere con un comando via radio».

Ma qui abbiamo nomi e cognomi di piloti in carne e ossa che sono morti nei dirottamenti.

«L’11 settembre il volo AA77 dell’American Airlines finì contro il Pentagono. L’aereo era in mano, ci è stato detto, di terroristi arabi, le cui foto furono diramate dall’Fbi. Ebbene, Thomas Oimsted, un medico psichiatra di New Orleans, ex ufficiale della Marina, ha ottenuto la prova definitiva che non c’era a bordo nessun arabo su quel volò. Lo ha fatto nel modo più semplice: esigendo, in forza della Freedom of information act, la legge sulla libertà d’informazione, i risultati delle autopsie sui resti delle vittime. L’ente che ha compiuto i rilievi sui cadaveri è quanto di più ufficiale esista: l’Istituto di patologia delle forze annate».

Mi lasci indovinate: Bin Laden è impersonato da un attore.

«Di Osama si sa con certezza che ha lavorato per la Cia a Peshawar. Con i dollari degli americani reclutava i mujahiddin che hanno combattuto contro i russi, invasori dell’Afghanistan».

Questo me l’aveva già raccontato Gino Strada. Sta’ a vedere che in Irak gli americani si sparano addosso da soli.

«La guerra in Irak si fa per il controllo diretto dei pozzi petroliferi, per consumare armi e per favorire Israele smembrando uno dei suoi nemici in tre staterelli corrispondenti ad altrettanti gruppi etnico-religiosi :uno sciita uno sunnita e uno curdo. Saddam Husisèin era un criminale che però aveva costruito uno Stato nazionale assai diverso dalle teocrazie islamiche, e assicurava una certa stabilità nella zona».

Già. Invadendo il Kuwait.

Edward Luttwak , l?analista che è stato consulente del segretario alla Difesa americano, ai tempi della prima guerra del Golfo mi disse: “Saddam dobbiamo farlo regredire all’età della pietra perché non è come i sauditi, che spendono tutti i proventi del petrolio in puttane e champagne. Questo sta facendo centrali elettriche, ferrovie industrie,
strade”. Vediamola dal punto di vista dei musulmani :hanno due nazioni Afghanistan e Irak, occupate dai cristiani. Nessun Paese cristiano è stato occupato da musulmani».

Quindi l’Italia in Irak sarebbe un Paese occupante anziché in missione di pace su mandato dell’Onu?

«Silvio Berlusconi, per il quale simpatizzo, ha fatto bene a mandare il nostro esercito in Irak. Era una scelta obbligata, perché l’Italia non ha un ombrello atomico sulla testa. Si poteva sottrarre alla missione giusto la Francia, che dispone di force de frappe nucleare estesa alla Germania fin dai tempi di De Gaulle. Bush è stato chiaro: “O con noi o contro di noi ? Non è una minaccia da poco. Io capisco che a queste condizioni anche l’Iran voglia farsi la bomba atomica. O davvero pensiamo che gli ultimi 60 anni senza guerre mondiali siano stati garantiti dal Papa di turno che gridava: “Pace, pace”?»

Insomma, esiste o no la minaccia del fondamentalismo islamico?

«L’unica immigrazione priva di pericoli sarebbe quella buddista. È chiaro che se i musulmani diventassero maggioranza relativa in qualsiasi Paese occidentale introdurrebbero i precetti coranici. Colpa nostra che non facciamo più figli. Qualunque governo islamico è dispotico, perché Allah stesso è un despota benefico».

Adesso dà pure del despota a Dio.

«Per la teologia musulmana Allah ha fatto il fuoco caldo, ma poteva farlo freddo. Egli crea il mondo istante per istante, con un atto ripetuto della sua volontà. Per conseguenza non esistono nell’Islam né scienza, né leggi di natura, né democrazia. Ma c’è una buona notizia: il pericolo fondamentalista cesserà entro 50 anni, quando il petrolio verrà sostituito da altre fonti energetiche o sarà esaurito. Se dall’export si toglie la voce petrolio, tutti i Paesi islamici messi insieme esportano quanto la Finlandia. Il loro potere economico è zero»

intervista raccolta da Stefano Lorenzetto per il Giornale 11/12/2005