Gen
21

 

Da Il Fatto Quotidiano.it- La ricchezza di 85 “paperoni” è pari a quella della metà più povera del pianeta-

Ecco. Ottantacinque (85,00) singoli individui contro (o pari a) tre miliardi (3.000.000.000,00) di persone. Caso mai occorresse dare una sbirciatina alle nostre gonze convinzioni di come funziona il mondo. Quando ci si consola con le sparate sui costi della casta ed altre simili facezie (per tacere d’idiozie). Insistendo sulle umane piccolitudini, tanto per dare sfogo al “senso della politica” di una lavandaia (o, a scelta, della portinaia, del viaggiatore nello scompartimento, del cliente del barbiere, dell’avvinazzato da osteria, del chiacchierone del bar sport… etc. etc.) indignandosi per la macchiolina invisibile che sta nell’angolino della cornice del quadro. Evitando ben bene di parlare della cornice e soprattutto del quadro. Desolante. Il quadro complessivo, s’intende. Quello che la Politica (sempre sia criticata) supportata dall’ignavia, dall’indifferenza, dall’ignoranza e dalla stupidità delle masse boccalone, nella banalità della sostanza, NON FA per dare un senso decente alla sua “ragione d’essere”. Che dovrebbe ALMENO consistere nell’organizzare una società e un mondo dove simili sconcezze (85 contro 3 miliardi) fossero almeno percepite come tali e ALMENO si cercassero le ragioni e i rimedi di tanta scandalosa oscenità. La POLITICA. Quello che FA. Tre miliardi di persone. 85 essere umani come Dei.

Quando basterebbe una scorreggia o anche un semplice rutto emesso all’unisono da quei 3.000.000.000 (miliardi) di persone per spazzarli (gli 85 Dei) per sempre (che poi tutti si muore e che forse la felicità o il semplice senso della vita abita altrove, lo sanno quegli 85?) dalla faccia di questa triste Terra.

Dic
13
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 13-12-2013

 

Ma, non meno importante, da dove si viene?

Da l’Unità.it – Forconi, ultimo delirio anti-ebrei «Hitler? Pazzo, ma si è vendicato» -

Cosa pensare? Che dire? Chi mai sono questi? Da dove ricavano le loro idee? E quali sono per sommi capi i loro riferimenti? Ché certo li avranno, dato che, nessuno, raggiunta l’età della ragione, si può definire ideologicamente vergine. E soprattutto che fare? Bella ultima domanda. Magari lasciare che brucino, assaltino, impicchino il solito sfigato, taglino teste, seminino il caos, abbattano l’abbattibile. Che poi, rideremo (oh sì, o oh no?) del “poi”. Che alla fine, quando sarà il tempo di rimuovere le macerie e spazzare la cenere e ristabilire un minimo di ordine (quel tanto che basta per banalmente amministrare la cosa pubblica: pagare stipendi e pensioni, riempire le buche stradali, organizzare scuola e sanità, cose così…)  e un qualche tipo di rappresentanza i “nuovi” vincitori se lo dovranno pur scegliere, scopriremo la tragica storica ironia del Potere. Che scacciato dalla finestra rientra, bello e pimpante e più truce di prima, dalla porta. Ci sarà da ridere (ma forse da piangere) quando ci accorgeremo che ad un potere segue un nuovo (spesso vecchissimo) Potere. Vecchissima storia (e insegnamento della Storia) che poi queste cosette ben rappresentino il punto finale del lamento plebeo (privo di ogni minima elaborazione culturale, quello da osteria e da bar sport, per intenderci) che in altri luoghi e tempi e contesti ha portato a populismi e fascismi vari…                                                                                                                                                                                                                                                                               Il Il suggello finale, stavolta, del becero berluscon-leghismo che ancora una volta (dopo Mussolini e, con esiti meno letali, “Fronte dell’Uomo Qualunque” del dopoguerra e altri, ormai dimenticati, patetici tentativi) ha dato dignità politica (la Politica non è che una semplice convenzione di regole condivise per gestire la comunità) alle pulsioni più primitive e viscerali (più popolume che popolo) facendo leva sul pensiero “basso” tutto proiettato alla semplificazione destrorsa secondo i cui stilemi ogni “altro da te” (dai terroni ai marocchini agli stranieri tutti, dalle caste intellettuali, politiche e sindacali all’Europa, dai “garantiti” ai detenuti, dagli ebrei agli zingari e via andare…) è portatore di un qualche privilegio e dunque nemico da abbattere. Triste trionfo dell’eterno rancore dei miserabili (con tutte le giustificazione del caso, certo, per quel che riguarda quelli “economici”, con nessuna giustificazione per quelli semplicemente gretti d’anima) e della umana meschinità.

Forza Italia. :(

Mar
20
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 20-03-2013

Da www.vice.com- COME GRILLO E CASALEGGIO HANNO TRASFORMATO INTERNET IN RETE 4-

Che è vero. Che quegli otto milioni abbondanti di voti non si spiegano con le solite trite quattro stronzate fatte di luoghi comuni e leggende metropolitan-internettiane alle quali i cosiddetti analisti della società sono tanto ma tanto da sempre affezionati. Mentre è il solito banale ammuffito noiosissimo problema della democrazia come strumento e modo decisionale: dare voce alla universalità del popolo. Lasciando esprimere la totalità degli elettori, ovviamente. Che sono, tuttavia, nella loro gran parte da sempre votati a votare e a votarsi alla scorciatoie semplificatrici di “pancia”. Basta gettar loro come ai cani gli ossi, pochi temi basilari fondati sul naturale rancore che ogni “semplice cittadino” (fantastica mitologica figura che ogni furfante di questo mondo senza alcuna difficoltà  e senza nessun senso critico, con una estrema facilità identifica con sé stesso) non può non provare verso chi, per ruolo od elezione, si frappone fra lui e “la sua libertà”. E “il suo diritto”.  Libertà e diritto di essere “individuo totale” che in quanto tale non risponde ad una comunità e al mondo che gli sta intorno ma solo ai cazzacci suoi. Nemico suo sarà il vigile che gli appioppa la multa per la macchina in doppia fila; l’impiegata del Comune che gli chiede una sfilza di inutili documenti e che, di là dal vetro, sembra godere delle complicazioni e delle perdite di tempo che inutilmente gli infligge; il parlamentare che dal sacro trono dei suoi evidenti privilegi  pontifica in tv sui sacrifici da sopportare; tutti gli altri che, facenti parte di una qualsivoglia casta (è il mood), impediscono con tasse, sprechi, intrallazzi, interessi personali etc., al normale cittadino… con quel che segue…  

Democrazia, dunque, come accesso facile e facilitato e tutto facilone alla complessità. Come è sempre stato da quando ci si affida all’intelligenza e alla consapevolezza delle masse per trovare una direzione da dare al governo delle cose.

Gli è che di quando in quando il tempo che si vive, per vie ordinarie e spesso abbastanza infami, si esprime con una qualche, più o meno pregevole, rottura. Gli è che quello che un tempo non era possibile ad certo momento lo diventa. Il clima di continenza che per anni aveva impedito ai partiti politici (salvo brevi fugaci fiammate) di intraprendere questa via facile (e indecente) al consenso d’un tratto… D’un tratto cade un muro. D’un tratto matura quel s’è seminato in termini di cultura diffusa. D’un tratto viene sdoganata la facile (tele)visione sfrondata dalla fatica di ogni altra elaborazione. Sono sdoganati l’ammicco greve, la risata crassa, la bava dell’urlo rabbioso, gli sputi e gli schiaffi (metaforici o meno). D’un tratto saltano i freni inibitori e quel che non si diceva per minima convenzione se non nei bar sport e nella avvinazzate osterie di paese e nei ritrovi famigliari di nascosto dai bambini, d’un tratto, come per scellerato sortilegio, d’un tratto viene legittimato. La politica ripristina la discriminazione. Tout court. La legittima. Ad uso del popolo. Per biechi e volgarissimi motivi di miserabile consenso. Tutta la volgarità, tutta la trivialità, tutta la bassezza, spesso condite da pura crudeltà travestita da “provocazione”, vengono squadernate e consegnate al popolo a che ne faccia scempio di ogni forma di civile convivenza. Peggio, la stessa civile convivenza finisce nel tritacarne della irrisione per cui ogni riferimento ad essa finisce col cadere nella trita categoria del “buonismo”.

Il cattivismo assurge a modello giustificativo d’ogni rancore. Di chiunque verso chiunque. Senza elaborazione culturale anche l’odio, invece che ad un preciso indirizzo di giustificabile rivolta verso chi veramente lo merita, si proietta in sterile indefinito (ri)sentimento e irrazionalità fine a se stessa. Ogni motivo di ribellione viene attratto nel gorgo dell’inconcludente malanimo. Si fa mormorio plebeo, si fa brusio astioso, si fa chiacchiera triviale.

Indistinto  rifiuto di TUTTO.

Il cerchio si chiude.  

Mar
18
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 18-03-2013

Da Il Fatto Quotidiano.it-  « Ma, oltre a scrivere, ogni tanto vi leggete?» di Marco Travaglio

«Perché, parafrasando un celebre titolo di “Cuore” sul mitico “uomo della strada”, è ora di riconoscere che molte volte anche il mitico “popolo del web” è una bella merda» dixit Travaglio.

E pure noi, che, per dirla col Marchese del Grillo (che forse non è Travaglio, che deve essere almeno almeno barone se non principe di quel casato) non siamo un cazzo, la cosa (è una bella merda) l’avevamo mezza intuita. Dal successo, tra l’altro, dello stesso Fatto Quotidiano. A cui successo per un breve momento tutti noi, sinistrorsi sinistrati e un poco sinistronzi, abbiamo contribuito salutando il vento nuovo fatto d’irriverenza e di spietata controindicazione alla cultura berlusconoide infiltratasi in ogni ganglio della bassa società ed incivile. Lo intuimmo dalla lenta ascesa alla beatificazione dello stesso Travaglio (principe, barone o marchese di cotanto Grillo, del Grillo medesimo (l’imperatore) e degli accodati giornalisti tutti con la bava alla bocca e gli occhi iniettati di sangue (uveite primordiale epidemica): stessi metodi spicci e sbrigativi dell’ancien regime; stesse liquidatorie scorciatoie per arrivare, al roso fegato e alla travasata bile prima che al cervello di chi assisteva allo sfacelo di una intera classe politica. Stesse mediatiche bastonature a chi, per eccesso di tribolate analisi e complicati pensamenti non si allineava con la sacra Crociata. Ottimo proponimento, non fosse stato che tra gli infiltrati tra le fulgide schiere dei bastonatori dell’orrida casta, stavano i soliti furbetti mediatici tartufi, degni rappresentanti dell’establishment italico, declinanti e declinati, e inclinati anche, al nuovo spirito del tempo. Ottimo intento, non fosse stato che nel ritrarsi puri e duri non avessero catalizzato in quel fango creativo tutti i biechi rancori, tutti i livori, tutti i cultori dell’affanculismo più becero e spietato. Internet? Oh sì. Dove ci stanno questi (i buoni, belli, bravi ed odorati) e quelli (i puzzoni, rancorosi, frustrati ed odiatori per diletto e/o professione).

