Mag
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-05-2017

Da LETTERA43 «Quella generazione di rancorosi che insultano Fazio perché è ricco» di Lia Celi

Che lo insultino, che lo facciano per strada, che lo facciano davanti ai suoi figli, beh, è cosa sommamente riprovevole. Che possano essere dei degni rappresentanti della marmaglia grillista (ma anche renzista o salvinista: quei tre pari sono) dedita a smontare ogni cosa da cui possa promanare un vago sentore di “casta” è plausibile. Che lo facciano per invidia (per invidia: come si dimostra con una “causale” tutto il danno fatto in vent’anni di berlusconismo) è magari cosa tutta da provare.

Magari semplicemente ci si stanca degli ometti per tutte le stagioni (non solo televisive). Magari nei tempi confusi che stiamo vivendo (niente più destra e/o sinistra, solo sopra e sotto)  le figurine mainstream che pretendono impartire lezioni di stile, etica, humor e perfino estetica, agli occhi dei loro assidui seguaci hanno perso semplicemente di credibilità. E quando dai loro alti scranni istruiscono il volgo circa le nuove modalità di relazionarsi col mondo, il volgo che si trova, non a destra o a sinistra, ma solo in basso a raccogliere solo gli schizzi degli sputi di tanto mirabile oratoria, il volgo, come è triste tendenza nei tempi confusi che stiamo vivendo, si chiede (e osserva) da quale pulpito… con quello che ne segue.

Magari il volgo si è magari pure leggermente rotto i maroni d’esser preso deliziosamente per il culo da un semplice (e giustamente ben remunerato) piazzista di spazi televisivi. Da lui e da quelli come lui. Il fighetto tartufesco e i suoi bei circoli dell’ovvio, del luogo comune, dell’ultimo modello del nuovo stereotipo. Quello a cui il volgo, invidioso magari, recalcitra ad adeguarsi.

Potrebbe perfino rappresentare (il fastidio per l’ometto, non l’insulto) un soprassalto di noia per questa nuova montante marea di nuovo (vecchissimo) conformismo.

Peggio della post-verità – è assodato – ormai c’è solo la “verità”.

Che è servita.   

 

Apr
28
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 28-04-2017

En marche o in cammino. A passo di gambero: in avanti per tornare indietro? En marche o in cammino. Per scansare il passo dell’oca e il conseguente ripasso di ricorrente catastrofe?
Destra e sinistra non sarebbero più categorie del presente. Forse (forse forse) è così. Di sicuro restano ben evidenti il sopra e il sotto. L’alto e il basso. 
Di sicuro, da sempre, chi sta sopra sputa, piscia, vomita, ecc. in testa a chi sta sotto. 
Di sicuro una certa idea di sinistra ha sempre cercato di raccogliere i giustificati malumori di chi sta sotto a beccarsi i materiali espulsi di chi sta sopra, trasformandoli in comune ri-sentimento (verso quelli di sopra, di cui sopra) e afflato solidale.
Di sicuro una certa idea di destra ha sempre cercato di raccogliere i giustificati malumori di… tutti, sopra e sotto, trasformandoli in contrapposti ri-sentimenti per quelli che stanno comunque sotto. A scalare. E se di afflato solidale ha mai trattato, ha sempre cercato di circoscriverlo, limitarlo, ghettizzarlo. Cercando ed individuando un comunque nemico tra quelli comunque sotto: razza, classe, tribù, clan, nazionalità, campanile. 
Da una parte l’insieme confuso e indefinito e pur solidale (ora si dice buonista): intanto si aprano gli ombrelli per ripararsi dalla mefitica pioggia che dall’alto vien giù e si rifletta sul da farsi, non distinguendo tanto da chi sta appena sotto o sotto sotto o sotto sotto sotto… 
 Dall’altra una qualsivoglia identitaria appartenenza: ognuno che sta sotto si curi di ributtare più sotto la merda che arriva dall’alto. E quello appena più sotto si curerà di rimandarla più giù… 
Destra e /o sinistra -forse- marciano (o camminano) ancora.

