Nov
06
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 06-11-2011

Da Il Sole24Ore.com – Ft a Berlusconi: in nome di Dio, vattene!

Dove per “Ft” s’intende mica Lotta Continua ma semplicemente il Financial Times. Per quanto accostare il nome di Dio ( o dio, secondo normale ateismo qui, senz’o_dio, già praticato) a quel disperato ominicchio sia da configurarsi come una qualche forma di bestemmia. Asserragliato nel suo bunker (come da tanto ormai si ripete fino alla noia) delirando di divisioni. Intese come invincibili armate ed evocando invece disgregazioni, frantumazioni, decomposizioni (sic) e il conseguente generale fuggi fuggi dei topi dalla nave che affonda. Disperato ominicchio: « Sic transit gloria mundi», dixit? Diceva dal vuoto profondo il suo marginale strapazzato Super-Io al suo sproporzionato Ego e sfrenato, senza nessuna speranza d’essere minimamente ascoltato. E infatti ci si ritrova a dover constatare la dipendenza del mondo (del mondo) da un tale piccolo (e, putroppo lampante, per le sorti del mondo, importantissimo) irrilevantissimo ometto. Evidente, se tali sono congegnati gli automatismi del mondo (invocare per la salvezza, per una maggiore probabilità di salvezza, dello stesso, Dio o chi per lui) risulta e si appalesa la manifesta idiozia di quello (questo) stupidissimo Mondo. Non è infatti che tra i dotti professoroni e intellettualoni ed espertissimi del FT o de Il Sole24Ore si provi nemmeno per idea, nemmeno per il brevissimo istante in cui un neutrino attraversa Piazza Affari, per dire, a provare, a prescindere da quella cara salma ormai solo imbarazzante a se stessa (oltre che, imbarazzantemente, potenzialmente esiziale per le sorti – si diceva – del mondo), a pensare una diversa economia. A regolare la vita banale delle banali moltitudini di donne e di uomini di questo stesso mondo. Nessun dubbio che la finanza ormai concepita come esclusivo strumento di mera speculazione atta a produrre profitto: scommesse, investimenti (?) proiettati, attraverso appositi software predisposti a risposte automatiche ai movimenti del mercato globale, al millesimo di secondo (sic), algoritmi  a produrre economie fittizie e castelli di carta e, ancora, scommesse su prezzi futuri di merce di là da venire (il raccolto di grano del 2034, per dire).

Un’economia tendente a vivere di propria mortifera vita. Un mostro che tutto fagocita. Anche le stesse proprie ragioni del suo improbabile esistere.

Dio?

Mag
03
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 03-05-2011

Da La Repubblica.it - LA MORTE DI BIN LADEN Washington teme rappresaglie chiuse le sedi diplomatiche in Pakistan

Anche Maroni teme. O dice di temere. Un po’ di fuoco al culo della gente, giustificato o meno, sempre di buono qualcosa al Potere porterà. Che a sentirsi minacciati viene facile affidarcisi. Al Potere, veh. Anche se, ovviamente nessuno può – e nemmeno potrà mai – salvare nessuno. Figurarsi Maroni (Maroni). Anche se, a dire il vero, a pensarci appena un attimo davanti a questa formidabile minaccia più che globale con la quale da dieci anni, un giorno sì e l’altro pure, continuano a romperci gli zebedei, paventando oscuri sfracelli, stragi, attentati, epidemie, avvelenamenti di massa e via terrorizzando ( i “nostri”, terrorizzando noi), se appena si faccia un grossolano calcolo delle morti nel mondo (fatto salvo – si fa per dire – l’Iraq dei tempi d’oro di Bush, e vabbè)  per terrorismo facile verificare siano di gran lunga inferiori ai pedoni falciati sulle strisce da “criminali per caso”.

A.D. 2001 compreso.

Ci sono terroristi che non sono tecnicamente dei criminali. Sono terroristi in quanto abitualmente, per fini abbastanza comprensibili, spendono la gran parte del loro tempo a terrorizzarci.