Ora, da una parte l’aedo del grillismo/grullismo prende atto che i “metodi di dibattito”, quando diffusi per l’azzurro cielo, svolazzano e ritornano come per magia ai natii lidi. Dall’altra il guru aureolato tutto proiettato alla mistica del web e alla democrazia che da questo traeva legittimazione e imprimatur, di fronte alle prime scosse di coscienza e alla banale constatazione di come le cose conservino una loro intrinseca bellezza fatta di complessa profondità, s’indispettisce e conciona malamente e censura e indirizza bolle d’anatema…

Ma dai? 

Da Huffingtonpost.it- Da Angelo Bagnasco a Comunione e Liberazione. La galassia cattolica si stringe intorno a Mario Monti-

Beh, ma si capisce. Si spera che i tartufoni e i farisei si siano debitamente confessati all’uopo. Lui,  il tartufo abbastanza troppo disinvolto (già grande elettore dello sconcio B. che poi dovette rinnegare… e già le sue analisi politiche e mondane… beh…) nello spender parole che poi non manterrà. Loro i tartufi farisei che accolsero lo stesso sconcio e lo elevarono a modello per la nazione intera. I cardinali che giustificarono, si girarono dall’altra parte, contestualizzavano le di lui bestemmie, si intrattenevano in segreti e confidenziali conciliaboli (chez (tutta privata) Vespa ma anche altrove… oh i bertoni, i bagnaschi, e i papi in sedicesimo e tutti gli altri farisei… Ah, se dio ci fosse… ah, quanto è evidente che questi bottegai sono i primi a non crederci… ahi povera Italia e meschino e un poco miserabile il Vaticano…

Ago
30
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 30-08-2012

Da Panorama.it – Telefonate Napolitano-Mancino, la verità sulle intercettazioni che scottano-

Panorama dice quel che gli origliatori e i guardoni morbosi e fanatici vogliono, anzi, pretendono, sapere. Dallo stesso Napolitano. Anche Il Fatto Quotidiano e bella discutibile compagnia più o meno cantante, dunque. D’altronde benissimo si sapeva, che niente di che, se non qualche parola in libertà, c’era da apprendere di nuovo da quelle intercettazioni. Non che ci volesse genio ma proprio perché non bisognava essere dei geni per immaginarsi la realtà dei fatti. Pensare che Napo potesse essere coinvolto in robe losche è una di quelle cosette indotte dai mestatori di merda di professione ai quali non par vero trovare adepti e fans che danno loro man forte a suon di “zombi, morti ambulanti, vi seppelliremo” (“linguaggio fascista”? oh sìììì! ) sulle loro rispettabili bacheche (fessbùk in specie).

Egregi opinionisti e variegati e vari leader che pensano alla politica come agli spalti di uno stadio con tanto di arbitro cornuto, figlio di puttana, devi morireeeee. Pensano che col vecchio Berlu si siano usati normalissimi metodi di normalissima lotta politica. Totalmente FALSO. L’anomalia che (esso, B.)  rappresentava ( dove formalmente si rispettavano tutti i canoni della democrazia mentre nella sostanza erano tutti falsati: il proprietario di un impero mediatico non si poteva MAI considerare un normale contendente tra pari… ma va? ) da sola benissimo  spiega i motivi per cui si siano usati GIUSTIFICABILISSIMI metodi più che spicci e (altrimenti, vista la premessa sopra) discutibili. Che per il motivo lo si sia fatto con lui, secondo la normale prassi degli ESTREMI RIMEDI da opporre ai mali estremi, intercettandolo, pedinandolo e braccandolo senza tregua fino a trovarlo clamorosamente in castagna e farlo ignominiosamente ruzzolare come ben si meritava e come ormai i superiori interessi dello Stato esigevano, non è lo stesso per cui lo si possa fare con chiunque. Che la straordinarietà è stata tale (e tale ritornerebbe con l’eventuale e deprecabile ritorno sulla scena dell’innominabile mister B.) fino a che è stata pensata ed applicata”AD PERSONAM” e che per il resto è semplicemente AUSPICABILE un quieto e rasserenato ritorno alla NORMALITÀ.

Ecco.

Lug
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-07-2012

19 Luglio. Basta e avanza. Per sempre basterà ed avanzerà. Quel pomeriggio lo si apprese da un volantino distribuito nei pressi di una Festa de l’Unità. Faceva caldo. Probabilmente in TV non vi era nulla d’interessante di sport da seguire. Probabilmente non davano il Tour in diretta. Probabilmente avevamo altre beghe o noie o gatte da pelare. La prima sensazione fu di panico: un simile sconquasso appena un mese e mezzo da “Capaci” significava sfida aperta,  una tronfia esibizione di straordinaria potenza, una aperta manifestazione di totale impunità. Succederà lo stesso un anno dopo in occasione degli attentati in simultanea e delle stragi concertate. Con l’attentato a Borsellino si ebbe chiara la sensazione (giustificata o meno) che non si trattava solo di organizzazioni malavitose che sfidavano lo Stato per ottenerne conseguenti comportamenti.  Si percepì un’atmosfera. Una percezione che si andò perfezionando con il completamento delle indagini di mani pulite e successivamente, come detto, con le stragi del 93, coi suicidi eccellenti, con la sensazione di sbandamento e non solo di uno stato di rotta di uno Stato, ma dell’avvitamento in una spirale senza fine di una intera nazione. Quello che avvenne poi… gioiose macchine da guerra, discese in campo, prese del potere… beh ognuno ne trarrà quel che gli parrà.

Ora? Ora nulla e tutto. Come allora, sull’orlo di un baratro, prima esistenzialmente collettivo che economico. Senza nulla aggiungere che… sensazioni, appunto.

Oppure un disegno sconnesso. Forse dei puntini da congiungere. Forse arrivando alle conclusioni sbagliate. Come sempre.
Da qui – “Borsellino scoppiò a piangere e ci disse: ‘Un amico mi ha tradito’”-

A qui  - Chi era l’uomo dell’ Agenda Rossa? -

A qui – La portiera chiusa dell’auto di Paolo Borsellino -

A qui – Agenda rossa: tutte le verità occultate -

Senza sapere se quello che ne viene ci porta a qualcosa di specifico e di razionalmente spiegabile…

Così…

Lug
12
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 12-07-2012

Repubblica.it- Monti: “Iniziato duro percorso di guerra”-

Se ci addestriamo a percorsi di guerra siamo in guerra. Stante che l’ECONOMIA è diventata, non da ora, la continuazione della GUERRA con altri mezzi  ed invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia… E, se non si fosse capito, i nemici degli Stati Nazionali e della Politica ( e dunque della Democrazia) stanno comodamente seduti in CdA di grandi gruppi d’investimenti e nelle agenzie di rating e nelle banche d’affari sparse per il mondo. Usano armi non convenzionali e fuori da ogni convenzione di GUERRA. Con qualche click da qualche computer muovono immense masse di denaro al solo scopo di trarne un qualche miserevole profitto da distribuire anche alle loro inconsapevoli vittime, non curandosi se con tali comportamenti arrivano a ridurre alla fame interi Paesi (per non dire di continenti o mondo). Ergo, se si è in guerra e a nulla valgono quelle ridicole cose stipate negli arsenali ( tank o cacciabombardieri o ridicole portaerei o gas nervini o bombe ai neutrini e via così, figurarsi) ma l’accatastamento (virtuale, solo virtuale, addirittura) di quelle immense riserve monetarie, forse sarebbe il caso di ricorrere agli antichi sistemi. Antichi, tanto tanto. Qualche cecchino appostato su un qualche palazzo nelle adiacenze del consueto percorso di un qualche CEO o AD  o Presidente di qualche fondo d’investimento, di qualche banchiere d’affari, di un qualche autorevole rappresentante di agenzia di rating.

Uno sparo di lontano. O anche tritolo debitamente fatto brillare nel giusto momento. Provvedendo di agire per accollare (ma lasciando pur galleggiare qualche im_probabile sospetto, ovviamente) la colpa a qualche gruppo di anarchici o di fanatici islamisti… beh.

Cose di Stato. Difesa dello Stato da chi ne minaccia i vitali interessi. Nel nome dei diritti del suo popolo…

Cose così, insomma… Se è (come è) GUERRA…

Feb
28
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 28-02-2012

Da Corriere della Sera.it- «Le crisi parallele di PDL e PD.  L’amalgama inesistente» di Angelo Panebianco-

Il fatto che gli esimi opinionisti (establishment, mica passanti per caso) alzino schifati il sopracciglio tirandosene fuori dal FALLIMENTO (etico, culturale, sociale, economico e chi più ne ha…) di un Paese, sta implicitamente ad indicare le ovvie ragioni di quello stesso fallimento…

Ognuno a tirarsene fuori, appunto. Spesso i più responsabili, appunto. Classe dirigente tutta, appunto, che accerta ed appura e lo palesa il proprio fallimento, appunto.

Senza pudore.

Feb
26
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 26-02-2012

Da l’Unità.it – Mills, il giudice arriva tardi. Berlusconi ancora prescritto

O del niente che ci perseguita e che pur volentieri induce a rilassata atarassia. Rispetto a quel che è stato (e Stato, ben purtroppo) e che non è più e mai più non sarà. Con le evidenze del caso. Non solo giudiziario. Il Giudizio all’insegna del “Senza Giudizio”. Nel senso del poco intelletto e delle casuali azzeccagarbugliesche prescrizioni. Sì, vabbè.