 

Mar
18
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 18-03-2013

Da Il Fatto Quotidiano.it-  « Ma, oltre a scrivere, ogni tanto vi leggete?» di Marco Travaglio

«Perché, parafrasando un celebre titolo di “Cuore” sul mitico “uomo della strada”, è ora di riconoscere che molte volte anche il mitico “popolo del web” è una bella merda» dixit Travaglio.

E pure noi, che, per dirla col Marchese del Grillo (che forse non è Travaglio, che deve essere almeno almeno barone se non principe di quel casato) non siamo un cazzo, la cosa (è una bella merda) l’avevamo mezza intuita. Dal successo, tra l’altro, dello stesso Fatto Quotidiano. A cui successo per un breve momento tutti noi, sinistrorsi sinistrati e un poco sinistronzi, abbiamo contribuito salutando il vento nuovo fatto d’irriverenza e di spietata controindicazione alla cultura berlusconoide infiltratasi in ogni ganglio della bassa società ed incivile. Lo intuimmo dalla lenta ascesa alla beatificazione dello stesso Travaglio (principe, barone o marchese di cotanto Grillo, del Grillo medesimo (l’imperatore) e degli accodati giornalisti tutti con la bava alla bocca e gli occhi iniettati di sangue (uveite primordiale epidemica): stessi metodi spicci e sbrigativi dell’ancien regime; stesse liquidatorie scorciatoie per arrivare, al roso fegato e alla travasata bile prima che al cervello di chi assisteva allo sfacelo di una intera classe politica. Stesse mediatiche bastonature a chi, per eccesso di tribolate analisi e complicati pensamenti non si allineava con la sacra Crociata. Ottimo proponimento, non fosse stato che tra gli infiltrati tra le fulgide schiere dei bastonatori dell’orrida casta, stavano i soliti furbetti mediatici tartufi, degni rappresentanti dell’establishment italico, declinanti e declinati, e inclinati anche, al nuovo spirito del tempo. Ottimo intento, non fosse stato che nel ritrarsi puri e duri non avessero catalizzato in quel fango creativo tutti i biechi rancori, tutti i livori, tutti i cultori dell’affanculismo più becero e spietato. Internet? Oh sì. Dove ci stanno questi (i buoni, belli, bravi ed odorati) e quelli (i puzzoni, rancorosi, frustrati ed odiatori per diletto e/o professione).

Ora, da una parte l’aedo del grillismo/grullismo prende atto che i “metodi di dibattito”, quando diffusi per l’azzurro cielo, svolazzano e ritornano come per magia ai natii lidi. Dall’altra il guru aureolato tutto proiettato alla mistica del web e alla democrazia che da questo traeva legittimazione e imprimatur, di fronte alle prime scosse di coscienza e alla banale constatazione di come le cose conservino una loro intrinseca bellezza fatta di complessa profondità, s’indispettisce e conciona malamente e censura e indirizza bolle d’anatema…

Ma dai? 

Da Huffingtonpost.it- Da Angelo Bagnasco a Comunione e Liberazione. La galassia cattolica si stringe intorno a Mario Monti-

Beh, ma si capisce. Si spera che i tartufoni e i farisei si siano debitamente confessati all’uopo. Lui,  il tartufo abbastanza troppo disinvolto (già grande elettore dello sconcio B. che poi dovette rinnegare… e già le sue analisi politiche e mondane… beh…) nello spender parole che poi non manterrà. Loro i tartufi farisei che accolsero lo stesso sconcio e lo elevarono a modello per la nazione intera. I cardinali che giustificarono, si girarono dall’altra parte, contestualizzavano le di lui bestemmie, si intrattenevano in segreti e confidenziali conciliaboli (chez (tutta privata) Vespa ma anche altrove… oh i bertoni, i bagnaschi, e i papi in sedicesimo e tutti gli altri farisei… Ah, se dio ci fosse… ah, quanto è evidente che questi bottegai sono i primi a non crederci… ahi povera Italia e meschino e un poco miserabile il Vaticano…