Governando.

Oh yeah.

Mar
02
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 02-03-2011

Da La Repubblica.it-Libia, Maroni: “Rischio infiltrazioni di Al Qaeda-

Naturalmente nessuna credibilità va data a questo singolare personaggio ( e dire che tra i legaioli ha fama, non troppo usurpata a dire il vero, ma tant’è, d’essere tra i più degni) che tra finzioni strumentali e interessate furberie bene ha compreso, non da ora, quanto il popolo bue sia sensibile ai richiami della paura. Evochiamo pure Al Qaeda e i talebani e i tribalismi degni di miglior causa (valli e pedemontane padane comprese) appoggiandoci su realtà complicate e per nulla definite. Evochiamo e acquattiamoci aspettando l’effetto che fa. Sperando raccogliere come al solito a breve i frutti di queste miserabili populistiche astuzie. Senza dimenticare di ricordare agli affezionati cultori della fantomatica (sic) organizzazione islamista che a dire il vero tra le puntuali minacce di sfracelli e gli effettivi accadimenti se ne ricaverebbe più di un motivo di moderato ottimismo. Trenta pazzi criminali fanatici per l’11 Settembre 2001? D’accordo. Poi? Cinque o sei isolati delinquenti deficienti marocchini per Madrid. Quattro o cinque cretini e maniaci britannico-pakistani per Londra. Pericolosi come pericolosi lo sono a qualsiasi livello quattro matti che facciano riferimento a qualsivoglia idea, o ideologia che sia, presi a caso in qualsivoglia città del mondo. Tanto è facile far danni con pochissimi mezzi. Ovviamente queste le cose il Maroni conosce benissimo e… beh.

Nessuno che ricordi al cosiddetto ministro dei cosiddetti (sic) Affari Interni : – Le ronde, Maroni, le rondeeeeeeee -

Feb
05
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 05-02-2011

Da LA STAMPA.it- Marcegaglia: festeggiamo Italia 150 ma non perdiamo ore di lavoro-

O di_visioni d’Ottocento applicate ad una più che miserabile modernità. Infilandoci tutti i possibili abusi di senso più o meno comune, dentro una realtà percepita, sognata forse, ma fuori da tutti i canoni di una minimamente condivisa temporale oggettività. Insomma, come se… Come se, qui, occidente-nord avanzato,  la competitività dipendesse dal sudore e dalla fatica materiale dei nuovi schiavi e non dal tasso di innovazione e dal plusvalore delle idee e dei perfezionamenti tecnologici e dalla intelligente conquista di nuovi mercati. Insomma dal “fare impresa”. Come se le merci prodotte valessero sempre e comunque più dei servizi e dei diversi corollari economici che un ponte festivo inevitabilmente si trascina. Quasi a dire che non frega a nessuno il moto economico innescato dai consumi interni, come a dire di lasciare il Paese a retrocedere pensando solo alla massiva produzione a beneficio delle esportazioni. Come a dire: producete e fottetevi. Pronti come sono (lo riaffermava l’esimio sindaco di Treviso, tal Gobbo, nomen omen, metaforicamente parlando) o ad ottenere quello che loro aggrada o a mollare il Paese (abitanti, compresi, quelli di nord-est, nel caso di Gobbo, compresi, votanti leghisti compresi) al loro triste destino. Credendo poterlo fare per sempre… Credendo la cosa non li riguardi… Credendo così possa andare per sempre… credendo credendo…

Mubarak è qui… Ed anche la rabbia e l’orgoglio di uno popolo scoglionato e umiliato e raggirato e deriso…

