Set
29
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 29-09-2013

 

Da Corriere della Sera.it -Berlusconi fa dimettere i suoi ministri-

La rivoluzione non si farà: oggi oltre al campionato di calcio ci sono pure i mondiali di ciclismo e il Moto GP. E sarebbe comunque di una infima minoranza contro altre infime, e nemiche tra loro, minoranze: siamo in perenne guerra di tutti contro tutti, ogni fazione graniticamente ed inconciliabilmente convinta delle proprie ragioni e dello schifezza di quelle altrui. Intanto domani inizieranno le danze macabre dei “mercati” col probabile risultato finale di un commissariamento della “troika” (comunque la si pensi circa l’abbandono di sovranità di una Nazione). Dal declino e dal decadimento di un uomo siamo al decadimento di una nazione e del suo popolo. Naturalmente ogni fazione proporrà la sua ricetta miracolosa: “vincerà” (relativamente) chi meglio interpreterà non i veri bisogni della gente ma le sue (della gente e le proprie) peristalsi. Ne uscirà o una grande scorreggia o una grande cagata. Forse uscita dall’euro. Cioè, nel breve periodo, perdita di valore della “nuova lira, dimezzamento di stipendi e pensioni, povertà diffusa. Forse Grecia o forse Siria. Consola (si fa per dire) almeno il fatto da un simile disastro non si salverà nessuno (salvo i ricconi che potranno espatriare coi loro gruzzoli). Non si salveranno nemmeno i soloni furbi e cinici (ideologhi del peggio, opinionisti fuori dal mondo, masanielli e ras e capipopolo che al di là di rabbie e di livori inconcludenti nulla sanno proporre) che guardano a questo sfacelo con un sopracciglio alzato e smorfia di compiacimento.

Nella scena finale di “Caccia a Ottobre Rosso” i marinai del sommergibile russo, un attimo prima di essere colpiti e affondati dal missile americano si rivolgono al loro comandante con un: – Sei contento, stronzo? Ci hai ammazzati-
Ecco.

Mar
18
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 18-03-2013

Da Il Fatto Quotidiano.it-  « Ma, oltre a scrivere, ogni tanto vi leggete?» di Marco Travaglio

«Perché, parafrasando un celebre titolo di “Cuore” sul mitico “uomo della strada”, è ora di riconoscere che molte volte anche il mitico “popolo del web” è una bella merda» dixit Travaglio.

E pure noi, che, per dirla col Marchese del Grillo (che forse non è Travaglio, che deve essere almeno almeno barone se non principe di quel casato) non siamo un cazzo, la cosa (è una bella merda) l’avevamo mezza intuita. Dal successo, tra l’altro, dello stesso Fatto Quotidiano. A cui successo per un breve momento tutti noi, sinistrorsi sinistrati e un poco sinistronzi, abbiamo contribuito salutando il vento nuovo fatto d’irriverenza e di spietata controindicazione alla cultura berlusconoide infiltratasi in ogni ganglio della bassa società ed incivile. Lo intuimmo dalla lenta ascesa alla beatificazione dello stesso Travaglio (principe, barone o marchese di cotanto Grillo, del Grillo medesimo (l’imperatore) e degli accodati giornalisti tutti con la bava alla bocca e gli occhi iniettati di sangue (uveite primordiale epidemica): stessi metodi spicci e sbrigativi dell’ancien regime; stesse liquidatorie scorciatoie per arrivare, al roso fegato e alla travasata bile prima che al cervello di chi assisteva allo sfacelo di una intera classe politica. Stesse mediatiche bastonature a chi, per eccesso di tribolate analisi e complicati pensamenti non si allineava con la sacra Crociata. Ottimo proponimento, non fosse stato che tra gli infiltrati tra le fulgide schiere dei bastonatori dell’orrida casta, stavano i soliti furbetti mediatici tartufi, degni rappresentanti dell’establishment italico, declinanti e declinati, e inclinati anche, al nuovo spirito del tempo. Ottimo intento, non fosse stato che nel ritrarsi puri e duri non avessero catalizzato in quel fango creativo tutti i biechi rancori, tutti i livori, tutti i cultori dell’affanculismo più becero e spietato. Internet? Oh sì. Dove ci stanno questi (i buoni, belli, bravi ed odorati) e quelli (i puzzoni, rancorosi, frustrati ed odiatori per diletto e/o professione).

Ora, da una parte l’aedo del grillismo/grullismo prende atto che i “metodi di dibattito”, quando diffusi per l’azzurro cielo, svolazzano e ritornano come per magia ai natii lidi. Dall’altra il guru aureolato tutto proiettato alla mistica del web e alla democrazia che da questo traeva legittimazione e imprimatur, di fronte alle prime scosse di coscienza e alla banale constatazione di come le cose conservino una loro intrinseca bellezza fatta di complessa profondità, s’indispettisce e conciona malamente e censura e indirizza bolle d’anatema…

Ma dai? 

Ago
30
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 30-08-2012

Da Panorama.it – Telefonate Napolitano-Mancino, la verità sulle intercettazioni che scottano-

Panorama dice quel che gli origliatori e i guardoni morbosi e fanatici vogliono, anzi, pretendono, sapere. Dallo stesso Napolitano. Anche Il Fatto Quotidiano e bella discutibile compagnia più o meno cantante, dunque. D’altronde benissimo si sapeva, che niente di che, se non qualche parola in libertà, c’era da apprendere di nuovo da quelle intercettazioni. Non che ci volesse genio ma proprio perché non bisognava essere dei geni per immaginarsi la realtà dei fatti. Pensare che Napo potesse essere coinvolto in robe losche è una di quelle cosette indotte dai mestatori di merda di professione ai quali non par vero trovare adepti e fans che danno loro man forte a suon di “zombi, morti ambulanti, vi seppelliremo” (“linguaggio fascista”? oh sìììì! ) sulle loro rispettabili bacheche (fessbùk in specie).