Compresa l’indecenza endemica dei due giornali (Libero e Il Giornale, con molto rispetto parlando) appaiati (come coglioni, naturaliter)  che all’unisono (e tanto o poco basterebbe a sottolineare la infima caduta nel ridicolo di ogni sentore o parvenza di italianità nel mondo, beh) titolano, da servi al servizio del loro ideologico o proprietario padrone:

Berlusconi – PM: 25 a 0

Compreso un liberatorio e finale CHISSENEFREGA che ne sottolinei l’avvenuta irrilevanza di quel lontano ricordo di quel ridicolo ometto che fu. E il silenzio tombale che ne consegue da parte della gente normale di questo esausto Paese…

A, definitivamente, seppellirlo quel triste cadavere in forma di manichino.

Consegnandolo da ora e per sempre al, malinconico quanto indefinito, ignoto del nostro scontento.

Berlusconi chi ?

Feb
10
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 10-02-2012

Da LA STAMPA.it- Buongiorno: trova le differenze. di Massimo Gramellini-

Non solo, ovviamente le differenze. Anche la furba continuità. Di un’entità che si muove nell’ombra. Che si genera e si riproduce per auto-poiesi. POTERE, lo si suole – e si vuole – così chiamare. Che non è  (pure scritto così, come si deve) espressione di mitiche trame e supposti complotti. È semplicemente l’evidenza della VITA che, normalmente e in ogni ambito, si impone. Tra geni egoisti e  primordiale pulsione di dar loro (o di procurarsi ,da loro, comunque) continuità e discendenza. Uniti in un equanime spirit of Time, ma dai? Dell’uno ( il primo e ridicolo e patetico e buffone e giustamente reietto e vilipeso presso la comunità internazionale) e dell’altro (il secondo, sorretto da ben altra presentabile ed autorevole forma ma sostanzialmente, se pur diversamente, spinto a quella stessa patetica esigenza di dare un senso ad una comunque patetica – in quanto universalmente , penosa -  esistenza, un senso, un qualsivoglia motivo ed esserci e ad insistere a farlo). Legittimamente per l’uno e per l’altro e per tutti noi piccoli uomini sotto questo imponente e annichilente universo, con le conseguenze logiche e filosofiche che ne discendono da cui trarne solite amare e pur illuminanti conclusioni circa il senso del nostro vano e pur mai vano esistere… Tra farsa e tragedia. Da – per tenersi sull’alto- Shakespeare arrivando a Totò… Dove tutto è compreso. Incomprensibile, compreso.

Senza, peraltro, nemmeno dimenticare che l’oltraggio di ieri e l’omaggio di oggi sempre a quella entità sono ugualmente e spietatamente ispirati: la formula del giudizio (concessione benevola o intimativo richiamo essa sia) stabilisce infatti una gerarchia (al primo che offre il caffè o il drink o – un tempo – la sigaretta… spetta la primazia non tanto della generosità quanto quella dell’ambizione ) di POTERE…

Tutto già visto, tank you. 

Da IL FOGLIO.it – Il governo del preside, il consiglio di facoltà-

Non è che non sia vero quello che generosamente afferma il solito Ferrara (sempre come Giuliano inteso, ormai è un vezzo). È che è quello che avviene prima che normalmente (sic) determina quello che avviene poi. E, normalmente (re-sic), le cose affondano (per riemergerne sotto altra forma ma identica sostanza) nelle proprie inderogabili indefettibili ragioni. Ergo, difficile sfuggire, per logica banale, alla banale logica. Ergo, diventa complicato discettare di democrazia dall’alto scranno di una inestricabile fusione di diversi, tutti uguali, poteri riconducibili ad un unico POTERE e funzionali a quell’unico POTERE troppo (re-re-sic) personale.

Economico (ricorda qualche cosa?). Mediatico. Politico.

Di che cazzo di DEMOCRAZIA si sta parlando?

Di quella del Caudillo?

Ott
25
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 25-10-2011

Da La Repubblica.it- Il Vaticano lancia le sue proposte “Serve nuova autorità finanziaria mondiale”-

Arrivano. Con colpevole ed imbarazzante ritardo ed alla spicciolata ma, obtorto collo, arrivano. Senza smentirsi più di tanto. Provando a balbettare qualcosa di sensato dopo aver nei secoli rincorso ogni forma di pensiero dominante. Tra timidi tentativi di serie analisi della realtà e vergognosi accomodamenti col Potere e col potente di turno. Plutocrati compresi. Ora si accodano senza gli opportuni anatemi che farebbero del loro sdegno qualcosa di più serio di quella che altro non è che – in verità vi dico – una modesta e rituale presa di posizione. Pluff.

E cominciare a rendersi conto che stiamo assistendo ad un salto di CIVILTÀ? Che quello che è talmente evidente – che a non vederlo ci si rivela inevitabilmente oltre che criminali anche criminalmente ed irrimediabilmente stupidi – è che è il sistema CAPITALISMO che è arrivato ad un suo, pur previsto, capolinea. Oltre il quale o si procede per somma di libertà e civiltà oppure si recede ad un mondo governato dalla bruta forza e da vetustissimi squilibri tra diverse disperazioni sempre più pronte alle diverse devastanti deflagrazioni. Lo spadone dei barbari contro le raffinate coltissime debosce della tarda romanità. Per dire. In un mondo globalizzato, per dire. Nel tempo ad attrezzarsi ai più vari e deleteri sconquassi, per dire.

E dunque? O continuare a trasformare gli oggettivi BENEFICI che indubbiamente le innovazioni tecnologiche apportano all’umanità liberandola da fatiche e da lavoro, in PROBLEMI secondo un usato stupido assodato e supinamente accettato, ottocentesco stereotipo OPPURE si comincia a dare un senso ALTRO alla economia cominciando a REDISTRIBUIRE,  più per motivi di spicciola ragionevolezza che di edificante equanimità, PATRIMONI, RISORSE, REDDITI e LAVORO.

Se si ha paura dei termini non li si chiamino piccoli necessari inevitabili “elementi di comunismo”. E neppure di socialismo se l’evocazione turba più di un sonno di più di un qualche scemo.

Li si vedano come piccole iniezioni di UMANA e CIVILE convivenza. Senza le quali… O socialismo o barbarie si diceva? Ecco.

Naturalmente son solo cose che qualche isolato cretino si permette di scrivere su un ridicolo blog e niente più. Ed è ovvio che l’umanità ragionante e responsabile e proiettata in un futuro fatto di realtà e privato delle fantasiose utopie costruite su inattuabili considerazioni, si darà ad una ESIGENZA di CRESCITA INFINITA e…

Bummm?

Lug
16
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 16-07-2011

Quel grosso coglione (detto con tutta la simpatica vicinanza umana possibile) di Michael Moore chiede a quel grossissimo coglione (detto con tutta l’antipatica umana lontananza possibile) di Charlton Heston, nel memorabile (letteralmente: da imprimersi nella memoria del cuore, della mente e dell’anima) Bowling a Columbine, ieri sera riproposto su Rai Storia ( o Rai Movie o Rai Qualche cos’altro, boh) che cavolo se ne fa di tutte le armi che possiede; di più cosa se ne fa di quel suo fucile sempre carico, visto che lui personalmente in tutta la sua vita non ha mai subito nessun tipo di minaccia da parte di chicchessia (“chicche e ssia” direbbe Totò)? «È una specie di confort» risponde con insulso candore quel grande idiota, già Mosè ne I Dieci Comandamenti. Un “confort”. Rivelando così l’intima pochezza, l’approccio infantile di chi perennemente deve ciucciarsi il pollice per non sentirsi continuamente in balia della vita. Un confort un inutile fucile inutilmente carico tra i tanti inutili fucili di una inutilmente ben fornita inutile armeria di un inutile attore. Non diversamente da quell’ormai defunto idiota, che, in quanto membro (variamente inteso) della National Rifle Association, anacronistica e antistorica e bislacca associazione dedita alla difesa della cultura delle armi che in nessun altro luogo del mondo che non siano gli USA poteva nascere e pascere), ha passato gran parte della sua inutile vita a difendere indecenti cause perse, non diversamente da lui, si diceva, altri in altri ameni luoghi del mondo, nostra Italy non esclusa, va da sé, sono egualmente alla continua spasmodica ossessiva ricerca di quel tipo di confort. Fucili carichi, mazze, bastoni, linguaggi truculenti, razzismi dei più vari, capri espiatori (marocchini o cinesi o rumeni o, per un (a)normale legaiolo, va bene anche il lucano o il calabrese di turno, certo), C.I.E e/o qualsiasi altro tipo di carcere e/o istituzione, legge, disposizione, comportamento, mentalità e ogni altra cialtroneria atta a classificare, distinguere, diversificare, discriminare. Stabilire un, comunque, Noi da, comunque, contrapporre ad un comunque altro. Rabbie varie dettate dalle più varie ed immotivate paure debitamente inoculate da un Potere a cui in quanto tali sono meramente funzionali.

Ché di questo, di fatto si ha bisogno: di bimbi impauriti che, in cerca di un qualsivoglia conforto, cerchino una parvenza di protezione ciucciandosi il povero pollice.

Che, nel tempo, da adulti e adulterati, ormai diventati, si fa: il CAZZO del POTERE.

Lug
07
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 07-07-2011

Nel mentre che Ostellino (per dire di infimo ed angusto rifugio) scriveva il suo solito pezzo grondante di sangue e giusta durezza e anche, (a lor dire e/o lor dare o lordare) liberalismo (nel senso di sbertucciare ogni forma di welfare, avendolo in orrore come di un sistema iniquo e per nulla proficuo alla evoluzione della specie…  oh insomma, giù di lì) su SETTE , il magazine dello stesso giornale (il Corriere della Sera, ça va sans dire) su cui tanto ci si impegna il medesimo Pierino, sta una terribile immagine di una donna della Florida sfrattata su due piedi e gettata sulla strada per via di mutui subprime e affitti non pagati ed opzioni più che liberali, altre. « Spietata Libertà », fosse un serial, lo potremmo titolare. Siamo sicuri cha al buon Piero Ostellino (sempre nel senso di un…  ahi serva Italia, di dolore ostello, più infimo ancora) al primo orgasmo mattutino suscitatogli dalla lettura del suo gran fondo, non è mancata la gioia di un successivo godimento alla vista di quella donna disperata e sommamente sventurata.