È solo questione di tempo…

Gen
10
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 10-01-2011

Da La Repubblica.it -Il tabù infranto da Geithnerdi di FEDERICO RAMPINI-

Come se niente fosse. La si butta lì. L’ipotesi, addirittura, di default, fallimento, bancarotta. Non della bottega di cianfrusaglie sotto casa ma degli USA (United States of America, quelli ), nientemeno. Mica è detto che ci si arrivi, certo, ma il solo evocarla , questa incommensurabile catastrofe, induce a prefigurare scenari poco tranquillizzanti. C’entrerà il trascurabile fatto che il debito degli USA (e non solo)  sia in gran parte detenuto dalla Cina sotto forma di Titoli di Stato ($)? Che è come dire che il gigante asiatico, destinato nei prossimi decenni a conquistarsi il primato di maggiore potenza economica del pianeta, tiene il bestione statunitense per le palle. E molto male fa. E dunque, originale soluzione, quella del default, per liberarsi dalla imbarazzante stretta: un piccolo taglietto. I cinesi si ritroverebbero nei chiusi pugni degli inservibili coglioni e gli USA… beh un po’ più leggerini e finalmente liberi di ricominciare… Con qualche frustrazione in sovrappiù? Di certo. Come quasi certo – e forse l’inquietante evocazione sottende l’intenzione – che, vista la mala parata sul piano strettamente economico il prossimo confronto possa avvenire su ben altri e ben corposi paradigmi…

Magari… militari?

Gen
04
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 04-01-2011

Da La Repubblica.it - La Borsa premia la nuova Fiat. Ma ancora tonfo per il mercato dell’auto-

Ma tu vedi. Se mai si cercasse una prova provata della intrinseca imbecille irrazionalità (dove col termine di “razionalità” s’intenda la naturale disposizione ad improntare il proprio agire secondo fini di generale utilità, non solo strettamente individuale, ma di comunità, collettività, specie) di quella bizzarria tutta umana creata al solo scopo di fregare con giochetti di parole la stragrande maggioranza dei bassi ceti produttivi da parte di pochi furbi disinvolti truffatori: il cosiddetto Mercato. Il Dio, la Verità, il Dogma, gli Assoluti, le ultime uniche Certezze che l’asfittica nostra modernità ci riserva. Senza trovare nulla di meglio. Contestualmente all’annuncio del PADRONE di piccoli ritorni d’Ottocento e a Nuove piccole ignobili forme di Schiavismo e al dato industriale di una chiarezza disarmante circa l’andamento catastrofico delle vendite del prodotto (automobili, sempre automobili, fortissimamente automobili, A.D. 2011) dello stesso Padrone di cui sopra, la Borsa, (La Borsa: il Dio, il Dogma, L’unica forma certa d’Assoluto che l’asfittica nostra modernità ci riserva) ) stabilisce e certifica, essere tutto questo, COSA BUONA.

La morale? Sta nella didascalia della foto (scheletrica obesità) del precedente post (oltre che nello stesso testo, va da sé)  :  L’Occidente (primo!) raggiunge l’apice del percorso umano e conseguentemente niente altro che ossimori sa ormai riprodurre.

Qui stiamo.

Dic
23
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 23-12-2010

Tra un prima ed un dopo e un di qua e l’al di là. Dilaniati da scelte obbligate dagli ammuffiti pensieri (uno Unico, in verità, sedimentato e indiscusso e universalmente accettato). Comunque qui ed ora, in quest’anno morente in questo morente Occidente. Sforbiciando tra crescita esponenziale verso un ignoto ed assurdo di PIL d’assurdo e d’ignoto e necessità di fermarsi a pensare su dove dirigere la macchina impazzita di mente e ragione. Esplosioni di diversi benessere in luoghi desueti con corollari di ovvi surplus produttivi, in un ambito di rivoluzione continua di tecnologia, con conseguenti surplus di manodopera e conseguenti globali disoccupati, e trasmigrazioni e conflitti, e nuove vecchissime povertà e miserie e bisogni. Emergenze energetiche a parte, emergenze ecologiche a parte, emergenze più o meno civili a parte.  Comunque d’umanità. Due mondi diversi ed opposti solo divisi da sproporzione di reddito. Un rifugio sarà, miserabile e meschino, d’irrazionale e di fanatica fede? E kamikaze nei circoli del privilegio. E morte e terrore e nessuna pietà.

Ti piace?