Feb
28
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 28-02-2012

Da Corriere della Sera.it- «Le crisi parallele di PDL e PD.  L’amalgama inesistente» di Angelo Panebianco-

Il fatto che gli esimi opinionisti (establishment, mica passanti per caso) alzino schifati il sopracciglio tirandosene fuori dal FALLIMENTO (etico, culturale, sociale, economico e chi più ne ha…) di un Paese, sta implicitamente ad indicare le ovvie ragioni di quello stesso fallimento…

Ognuno a tirarsene fuori, appunto. Spesso i più responsabili, appunto. Classe dirigente tutta, appunto, che accerta ed appura e lo palesa il proprio fallimento, appunto.

Senza pudore.

Feb
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-02-2012

Da La Repubblica.it – Berlinale, Orso d’oro ai Taviani “Grazie ai detenuti di Rebibbia”-

Ove, più di quello di cui si parla, nel premiato film, («Cesare deve morire») vale il senso altro che si suggerisce:
« Spero che qualcuno tornando a casa dopo aver visto Cesare deve morire – ha detto Vittorio Taviani – pensi che anche un detenuto, su cui sovrasta una terribile pena, è e resta e un uomo. E questo grazie alle parole sublimi di Shakespeare”. Paolo ha voluto rendere omaggio ai reclusi che, ognuno nel proprio dialetto, hanno interpretato il testo del Bardo: “Voglio fare alcuni dei loro nomi: a loro infatti va il nostro pensiero, mentre noi siamo qui tra le luci sono nella solitudine delle loro celle. E quindi dico grazie a Cosimo, Salvatore, Giovanni, Antonio, Francesco e Fabione »

E probabilmente si assisterà alla solita fiera della banale (nel senso proprio e nel senso altissimo che si può dare al termine) umanità e si constaterà la solita discrasia tra diverse ed opposte visioni. Solita schizofrenia. Ché il conflitto, spesso inconsapevolmente interiore, si esprimerà nel dare diversi giudizi, anche del medesimo soggetto, rispetto ad un unico problema. Che sta tra la vendetta e il perdono. Tra il forcaiolismo più becero e feroce e privato d’ogni slancio di umanità (di scuola: i criminali – con o senza virgolette- devono morire e/o marcire in galera) e l’afflato umanitario (che spesso dimentica l’orrore pregresso di cui si sono resi colpevoli i portatori – adesso passivi e ieri attivi – di tanto dolore…) che vede solo la buona disposizione dei reprobi virata sul compassionevole presente. Secondo il contesto, ovviamente. Secondo i luoghi (social network di gran lunga forcaioli solitamente assetati di sangue e/o blog riflessivi portatori di ponderate ragioni d’umanità  magari contrapposti agli altri, sé pensanti portatori di intelligenza diversa e non conformista, che irrideranno al cosiddetto buonismo allineandosi di fatto al becero populismo da cui pure pretendevano distinguersi… In un vortice di deprimenti contrapposte idiozie.

Tra la colpevole dimenticanza e il colpevole oblio… Insomma non ne usciremo, imbottigliati dai contrapposti (anche interiori, si ripete) stereotipi sul bene e sul male.