Sono fatti così certi liberali.

Come De Sade.

Giu
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-06-2011

Da LA STAMPA.it – Se i politici seguono il gregge di LUCA RICOLFI-

Ci mancava (vedi sotto). Come la mitica figurina di Pizzaballa. Ci mancava la sua lucida banalisi di quello che intorno ci succede. Di greggi e di pastori, dunque. E di frasette fatte e di stereotipi e comunissimi luoghi. Intorno a quello che si dice nei circoli del nulla che spesso trovano adepti nelle redazioni degli autorevoli celebrati giornaloni. Sproloquiando di serissime cose applicate alla politica. A quella cosa, cioè, per praticare la quale occorre preventivamente essersi dotati di adeguato consenso. Vincere le elezioni. Convincendo la ggggente ad accordarti il suo necessario beneplacito. Come? Dipende. Un populista arrivista senza scrupoli non esiterà a promettere il paradiso in terra, pronto a regolarmente fregarti convincendoti con ogni mezzo che il paradiso ti è stato dato. È quello che son ormai 10 anni10 (piccola interruzione della prodiana unione)  regolarmente accade. Sotto gli occhi di tutti. Anche del prof. Ricolfi che fino ad ora giusto quel sopracciglio alzato e tanta tanta tanta comprensione. Per il plutocrate, s’intende; e agli altri… agli altri gran (meritate, ci mancherebbe) botte nei coglioni. Gli altri che invece sfoggiando sempre un responsabile atteggiamento improntato a serio e serioso senso del limite con ovvi conseguenti riscontri: scarsa capacità di scaldare i cuori e dare all’anima bambina dell’elettore medio un… sogno. Che adesso ci si provi a minimamente adeguarsi e a procedere per piccoli riposizionamenti e minuziosi aggiustamenti, occorrerebbe sussurrarlo alle complicate orecchie del prof. Ricolfi, altro non risponde che alla banale necessità di procurarselo quel minimo consenso. Da parte di quel medio elettorato, appunto. Al quale solo il prof. Ricolfi pensa debba essere offerto un attento puntuale resoconto circa l’oggetto del contendere. Commi e codicilli ben compresi e via professorando…

Bah.

Mag
29
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 29-05-2011

Da l’Espresso.it – « Prima Pisapia poi i referendum » Parla Adriano Celentano -

Ecco. Succede in un Paese dove, da l’Espresso, appunto, a Il Fatto Quotidiano a Santoro e giù (già) a seguire, uno come Celentano (sic) viene elevato al rango di portatore di Pensiero (re-sic). Per conoscere il trend politico italiano in fondo basta rifarsi alle pubbliche affermazioni di questo vero e proprio paradigma del banal banalizzante banalizzato medio mediocre mediatizzato tipico italico pensiero. Se quella “categoria antropologica” molla il ridicolo plutocrate significa davvero che il suo tempo, (dell’ometto di gobierno, veh) già più che scadente, oltre che puntualmente e tristemente scandente, è definitivamente scaduto.

E dunque il titolo ha da leggersi come un francesismo anglicizzato con scappellamento in russo…

Tiè!

:evil:

Mag
28
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 28-05-2011

Da Corriere della Sera.it- L’editoriale – Anatomia di un declino di Angelo Panebianco-

E conformazione di un eterno paraculo. Inteso come pane bianco. Inteso come chi va al mulino s’infarina. E se la farina del diavolo va tutta in crusca il pane si fa nero e… beh. Ché poi nonostante le prudentissime distanze, il tanfo benissimo si sente. Dei sedicenti equidistanti ma allineati e ben coperti e ben schierati invece. Da sempre di/da quelle indecenti parti. Gli intellettualoni terzisti che in (e/o per) anni diciotto nulla hanno notato se non l’imperdonabile malvagia di quegli esecrabili cattivoni che niente di meglio trovarono che prendersela con quella vera e propria indecenza fattasi istituzione: quello che ora, questi, si meravigliano mendichi dai grandi riuniti in autorevoli consessi, solidarietà e comprensione contro la “dittatura dei magistrati di sinistra”. Non trovando nulla di strano che un signore (un signor corruttore,  detto en passant ma anche of course, beh) proprietario di quello che tutti ben sappiamo, bla bla bla, stravolgesse, sotto i loro nasi (di cotanti sportivissimi politologi con la puzza al naso) la prima materia che spettava loro di trattare: la Democrazia e una civile condivisa convivenza di un Paese. Oh yeah.

Si arrampicano adesso sugli specchi del loro repellente tartufismo pronti a fuggire dalla nave che, nella ormai tempesta, comincia a dar segni di vistoso cedimento. Senza ovviamente potere e volere rinunciare ad essere quello che da sempre, più che legittimamente, sono: ambidestri mimetizzati da super partes che, ancor più che legittimamente, ancora osannano gli uni e scalciano gli altri…

Sempre quelli.

Essù.

Mag
24
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 24-05-2011

Da Corriere della Sera.it-  Un italiano su 4 sperimenta la povertà -PIL fermo, Italia fanalino di coda in Ue. Mezzo milione di giovani ha perso il lavoro. Sulle donne il peso del welfare. Il potere d’acquisto si riduce-

E se la « Soluzione è la Rivoluzione»? Con una qualche comprensibile riserva sulle parole da utilizzare per questa imprescindibile bisogna. Con qualche imperativo di una qualche forma di… comunismo, anche. Anche se, ovviamente, ben consapevoli della assoluta non spendibilità politica dell’uso del termine terribile. Anche se, se non s’avesse paura delle parole, partendo proprio, dal web, che altro sono l’open source e tutto il mondo di mutua assistenza e di generose  e disinteressate relazioni ( da ciascuno secondo le sue capacità a ognuno secondo i suoi bisogni, veh)  che a queste cose gira intorno, se non piccole dosi di vero e proprio… comunismo? oh yeah.  Altre soluzioni non ci stanno (a parte il ritorno al medioevo e allo schiavismo e alla permanente conflittualità tra ceti, classi, generazioni, stati, popoli, etnie, corporazioni, gruppi e sottogruppi e via così). Quando qualcuno trova la formula per assicurare un lavoro e un relativo benessere e un decente welfare (secondo standard europei, ehi) alle prossime generazioni, faccia un fischio.

E se la soluzione più credibile non consiste in una obbligata REDISTRIBUZIONE (su basi di ragionevolezza e civiltà, senza i soviet, beninteso) dei redditi e dei benefici propri dei progressi tecnologici (MARX, che altro?) …

Beh…

Mag
20
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 20-05-2011

Da LA STAMPA.it- - L’offensiva di Berlusconi in tv: “Non dare Milano a estremisti”-

Fatta ovviamente la taratura a simili idiozie programmatiche. Loro (lui e santanchè e sallusti e belpietri e stracquadani e lupi al seguito e tutti gli altri, mah) ad affibbiare la patente d’estremisti ad altri. Identificazioni proiettive, certo, ma sono concetti impossibili da trasmettere a chi ne è afflitto. Pubbliche indecenze, ovvio, ma confidando nella assoluta idiozia del popolume, ancora osano sperare. E punta alto l’ometto.  A poker si chiama “all-in“. Data l’imbecillità pregressa degli italiani (e dei milanesi per un verso e dei napoletani per altro per-verso, anche) e l’immenso squilibrio mediatico a suo favore (servilismi e proprietà e stupidismi conformisti vari ) potrebbe anche funzionare. Ma potrebbe anche essere l’ultima illusione del plutocrate vanesio ormai fuori di testa e il suo definitivo colpo di grazia.

Una Grazia divina davvero, stavolta. Il senno che cala dal cielo ed avvolge di profumata brezza e leggera uno sfinito Paese.

Per intanto altro non si può fare che… toccarsi.

Da Corriere della Sera.it- Per la legge del taglione la sentenza choc era stata commutata per la prima volta- Iran: Condannato a diventare cieco. Esecuzione rinviata-

Così, a naso, Cyrano permettendo, vien da pensare a quanti nel nostro cristianissimo e tollerantissimo e civilissimo Paese, in una qualche forma e modo, girandoci intorno, arrampicandosi appena sugli specchi di una buona falsa educazione, in fondo al cuore non riescano a negarsi un moto di simpatica o, se non altro, di umana e civile (beh) comprensione verso i fanatici della legge del taglione. Non è cosa di adesso, ovviamente. Da sempre nell’animaccia profonda di ognuno di noi alberga la bestia disumana e disumanamente vendicativa. Molto umano, appunto. Solo che negli ultimi decenni, qui, Europa civile e civilizzata si era faticosamente raggiunta la convenzione a non usare certi facili populistici e demagogici  e beceri argomenti al fine di trarne un comodo quanto abominevole consenso politico. Ora non più. Consegnata ogni residua inibizione allo stereotipo del cosiddetto buonismo, eccoci docilmente scivolati nella pratica verace del più scontato cattivismo. Stronzisti finiti e abbastanza indecenti che siamo mediamente diventati, non se ne prova, addirittura, neanche una gran vergogna. Abituati a misurarci a chi la spara più grossa. L’indecenza, appunto. A cominciare da… loro.

Sempre loro. Quelli che  a lor dire (e a lor_dare anche) si lavano più che abbondantemente.

Inutilmente, evidentemente, perché, per dirla con Totò, lordi saranno per l’eternità.

Mag
12
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 12-05-2011

Da l’Espresso.itLa Grecia sta fallendo. E noi?-

Titanic. Nel mentre che le orchestrine mediatiche tutte intonano le loro allegre (e dunque doppiamente macabre) melodie. Nel mentre si vagheggia delle porche cose del plutocrate e della sue porche squinzie e dei suoi porci cortigiani. Nel mentre che ci si litiga su, per altro irrilevanti e false persino, cosette di trenta e più anni fa o sulla frequenza delle docce della sinistra; tutto seguendo un collaudatissimo copione secondo il più classico dei canoni della pubblicità. A motivo della quale quello che conta è la frequenza dei messaggi. Il bombardamento ossessivo ed intrusivo essendo l’unico scopo. Confidando sulla sostanziale stupidità delle masse e della loro miserevole psicologia da gregge supino e ben volentieri disponibile ad affidarsi al primo cagnaccio che abbaia… e via così. Tra l’usuale idiozia e l’ordinaria infamia.