È delirio di un blog, d’accordo, ma è anche… il tuo fottuto Futuro.

Dic
05
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 05-12-2010

Riporta, L’Espresso del 9/12/2010 da ieri in edicola, le dichiarazioni di Kristinn Hraffnson, portavoce di Wikileaks, riguardo alle motivazioni delle fonti infiltrate nei gangli delle organizzazioni del Potere sparsi nel mondo: « Mi piace credere che dentro queste organizzazioni ci siano comunque persone perbene, che sono disilluse e che ritengono che l’unica cosa giusta sia far uscire fuori la verità e farla arrivare all’unica entità che è legittimata a conoscerla: l’opinione pubblica ». Vero. Ragionevolmente, a tutti piacerebbe fosse così. A dimostrare che comunque, anche nei luoghi più impensati (e insensati anche)  non smettono e mai smetteranno di sbocciare e crescere fiori di saggezza declinata in afflato di umana e civile convivenza. Da prendere, tuttavia, in considerazione anche il soliti vecchissimi motivi, le solite vetustissime ragioni di ordinarie umane piccolitudini: personali rancori, piccole invidie tra colleghi, infime rivalse di uomini giusti verso capi carogna o di carogne verso capi più che giusti, gelosie d’amanti traditi, soldi… e via così.

In effetti, conseguenze apprezzabili (e benvenute) a parte, forse non siamo (ancora?) in un mondo perfetto.

Nov
25
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 25-11-2010

Da LA STAMPA.it- Tennista disabile posa senza veli per “Body Issue”-

Quando, più spesso e più volentieri negli ambienti di sinistra e progressisti (che sono categorie politiche tuttora ben vive e giustificate anche se malamente praticate) ci si indigna e sdegna e irrita per le evidentissime strumentalizzazioni (indubbie) praticate a vario titolo sui corpi delle donne, si dimentica sempre di, come direbbe – stavolta giustamente – monsignore Rino Fisichella, “contestualizzare”. Per cui, le stesse ragioni di quegli sdegni e di quelle motivatissime censure assumono senso altro se siano riferite ad una specifica realtà piuttosto che a un’altra. Per dire, di una forma di riscatto e di rivendicata normalità come nel caso riportato dal titolo. Oppure se si intende il clamoroso gesto POLITICO che rappresenterebbe l’esposizione di grandi manifesti raffiguranti donne adorne della più spogliata nudità in città come Teheran o Kabul o Calcutta o Città del Vaticano o ovunque il problema di ogni tipo di emancipazione del genere femminile tragga come primo fondamento il rapporto di quei mondi e di quelle culture proprio con i corpi delle donne ( per poi estendersi ai diritti basilari, alle posizioni di sudditanza, all’esercizio da parte dei maschi di un vero e proprio incontrollato dominio, è ovvio).

E se nello Scontro di Civiltà invece che di portaerei e cacciabombardieri e bombe intelligenti fosse ben più utile un banalissimo“Viva La Figa”?

Non tutto è sempre come sembra.

Nov
15
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 15-11-2010

Da La Repubblica.it - IL MODELLO PERDUTO di Luciano Gallino-

Ecco! Dedicato a tutti quelli che si riempiono la boccaccia loro maledetta un giorno sì e l’altro pure, di parole come “identità”. Difficile, infatti, riuscire a definire l’identità europea fuori dalla peculiarità del suo modello di Civiltà. Difficile negare che quel modello stia per essere buttato alle ortiche in nome e per conto della globalizzazione. Impossibile  smentire che abbandonando quel modello di garanzie  di diritti e di servizi (welfare? quello!)  e cercando soluzioni nella concorrenza al ribasso, i cittadini europei (e quelli del mondo tutto, anche) ne avranno prospettive per il futuro frustrate e depresse. Subordinando alla speranza che dal proprio inessenziale contingente si proietta nell’oltre delle generazioni a venire, la sicurezza e l’atonia e l’afasia delirante del proprio irrinunciabile passato: chiamando a sé, secondo il tipico espediente di una destra raggelata e raggelante nel suo immobile ibernato rigore, radici e tradizioni e identità e trasformandole in valori.