Salvo fermarsi un momento a rimirarsi nel vuoto un quanto di consapevolezza della complessità. Rifiuto dell’assoluto (il mondo in bianco e nero, pure bellissimo per altri filmici versi) e diverse gradazioni di toni e di colori…  

Funzioni di particella o di onda…

E via sfumando…      

Per dire…

Nov
01
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 01-11-2011

Da LA STAMPA.it -Renzi e la squadra di giovani che vuole governare l’Italia-

Di furbe scorciatoie e del solito codazzo d’intellettuali col ciuffo che, ognuno pensandosi il miglior fico del bigoncio, quello a cui, alla fine, gli altri dovranno per forza far riferimento, si mettono in cerchio attorno ad una fatua fiammella e celebrano il sacro rito della (ri)creazione. Compagni di merende in ultima sostanza. Variegati ed assortiti. Qualcuno (Luigi Zingales) dichiarandosi apertamente di orientamento destrorso. Qualcuno che magari, chiamandosi Mondadori (Martina, proprio di quelli) invocherà un ritorno alla meritocrazia. Altri (l’estensore materiale dei famosi centofiori, da un pc, tra l’altro, neanche da un mac, falsi e finti finanche nella loro sbandierata militanza nell’imperante, da quelle bande, fighettume) produttore di TV (è di Giorgio Gori  che si parla) di una abbastanza indecenza (l’Isola Dei Famosi, per dirne una), che magari si richiamerà alla bellezza che salverà il mondo (aspettavamo giusto voi a citarci Dostoevskij. E perché non Simona Ventura?).  Ed ovviamente non è certo mancato lo scrittore (Alessandro Baricco) che finalmente ha modo di urlare la sua sdegnata irritazione per la deriva conservatrice della Sinistra tutta. Concependo la modernità, Loro, come un asservimento conformistico allo Spirito del Tempo. Quella formula nuovissima che vede nella sana competizione tra le diverse miserabili disperazioni la chiave per ritrovarsi in un quanto mai luminoso Futuro. Quel sottile distinguo tra eguaglianza ed egualitarismo (mai sentito?) che è sempre il primo maleodorante alibi di chi anela ad un ritorno di classi definite e l’ultimo trito ricorso alla scaduta moneta di un becero qualunquismo che dalla Vandea si evoca  per invocare il ritorno dall’esilio di baroni e principesse e regine e re.

Insomma, cose così. Per tacere del bamboccio ventriloquo ( ché a parlare veramente è l’accozzaglia di stereotipi e gran luoghi comuni, finemente e con gran verve, pronunciati in un comprensibile e gradevole toscano) gran protagonista. Rubacchiati in egual misura al dipietrismo, al grillismo, al leghismo meno indecente, al più trito berlusconismo furbo e loffio. Il colpo di genio di quel che pensandosi un Blair in sedicesimo (per quanto il Blair, orrendo si sia, alla lunga, largamente rivelato, bleah) non è che un Cameron seduto dalla parte sbagliata. E, il già peregrino pellegrino di Arcore, alza il dito minaccioso, e scaglia reprimende ed anatemi in nome della sola sua presunta giovane e fresca bella faccia.

Come se fosse indifferente che a succedere al nostrano Vladimir Putin fosse il solito Dmitrij Medvedev.

Come se il ricambio generazionale dovesse compiersi tra un imbarazzante manichino (la cara salma) in forma di pifferaio magico e un giovane virgulto altro ( ugualmente vuoto di pensiero- ugualmente pieno di boriosa supponenza) abile pifferaio magico.

Ci risparmieremmo i sussurri circa l’uso di pompette e altri marchingegni, certo, ma…

E andiamo….

 

Ott
18
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 18-10-2011

Da Il Giornale.it- « Altro che indignati; Sono solo bamboccioni» di Fabrizio Rondolino