Egregi opinionisti e variegati e vari leader che pensano alla politica come agli spalti di uno stadio con tanto di arbitro cornuto, figlio di puttana, devi morireeeee. Pensano che col vecchio Berlu si siano usati normalissimi metodi di normalissima lotta politica. Totalmente FALSO. L’anomalia che (esso, B.)  rappresentava ( dove formalmente si rispettavano tutti i canoni della democrazia mentre nella sostanza erano tutti falsati: il proprietario di un impero mediatico non si poteva MAI considerare un normale contendente tra pari… ma va? ) da sola benissimo  spiega i motivi per cui si siano usati GIUSTIFICABILISSIMI metodi più che spicci e (altrimenti, vista la premessa sopra) discutibili. Che per il motivo lo si sia fatto con lui, secondo la normale prassi degli ESTREMI RIMEDI da opporre ai mali estremi, intercettandolo, pedinandolo e braccandolo senza tregua fino a trovarlo clamorosamente in castagna e farlo ignominiosamente ruzzolare come ben si meritava e come ormai i superiori interessi dello Stato esigevano, non è lo stesso per cui lo si possa fare con chiunque. Che la straordinarietà è stata tale (e tale ritornerebbe con l’eventuale e deprecabile ritorno sulla scena dell’innominabile mister B.) fino a che è stata pensata ed applicata”AD PERSONAM” e che per il resto è semplicemente AUSPICABILE un quieto e rasserenato ritorno alla NORMALITÀ.

Ecco.

Dic
22
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 22-12-2011


Da Corriere della Sera.it-  Le generazioni prive di difesa di Maurizio Ferrera -

Mistificando. Falsificando. Manipolando. Parole. Convenzioni. Dati. Come si è sempre fatto coi bambini scomodando babau e uomonero e orchi e lupi e selve oscure. Come da sempre si fa col popolo bambino ricorrendo a circonlocuzioni, perifrasi, arzigogoli per fargli ingoiare ogni tipo di rospo. Per infilargli, ove si voglia, con la maggior naturalezza e disinvolta eleganza ogni tipo di supposta. SOSTENIBILITÀ è stavolta la parola magica. Magari a volte ri_mediata in COMPATIBILITÀ. Oh sì. Piccoli fremiti quantistici ad indicare il vuoto annichilente che si esprime. Celiando. Un po’ per noia un po’ per non morir? Macché. Per far morire. Sostenendo la SOSTENIBILITÀ là dove crolla la minima umana LOGICA. Riuscendo a far intendere e a rendere sostenibile l’insostenibile e l’incompatibile. Facendo credere che i vantaggi (?) generazionali (?) degli uni (che si chiamano banalmente DIRITTI – nel senso di diritti acquisiti, come quelli generici dell’uomo a suo tempo sanciti da autorevoli civilissimi consessi )  sono in realtà PRIVILEGI scaricati e fatti pagare alle successive generazioni. Come si potrebbe altresì affermare che l’aria che le vecchie generazioni inalano e assimilano, restituendone dall’ossigeno prelevato del mefitico CO2, è aria egoisticamente e cinicamente sottratta a figli, nipoti, bisnipoti, pronipoti e via. Come si potrebbe sostenere (oh, SOSTENIBILITÀ) che le cure cui il vecchio (70enne minimo, ché appena ieri era un giovane virgulto ben idoneo a svolgere nel pieno delle sue possibilità qualsivoglia mansione) ricorre per il suo maledetto cancro sono risorse sottratte alla possibilità che figli e nipoti e bisnipoti e pronipoti e via, possano domani adeguatamente curarsi… I famosi privilegi, insomma, di quegli edili, metallurgici, infermieri, addetti alla catena, etc, tutti settantenni. Tutti con delle esosissime pensioni intorno ai 1000 euro… ma tu vedi. I famosi privilegi che le stesse attuali “giovani generazioni” accumuleranno nel percorso della loro fulgida carriera fatta di precariato, saltuarietà, contributi non versati e che condurrà loro, passati i 70anni (passati!), ad un assegno di pensione ben al di sotto di una qualsivoglia minima soglia di sopravvivenza, tiè. 

Così. I famosi PRIVILEGI dei pezzenti di turno. All’infinito. Giocando sulle ragioni degli uni e contrapponendole fantasticamente a quelle degli altri. Sostituendo ai conflitti tra classi e/o comunque tra disparità economiche i conflitti (miserabili) tra generazioni. Onde non affrontare il banalissimo problema della stringente ineludibile necessità di una EQUA REDISTRIBUZIONE di RICCHEZZE, RISORSE, REDDITI, LAVORO, TEMPO LIBERATO. Senza la quale il SISTEMA idiota folle e catastrofico dato e indiscusso dalle preziose menti della nostra ineffabile intellettualità, eludendo le fondative domande sulla sua intrinseca logica e congruità, continuerà a mistificare, falsificare, manipolare.

Ingannando, distorcendo, imbrogliando.

Fino al totale collasso civile ed economico.

Comico, vero?

Nov
30
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 30-11-2011

Da Libero.it-  (tramite Rassegna lavoro. Gov)-Togliete i libri alle donne torneranno a far figli-

Ora, coerentemente ci si aspetta un disegno di legge che le obblighi al burqa. Andando per gradi ovviamente: velo, hijab, chador. Insomma, un dignitoso percorso. Camillo Langone. Un de_fogliante. Uno che ama vantarsi della propria repellenza sfoderandola ed esibendola verso tutte le cose del mondo: quello che, fuori dai suoi triti e balordi scemi schemi nel mondo da sempre accade. Tra l’altro il repellente (già detto? repetita…) estensore del simpatico articolo (vilmente mimetizzato da “provocazione “ ma va?) non ha mancato e non manca tutt’ora mai di rimarcare (parole sue) un “certo schifo” per gli omosessuali, una certa insofferenza verso il diverso da lui (« perfino un sincero xenofobo come me ha sbuffato…») . Ne rivendica il diritto (al ribrezzo). Se mai qualcuno lo abbia mai, non solo letto, ma anche intravisto… specie nel pieno di una straripante e poco edificante salivazione, bave)…  Ecco, lombrosianamente ripugnante, “de visu” (intendendo con questo quello che si voglia, faccia compresa), lui stesso, particolarmente, è.

E pari siamo

Ott
05
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 05-10-2011

Da LA STAMPA.it – BUONGIORNO di Massimo Gramellini: Un Paese che rinnega se stesso

Se mai se ne voglia leggere nelle cose che ac_cadono i SEGNI che il dio junghiano disperatamente indirizza a queste disastrate lande. Se mai se ne voglia leggere in quel “BUONGIORNO” l’amaro disperato sarcasmo su un disgraziato (per colpe tutte sue, va da sé) Paese. Nel mentre che tutti i titoli dei distratti italici giornaloni  si impuntavano sui casi e sui cazzi di una americanina e del suo ganzo pugliese (non Romina e Albano – cit. da Spinoza.it ) assolti per caso o per amore di giustizia o per noia o per adesione indolente agli stilemi della intellighenzia (tutti prìncipi del foro ma anche princìpi del foro – inteso come buco – quei nostri degni opinionisti) nostrana e cinica, chi lo può dire, dall’accusa di avere ammazzato insieme a un negro già in galera una povera studentessa inglese mezza negra e mezza niente, evidentemente. Nel mentre che il Paese è nelle solite (sue, di lui, il plutocrate puttaniere) faccende affaccendato, provandoci a farsi i cazzi deliziosi suoi tra intercettazioni, giustizia, risarcimenti… cose sue consuete e mai mansuete embè. Nel mentre che scatta l’ormai inutilizzabile monito in forma di declassamento di autorevolezza e serietà e credibilità bah…

Ci sta quel paradigmatico crollo. Una demolizione adiacente. Gli scricchiolii. Gli allarmi autorevolmente ignorati. Il lavoro nero. L’assenteismo degli insegnanti (aggiornamento: by Sally) . Le donne. Una paga da schiave. Il crollo. La morte. Le macerie. Il postumo dolore. Le urla. Le grida. I titoli – tardivi, solo stamane – . I corsivi. I fondi.

Il FONDO: È dove stiamo.

Il CROLLO: È quello che siamo.

michele serraUn link, la foto di un testo, una richiamata citazione. A dimostrazione che i filosofi (Hegel nel caso) non sono solo buoni per dare un titolo ad un pregevole, ormai datato, album dell’ultimo Battisti (Lucio, non Cesare) oppure per costruire vaghe idee intorno ad un percepito e tutto soggettivo e dunque un ovvio vattelappesca, Senso della Vita. Servono per riportarci ad una citazione, sbilenca alquanto nel momento in cui fu pronunciata e puntualissima or ora. « La lettura dei giornali è la preghiera laica mattutina dell’uomo moderno » ? Quella, giustappunto.

Pagina 38 di La Repubblica addì 30/09/2011. Sì.

Articolo di Adriano Sofri intorno alle risposte idiote e forse vane che si stanno dando alla Crisi; di un diverso modello di Crescita; di un sussulto della razionalità e del buon senso e  - ovvia deduzione – di un qualche abbandono di vieti ed abusati riscontri dottrinali che infileranno l’ Italia (a breve e, in seguito, Europa e l’intero Mondo) in un epocale disastro planetario.

- Risposta di Corrado Augias ad un lettore circa la rinuncia da parte di uno Stato sovrano (italiano, veh ) a parte della sua sovranità a favore di altro Stato (a potere assoluto intanto che ci siamo, Vaticano, veh) per via di servili Concordati. Lo fa a proposito dell’arbitrio decisionale che lo Stato affida ad una diocesi a proposito della assegnazione di un posto di insegnamento in una scuola dello Stato Italiano. Augias termina: «… L’ora di religione sfugge al dettato della Costituzione poiché in in pratica diventa l’estensione in ambito scolastico della catechesi di quella chiesa. Che poi alcuni insegnanti trasformino la loro in una lezione sulla spiritualità umana è una cosa che va certo a loro merito ma non elimina l’impianto medievale di questo insegnamento».

- L’Amaca di Michele Serra che non fa che ribadire (e se par poco) delle tarde resipiscenze di qualche legaiolo più che indecente: anche patetico.

Oremus.

Set
21
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 21-09-2011

Nel mentre che la cara salma del plutocrate che fu, si eccita ormai a giocare col telefono (è di ieri sera la chiamata a Ballarò dove, dopo qualche squillo – inteso come trillo del telefono –  si sentiva un equivoco ansimare a cui faceva seguire il solito inquietante silenzio) si comincia, anche nei circoli del nulla dell’establishment italiota, a profilare una via “onorevole”d’uscita. Per non smentirsi completamente e gettare al cesso  la loro onorata carriera, gli opinionisti terzisti anzichenò al contempo escogitano la loro via di fuga dalle loro discutibili pregresse miopie.

Quello che non s’è ancora capito da parte degli  oppositori all’ormai imminente disastro imprigionati tutti da una teppa di scalcagnati “RESPONSABILI” è che la exit strategy invece che al plutocrate puttaniere è a loro (Calearo, Scilipoti, Pionati e compagnia cantante, con rispetto parlando) che occorrerebbe assicurarla. Come si fa coi pentiti di mafia: un cambio d’identità, qualche soldo, una carica in qualche ente, qualche miserabile prebenda, un congruo vitalizio.

Sarebbe sempre meno che il prezzo che si va a pagare a continuare nella oscena indecenza.

Set
17

Da Corriere della Sera.it – L’opposizione incalza: “Il premier lasci”-

Il Corriere della Sera no, naturalmente. Né in calza, né in scarpa. In due staffe potendo. Di diversi cavalli, eh già. Come da anni diciotto, diversamente destreggiandosi (embè?). Corrucciati, indispettiti, disapprovando (che è, Bonanni?), smorfia di ordinanza e sopracciglio alzato. Pensandosi (ed oggettivamente, essendo) classe dirigente. Establishment che osserva e di fatto da lustri opta per una neutra e anodina considerazione circa la -INELUTTABILE dato il soggetto, se solo se ne abbiano i minimi rudimenti delle meccaniche e delle psicologie del Potere- catastrofe incombente (che chiunque non fosse un totale cretino poteva facilmente preconizzare. Magari fiorettando in punta di diritto sullo sconcio delle intercettazioni soffermandosi, guardando ghignanti il plumbeo cielo, se vi corrispondano (alle intercettazioni) tutti i santi crismi della legittimità, veh. Incapaci di  uscirne con la più scontata e pacifica delle conclusioni: Un ladro assiste a una strage… Vogliamo intanto parlare della strage?

Però, facciano loro, certo.

Ago
18
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 18-08-2011

Da La Repubblica.it- Montezemolo: “Sono ricco è giusto che paghi di più”-

Oh grazie. Tre, per ora, grazie. Mitologie comprese. Warren Buffet di là e Carlo De Benedetti di qua. E Montezummolo pure. Miliardari disponibili a pagare l’appena dovuto. Almeno. L’americano, addirittura a scavalcare Obama a sinistra, oh yesss. Per tacere del filantropo, già affondatore di Lira (Italia) e Sterlina (GB), appena ritiratosi con un ghigno di quasi ribrezzo, George Soros. Beh. Miliardari con fiammelle se non di coscienza (cosa troppo intima e inconoscibile al volgo) almeno di una evidente consapevolezza di CLASSE. Esagerando, ovviamente, ma non troppo. Arrivati alle più alte vette potrebbe essere pure abbastanza normale domandarsi il senso di tante ricchezze. Se non si è già bolliti dal delirio di onnipotenza e presunta eternità.

Comunque sia, ancora una volta si dimostra che per avere un po’ d’ascolto e di attenzione e di autorevolezza si guarda al gruzzolo che il soggetto può portare a sostenere quel che dice… Per dire, se lo dicevo io, nessuno (più o meno giustamente, sappiamo) mi si cagava. Insomma, per essere creduto, se affermo che non mi interessa la Ferrari (la macchina o l’attrice, fa lo stesso,) devo comunque dimostrare di potermela permettere.

Fosse un problema di diffuso BOCCALONISMO? Anche da parte di autorevoli opinion-maker molto fedeli a triti cliché piuttosto che a una loro autonoma opinione?

Uffa

Giu
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-06-2011

Da LA STAMPA.it – Se i politici seguono il gregge di LUCA RICOLFI-

Ci mancava (vedi sotto). Come la mitica figurina di Pizzaballa. Ci mancava la sua lucida banalisi di quello che intorno ci succede. Di greggi e di pastori, dunque. E di frasette fatte e di stereotipi e comunissimi luoghi. Intorno a quello che si dice nei circoli del nulla che spesso trovano adepti nelle redazioni degli autorevoli celebrati giornaloni. Sproloquiando di serissime cose applicate alla politica. A quella cosa, cioè, per praticare la quale occorre preventivamente essersi dotati di adeguato consenso. Vincere le elezioni. Convincendo la ggggente ad accordarti il suo necessario beneplacito. Come? Dipende. Un populista arrivista senza scrupoli non esiterà a promettere il paradiso in terra, pronto a regolarmente fregarti convincendoti con ogni mezzo che il paradiso ti è stato dato. È quello che son ormai 10 anni10 (piccola interruzione della prodiana unione)  regolarmente accade. Sotto gli occhi di tutti. Anche del prof. Ricolfi che fino ad ora giusto quel sopracciglio alzato e tanta tanta tanta comprensione. Per il plutocrate, s’intende; e agli altri… agli altri gran (meritate, ci mancherebbe) botte nei coglioni. Gli altri che invece sfoggiando sempre un responsabile atteggiamento improntato a serio e serioso senso del limite con ovvi conseguenti riscontri: scarsa capacità di scaldare i cuori e dare all’anima bambina dell’elettore medio un… sogno. Che adesso ci si provi a minimamente adeguarsi e a procedere per piccoli riposizionamenti e minuziosi aggiustamenti, occorrerebbe sussurrarlo alle complicate orecchie del prof. Ricolfi, altro non risponde che alla banale necessità di procurarselo quel minimo consenso. Da parte di quel medio elettorato, appunto. Al quale solo il prof. Ricolfi pensa debba essere offerto un attento puntuale resoconto circa l’oggetto del contendere. Commi e codicilli ben compresi e via professorando…

Bah.

Giu
03
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 03-06-2011

Da Corriere della Sera.it - L’obbedienza che avvelena di Ernesto Galli Della Loggia -

Alla spicciolata, comunque arrivano. Alla mensa della minima decenza. Dopo aver tutto visto ed approvato. Ostellini, panebianchi e gli altri  navigati osservatori della barzelletta che è pur da un più che ventennio che ci fa ridere piangere ed avvilire ed intristire. I professionisti del terzismo destrista “beh”. Dove il “beh” rappresenta il loro inossidabile mugugno molto, troppo, troppissimo comprensivo e giustificativo di quello che una appena onesta e linda intelligenza mai e poi mai avrebbe in alcun modo avallato. E neppure sopportato con la disinvolta faccia tosta per quel più che ventennio da loro  sfoggiata. Stanno qui e lottano ovviamente insieme a noi. Loro che stanno al berlusconismo come i topi alla peste, si apprestano per vie scaltre e traverse e mai definitive ad abbandonare la nave…

Almeno andrebbe restituita loro una parvenza di sopracciglio alzato…

Una prece, comunque.

Stamane a Prima Pagina, più che meritoria trasmissione del mattino di Radio3Rai , a proposito della abbastanza assurda polemichetta (nella quale si è al solito distinto quel marpione furbetto che ogni tanto dimentica il pudore, Matteo Renzi, di Firenze sindaco per caso, sempre si dis_pera) sul lavorare sì e no il 1° Maggio, una intelligentissima signora ha buttato lì una domandina niente male: si chiedeva e chiedeva al giornalista di turno, Massimo Mascini, direttore del sito Il Diario del Lavoro, il perché delle ragioni di tutto questo can can a proposito di centri commerciali e negozi e botteghe e tutto quello che serve ai nostri più che discutibili sollazzi, e a nessuno, ma proprio a nessuno , nemmeno a Dario di Vico o ad Antonio Polito, autorevoli firme del Corriere della Sera che su questo argomento si sono molto spesi e anche di più, caldeggiando, ovviamente una maggior flessibilità, e che diamine, ecchecazzo, da parte degli addetti al commercio in tempi così grami etc. etc., a nessuno sosteneva la signora che sia venuto in mente di applicare questa fantastica semplicissima idea al comparto Sanità ( tiè!!!). Sì insomma, far funzionare reparti di diagnostica come TAC, RMN, ecografie e via così, a ciclo continuo, giorno e notte, festa e buondì, 1° maggio  e Natale e Pasqua… Così. Come cantava Battisti: sì, viaggiare…evitando le buche più dure… Ed accorciando di non poco – 1/3 almeno – interminabili liste d’attesa che per una normale diagnosi solitamente rimandano alla calende greche. Ammortizzando costosissimi macchinari in un terzo di tempo rispetto all’attuale. Dando efficienza ad un sistema disastrato e mitigando di quel po’ quel certo clima che, chissà come, chissà perché, in quegli ambientini, in quelle segrete stanze alimenta un colossale sistema di corruzione. Legato agli incestuosi connubi, alle relazioni pericolose di pubblici interessi con avidissimi altri e privatissimi interessi. Gestori della Pubblica Sanità e ImPrenditoRia  privata della stessa Sanità. Quegli ardimentosi disinteressati capitani d’intrapresa, quei gran speculatori paraculi, in verità – laici e cattolici di sinistra e centro e destra - che si arricchiscono più o meno legittimamente – relativismi etici a iosa da queste tristi bande -  sui malanni e sulle disgrazie e sui dolori della gente…

Così.

Apr
15
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 15-04-2011

Da Corriere della Sera.it- L’ inganno delle definizioni di Michele Ainis-

Da Corriere della Sera.it- Pagina oscura di Massimo Franco-

Da Il Sole24Ore.com -Via libera al processo breve, una vittoria degna di miglior causa di Stefano Folli-

Con qualche dotta dissertazione. Col sopracciglio (sinistro anche se ambidestro e via alludendo) alzato. Col dito (indice, certo, e in quanto tale indice di medio, beh) alzato. I maestri arcigni e i critici severi. Ancorati al giusto punto ai loro sopraelevati scranni. Nulla perdonando. Irridendo l’opposizione colpevole di non avere i numeri sufficienti (sic!) a cacciare il patetico imbarazzante plutocrate. Ammiccando e colpendo di gomito il loro prono lettore. Nascosti e celati e ben coperti paraculi. Ergendosi a improbabili giudici nella loro esibita -eppur presunta – terzietà, staccandosi – levitando – dalle banali cose umane e terrene. Assolvendosi. Tirandosene fuori. Mimetizzandosi.

Implicitamente ammettendo non rivestire nessun ruolo di “classe dirigente” del Paese. Notisti ed editorialisti e gran professionisti di eminenti grandissime testate.

Opinion maker senza una identificabile opinione sull’oggettivo evidentissimo imbarazzo di una intera Nazione agli occhi del Mondo.

Fuffa e/o complicità.

Apr
07
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 07-04-2011

corriere della sera 7- 04-2011 stronzismoDa Corriere della Sera.it- Riprese le ricerche, oltre 200 i dispersi del barcone ribaltato a Lampedusa-

Nel mentre. E nel ventre. Dedicato a chi giocando su una presunta neutra terzietà scivola nell’ignavia del terzismo. Contaminato da una non indifferente indifferenza. Non si resiste, si vede, lì al Corriere della Sera a immettere nel taglio delle immanenti attualità un particolare di non richiesta “oggettività” (si vedono le virgolette?). Rimarcando: « Tunisino arriva a Mestre: fermato subito per rapina » per dirimere controversie di rarefatte consapevolezze. All’interno di un Paese, di una classe dirigente (giornalisti non certo esclusi, anzi), forse di una qualche redazione di giornale, forse nell’intimo di una stessa singola coscienza. L’esigenza di dirlo. Un colpetto di gomito al fianco del simpatizzante lettore di tristi e crudeli e un po’ molto idioti slogan. Del tipo di quelli « Immigrati föra da i ball », per dire. Accostando alla tragedia ( 200 vite UMANE ) quel tanto di spicciola cronaca che basta per non abbandonarsi del tutto ai “vieti buonismi” (sic) sempre in agguato in circostanze simili.

Mistificando ( peggio se, addirittura,  inconsapevolmente).

Stronzismo che sta nell’aria, evidentemente.

Dic
27
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 27-12-2010

Da Corriere della Sera.it- Pensioni, le novità dal 2011.Le nuove regole: da “quota 96″ alle finestre mobili. L’assegno di previdenza arriverà un anno più tardi-

Ovvero: come con strani giochi di lingua senza gran traumi riuscire ad infilare qualcosa in qualcos’altro, con buona soddisfazione dello scaltro donante e nulla protesta del, pur danneggiato, coglion-ricevente.

Non è pornografia. Si dice metafora. Secondo linguaggi insistenti e correnti e, per es_empio, dar nome di novità (novità, nuove regole, nuovi parametri e via così) a vecchissime cose. Ad ammuffiti ritorni al già stato e trapassato. Fottendo e soldi e futuro, nel nome (falso) di una (falsata) Sostenibilità di Sistema. Facendo credere il problema consista nella rapacità e nell’indolenza degli ultimi (operai, impiegati, precari, cassintegrati e forse ormai già licenziati) e non nella pervicace insistenza a non toccare il privilegio diffuso dei benestanti restanti, parecchio, a pagare le tasse dovute, recalcitranti. Si chiamerebbe decente ridistribuzione della ricchezza e del reddito secondo una linea di minima compatibilità. Servirebbe quello che normalmente, in tempi normali, con una normale diffusione delle notizie secondo normale importanza, almeno una indignazione di fondo, un minimo sindacale di sindacale e sociale di rabbia normale, un accenno di stizza e di sdegno dei turlupinati, fregati, fottuti, ingannati, frodati, incastrati…

Canta Lucio Dalla (che è un cognome e non un invito): L’anno che sta arrivando tra un anno passerà / io mi sto preparando è questa la novità

Novità. Ecco.

Dic
15
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 15-12-2010

Da Corriere della Sera.it - Berlusconi, il peso della vittoria di SERGIO ROMANO-

Sta, tra i sussiegosi analisti politici col monocolo che perigliosamente si sporgono sull’attualità dei nostri tristi tempi con la boria e la viltà e la superficialità che da sempre li contraddistinguono, la minima capacità di connettere quei fuochi, veri e/o metaforici, frutti di rabbia e/o di calcistico teppismo, appiccati  dal furore della vita e/o dall’ideologico nulla, tragico portato della ideologia berlusconiana, con la piccola vita dei piccoli uomini e miserabili, delegati a decidere circa le sorti delle nostre vituperate istituzioni?

No. Spiegheranno, sviscereranno, approfondiranno, colpevolizzeranno condanneranno. E se ne tireranno fuori. Si assolveranno. Loro. gli opinion maker.  Loro i facitori di opinioni.

E se fosse soprattutto loro il fallimento?

Dic
06
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 06-12-2010

Da La Repubblica.it Auto uccide 8 ciclisti in Calabria. Arrestato conducente, era drogato-

Non è questione deontologica e nemmeno di canoni (etici? estetici? professionali? boh?) da rispettare. Forse è solo di abbandonata logica perché desueta. Forse un ché di volontaria efferatezza su cui posare l’attenzione deve essere obbligatoriamente contemplato. Forse niente. Si parla di una notizia relegata dai TG di ieri nelle code di cronaca. Dopo le indagini sulla povera ragazza sparita nel bergamasco (protagonista un marocchino? Parte la caccia della Lega per accaparrarsi un buon 2% in sovrapprezzo, alle prossime elezioni), dopo gli avvenimenti politici col corollario delle solite beghe tra comari e il solito (direbbe il principale protagonista di quel teatrino) teatrino della politica, dopo gli esteri, qualche disastro, qualche appello a messaggiare donando il solito euro quotidiano a chissà chi e in fondo in fondo… la notiziola di una strage sulla strada. Sette (o otto, tanta è l’allegra pressappocaggine dei gazzettieri) morti in un’unica botta e la butti lì così? Deve essere perché al momento appariva come un “banale” incidente stradale con protagonista attivo un “criminale per caso”.

Ora che il criminale risulta essere un marocchino (un altro? toh!?! grasso che cola, facciamo il 3%, va)  per di più drogato, sta a vedere che…

Nov
24
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 24-11-2010

Dai toni, dalle pause, dalle evidenti ironie, dagli sbuffi scocciati, dal ritmo volutamente cantilenante, dagli ammicchi di complicità, dai borbottii che lasciano trasparire palesi segni di sopportata insofferenza e da mille altri piccoli indizi, oltre che dalle notizie scelte e dai giornali da cui, a suo insindacabile giudizio (ovvio) le ricava, di Alessandro Giuli vice direttore de IL FOGLIO, conduttore di Prima Pagina di Radio3 di questa settimana, se ne deduce il suo disperato disincanto sulle umane cose tutte. Se ne avverte il suo cinico distacco dalle banalità dei piccoli uomini ad una dimensione: tutti quelli che non la pensano come lui. Pare di vederlo con le sopracciglia tirate, le braccia larghe, l’amaro sorriso a monologare tra sé di cosa tocca sopportare in questo mondo: tra risapute cose e tritate e ritritate. Ieri, rispondendo ad un ascoltatore impertinente ha dovuto per l’ennesima volta ricordare la differenza che sta tra il signor B. (lui lo chiama “Cav.”) e tutti (tutti) gli altri: è la differenza tra l’essere e il non essere. Semplice, no? Pare niente. È tutto. Basta mettersi in testa una idea meravigliosa. Cesare Ragazzi un parrucchino. Alessandro Giuli, e tutti quelli della sua (gran) classe, un parrucchino con un comico e tragico cavaliere al butulino, sotto.

Tra l’essere e il non essere… Nientemeno.

Pietà…

Nov
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-11-2010

Da Il Messaggero.it Alluvione, presidente Provincia Treviso: fucilare sul posto gli sciacalli. E’ bufera

Che strano paese deve essere quello dove, per la pigrizia mentale dei giornali, la bufera segue e non anticipa l’alluvione. Ma, a parte l’uso ossessivo da parte dei media delle solite trite formulette, sempre quelle, quello che andrebbe sottolineato è il tasso di criminale stupidità presente nelle istituzioni e tra i rappresentanti più che degni di diffusa idiozia più che indegna. Poi ovviamente seguirà smentita a sua volta seguita da una specie di sfoggio di volpina scaltrezza ché loro intenzione mica aveva nulla a che fare con pratiche di linciaggio viste nei film con Clint Eastwood (quello prima maniera) nelle sere d’inverno nei salotti delle villette a schiera color pastello della pedemontana veneta. Macché. Era loro intenzione esibire il problema. Degli sciacalli. Quelli che vanno nei casali alluvionati a rubacchiare la paccottiglia kitsch dai loro pacchiani salottini. Che andrebbero fucilati sul posto, ovvio, acchiappati ad appropriarsi della robba, mica a trucidare bimbi innocenti e povere vecchiette. Gli sciacalli slavi. Non gli altri veneti (e lombardi e nordici comunque) sciacalli legaioli che, da quel dì, speculano e approfittano e abusano e giochicchiano a colpi d’indecenza per ottenerne, da un qualsivoglia problema, meglio se non loro, un qualsivoglia vantaggio. Loro.

Sempre loro, i verdognoli sciacalli, tutti politici, della politica italiana.

Giù i fucilini, talebani.

Nov
16
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 16-11-2010

Da LA STAMPA.it -La Tigre di Dublino non ruggisce più-

Vero. E nemmeno i fantastici cantori delle formidabili performance del “liberismo celtico” avrebbero granché da vantarsi. Tacere e un pochino vergognarsi, anzi. Loro che vantavano per conto terzi le magnifiche sorti e progressive del capitalismo alla sua primordiale essenza in forma di spiriti animali. Grande disinvoltura e libertà di movimento e soprattutto poche tasse.

Avanti così? Ora che la tigre s’è trasformata in un gattino bagnato, coda bassa e pavido miagolio? E gli economisti pazzi? Altri influenti consigli, altri autorevoli pareri, altri ammonimenti competenti, altri validi ammaestramenti…

Fino alla prossima rovina…

Nov
09
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 09-11-2010

Da Corriere della Sera.it- Fiat, stella a cinque punte a Pomigliano-

Formidabili ‘sti anni. Danni (al comune dissenso del pudore) compresi. Si chiamerebbero giornalisti se quella fosse anche solo una parvenza di notizia. Così strillata: «NESSUNA RIVENDICAZIONE. CONDANNA UNANIME DA RSU E SINDACATI METALMECCANICI. Fiat, stella a cinque punte a Pomigliano. Con la scritta «aut», è stata disegnata in nottata con della vernice rossa sul muro di uno dei cancelli.»

Uno ha disegnato una stella: tratto veloce senza staccare il pennello o il pennarello o lo spray o la matitina: sgorbio che va da sinistra in orizzontale (l’unico così, ché tutti gli altri saranno diagonali) verso destra, scende tornando a sinistra, risale arrivando alla linea superiore e mediana, riscende verso destra, risale al punto di partenza. Ecco. Ci vuole tanto? Un pericoloso terrorista? Dice, ma è a Pomigliano e siccome lì hanno più di una ragione per essere incazzati… Che sarebbe una excusatio non petita ovvero una coda di paglia ovvero una cattiva coscienza; da parte di chi paventa la cosetta come una tremenda minaccia. Quello che si vorrebbe sapere in questi casi quale segreto arcano governi (è un topos il “segreto arcano che governa”)  questa specialissima fenomenologia della “notizia che non c’è”. A meno che un disegnino su un muro di una periferia abbia ultimamente, nel nostro stranissimo capovolto Paese, acquisito la dignità di rimarchevole notizia. Con la scritta «AUT».  Deve essere quello l’insondabile mistero.

E invece no. Per via di quel comune senso del pudore di cui sopra,  il vero enigma starebbe proprio nell’individuare il cretino (non, dunque, il materiale autore, probabilmente un ricercatore precario che studia il livello di pervasiva stupidità infiltratasi nei media e il relativo tasso di imperante conformismo sparso nella società tutta ) ma l’osservatore e, per li rami, la catena tutta del passaparola che ha permesso a un disegnino di diffondersi fino a conquistarsi le prime pagine dei giornali di un ridicolo Paese… con quel che segue.

Una catena tutta, fino a prova contraria, di perfetti idioti.

Ott
29
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 29-10-2010

Se avesse un minimo di rispetto per la propria professione e per un refolo residuo di coerenza dentro la sua intima coscienza, Bruno Vespa, per dirne uno, in questo momento darebbe ordine ai tecnici attrezzisti suoi collaboratori di approntare un plastico raffigurante la villa ( o le ville) del “bunga bunga”. Se quel rispetto si estendesse al minimo deontologico decoro, quello esibito, per dire, ad Avetrana, insieme alle iene mediatiche tutte e a tutti gli sciacalli ed avvoltoi che su quel povero cadavere corpicino si sono, secondo le tristi pratiche che il mestiere di gazzettiere pur prevede, spietatamente accaniti. Se ora, come normalissimo sarebbe, tutti quei pubblici pubblicisti saprofiti, si trasferissero e stazionassero con le loro troupe, coi loro fari alogeni, i gruppi di continuità, i tecnici del suono, gli addetti alla logistica e tutto il resto, davanti alla villa (molto hardcore) di Arcore. Se assediassero quest’altra povera ragazza, e biecamente, come il triste Premier, conculcassero la sua incerta volontà. E a chi li accusasse  di morbosissimo interesse verso privatissime faccende del plutocrate, rispondessero, esibendo la tessera dell’ordine, che, sorry baby, ma è la cruda vita e la gente cruda che da queste crude cose, dai tempi di Messalina e Claudio, è ossessivamente attratta e che Sesso Potere e Morte sono da sempre per la “categoria” essenziali irrinunciabili materie. Se…

E invece no. Si provi ad indovinarne il motivo.

Ott
09
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 09-10-2010

Da Il Giornale.it - Sallusti: “Temo un’altra inchiesta” E domani il Giornale pubblica dossier di 4 pagine sulla Marcegaglia-

Si sorprendono i tre dell’orcoddio, (direbbe il barzellettiere) il buono il brutto il cattivo (Porro Feltri e Sallusti, distribuire i ruoli a piacere, accollandosi ovviamente l’onere di stabilire quale dei due – ché, certamente, buono non è – sia più consono per zioTibia-Sallusti ) che i loro scherzetti incutano un ragionevole e soprattutto ragionato terrore in chi se ne senta bersaglio. Non che la candida Emma abbia alcunché di cui preoccuparsi, figuriamoci, del tutto estranea com’è ai più o meno sordidi giochetti e grovigli di potere e di interessi come, d’altronde ed invece (?), è normale ed universalmente accettato in questo nostro bizzarrissimo paese (minuscola, please). Le tre facce d’angelo col manganello sotto il tavolo se ne dichiarano sorpresi ed offesi di tanto spavento. Come se il “metodo Boffo” (che, come dice D’Avanzo di Repubblica, è poi lo stesso di Veronica, Fassino, Fini, Mesiano, Caldoro, Marrazzo… e si avvale di un circolo di media amici del plutocrate) fosse una simpatica divagazione, un esercizio di stile nel porre (Porro compreso) la “giusta” notizia. Ovviamente non si tratta di dare o non dare notizie che abbiamo un minimo di fondamento: un giornalista le pubblica, punto. Si tratta, pur con tono colloquiale di burla, di minacciare di darle, paventando, ridendo, un qualche conseguente sviluppo…

Insomma, come direbbe il De Niro de The Untouchables a Sean Connery nei panni del poliziotto irlandese Jimmy Malone, Emma, si scherzava

Ott
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-10-2010

Da l’Unità.it – Sarah, uccisa con strangolamento dallo zio. L’autopsia dirà se violentata da morta-

Peculiarità dell’umanità è la disumanità. E, come una impazzita pallina dentro l’inesorabile flipper mediatico, il rito delle contrapposte accuse finalmente si compie in un infinito rimando di biasimi opposti e contrari e straziati e strazianti dove l’orrore si fa pietà e questa sfocia in superbia e la superbia si risolve in disprezzo… E  le iene saranno sbranate dagli sciacalli e gli sciacalli lacerati dai ributtanti avvoltoi e… direbbe Woody Allen, citando la Bibbia, il leone giacerà con l’agnello e l’agnello dormirà ben poco

Il compito definitivo sta nelle prerogative dei (più o meno metaforici) vermi.

Set
30
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 30-09-2010

Da Corriere della Sera.it -Paola, fissato il trapianto. La sorella, unica compatibile al 100%, non se la sente-

Dietro l’apparente normalissima e neutra esigenza di diffondere normalissime news. Senza nulla conoscere e sapere della persone, delle loro fragilità, delle loro debolezze, delle loro inadeguatezze a vivere la modernità secondo i suoi obbligati canoni.  Con l’assoluta pretesa di, a quei canoni, attenersi e adeguarsi, pena l’ostracismo sociale e la messa al bando e la generale riprovazione e la scarnificazione mediatica delle mediatiche iene a suon di commenti in calce agli articoli sui blog. Senza nulla sapere di quell’anima, di quella singola sensibilità, di quel singolo, più o meno giustificato terrore. Intimando pronte e inderogabili giustificazioni. Inquisendo quella singola smarrita coscienza. Giudicandola e sommariamente condannandola ad istantanea lapidazione.

Sangue, midollo, rene, pezzi di fegato e altre frattaglie da donarsi. È il minimo indispensabile che una società senza cuore pretende e reclama ed esige da te, sancendo una sorta di obbligatorietà del dono.

Senza cuore.

Set
07
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 07-09-2010

Da LA STAMPA.it -Mentana da record: il tg di La7 vola.”Ho convinto i delusi dalla vecchia tv”-

Dice? Sicuro? Vecchia? O non piuttosto che al TG La7, al confronto, nella stessa fascia oraria, con le due ammiraglie (TG1 di minzolingua e TG5 di berlumimo) dell’informazione paludata (nel senso di palude e di caimano) facile viene, senza nemmeno darsi gran pena a rubare spettatori ai diretti con_correnti,  vincerla sul piano, se non della credibilità, almeno su quello della pubblica decenza. Non è che Mentana abbia dismesso i panni del furbetto dalle mani sempre troppo pulite (vedi alla voce “Ponzio Pilato”). Come sempre, e mai come ora, è questione di saper dare alle parole il senso che più torna comodo. E se adesso, mentre all’orizzonte s’intravede un “fine impero ” dagli incertissimi esiti, il trend, nella élite fighetta con sopracciglio alzato, sta nel dare contro a tutti e mantenersi nel più spericolato (si fa per dire, tutt’altro è) degli equilibrismi…

In assenza di vento stanno afflosciate le bandiere.

In attesa…

Ago
30
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 30-08-2010

Da La Repubblica.it- Rai, opzione Vespa a Sanremo. Il conduttore frena. Indiscrezioni secondo cui ci sarebbero anche tre figure femminili tra cui Belen Rodriguez. Ne avrebbero parlato il direttore generale Masi e il vice Marano. L’interessato: “Lusingato ma faccio un altro mestiere”-

Sappiamo. Si tratta solo di stabilire quale tra i “due mestieri più antichi del mondo” ( uno dei quali è effettivamente quello di diffondere notizie, vedi Bibbia) corrisponda a quello di Vespa. Lusingata anche Belen. Povera stella! I telespettatori (alcuni dei quali, al grido di “sì, però ora basta!”, da etero si sono convertiti in omo, causa l’assillante presenza della bella gnocca in TV negli ultimi 17 mesi, una media di 27 spot/ora), come sempre sono divisi. I PDL plaudono. I PD anche. Tutti gli altri anche. Anche Di Pietro, anche se distingue: « Noi, dell’Italia dei Valori…» etc. uffa. Alcuni espatriano. I rimanenti 127519 si suicidano. Impiccagione.

Giu
29
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 29-06-2010

Da il Fatto Quotidiano.it -L’Ad Mockridge: “Se Carelli dovesse finire in carcere per il ddl andrò insieme a lui”

Ma il direttore del canale all news è molto più prudente del suo editore: “E’ una decisione delicata, valuteremo caso per caso”-

Carelli indeciso sulla citazione da sfoggiare: O il Woody Allen di « beh, ragazzi, non facciamo gli isterici…» oppure lo Stefano Ricucci del «facile fare il frocio con il culo degli altri»

Comunque sia l’uomo (il Direttore) andrebbe anche compreso: lui con quello (sempre quello, il bassetto, botulinizzato, testa asfaltata, finto fino al midollo, seri problemi di autostima, quello insomma) ci ha lavorato e lo conosce molto bene.

Occhio dunque.

Giu
10
Filed under (Società) by minimax on 10-06-2010

Da LA STAMPA.itNocera, i colleghi dell’infermiera:
“Un modello, pregava Padre Pio”
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Ecco. Appunto. Ci mancava Padre Pio.  Non tanto diversamente (dalla matta) andrebbe giudicata gran parte del mondo dell’informazione : Folle che dispensa fole alle folle. Che, sulla notizia, qualche sciacalletto si sia buttato con la (segreta, mica tanto, dissimulata, mica tanto) speranziella si trattasse di un signor caso di rapimento da parte di una qualche zingara.  Che ci si sarebbe potuto campare per mesi, se non per anni. Che il tasso ansiogeno si sarebbe impennato. Che la cronaca sui poveri cristi  conviene ed è totalmente esente dal rischio di ritorsioni… E via così, con Padre Pijo.

Poi il castello crolla e tutto si ricompone. Le aperture in prima pagina e nei TG della sera si rivelano per quel che sono: bave indecenti di ragno che non porta guadagno.

Di più. Dichiara la madre del bimbo rapito: «Mi dispiace molto per questa persona, perché molto probabilmente non sta bene, non la odio, non provo niente. Sì, la perdono». Spiazzando, con l’evidenza della sua superiorità morale (!) le iene deluse. Facendo crollare il castello di carte e di grida inconsulte. Tace perfino Padre Pio.

Non c’è più religione.