Però

Per dire, se: Da «Il Giornale.it -Il Papa: “La crisi è seria. Cambiare stili di vita” E avverte i Paesi ricchi» forse significa, in un qualche modo, che, se pure da quella  pietrificata foresta di tradizioni radici e identità, nonostante l’apparenza, qualcosa… eppur si muove.

Invece

E se si trattasse semplicemente di ricorrere a conosciute categorie del Novecento e ibridarle con le (previste) esigenze nostre e contemporanee? Se non col comunismo, contaminata parola dalle banalità del male e del Potere, almeno Socialismo. Non è questione di ideologia. È solo questione di presa d’atto di un Tempo ormai venuto.

Poi, certo, si può scegliere di stare dove si sta ed affondare e far affondare, insieme all’unica speranza fondata sulla minima realtà, il mondo intero.

Ecchecazzo

Ott
25
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 25-10-2010

Da IL FOGLIO.it- Quegli sporchi negazionisti dei tea party-

Fate pure, cari. Giocate pure sugli opposti cretinismi per dimostrare, al solito, quanto anticonformisti intelligentisti e stronzisti siete. Il riferimento è a quei sé-dicenti intelligenti de IL FOGLIO e a uno degli argomenti da loro prediletti: Il riscaldamento globale. Negato. Trattato come una teoria mistica-millenaristica. Sbeffeggiato e ampiamente ridicolizzato.

Come se quello fosse il problema. Come se si disputasse dell’esistenza di dio. Come se il modello di sviluppo, la sua compatibilità con la minima vivibilità fossero ininfluenti cosette. Come se nel medio, se non nel breve, periodo, la fine dell’Era del Petrolio (di Era, trattasi, checché ne pensino gli spiritosoni allegri e spensierati (beati loro) di ogni angolo del globo) non si porrà come banalissima evidenza col suo bel carico di problemi da risolvere. Al di là dei, possibili o negati, cambiamenti climatici, si tratta di attrezzarsi per un futuro alle porte comunque complicato sia dal punto di vista energetico cha da quello ambientale. Davvero negarlo porta da qualche altra parte che non sia la solita, miope, stupida, un po’ idiota…?

Là, insomma.

O lì o qui.

Ps. È di queste ore la notizia (da The Guardian.co.uk -Tea Party climate change deniers funded by BP and other major polluters-), vagamente smentita, di lauti finanziamenti della BP (British Petroleum, you remenber Gulf of Mexico?)  ai simpatici rappresentanti dei Tea Party.

Ott
24
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 24-10-2010

Da Corriere della Sera.it -Capitalismo opaco, democrazia debole-

Toh? Ci si arriverà, se pure per vie traverse, a prendere semplicemente (ché, poi tanto semplice non è e non sarà) atto di un avvenuto fallimento. Sì, esattamente quel fenomeno che la dottrina (sì, dottrina) capitalistica prevedeva e considerava buona cosa per separare il grano dal loglio ed ottenerne la virtuosa competizione tra le imprese che sarebbe servita ad indirizzare l’umanità tutta verso un radioso futuro. Il capitalismo sta dimostrando d’aver maturato il diritto dovere di un onorevole buen retiro. Si tratta di ufficializzare l’avvenuta dipartita e darsi da fare per andare oltre. Se si vuole, ovviamente. Se ci si tiene ad un civile e vivibile futuro. La civiltà post-petrolifera sta lì. Assomiglia paurosamente (paurosamente per chi ha il cervello ancorato ai suoi ammuffiti luoghi comuni) a qualcosa che ha a che fare col Socialismo (ché dir di Comunismo sarebbe pretendere l’impossibile da quelle stanche ottenebrate menti).

Inutile anche obbiettare e ricorrere alle solite fossilizzate litanie circa vecchi e nuovi modelli di sviluppo o scomodare sogni, utopie o senso di realtà. Il dilemma che si pone resta un semplicissimo dilemma: O così o barbarie.

Probabile si scelga la barbarie?

Sì, molto facile.

Augh!

Ott
20
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 20-10-2010

Da BBC.co.uk- Spending Review: Osborne prepares to unveil cuts-

Di tagli al welfare e al resto fino al 25% , stanno parlando. Quando è l’economia a indirizzare le decisioni politiche secondo criteri “meramente tecnici”. Solito inganno. Dei politici che, dietro l’apparenza della neutra esigenza di  rispettare la logica ferrea dei bilanci, operano scelte che più politiche non si potrebbe. Delle opinioni pubbliche tutte che con qualche malafede si ostinano a non considerare  posizioni altre. Quelle per le quali un’altra logica è possibile. Altri tagli, altra redistribuzione, altra politica e altra economia e altro sviluppo. Quello che nel medio/lungo periodo diventerà l’unica forma possibile di convivenza CIVILE tra gli uomini di questa pianeta.

Appena si prenderà atto che il Capitalismo, al di là del botulino e del silicone e del belletto e lifting vari, è morta cosa. Un triste cadavere mosso dai fili degli interessi personali più biechi ed ammuffiti e dalla generalizzata stupidità di chi accetta d’esserne, dei pochi superstiti deliranti d’illogica avidità, vittima rassegnata e silente.

Occorrerebbe stabilirlo con una certa celerità per non morire tutti noi soffocati dalle esalazioni della evidente (e pur negata) putrefazione.

Amen

Ott
13
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 13-10-2010

Da La Nacion.cl- Siga en directo la Operación San Lorenzo: Boliviano Mamani es el cuarto rescatado-

Sembra che la gara, stavolta, forse perché interessati sono degli uomini umili, sporchi di fango e sudore,  sia a chi uscirà per ultimo. Prego, dopo di lei. A salvarsi la pellaccia. A uscire da quell’incubo. Ad abbandonare quella tomba. Sono le piccole inappagabili gratificazioni che stanno nella piccole vite dei piccoli uomini.

Triste, però, pensare che, secondo una logica junghiana tutta racchiusa nel senso profondo che siamo usi a chiamare Spirito del Tempo, che sta nelle  parole e nei loro contenitori storici, geografici, temporali ma soprattutto politici, vi sia una altissima probabilità che più di uno di quelli che tra breve, per una sorta di afflato mediatico al bene, avranno salva la vita,  nel giro di qualche mese troveranno la beffa di una qualche morte. Un incidente, una malattia, un disaccordo famigliare, forse addirittura un suicidio. Ma non sarà (triste) destino. Sarà il risultato obbligato e finale dei meccanismi della chiacchiera globale,  prodotto ultimo della macchina mediatica che presiede alla nostra contemporaneità.

Già.

Lug
04
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 04-07-2010

Da Corriere della Sera.it- La soddisfazione di Marchionne: «Negli Usa il sindacato ci ha capito»

Ma poi che si sa delle insignificanti piccole vite di quelli che, negli incontri coi grandi, non portano abitualmente un semplice maglioncino dolcevita, di quelli che non fanno la spola tra le due coste d’Atlantico e non determinano con le loro decisioni che l’infimo senso delle loro sole piccole insignificanti vite? Che ne sa Marchionne degli spiccioli effetti su quelle spicciole vite, di quella che i pianificatori di produzione chiamano la  metrica della produzione?

Da un articolo sul Venerdì di Repubblica di Mario Cicala riprendo:

« La dicitura metrica della produzione riesce soave come un sonetto. Nei fatti significa ripetizione di gesti identici, regolato da tempistiche prestabilite del tutto virtualmente ( vale a dire tarate su un essere umano astratto e senza età, peso, psicologia). Su tre turni – mattino, pomeriggio, notte, di 8ore, pause incluse- attività di polsi, dita, spalle, occhi concentrati sul pezzo. Ove, pure, come in molti segmenti produttivi, la fatica sia stata alleviata da macchine, resta lo sforzo della reiterazione. Roba fisica Mica generico stress. E poi le macchine non pensano. Sbagliano. O non si accorgono degli errori. Il cipputi  invece sì. E interviene . Di braccia. (…)  Ogni minimo gesto isolato e misurato. Sotto la voce Analisi Lavorazione Serbatoi, leggi: Prendere velina; strappare velina; attaccare nastro a velina; camminare a cassone sequenziato; piegarsi per prendere serbatoio; posare tubo; levare e mettere freno cassone pieno; camminare a stampante... In un’altra, che descrive la lavorazione interna di un furgone: Camminare in ginocchio; posizionare riparo; prendere e piazzare bulloni; prendere avvitatore e riporre..

Robette. Se si “ha fortuna” un siffatto lavoro s’inizia intorno ai vent’anni e si termina (stando alle ultime trovate di qualche nazista en travesti,  un tal Giuliano Cazzola, ex sindacalista ed ex socialista, tra gli altri) ai 65. Per vivere quanto oltre il maledetto traguardo? Stabilito che, certo, la vita media s’allunga ma che, peccato, il risultato finale sarebbe di gran lunga migliore se non ci fossero, toh, i ceti medio bassi, operai compresi ed inclusi, e certo,  che vivendo una vita di merda alla lunga, la… abbreviano. Di solito, infatti, vive meno chi vive peggio.

Insomma, ci si sforza di morire prima degli altri ma siccome gli altri, che vivono sulle fatiche dei coglioni, vivono di più, i coglioni (che, in quanto coglioni, vivranno di meno) saranno costretti a lavorare di più. Geniale paradosso? Peccato sia Realtà.

E il cerchio si chiude.

«Era meglio morire da piccoli…

Si poteva ammazzare il padrone…»

Canta, vero?  Questione di metrica…

Giu
26
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 26-06-2010

Da Repubblica.it – Fmi: “A rischio 30 milioni di posti di lavoro”
G8 vede ripresa, ma ora società più eque
-

Non è che sia poi questa grande svolta. Non è che la si debba poi ad una altruistica resipiscenza. È solo un cul de sac. È (sarebbe) solo l’unico strumento per salvare il salvabile di quella che chiamavamo civiltà occidentale. È (sarebbe) solo uno degli ultimi tentativi di salvare il mondo stesso dal rischio barbarie e di indirizzare gli animal spirits secondo una minima logica di sopravvivenza di specie. È (sarebbe) solo un’ultima occasione per pensare uno sviluppo economico e tecnologico non semplicemente  funzionale a sé stesso ma diretto, secondo dettami di elementare buon senso, a procurare vantaggi all’umano spicciolo vivere.

Giu
20
Filed under (lo sputo del cuculo, Pop) by minimax on 20-06-2010

Da IL TEMPO.it -Il Signor Fiat ha ragione (e auto) da vendere di Mario Sechi-
Dipende sempre da come si traguardano le coordinate di un determinato concetto, quello che poi si traduce in “pensiero corrente”.
È probabile si troverebbero molte voci discordi ( e molte incazzature, a dire il vero) se venissero applicati, a tutti quelli che si ostinano a chiamare genericamente “lavoro” la propria attività, gli stessi parametri, le medesime discipline, le identiche materiali condizioni, gli stessi ritmi, le stesse pause , le medesime retribuzioni che,  pare normalissimo,  si impongono  a chiunque per procurarsi un reddito si trovi a fare parte di quella sub-categoria denominata “lavoratori dipendenti”.
Anche a Marchionne, anche al direttore de Il TEMPO, brucerebbe il culo sentirsi continuamente tampinati da uno stronzo che pretende scandire il tempo e i modi e le restrizioni della loro vita.
Ammesso e non concesso che il lavoro (o certo lavoro) sia vita.
Ammesso e non concesso che si rendano conto che i loro bla bla circa la competitività ad ogni costo, il continuo rialzo dell’asticella dei diritti e il continuo ribasso di quella dei salari, stroncano, nel breve periodo le classi lavoratrici tutte, ma che nel lungo stroncheranno un sistema di valori che si identificava con i valori fondanti di un complicato sistema di regole e di diritti (e dunque di una Civiltà) che si chiamò Occidente. Si comprende, insomma, che non volendo darsi, per miope visione di futuro e scarsa propensione all’avventura, ad un Vero NUOVO, stiano (solo) procrastinando quello che negli spiccioli fatti (rinunciando alle specificità che, di quella Storia, ne hanno esaltato i meriti) stanno invece accelerando: Il Declino della Civiltà Occidentale.

Che quel NUOVO abbia, tra l’altro, gli obbligati connotati di qualcosa già visto (intravisto, per la verità) che ha a che fare con la Politica e che si chiama Socialismo (variamente declinato) rappresenta l’ennesimo motivo di riflessione sulle proprietà (ir)razionali della Democrazia.

Già. Se ne potrebbe (amaramente) ricavare che la Democrazia è una cosa troppo seria per essere affidata agli elettori…

Giu
13
Filed under (Società) by minimax on 13-06-2010

Da Focus.it - Se ti droghi fai male anche al pianeta -

Dove semmai  la riflessione andrebbe fatta non sul singolo (genio od idiota che sia) che esaurisce il bisogno di contraddirsi proprio della vita con una forma di auto-annichilimento tanto discutibile quanto, dal suo punto di vista,  legittimo. No, la riflessione andrebbe fatta sulla estrema stupidità di ogni forma di proibizionismo. Quando il legislatore, preda e dispensatore di meri furori ideologici, dispone di perseguire un bisogno primario e fondante della coscienza di fuggire sé stessa rifugiandosi nell’oblio e nell’ebrezza. E così facendo crea condizioni  favorevolissime al prosperare, intorno a quel personalissimo vizio, di malavita e malaffare. Quando da quell’impero economico che ne sortirà da quei traffici, ne usciranno immensi capitali che, debitamente riciclati, andranno ad influenzare l’intera economia globale…

Se e quando l’oppio diventa la religione dei popoli…

Se e quando la stupidità diventa ideologia dominante…

Se e quando la criminalità diventa un dominio determinante…

Ott
21
Filed under (Argomenti vari) by minimax on 21-10-2007

 

Massì che c’è del metodo in questa follia. All’indomani di una manifestazione insieme contro/per dove accanto alle sacrosante rivendicazioni risuonano qui e là le scomposte grida di chi, per sua intima coerenza e nel favore delle masse critiche (sic!), intima lo sfratto al governo amico (?). Ci scappelliamo a cotanto orgoglio: frustami a sangue dài che ci godo come un pazzo. Sarà…? Bah! Non che non ci siano ottime ragioni per dirne peste e corna del sistema… tutt’altro! Democrazie avanzate (nel senso di rimasugli e briciole che a fine pasto rimangono sull’imbandito desco…) che sottilmente, con giochi di parole e ideologici grimaldelli dialettici, spinti dal imperioso vento della globalizzazione, rispolverano un rivisitato imperialismo che  liberamente si declina per classi ed interessi (loro). Schiavismo, sai, senza la compravendita all’incanto, senza la frusta, coi dovuti modi; psicologia, sai, che fa leva sul ricatto morale e spinge una generazione contro l’altra armata. Per dirne una: appena stamattina ad Omnibus su La7 un Trefiletti capo di Federconsumatori ha buttato lì una risaputa cosa: negli ultimi 5 anni vi è stata nel nostro paese un travaso (una redistribuzione…)a scapito dei lavoratori a reddito fisso (dipendenti ) e a favore dei ceti abbienti di qualcosa come 70 miliardi di € (euri!). Ehi! Sono 140.000 miliardi di £ (lire!). Ecchè sarà mai! Porelli! Sono ovviamente i tartassati dalle tasse, quelli delle ville minacciate dai rumeni, quelli dei bistrattati Suv, quelli che quotidianamente s’arrabattano per dare uno stipendio ai loro dipendenti.

Continua con la lettura »