Ridendo e scherzando (o, al più, ciarlando di vestitini e acconciature e orgasmi e aggiustatine di palpebre zigomi e labbra di questo/a o di quello/a mentre la nave affonda. Qualcuno illudendosi, quando il disastro avverrà, di sgattaiolare da qualche pertugio ed eclissarsi e salvarsi.

Ci sarà anche da ridere, allora.

Apr
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-04-2011

b.vecchio cazzoneDa Il Giornale.it- Il Cav si sfoga coi suoi: Napolitano parla solo per difendere i giudici-

E l’amarezza del Cav, pora stela. Mettendosi le dita nel naso, I presume, e pestando i piedini dalla rabbia. L’anziano ma pur arzillo premier rinunciare non sa alle sue invereconde e un po’ stucchevoli bambinate. Loro, i magistrati cattivoni tutto possono e invece io nemmeno posso affibbiare loro gli epiteti di eversori e brigatisi…  Tutti ce l’hanno sempre con lui. oh. Il Calimero piccolo e nero (ma è solo sporco e/o tinto).

Adesso molti inutili idioti stanno, tra l’altro, approntando l’ennesima indecente difesa dell’indifendibile: per il tal sig. Lassini (Roberto, come Maroni, Formigoni,  Calderoli, Castelli, Cota, Mura, Simonetti, e via robertando, che fantasia lì, bah) committente ( l’ideatore no, essendo il copyright, beh, detenuto dal povero ossessionato miliardario) dei tradotti e conseguenti osceni manifesti, desunti da atri pensieri (insomma, pensieri), il giudizio e la critica andrebbero sospesi in attesa del responso delle urne. Oh yeah.

Se non fosse già morto, questi potrebbero chiedere a uno come Pacciani di sfruttare la sua indubbia notorietà per raggranellare i voti utili alla difesa del Capo.

Se fosse eletto (e sicuramente lo sarebbe) in virtù del favore del popolo acquisirebbe l’aura…

Ci siamo capiti.

Mar
16
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 16-03-2011

Da Corriere della Sera.it -Inno d’Italia, strappo leghista: i consiglieri fuori dall’aula regionale-

Comunque sia se ne può dedurre un qualche motivo di desolata constatazione. Sul Consiglio Regionale di Lombardia, s’intende. Oltre che della stessa Lombardia e dei poveri lombardi tutti, mica tutti asserviti a questa indecenza (ma tant’è…). Un presidente ex vergine e casto uso a tutto ingoiare e dal capo suo di partito e dai compari colleghi legaioli in nome di non si sa che cosa: non certo, si spera, in nome della sua tanto sbandierata Fede e dei valori per i quali un povero Cristo s’è fatto crocifiggere or sono due millenni fa.  Una consigliera ivi con_venuta per meriti più che allegri e spensierati (ammesso e anche concesso che il c…o di pensieri gran bisogno proprio non ne ha e comunque ovviano a quel che se ne dice appropriate punturine o impianti idraulici che siano, poco c’importa). E quei beati verdi e beoti. Insani portatori di discutibili lombardozze nazionalistiche tendenze. Che credendo trovare la loro Patria si’ bella perduta altro non troveranno mai che la loro gran coglioneria. Sui quali, poi, poco vale dire oltre quel che già si dice.

Per loro, per dirla con Lombroso, ora e per sempre, valgono le facce.

Mar
07
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 07-03-2011

Da l’Unità.it -Giustizia Privata di Concita De Gregorio-

Segue approfondimento nelle pagine interne. Abbastanza inquietante, grazie. Per tacere della normale indecenza. Tutto in linea, però, con una concezione più che classista della nostra miserrima modernità. Secondo la quale una maggioranza di privilegiati ( a scalare: ricchissimi, ricchi, abbienti, agiati fino a quelli che in un qualche modo se la cavicchiano) che struttura la società secondo sue privatissime convenienze a scapito della restante minoranza. La metà-più-uno (per dire) che, abusando di un malinteso diritto assicuratole da una malintesa forma di Democrazia sottomette la restante metà-meno-uno sfruttandone all’inverosimile ogni risorsa. Accampando rendite di posizione e/o di occasione e/o di censo e/o di casta e/o di… vaffanculo. Secondo moderne (appunto) forme di democratico schiavismo. Concedendo finzioni di diritti qui e là e sostanzialmente ristrutturando una società ad uso e consumo dei soliti noti. Seminando ingiustizie. Raccogliendone nel breve uno scandaloso vivacchiare a scapito di una più che vasta minoranza.

Consegnandosi, nel futuro più immediato, ad un triste inesorabile declino.

Mar
06

Da Il Messaggero.it- Berlusconi alle donne del Pdl: siete il migliore esempio del governo del fare -

Un qualche convegno delle convocate signore di qua, una lettera al direttore (magari debitamente compilata dal solito ghost-writer, uno a caso, anonimo barbuto e ciccione cui tra breve saranno corrisposti circa 3000 euri a compenso dei cinque minuti quotidiani che graziosamente spenderà dopo il Tg1, bah) di là, una simpatica comparsata chez Vespa, una parola strappata da un irriverente giornalista e marchettaro, in strada magari, mentre ci si appresta ad un qualche importante incontro internazionale. Strategia degli imbonitori. Spot a tutto spiano. Invasivi e pervasivi. Spot a volontà. Tanto ben si sa, tecnica di marketing, oh cazzo, che non è la qualità a stabilire l’efficacia d’una campagna promozionale. È la capacità di penetrazione e la mera quantità. Statisticamente più gente si raggiunge più effetti se ne avranno. E la merce? Ma non è forse più che risaputo che anche la merda ( oh yeah, la merda, mister Smith) debitamente pubblicizzata trova un suo più che degno mercato? Si tratta, in fondo solo di tecnica di vendite e di un’adeguata audience.

Si tratta di possedere e/o controllare un adeguato numero di media. Il resto viene da sé.

Si chiama Democrazia?

Fai un po’ tu.

Mar
03
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 03-03-2011

Da Corriere della Sera.it- Il governo dice no all’election day. Il Pd e l’Idv: «Sprecati 300 milioni»-

Da commuoversi per tanta coerenza. Si fanno due conti e se ne deduce che non conviene. A loro. Ai legaioli. Ché con una discreta partecipazione ai referendum sanno verrebbero accolte tutte le ragionevoli istanze dei firmatari. Lo sanno e giustamente li temono. Sanno, i legaioli, che le loro fortune sono LEGAte al sottilissimo filo di una svenduta credibilità. Si sono nascosti tra le flaccide chiappe del plutocrate e ne hanno sopportato i tristi miasmi. Per sventolare il loro patetico vessillo: federalismo o devoluscionnn che fosse , che sia, che un accidenti se li porti via. Che le loro sbandierate riforme sono fuffa. Che si stanno apparecchiando tavoli dove la minestra (solita sbobba) servita da quei cialtroni travestiti da federalisti (maddai) consisterà in NUOVE TASSE (toh?). Loro, dalla parte del poppolo (il nono nano, si diceva), cominciano a temere la banale verità che sta (da sempre) dietro le loro indecenti esibizioni. Come tutti gli svergognati populisti temono le vere istanze popolari. Il viaggio comincia a finire qua. Milano-Roma e ritorno. Punto.

Oui Roma ladrona c’est moi… La Lega, per dire…

Staremo a vedere chi davvero non perdona….

;-)

Mar
01
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 01-03-2011

Da La Repubblica.it- La parola: Corruzione di CARLO GALLI -

Trattasi dell’inferno del nostro attuale scontento. Tra quotidiani tremori e ordinarie schifezze. Assimilando pian piano concerto di note stonate ed ovvio sconcE_rto. Accumulando striscianti viltà. Assuefacendosi a piccole dosi al delirio fino a chiamarlo ragione. Disconoscendo il nesso che sta tra l’empio e l’esempio. Assorbendo le infamie del giorno e trasformandole in penose abitudini. Nel cuore prima ancor che nella mente. Tutto ingoiando fino a morirne.

Così stabilisce l’ignavia che tace all’imperante protervia. Così è ancora e, come sembra, per molto tempo ancora, sarà.

Fino a quando?

Feb
26
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 26-02-2011

Da LA STAMPA.it- “La scuola pubblica non educa. Mai aperture per le coppie gay”. Berlusconi: «Inculcano valori diversi dalle famiglie»-

Un uomo, insomma, un ometto (indicativo presente di omettere, compreso) tutto di un pezzo. Con una morale da far impallidire qualsiasi altro sepolcro imbiancato che non sia lui. Fuori categoria. Da quale pulpito, si potrebbe anche dire. Non fosse per il fatto (più che assurdo, italiano) che da un vero pulpito dixit la sua cazzata. E le gerarchie cattoliche e i cardinali, vescovi e qualche papa? Stanno tutti bene, grazie. Di prima mattina a rinnegare i baciamani ( si diceva? «le amicizie dei venditori di tappeti sono strumentali e funzionali all’unico fine del venditore di tappeti: vendere tappeti »? confermato, grazie)  e poco più tardi a rivendicare la sua indiscussa statura morale…

E pensare che sono tantissimi i cretini ancora disponibili a comprarglieli, i suoi maleodoranti tappeti

Feb
16
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 16-02-2011

Da il Riformista.it -Il Cav. si fa scudo di una maggioranza che non esiste più di STEFANO CAPPELLINI-

Da qui a là. Da sopra (il Mediterraneo) a sotto. Ed oltre. Fino allo Yemen e all’Iran. Capi, capetti, capoccia, autocrati, plutocrati, egocrati, caporali, dispotici e prepotentelli altri. Nel nome dei popoli. Dentro un Potere senza limite. Quello che si vorrebbe eternare, qui, là, sopra, sotto. Rifugiandosi nei bunker della ammannita stupidità. Riparandosi tra i budelli degli approntati sofismi da parte dei, più o meno gratuiti, intellettuali e/o giocherelloni e/o avvocaticchi e azzeccagarbugli di turno. Inerpicandosi per erte e ripide difese tra gli orridi e i dirupi della minima condivisa decenza. Pensandosi sopra le piccole cose e terrene. Oltre la piccolezza dei piccoli uomini. Oltre la vulnerabile vita banale della vita banale. Forse oltre l’infimo ineludibile declino, forse oltre la stessa morte. Dentro ad un patetico delirio. Tra servi e amorosi sensi e privatissimi personalissimi interessi. Affidandosi ora a quella autorevole penna ora a questa esecrabile pena. Consegnando il destino di un povero disgraziato (colpevole) Paese nella mani di tre leader scalcagnati d’osteria.  Una strisciante  guerra ciVile già in atto. Lo smembramento, la scarnificazione, la scomposizione la dissoluzione, il disgregamento finale di un, già stato, Stato già degradato. Guardandosi, imbecilli e menti eccelse e ignari passanti e i restanti altri civici umani,  increduli per le risultanti ovvietà e relative connesse sciagure, intorno e trovando solo infinito smarrimento… Senza altro intravedere che grigio tempo e infame…

(…) nunc et in hora mortis nostra,

Amen

Feb
14
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 14-02-2011

Da LA STAMPA.it -I nuovi confini della moralità di GIAN ENRICO RUSCONI-

Dove la rigorosa puntualizzazione sulle capziosità, i sofismi, le speciosità di chi, avendone tutto l’interesse, finge non capire quali realmente siano i temi del contendere. Cercando di portare il discorso sui diritti di ciascuno a scegliersi i propri legittimi sollazzi e la propria originale e personale via d’accesso a quella che ognuno decide essere la propria personalissima meta.  Che ovviamente nessuno nega. Quello che si discute sta in un insieme che ha a che fare con la minima decenza cui un Paese, per normale consuetudine e normale pratica e normale usanza e normale  costume, normalmente condivisi, ha diritto. Una decenza semplicemente CIVILE impossibile da rendere comprensibile a chi non la sa o non la voglia vedere.

Basta così.

Feb
12
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 12-02-2011

Da La Repubblica.it- Ferrara raduna i sostenitori del premier. Giudici “violenti” e mass media “puritani“-

Da MicroMega.itGioie del sesso e devoti di regime di Paolo Flores D’Arcais-

Al Teatro Dal Verme (eh beh) quel magnifico parterre di quella roba lì. Capitanati da un Ferrara più che sofista dedito (per certi versi, mirabilmente) da sempre alle sue cause perse che evidentemente in questo (difendere l’indifendibile) trova (perversamente, certo e perciò più che legittimamente, va da sé) il suo massimo ed unico piacere. Sembra a loro dire ( e a lordare, anche) tutto ‘sto sconquasso avvenga come risposta preventiva alla manifestazione «Se Non Ora Quando?»delle donne (e non solo), che si terrà domani all’insegna di una semplice rivendicazione di banale dignità. Contro i “pericolosi puritani”, si scaglia il nostro. Bah. Come si fa a spiegare a quelli che si tratta solo di minimo decoro, negare il quale… beh. Reati a parte. E tutto il resto a parte. Semplicemente non è tollerabile la permanenza alla massima carica del Governo di un Paese un PUBBLICO culo flaccido e scorreggione.

Non va beneeeeee

Uffa

ps. la foto si riferisce all’uso appropriato da parte di una donna del corpo delle donne: Bellezza


Feb
11
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 11-02-2011

Da La Repubblica.it- Ferrara “invade” il Tg1: sei minuti di intervento “Il Gruppo Espresso vuole abbattere il premier”-

Da LA STAMPA.it- Il Pdl punta a blindare l’informazione della Rai-

Tutto ovviamente nel nome di principi liberali, ci mancherebbe altro. Tutto nel rispetto della dignità delle persone (giornalisti e telespettatori compresi, va da sé). Tutto in perfetta linea con una normalità democratica. Che l’ometto da cui principia tutto questo riunisca nella sua patetica ossessionata personcina il massimo (sommato) di potere economico, mediatico, politico, nulla osta a definire questa bella ed originale situazione in linea coi basilari principi di democrazia. Da parte di sedicenti liberali di stomaco veramente forte, si presume. Usi a tutto ingoiare. Giocando a fingersi nella posizione di terzi e neutri osservatori. Ben sapendo d’essere nel bel mezzo dell’orda di tifosi scalmanati pronti a difendere i colori propri (ma soprattutto ad impedire a quelli avversi a sbandierare i propri) a costo della loro stessa vita. Insomma, lì stiamo.

Siccome è difficile credere che tanti bravi intellettuali, si presume dotati del minimo sindacale di sale in zucca,  stanti, banalmente, così le cose, credano veramente in quello che dicono e siccome, per certi perversi versi, risultano pur ammirevoli le incredibili difese delle indifendibili cause perse e tuttavia, siccome ogni limite ha la sua pazienza (cfr. Totò)  forse, detto quel che si deve e avutane in cambio la solita sfilza di solenni sfacciate falsità, non resta che da contrapporre loro… la ragione della forza. Da parte di altrettanti intellettuali pari e contrapposti, ovviamente. E dunque nei pubblici dibattiti alla ennesima prova di tracotante tronfia ipocrisia, di negazione della banalissima realtà, della insistenza ad affermare essere tutto ciò logico e normale e razionale e quel che segua… alzarsi e appioppare all’esimio pensatore un sonante sensatissimo schiaffone.

Solo per cominciare

Feb
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-02-2011

Da Corriere della Sera.it- Montagne a pagamento per i ciclisti. Austria, arriva il pedaggio per le due ruote-

Avanti così? Verso un radioso futuro (e fottuto) dove ogni accesso ad una qualsivoglia, più o meno stabilita, bellezza contempla un immediato ritorno? Economico. Un modo un po’ spiccio di selezione sociale. Piccole cose, ovviamente. In tempi d’invasioni di massa, ovviamente, quando tutti (si fa per dire) ambiscono insieme a stare nei luoghi del privilegio (si rifà per dire) e godere d’arte, cultura, paesaggio e quant’altro rientri nei turistici target. Ovviamente. Scremando ove si possa. Complicando, ove si possa, fruizioni e usi e utilizzi. Elidendo, rimuovendo, spostando. Rendendo di fatto, nelle piccole cose e nelle grandi sempre più largo il fossato tra chi possa e chi se lo pigli in saccoccia. Apparecchiando un futuro in sintonia con sottaciute e, pure riconosciute, agevolate dispense secondo parentele, cerchie ristrette, ceto e classe sociale. Consapevoli, o quasi, che dando nome di meritocrazia ai vecchi costumi di sempre si risolva il problema di sempre: gli esclusi di prima (e altri ancora) sono e sempre saranno gli esclusi di sempre.

Parole… parole… parole…

p.s. che poi l’ultima volta in cui venne presa tale decisione risalga al 1935, vigilia di uno sterminato disastro, meglio stare non fa.

Feb
07
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 07-02-2011

Da Il Messaggero.itRogo in un campo rom a Roma. Quattro fratellini carbonizzati-

L’Alemanno strepitante e incazzoso è lo stesso che, al tempo, insieme ai suoi compagnucci della fascIsteria menavano scandalo e indignazione contro la giunta di allora (Veltroni) per un incidente in metropolitana o per la bestiale aggressione (violenza e uccisione) da parte di un singolo pazzo rumeno nei confronti di una povera signora. Anche allora, presumibilmente né la bestia umana, sia pure rumeno, né tantomeno l’evento meccanico, avevano niente a che fare col sindaco del momento. Anche questo ultimo terribile episodio nulla ha a che fare con eventuali indecenti contingenze polemiche che per fortuna ci sono risparmiate. Ha, invece, certamente a che fare con uno spicciolo modo di intendere, e conseguentemente risolvere, gli spiccioli e pure importantissimi, problemi.

Secondo criteri di ragionevolezza, umanità e minima solidarietà.

Plutocrati a parte.

Niente altro.

Feb
06
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 06-02-2011

Su Il Venerdì de La Repubblica del 4/02/2011 l’articolo di Mario Cicala titolato «BRERA non abita più in questa foto» inizia così: « Milano. Giusto per dare un’idea: oggi a Brera un metro quadrato d’appartamento in zona pedonale costa undicimila euro. Cioè quanto un cassintegrato (disintegrato e pochissimo grato –NdB-) Fiat di Pomigliano guadagna, ma al lordo in un anno. Chiusa parentesi (…)». Poi si parla d’arte e di nostalgia per i tempi di incredibili fermenti che non torneranno, di foto in bianconero e così. Ma basta fermarsi a quell’incipit per farsi un’idea di come la forma di modernità che il nostro tempo un po’ idiota va, non da ora, dandosi, col simpatico beneplacito dei cittadini un po’ idioti assenzienti, non può reggere a nessuna prova di minima sostenibilità. Per quel minimo di logica che tutti pur si deve alla decenza di un minimo pensiero.

Poi si continui pure così.

Certo.

Feb
01
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 01-02-2011

Da La Repubblica.it- Scoperti redditi non dichiarati per 50 miliardi. “Sono il 46% in più”. Novemila evasori totali-

Ci vuole un fiore? Già. E adesso (Adesso sì)  chi glielo dice alla Lega? Ai suoi verdi (Via Broletto) soldatini (e sordatini, anche) militanti che, alle soglie del federalismo prossimo sventuro (foriero di NUOVE TASSE, ma tu vedi…), dopo anni 10 (DIECI) di permanenza al governo del Paese il catalogo è questo? Dieci anni (due tribolati anni prodiani esclusi, ma va’?) di decrescita infelice e di cadute di PIL (del PILU -Perché non dormi fratello?- ben remunerato di Cetto la Qualunque tristemente sappiamo, grazie) e di fuga nel debito e nelle poco innocenti fiscali evasioni. Chi glielo dice ai redditi fissi e un po’ fessi del Nord del Centro e del Sud (isole comprese) che, Se le cose stanno così, una tragica evidenza salta agli occhi (Lontano dagli occhi). E cioè che in questi dieci lunghi anni ci si è affidati a degli improbabili apprendisti stregoni (Mani bucate) che al di là di chiacchiere ben confezionate e dei loro porci comodi nulla hanno fatto per il popolo che, abusando della credulità popolare (circonvenzione d’incapaci), dicono rappresentare, nulla hanno prodotto se non ingentissimi danni che consegneranno alle prossime disgraziate generazioni a venire. Chi glielo dice agli elettori fedeli di questi gaglioffi incapaci che sono quasi vent’anni che s’affidano ad una banda di Vanne Marchi impunite? Che dire allo sprovveduto sostenitore di tanta beata  inadeguatezza se non un irridente e pur disperato Dove credi di andare?

Dopo una (s)canzonata, furba e mascalzona, Canzone per te, Adesso sì (ibidem) urge una salvifica (comunque, si salvi pure chi può…)  Arca di Noè.

Gen
13
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 13-01-2011

Da Corriere della Sera.it -Ai cancelli Vendola contestato dai sindacati autonomi.  Berlusconi rompe il silenzio e si schiera con Marchionne. La Cgil: è danno al Paese. Bersani: il premier si vergogni-

D’accordo, siamo in disaccordo. Anzi, divisi, anzi dilaniati. Comunque, se non giustizia, almeno la chiarezza è fatta. Il triste plutocrate mostra la sua faccia vera (metaforicamente parlando) che è una brutta, pessima faccia per chi vive del suo tribolatissimo lavoro dipendente. Il Marpionne pure. Fa niente se rinunciando per un piccolo annetto agli emolumenti suoi, darebbe fattivo esempio a come certi sacrifici procurerebbero nel lungo periodo frutti ragionevoli e proficui per l’azienda e, a cascata (forse, beh?), per l’intero Paese (maestranze FIAT comprese, sempre forse). E infine il contestato Vendola toglie lo stigma di settori di”settari intolleranti” a chi fino ad ora si era non poco impegnato a contestare il contestabilissimo Bonanni. Pari siamo e morta lì.

Intanto scivolando… La prossima (ri)volta sarà del pane che si tratterà.

Gen
12
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 12-01-2011

Da La Repubblica.it - Da Valentino alla Gregoraci ecco i vip della “lista Falciani”. Stilisti, attrici e gioiellieri: quasi seimila persone invisibili al fisco nell’elenco di conti svizzeri trafugato nel 2007 da un dipendente del colosso bancario Hsbc. Molti i volti noti, si indaga per evasione fiscale-

Basta la parola. Del titolo e del sottotitolo. Poi chiunque dotato del minimo sindacale (ché, dato il momento, pure ai minimi storici, antistorici piuttosto, ma vabbè) di discernimento ne trarrebbe le ineludibili conclusioni. Vergognosamente indicatrici dello stato di sudditanza di un Paese. Della rassegnazione, della supina accettazione, della prona sopportazione, della servile rinuncia alla minima rivendicazione dei propri inalienabili diritti di cittadinanza e della sostanziale e fatale e inevitabilmente conseguente giustezza del conseguente inarrestabile declino.

A parte il lato comico che sta in ogni grande e piccola tragedia.

Rincorrendo improbabili fantasmi cosiddetti “identitari” ad arte evocati dai soliti furbastri, nordici o centrici o sudici che siano, i deficienti poveracci al seguito che in nome di quel presunto orgoglio d’esser quelli che sono, padroni a casa loro e tutte le altre baggianate, specchietti per le allodole dei fessi, hanno finalmente perso e definitivamente la loro vera identità: Quella…  No… la si tace che tanto… vale per tutti e per sempre l’antica massima per cui: dal semplice fatto che  te la si deve spiegare, una cosa, se ne evince che giammai la capirai

Coglioni, comunque, si capisce…

Gen
10
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 10-01-2011

Da La Repubblica.it -Il tabù infranto da Geithnerdi di FEDERICO RAMPINI-

Come se niente fosse. La si butta lì. L’ipotesi, addirittura, di default, fallimento, bancarotta. Non della bottega di cianfrusaglie sotto casa ma degli USA (United States of America, quelli ), nientemeno. Mica è detto che ci si arrivi, certo, ma il solo evocarla , questa incommensurabile catastrofe, induce a prefigurare scenari poco tranquillizzanti. C’entrerà il trascurabile fatto che il debito degli USA (e non solo)  sia in gran parte detenuto dalla Cina sotto forma di Titoli di Stato ($)? Che è come dire che il gigante asiatico, destinato nei prossimi decenni a conquistarsi il primato di maggiore potenza economica del pianeta, tiene il bestione statunitense per le palle. E molto male fa. E dunque, originale soluzione, quella del default, per liberarsi dalla imbarazzante stretta: un piccolo taglietto. I cinesi si ritroverebbero nei chiusi pugni degli inservibili coglioni e gli USA… beh un po’ più leggerini e finalmente liberi di ricominciare… Con qualche frustrazione in sovrappiù? Di certo. Come quasi certo – e forse l’inquietante evocazione sottende l’intenzione – che, vista la mala parata sul piano strettamente economico il prossimo confronto possa avvenire su ben altri e ben corposi paradigmi…

Magari… militari?

Gen
06
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 06-01-2011

Da La Repubblica.it -Così rischiamo di minare le radici della democrazia di LUCIANO GALLINO-

È più che evidente, lo si evince dagli ultimi precedenti post di questo blog, che la storia delle RADICI comincia ad assumere carattere d’ossessione. Anche quando se ne voglia fuggire. Non certo dal formidabile e condivisibilissimo uso che ne fa il Prof. Gallino. Solo rifiutando la retorica bolsa di chi (legaiolo e mal_destro in genere), a dire il vero senza sapere esattamente di che parla, le scomoda ogniqualvolta deve darsi una piccola certezza di fronte alla logica complessità che le banali vicende della vita, quotidianamente, più o meno gratuitamente, ci offrono e che, a quanto pare, provocano loro moti di paura e d’infantili terrori allorché, non possedendo i minimi strumenti culturali di elaborazione per collocarle nelle piccole cronache delle nostre piccole vite, se ne fanno travolgere, rivelando non tanto il vero attaccamento a quei valori (le famigerati RADICI di cui sopra)  tanto strumentalmente ostentati ma facendone pretesto per pararsi semplicemente il culo. Per continuare nel loro piccolo e sicuro cabotaggio, difendendo sostanzialmente i loro miserabili privilegi. Contraddicendo sostanzialmente quelle vantate Radici e quella vantata Identità. Che, se appena facessero uso del loro, pur unico, neurone desolatamente rimasto nelle loro vuote zucche, non le andrebbero rintracciando in fantomatiche (fantasmatiche, piuttosto)  celtiche civiltà e in altre simili e puzzolenti corbellerie. Le cercherebbero al di là di un editto di un Doge di qualche secolo fa; al di là del loro maledetto mercatino rionale, delle loro rape e del loro maledettissimo radicchio e della loro maledettissima polenta (per tacere d’ossi e di bossi e di luganeghe ed altre maialate tra monti e Tremonti). Le cercherebbero più semplicemente nella somma di diritti e di regole improntate a umanità e a vera Civiltà. Quella robetta ora classificata come velleitarismo sciocco e arrendevole, faciloneria mite e inconcludente, buonismo radical-chic e via stupidando…

Più giù, ci si permette far notare che solitamente le RADICI  fissano saldamente la pianta al suolo e nel contempo forniscono ad essa l’essenziale nutrimento e tuttavia a tale scopo non hanno alcun bisogno di vane (e vanitose) ostentazioni.

Stanno. Invisibili. Sottoterra.

Repetita iuvant.

Dic
28
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 28-12-2010

Da l’Unità.it -Questione morale, esplode la guerra  nella «casa» dell’Italia dei Valori-

Secondo una linea (anche antropologica, evidentemente) tipicamente italica declinando farsa in tragedia (e/o viceversa). Cose già tutte viste nei film di Totò ed oltre. L’OPA (tipologia: ostile, grazie) che gli ultimi arrivati lanciano sul partito (participio passato di partire) di Di Pietro. (di_di pietro sembra l’incipit di una scema canzoncina, ma vabbè). L’OPA di Di Pietro (idem) sul PD. L’OPA di Parisi e dei magnifici sette Prodi_ani sul PD. Per tacer del triumvirato (virato in virilismo un po’ virale a dire il vero)  dei triOni: Veltroni-Fioroni-Gentiloni e via danzando e folleggiar (Sempre libera degg’io / Folleggiar di gioia in gioia  / Vo’ che scorra il viver mio / Pei sentieri del piacer  / Nasca il giorno, o il giorno muoia…)

Italia traviata e verdiana al verde tra travata (sul muso) e Traviata.

Altro?

Dic
18
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 18-12-2010

Da LA STAMPA.it -Studenti scarcerati, l’ira di Maroni. Alfano manda gli ispettori-

Appunto. Come dire che ogni forma di garantismo debba riservarsi a lor loschi signori per i quali necessita sempre annotare e rimarcare e ribadire che per dirne un’acca occorre rigorosamente aspettare l’ultimo grado di giudizio. Toh!?!  Come dire che andrebbero accolte da parte della magistratura le istanze degli ex teppistelli di piazza Alemanno e La Russa per sempre fascisti di mente e di cuor e del noto morditore di poliziottesche caviglie, tal Maroni Roberto, mini-stro(…) agli affari nostri ed interni. Sintonizzati, piccoli uomini, a sudamericane trapassate realtà. Nostalgici di manganelli e censure e caudillo e desaparecidos e tracotanza e totale potere.

Come dire? Niente.

Dic
14
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 14-12-2010

In attesa del giorno del giudizio (si fa per dire) a un anno dal vile attentato di piazza ;-) Duomo a colpi di d’uomo all’incipriato ometto nostro e solito. Un giudizio che, come un dente avvelenato, pur nascendo già cariato, di ottimo si porta in regalo la eliminazione di almeno uno dei due desolanti contendenti (ché pari sono). Punto.

Da El Pais.com- EE UU acusa a Berlusconi de querer controlar los contenidos de Internet-

Sempre WikiLeaks, sempre risapute malinconiche cose riguardo il nostro masochistico Paese. Che non riesce, storicamente, a darsi a una ragionevole e decente e stimabile normalità. Fuori da deliri priapeschi (vedi alla voce Eros e Priapo di C.E. Gadda) e da relative masse chine ed osannanti (“la folla è femmina” soleva dire l’altro (ed atro) cavaliere, quello finito a testa in giù, in quell’orrendo – e pur emblematico, e dunque giustificato – scempio). Gli USA a criticarci per la politica governativa riguardo ad internet. Un Gobierno retto (ma non retto, retto, piuttosto) da un ometto capo di un partito il cui primo richiamo è alla libertà. Che sforna leggi che servirebbero da ispirazione addirittura ai cinesi per controllare e conculcare la libertà (toh?) degli entusiasti governati. Indifferenti governati. Succubi governati. Sottomessi e silenti governati.

Per tacere degli appagati e soddisfatti e compiaciuti e felici.

Beati (e beoti) loro.

Dic
10
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 10-12-2010

Da The Guardian.co.uk- Prince Charles and Camilla caught up in London violence after student fees vote-

Il disappunto è quello che si legge sui volti dei nobili sovrani sorpresi di tanto baccano. Oh my god, sembrano dire, dove si andrà a finire di questo passo e quest’andazzo, signora mia. Tranquilli, non è la rivoluzione. Le masse dormono tranquille e non si lasceranno trascinare nelle più che giuste e ancor di più giustificate dispute che pochi realisti consapevoli delle fregature che un gruppo di tecnocrati stanno approntando da qualche decennio a questa parte per l’intero mondo: una forma di distribuzione delle ricchezze a beneficio dei soliti tre noti e a discapito della stragrande maggioranza degli ignoti. Come sempre. Se si riesce ad immaginare cosa possa significare triplicare le rette universitarie portandole a quote fino a 9000 sterline l’anno. Se, magari si obietterà, che ai meritevoli, ancorché non abbienti, sarà comunque assicurata la possibilità (thank you, oh my god)  di accesso allo studio. Stessa ipocrita disperata linea di difesa degli ipocriti nostri grassatori e depauperatori. Come dire che se sei un figlio di poveracci devi comunque, per coltivare una pur remotissima chance di riuscita, avere il quoziente intellettivo di un Einstein e, diversamente, se possiedi buone risorse (metti che tuo padre o un tuo lontanissimo avo abbiano risolto la definitiva questione del reddito a suon di ruberie con omicidi annessi ) e la normale testa di un normalissimo cretino (succede) ti basterà il tempo e tutto il denaro che avrai in abbondanza da perdere.

Quando la competizione avviene tra la possibile intelligenza di ora e le risorse provenienti da rendite derivanti anche da attività criminali…

Ci si chiede ancora l’arcano motivo che sta alla base della involuzione della specie?

Dic
05
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 05-12-2010

Riporta, L’Espresso del 9/12/2010 da ieri in edicola, le dichiarazioni di Kristinn Hraffnson, portavoce di Wikileaks, riguardo alle motivazioni delle fonti infiltrate nei gangli delle organizzazioni del Potere sparsi nel mondo: « Mi piace credere che dentro queste organizzazioni ci siano comunque persone perbene, che sono disilluse e che ritengono che l’unica cosa giusta sia far uscire fuori la verità e farla arrivare all’unica entità che è legittimata a conoscerla: l’opinione pubblica ». Vero. Ragionevolmente, a tutti piacerebbe fosse così. A dimostrare che comunque, anche nei luoghi più impensati (e insensati anche)  non smettono e mai smetteranno di sbocciare e crescere fiori di saggezza declinata in afflato di umana e civile convivenza. Da prendere, tuttavia, in considerazione anche il soliti vecchissimi motivi, le solite vetustissime ragioni di ordinarie umane piccolitudini: personali rancori, piccole invidie tra colleghi, infime rivalse di uomini giusti verso capi carogna o di carogne verso capi più che giusti, gelosie d’amanti traditi, soldi… e via così.

In effetti, conseguenze apprezzabili (e benvenute) a parte, forse non siamo (ancora?) in un mondo perfetto.

Dic
01
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 01-12-2010

Dice Loretta Napoleoni sul numero de “Il Venerdì di Repubblica” del 26/11/2010 che il 90% di americani pensa di vivere in un Paese  dove il 20% della popolazione controlla il 60% della ricchezza. Fessi (tutto il mondo è paese), è palese. Sembrerebbe invece che la cifra della ricchezza a beneficio di quei pochi corrisponda addirittura al 90%. Credono, gli sciocchini, che, siccome secondo un vetusto ed abusato luogo comune, gli USA sono da sempre per tutti  il Paese delle opportunità dove nemmeno all’ultimo dei cretini  è negata la bella speranza di scalare il cielo, questa sia davvero da considerarsi come una vera possibilità. Per questo, pur agognando di arrivare ad una distribuzione del reddito simile a quella dei Paesi scandinavi, se si chiede loro, per arrivare a questo scopo, se siano disponibili a pagare più tasse, rispondono che no, per niente al mondo. Così come sono contrari a farne pagare di più perfino a quella minoranza di ricconi esagerati. Loretta Napoleoni ne trae la conclusione che è evidente che, più del raziocinio, comunque ed ovunque, funzionano i… sogni. Vale di più, da sempre, non la fattiva realtà che ci appartiene ma quella in cui amiamo proiettarci. Per dire, sicuramente ci sono molti italiani disgraziati poveri, miseri, impotenti e sessualmente repressi che non potendo sfuggire alle proprie evidenti frustrazioni si appagano coi più diversi sollazzi del Capo. Deplorevole ma in fondo molto comprensibile se solo minimamente si analizza  la psicologia media del “medio uomo e universale”.

Siamo tutti, nel nostro intimo, buoni veri o veri stronzi che siamo, dentro un film di Frank Capra e nessuno e niente, da lì ci schioderà mai.

THE END

Nov
13
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 13-11-2010

Da Internazionale.it- La rabbia degli americani di Noam Chomsky

Comprensione di Noam Chomsky per la deriva delle ultime disillusioni degli americani che si rifugiano tra le braccia dell’orso (i tea party).

Comprensione?  Comprensione. Uno sguardo ferocemente critico. E nessuna speranza.

Ah, però.

Però…

La riflessione sarebbe il caso di cominciare a farla sulla Democrazia; sulle sue forme e sulle sue derive, non esattamente, ormai, granché democratiche; sul potere condizionante dei media e ovviamente sui conflitti di interessi che, della democrazia, finiscono per minarne alla base ogni credibilità.

Poi, tutto si faccia. Sta scritto in ogni percorso naturale l’agire per la propri auto-dissoluzione.

Pluff


Nov
05
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 05-11-2010

Angelo Izzo, Pietro Maso, Olindo e Rosa, Erika e Omar, Zì Michele, Doretta Graneris, Antonio Savasta, Ferdinando Carretta, Fioravanti e Mambro, Rudy Guede, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, Bilancia Donato, i poliziotti picchiatori di Aldrovandi, Renato Vallanzasca, i poliziotti e i medici di Cucchi, i poliziotti della scuola Diaz,  Riina, Provenzano, Spatuzza, Di Maggio, la Cianciulli saponificatrice, Guglielmo Gatti, Carlo Nicolini, Giovanni Rozzi, er Canaro, i chirurghi del S.Rita e tutti gli altri consimili a seguire.

A fondare un Partito e ad eleggere uno, o più di uno, di loro a rappresentarli in Parlamento. E, magari, col supporto di un qualche disinvolto finanziatore, conquistarsi la Maggioranza del Popolo Italiano. E a chi li accusasse delle loro passate colpe e della loro inadeguatezza a degnamente rappresentare lo Stato Italiano tutto, rispondessero che quello che il Popolo nella sua Sacra Sovranità decide e magari conferma e magari riconferma, niente e nessuno, in ragione di motivazioni superiori riguardanti l’essenza della Democrazia e l’insindacabilità del giudizio ultimo di quello stesso Popolo, possa mai criticare, riverificare o ridiscutere.

E dicessero, come dicono gli attuali, a sostenere, meglio, sorreggere, le loro tesi che, comunque sia, va bene così, dato il favore che le tornate elettorali ultime e le rilevazioni ultime di sondaggi circa le intenzioni di voto, confermano in toto agli attuali repellenti governanti la fiducia data.

Davvero il consenso, purchessia e comunque, di un popolo gaglioffo a loschi equivoci figuri, basta e avanza?

Sicuramente avanza.

Ott
22
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 22-10-2010

Chissà se ha ragione Roberto Saviano quando, come ieri sera ad “Anno Zero” sostiene che il compenso dell’artista (meglio se alto, il compenso, non l’artista) è garanzia di autorevolezza e onestà e chiarezza perché, secondo un abile sofisma («Essere pagato significa essere professionale, se invece l’ospite arriva gratis lo spettatore deve accontentarsi») e anche un abusato metodo (quello che: o sei di/da griffe o nulla sei) tutto contemporaneo di misurare il mondo, implicitamente finisce per affermare che: Il prezzo indica il Valore.

E se fosse invece che in questa epocale impasse antropologica (tornante della Storia) che stiamo vivendo, tutti gli “indicatori di senso” andassero nella opposta direzione? È (sarebbe) il tempo (il Tempo) di immensi spiegamenti (non già di spiegazioni) di manifesta generosità da parte di chi d’altro (rispetto a quello, che per meriti unanimemente riconosciuti, si è diventati e si è)  bisogno non ha? «Chi D’Altro Bisogno Non Ha». Un tempo in cui, a scadenza settimanale ormai, la pratica ipocrita e fuorviante della solidarietà a gettone per mezzo di SMS ad uso e consumo (sic) delle cause le più nobili previo appello di schiere di non sempre probabili vipsss  chissà quanto in buona fede, spesso portatori di redditi pari al PIL di una media regione sub-sahariana, questa pervenuta abitudine stabilisce ed attesta l’avvenuta impraticabilità della banalissima ragione morale che ognuno nel profondo del cuore si dovrebbe portare.  Considerando, se appena si voglia (magari dovendo) che la prima (se non l’unica) forma di solidarietà si chiamerebbe (secondo un antico, anzi vecchissimo modo e ammuffito di intendersi): Politica.

Si conoscono tutte, ma proprio tutte, le obiezioni a questa tesi bislacca circa l’avvenuto avvento (un vero e proprio Anno Zero, allitterazioni comprese) di un Tempo della Gratuità Universale: dal copyright del cantantucolo o del grande scrittore o artista altro o intellettuale altro o altro grand’uomo.

Puzzano tutte di consolidato (e questo sì, ammuffito) pensiero e stantio, e di malafede e di soldi.

E di Sé.

Ovvio, poi, che al di là di questo obliquo e laterale punto di osservazione, dovendo scegliere , quando di fronte si abbia l’impunito plutocrate e i suoi servi (masi compresi), si sia più che d’accordo su tutto il resto, con le ragioni dei, pur milionari, Saviano, Fazio, Santoro, Benigni, Fo, Bono vox  (Bono vox diommio) etc.