Feb
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-02-2012

Da La Repubblica.it – Berlinale, Orso d’oro ai Taviani “Grazie ai detenuti di Rebibbia”-

Ove, più di quello di cui si parla, nel premiato film, («Cesare deve morire») vale il senso altro che si suggerisce:
« Spero che qualcuno tornando a casa dopo aver visto Cesare deve morire – ha detto Vittorio Taviani – pensi che anche un detenuto, su cui sovrasta una terribile pena, è e resta e un uomo. E questo grazie alle parole sublimi di Shakespeare”. Paolo ha voluto rendere omaggio ai reclusi che, ognuno nel proprio dialetto, hanno interpretato il testo del Bardo: “Voglio fare alcuni dei loro nomi: a loro infatti va il nostro pensiero, mentre noi siamo qui tra le luci sono nella solitudine delle loro celle. E quindi dico grazie a Cosimo, Salvatore, Giovanni, Antonio, Francesco e Fabione »

E probabilmente si assisterà alla solita fiera della banale (nel senso proprio e nel senso altissimo che si può dare al termine) umanità e si constaterà la solita discrasia tra diverse ed opposte visioni. Solita schizofrenia. Ché il conflitto, spesso inconsapevolmente interiore, si esprimerà nel dare diversi giudizi, anche del medesimo soggetto, rispetto ad un unico problema. Che sta tra la vendetta e il perdono. Tra il forcaiolismo più becero e feroce e privato d’ogni slancio di umanità (di scuola: i criminali – con o senza virgolette- devono morire e/o marcire in galera) e l’afflato umanitario (che spesso dimentica l’orrore pregresso di cui si sono resi colpevoli i portatori – adesso passivi e ieri attivi – di tanto dolore…) che vede solo la buona disposizione dei reprobi virata sul compassionevole presente. Secondo il contesto, ovviamente. Secondo i luoghi (social network di gran lunga forcaioli solitamente assetati di sangue e/o blog riflessivi portatori di ponderate ragioni d’umanità  magari contrapposti agli altri, sé pensanti portatori di intelligenza diversa e non conformista, che irrideranno al cosiddetto buonismo allineandosi di fatto al becero populismo da cui pure pretendevano distinguersi… In un vortice di deprimenti contrapposte idiozie.

Tra la colpevole dimenticanza e il colpevole oblio… Insomma non ne usciremo, imbottigliati dai contrapposti (anche interiori, si ripete) stereotipi sul bene e sul male.

Salvo fermarsi un momento a rimirarsi nel vuoto un quanto di consapevolezza della complessità. Rifiuto dell’assoluto (il mondo in bianco e nero, pure bellissimo per altri filmici versi) e diverse gradazioni di toni e di colori…  

Funzioni di particella o di onda…

E via sfumando…      

Per dire…

Feb
10
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 10-02-2012

Da LA STAMPA.it- Buongiorno: trova le differenze. di Massimo Gramellini-

Non solo, ovviamente le differenze. Anche la furba continuità. Di un’entità che si muove nell’ombra. Che si genera e si riproduce per auto-poiesi. POTERE, lo si suole – e si vuole – così chiamare. Che non è  (pure scritto così, come si deve) espressione di mitiche trame e supposti complotti. È semplicemente l’evidenza della VITA che, normalmente e in ogni ambito, si impone. Tra geni egoisti e  primordiale pulsione di dar loro (o di procurarsi ,da loro, comunque) continuità e discendenza. Uniti in un equanime spirit of Time, ma dai? Dell’uno ( il primo e ridicolo e patetico e buffone e giustamente reietto e vilipeso presso la comunità internazionale) e dell’altro (il secondo, sorretto da ben altra presentabile ed autorevole forma ma sostanzialmente, se pur diversamente, spinto a quella stessa patetica esigenza di dare un senso ad una comunque patetica – in quanto universalmente , penosa -  esistenza, un senso, un qualsivoglia motivo ed esserci e ad insistere a farlo). Legittimamente per l’uno e per l’altro e per tutti noi piccoli uomini sotto questo imponente e annichilente universo, con le conseguenze logiche e filosofiche che ne discendono da cui trarne solite amare e pur illuminanti conclusioni circa il senso del nostro vano e pur mai vano esistere… Tra farsa e tragedia. Da – per tenersi sull’alto- Shakespeare arrivando a Totò… Dove tutto è compreso. Incomprensibile, compreso.

Senza, peraltro, nemmeno dimenticare che l’oltraggio di ieri e l’omaggio di oggi sempre a quella entità sono ugualmente e spietatamente ispirati: la formula del giudizio (concessione benevola o intimativo richiamo essa sia) stabilisce infatti una gerarchia (al primo che offre il caffè o il drink o – un tempo – la sigaretta… spetta la primazia non tanto della generosità quanto quella dell’ambizione ) di POTERE…

Tutto già visto, tank you. 

Ott
05
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 05-10-2011

Da LA STAMPA.it – BUONGIORNO di Massimo Gramellini: Un Paese che rinnega se stesso

Se mai se ne voglia leggere nelle cose che ac_cadono i SEGNI che il dio junghiano disperatamente indirizza a queste disastrate lande. Se mai se ne voglia leggere in quel “BUONGIORNO” l’amaro disperato sarcasmo su un disgraziato (per colpe tutte sue, va da sé) Paese. Nel mentre che tutti i titoli dei distratti italici giornaloni  si impuntavano sui casi e sui cazzi di una americanina e del suo ganzo pugliese (non Romina e Albano – cit. da Spinoza.it ) assolti per caso o per amore di giustizia o per noia o per adesione indolente agli stilemi della intellighenzia (tutti prìncipi del foro ma anche princìpi del foro – inteso come buco – quei nostri degni opinionisti) nostrana e cinica, chi lo può dire, dall’accusa di avere ammazzato insieme a un negro già in galera una povera studentessa inglese mezza negra e mezza niente, evidentemente. Nel mentre che il Paese è nelle solite (sue, di lui, il plutocrate puttaniere) faccende affaccendato, provandoci a farsi i cazzi deliziosi suoi tra intercettazioni, giustizia, risarcimenti… cose sue consuete e mai mansuete embè. Nel mentre che scatta l’ormai inutilizzabile monito in forma di declassamento di autorevolezza e serietà e credibilità bah…

Ci sta quel paradigmatico crollo. Una demolizione adiacente. Gli scricchiolii. Gli allarmi autorevolmente ignorati. Il lavoro nero. L’assenteismo degli insegnanti (aggiornamento: by Sally) . Le donne. Una paga da schiave. Il crollo. La morte. Le macerie. Il postumo dolore. Le urla. Le grida. I titoli – tardivi, solo stamane – . I corsivi. I fondi.

Il FONDO: È dove stiamo.

Il CROLLO: È quello che siamo.

michele serraUn link, la foto di un testo, una richiamata citazione. A dimostrazione che i filosofi (Hegel nel caso) non sono solo buoni per dare un titolo ad un pregevole, ormai datato, album dell’ultimo Battisti (Lucio, non Cesare) oppure per costruire vaghe idee intorno ad un percepito e tutto soggettivo e dunque un ovvio vattelappesca, Senso della Vita. Servono per riportarci ad una citazione, sbilenca alquanto nel momento in cui fu pronunciata e puntualissima or ora. « La lettura dei giornali è la preghiera laica mattutina dell’uomo moderno » ? Quella, giustappunto.

Pagina 38 di La Repubblica addì 30/09/2011. Sì.

Articolo di Adriano Sofri intorno alle risposte idiote e forse vane che si stanno dando alla Crisi; di un diverso modello di Crescita; di un sussulto della razionalità e del buon senso e  - ovvia deduzione – di un qualche abbandono di vieti ed abusati riscontri dottrinali che infileranno l’ Italia (a breve e, in seguito, Europa e l’intero Mondo) in un epocale disastro planetario.

- Risposta di Corrado Augias ad un lettore circa la rinuncia da parte di uno Stato sovrano (italiano, veh ) a parte della sua sovranità a favore di altro Stato (a potere assoluto intanto che ci siamo, Vaticano, veh) per via di servili Concordati. Lo fa a proposito dell’arbitrio decisionale che lo Stato affida ad una diocesi a proposito della assegnazione di un posto di insegnamento in una scuola dello Stato Italiano. Augias termina: «… L’ora di religione sfugge al dettato della Costituzione poiché in in pratica diventa l’estensione in ambito scolastico della catechesi di quella chiesa. Che poi alcuni insegnanti trasformino la loro in una lezione sulla spiritualità umana è una cosa che va certo a loro merito ma non elimina l’impianto medievale di questo insegnamento».

- L’Amaca di Michele Serra che non fa che ribadire (e se par poco) delle tarde resipiscenze di qualche legaiolo più che indecente: anche patetico.

Oremus.

Lug
11
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 11-07-2011

Video importato

YouTube Video

Da LA STAMPA.it-Nuovo record per lo spread Btp-Bund. Borse in ribasso, Milano maglia nera

Gli gnomi della finanza? Gli occulti controllori delle sorti dell’intero mondo? Chi controlla chi? La Democrazia? Il Danaro? Il primato della Libertà. Dove? Come? Quando? E, soprattutto, perché? Perché quello stesso intero Mondo da questo Teatro dell’Assurdo se ne fa, da sempre, tranquillamente soggiogare? E, ovviamente, soggiogare è un  piccolo inoffensivo eufemismo. Come si fa ancora, viste tutte le varianti di questa relativissima Realtà, a credere davvero si viva dentro un logica che fa del Razionale il suo primo ed unico parametro?

Siamo pazzi?

Evidentemente, sì.

Gen
14
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 14-01-2011

Da LA STAMPA.itVendica l’onore della figlia uccidendo l’uomo sbagliato-

Da Corriere della Sera.it -Ragusa, asportazione di organi sani e concussione: arrestato primario-

Intorno alla cose che succedono. Da destra guardando, per andare a sinistra e ritorno. E soffermarsi il mondo a osservare con qualche moto di sorpresa di orrore e di schifo. E ritorcendosi su topos e comunissimi luoghi di un nulla che ci pervade. Tra sicurezza strumentalmente esibita ed ambita sicurezza reale oppur percepita. Tra self-giustizia (oh pardon, un piccolo errore mi scusi, ma sa…) e un sicuro, sempre sicuro, oh yeah, incedere verso un comunque ritorno economico secondo i normali principi di personale profitto e i dettami che stabilisce il Mercato (che altro?). Se mai si trovasse tra le riportate notizie un nesso, una connessione di, più o meno innocente, politica (Politica). Se mai si volesse continuare su questa ideologica china, da parte di chi pretende misurare il mondo secondo criterio di minima e decente razionalità. Se mai se ne cercasse,  secondo umanissima logica d’umanità disumana, un piccolo senso di tutto questo e di tutto il resto che ci ri_guarda…

«Ah, straziante meravigliosa bellezza del Creato… » fa dire Pier Paolo Pasolini alla “marionetta” Totò nell’episodio « Cosa Sono Le Nuvole» del film collettivo «Capriccio all’italiana».

Le nuvole. Certo.

Ott
15
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 15-10-2010

Da “SETTE” del  Corriere della Sera-

L’eminente ex filosofo, nonché ex sindaco, nonché ex PotOp, ex margherito, ex PD, insomma Massimo Cacciari, si stiracchia e poi sbadiglia e si abbandona, sotto lo stimolo delle piacevolezze proprie della vanità (“vanitas” direbbe lui, con tanto di canoniche virgolette) che un compiacente giornalista gentilmente porge alla sua preziosissima persona, e si abbandona, si diceva, alla leggerezza propria dello svacco. Parlano di “Gioco”. Intorno al quale ovviamente giocano di rimando colto su e giù per calli e per campielli entro quella città d’acqua tutta mentale (ogni subliminale riferimento è ovviamente  voluto) che raccoglie l’umana fantasia. Tutto si adatta alla necessità del caso e il “ludico” (tra ludens e e in-ludens, illudere) e il “giocondo” (felice, di una felicità cha “rischia” scadere in idiozia, se sta scritto in fronte) e l’”ozio” e il “negozio” e l’azzardo…  e… insomma…

Poi, salendo su uno sgabello, si va sul sodo: Eraclito, Nietzsche («nel vero uomo è nascosto un bambino che vuole giocare»), Heidegger  («se il giocare è una prerogativa del bambino allora questo significa innanzi tutto che il gioco in qualche modo appartiene all’uomo», Wittgenstein («il gioco è quella dimensione del fare in cui la regola è essenziale», il Marx del “lavoro non alienato”, e via così. Per concludere che poi a Lui, Cacciari, piace lo scopone scientifico; quello, però, con nove carte in mano e quattro in tavola; secondo la scuola del Chitarrella (?).

Ci sarebbe tutto il Cacciari che conosciamo se avesse, tra le altre, infilato la citazione più importante: Da Bruno Lauzi, passando per Georges Moustaki: « Con questa faccia da straniero sono soltanto un uomo vero…»

Tiè!

Set
22
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 22-09-2010

Da LA STAMPA.it- Ricerca Intel sui desideri italiani: tv intelligente e 3D-

Naturalmente i giochi linguistici a suon di ossimori e paradossi stanno a dimostrare l’avvenuto completamento della traiettoria parabolica del linguaggio nella storia umana: terminata la funzione primaria di forma di comunicazione tra gli uomini sta ora a testimoniare lo smarrimento dell’Uomo di fronte al Nulla. Basta assistere ad un qualsiasi dibattito tra opposte fazioni per verificarlo: nessun inoppugnabile dato, nessun dirimente argomento, nessuna inattaccabile certezza. Tutto a livello di disputa avvocatizia tra opposti interessi. Siamo al relativismo assoluto.

Per dire? Per dire che una tv intelligente, passi. Ciascuno giudicherà per sé. Ma una tv 3D? Per dire: vedersi ad un palmo di naso le vene ingrossate, gli occhi fuori dalle orbite, la schiuma alla bocca e la figura tutta di uno Sgarbi al massimo della sua  veemente rabbia oscena e consueta e demente. Le sue isteriche urla magnificamente ascoltate in  un efficacissimo sensurround

Eh, la tecnica, direbbe Emanuele Severino.

Set
04
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 04-09-2010

Da Il Giornale.it - «Stephen Hawking ci dice com’è nato l’universo Ma non affronta il perché» di Stefano Zecchi-

Ricordato per l’ennesima volta che al di là delle spicciole speculazioni che non hanno altro scopo che gratificare le piccole vanità (superbe e inutili cose) umane, il Grande Mistero ( come lo definirebbe il Piccolo Principe) tale rimarrà per nostra breve eternità, l’obiezione del filosofo al fisico-matematico (perché?) finisce per confermare l’apodittico e pur argomentato assunto della convenuta conclusione circa il “principio primo”: «Non serve Dio per creare l’Universo».

La ragione, l’intelletto, il linguaggio e i sensi tutti umani (e troppo umani)  davanti alle dannate domande che solo la ragione, l’intelletto, il linguaggio e i sensi tutti umani possono porre a sé stessi e al cielo, si danno varie risposte. Spesso facili, spesso comode, spesso idiote.

I misteri (e dunque anche il Mistero) vanno indagati e risolti e possibilmente spiegati in un ambito di consapevole limitata comprensione. Qualche volta vanno accettati così come sono. Non andrebbero mai banalizzati. Per rispetto della minima logica e del banale buonsenso.

Le religioni tutte ne hanno sempre abusato (della banalizzazione e del bisogno di una risposta di senso degli uomini smarriti sotto il cielo) per elementari fini di potere (appropriandosi del monopolio sull’Aldilà) e scarso senso del limite.

Qualche matematico (con filosofo al seguito) anche. Per le medesime ragioni.

Lug
02
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 02-07-2010

Da il Corriere della Sera.itOltre i miti. Darwin Einstein Freud.  Che errori grandiosi di Emanuele Severino-

Da dove se ne può ricavare che alla fine quello che conta è il… principio. E se il Vangelo di Giovanni inizia con un «In principio era il verbo»,  il Piccolo Principe afferma che «L’essenziale è invisibile agli occhi».  E dunque il Tutto sta rinchiuso nell’ambito delle possibilità della Parola. La stessa “realtà oggettiva” scade a pura “umana percezione”. Le stesse Leggi di Natura e gli stessi ferrei e fondamentali  Princìpi della Scienza non possono non far riferimento alla trascurabile e limitata visione tutta umana degli umani.

Che è un po’ come dire che: Il mondo esiste in quanto definito.

Che è una definizione sommamente ambigua se appena si legge il “quanto” come sostantivo.

Che è una piccola dimostrazione di come col linguaggio ci si può giocare. Se mai è un gioco. Se il gioco è un gioco. All’infinito.

In_finito…

Dice anche, Il Piccolo Principe: È Tutto un Grande Mistero!