Ganzo, no? Che l’uomo (ometto piuttosto che no… nel senso di omuncolo, cervelloticamente parlando; e anche di tralasciato, scansato, evitato, non detto, omesso nel senso di prima persona del verbo) venga da un oscuro ma chiaro passato, che conta? Figlio di un Gianni, già non trascurabile e non esecrabile storico del Cinema. Meritocrazia discesa da dinastia, per dire. I suoi primi passi (del prode Fabrizio, s’intenda) li compie, oh prodezza, su l’Unità (s’intende il giornale) nel difficile compito e ingrato d’intervistatore UFFICIALE del Segretario d’allora e Generale dell’allora PCI (poi PDS, DS PD) Occhetto il cognome e Achille il nome glorioso. Aedo. Galoppino. Ragazzo spazzola. Vi piaccia dir. E che, per vie consuete di stronzisti che si credono (non di molto errando, in verità, dati i tempi infami e stronzi di loro) la via dello stronzismo la più breve e più larga per darsi a un Futuro (anteriore, che presiede a un passato, ma veh) ed è perciò che da assistente già dalemiano approda – ma va? – a Il Giornale (inteso proprio – e par di scherzare – come giornale). E… pare che basti… e son basti e somari e … e… bah!

Senza dimenticare che, junghianamente o meno, Rondolino fa pur sempre rima con cretino.

Tiè*.

P.S. * Nell’intemerata è da comprendersi un piccolo trascurabile patetico recentissimo miserevole e un po’ meschino (da parte di chi scrive) conflitto d’interessi…

ri-bah…

Ott
14
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 14-10-2011

Da IL FOGLIO.it- ANDREA’S VERSION -13 ottobre 2011-

E menomale che non coincide con la ricorrenza della scoperta dell’America. Appena appena in ritardo. Con l’eventualità sperabile che vi sia un doloroso fardello di autoironia nella sfilza di scempiaggini elencate dall’intelligentissimo fogliante (o foglista). Uno sguardo di disapprovante severità che lo colpisca allo specchio al mattino: aver per lustri (decenni, ormai) sopportato, peggio, supportato le grandiose schifezze (per limitarsi agli scritti e agli orali, generosamente tralasciando i crudi fatti) perpetrate nel corso di un tempo infame e crudele.

E che si credeva? Che irridendo e sputtanando ogni forma di minimo decente richiamo ad una minima decente esigenza di far prevalere la minima e decente intelligenza nell’ordinario vivere nostro e quotidiano, nel nome – nel caso degli intelligentissimi (già detto? ma va?) e intrepidi opinionisti de Il Foglio - di una superiore altra esigenza, di finissima altra necessità, di altra brillante occorrenza; nel nome – nel caso della populistica destra menefreghista e restante, allineata al corrivo giornaliero elogio della stupidità – di una esibita e vantata ignoranza da celebrarsi in nazionale modello… oh yeahhh

Che si credeva? Che il Paese che traesse un qualche miracolistico beneficio?

Scemi.

Ott
05
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 05-10-2011

Da LA STAMPA.it – BUONGIORNO di Massimo Gramellini: Un Paese che rinnega se stesso

Se mai se ne voglia leggere nelle cose che ac_cadono i SEGNI che il dio junghiano disperatamente indirizza a queste disastrate lande. Se mai se ne voglia leggere in quel “BUONGIORNO” l’amaro disperato sarcasmo su un disgraziato (per colpe tutte sue, va da sé) Paese. Nel mentre che tutti i titoli dei distratti italici giornaloni  si impuntavano sui casi e sui cazzi di una americanina e del suo ganzo pugliese (non Romina e Albano – cit. da Spinoza.it ) assolti per caso o per amore di giustizia o per noia o per adesione indolente agli stilemi della intellighenzia (tutti prìncipi del foro ma anche princìpi del foro – inteso come buco – quei nostri degni opinionisti) nostrana e cinica, chi lo può dire, dall’accusa di avere ammazzato insieme a un negro già in galera una povera studentessa inglese mezza negra e mezza niente, evidentemente. Nel mentre che il Paese è nelle solite (sue, di lui, il plutocrate puttaniere) faccende affaccendato, provandoci a farsi i cazzi deliziosi suoi tra intercettazioni, giustizia, risarcimenti… cose sue consuete e mai mansuete embè. Nel mentre che scatta l’ormai inutilizzabile monito in forma di declassamento di autorevolezza e serietà e credibilità bah…

Ci sta quel paradigmatico crollo. