Dic
28
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 28-12-2013

 

Da La Repubblica.it- Giovane malata difende test su animali e riceve augurio di morte su Facebook-

È che per gli altri, quelli che trovano altre consapevolezze rispetto agli animalisti stronzi e nazisti, in automatico viene il riflesso di immagine e di mente: Hitler e i suoi magnifici tedeschi pastori. Portati all’inferno (più inferno di quello da lui provocato?) con sé. Goebbels, moglie e figli. Lui, Eva e il cane. Il vegetariano. E boia, che più boia… Solo per ridire e riaffermare il banale concetto che, volendo spostare sul creato un ordinario discorso che non può non concentrarsi che sull’umano e sulle umane umanissime cose, è un attimo tracimare nella più pura ed evidente idiozia. Chi è che discrimina tra i diversi animali, le diverse creature (tutte col sacro diritto di vivere)? Chi, se non l’umana troppo umana arroganza? E quando le zecche, zanzare, topi, serpenti, i pidocchi ti infestano casa e capelli? Facile che anche l’animalista stronzo e nazista adotterà modi e maniere, anche forti, per sloggiarli. Un battere? Un virus? Un grosso purulento flemmone (dove proliferano colonie di creature -oh sì- fameliche di sangue e di vita , va da sé) sulla sinistra chiappa? Che forse si preferisce l’antibiotico sia minimamente testato su un sorcio o, vabbè, quello che sia … col rischio di ritrovarsene (di flemmoni) uno gemello sulla gemella chiappa? O no?  Si dà il caso che, di norma, dovendo scegliere di investire o il vecchio nonno stronzo e morente o l’adorato labrador, di norma si sacrifichi il cane. Si chiama banalmente: UMANITÀ. Sentimento evidentemente abbastanza sconosciuto alla varia umanità che pullula nei (a)social-network. Alla quale, (la varia disumana umanità) non pare vero di esercitare il proprio istinto animale fiero e belluino contro tutti quei “sadici” di ricercatori, che a lor dire (e a lordare) vivisezionano (l’abuso di questa orrenda e colpevole parola andrebbe penalmente perseguito: divieto assoluto di somministrare loro qualsivoglia tipo di farmaco testato sugli animali, of course) povere innocenti bestiole per puro divertimento o pura pigrizia.

Sì, animalisti talebani e nazisti.

Proprio così.

Feb
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-02-2012

Da La Repubblica.it – Berlinale, Orso d’oro ai Taviani “Grazie ai detenuti di Rebibbia”-

Ove, più di quello di cui si parla, nel premiato film, («Cesare deve morire») vale il senso altro che si suggerisce:
« Spero che qualcuno tornando a casa dopo aver visto Cesare deve morire – ha detto Vittorio Taviani – pensi che anche un detenuto, su cui sovrasta una terribile pena, è e resta e un uomo. E questo grazie alle parole sublimi di Shakespeare”. Paolo ha voluto rendere omaggio ai reclusi che, ognuno nel proprio dialetto, hanno interpretato il testo del Bardo: “Voglio fare alcuni dei loro nomi: a loro infatti va il nostro pensiero, mentre noi siamo qui tra le luci sono nella solitudine delle loro celle. E quindi dico grazie a Cosimo, Salvatore, Giovanni, Antonio, Francesco e Fabione »

E probabilmente si assisterà alla solita fiera della banale (nel senso proprio e nel senso altissimo che si può dare al termine) umanità e si constaterà la solita discrasia tra diverse ed opposte visioni. Solita schizofrenia. Ché il conflitto, spesso inconsapevolmente interiore, si esprimerà nel dare diversi giudizi, anche del medesimo soggetto, rispetto ad un unico problema. Che sta tra la vendetta e il perdono. Tra il forcaiolismo più becero e feroce e privato d’ogni slancio di umanità (di scuola: i criminali – con o senza virgolette- devono morire e/o marcire in galera) e l’afflato umanitario (che spesso dimentica l’orrore pregresso di cui si sono resi colpevoli i portatori – adesso passivi e ieri attivi – di tanto dolore…) che vede solo la buona disposizione dei reprobi virata sul compassionevole presente. Secondo il contesto, ovviamente. Secondo i luoghi (social network di gran lunga forcaioli solitamente assetati di sangue e/o blog riflessivi portatori di ponderate ragioni d’umanità  magari contrapposti agli altri, sé pensanti portatori di intelligenza diversa e non conformista, che irrideranno al cosiddetto buonismo allineandosi di fatto al becero populismo da cui pure pretendevano distinguersi… In un vortice di deprimenti contrapposte idiozie.

Tra la colpevole dimenticanza e il colpevole oblio… Insomma non ne usciremo, imbottigliati dai contrapposti (anche interiori, si ripete) stereotipi sul bene e sul male.

Salvo fermarsi un momento a rimirarsi nel vuoto un quanto di consapevolezza della complessità. Rifiuto dell’assoluto (il mondo in bianco e nero, pure bellissimo per altri filmici versi) e diverse gradazioni di toni e di colori…  

Funzioni di particella o di onda…

E via sfumando…      

Per dire…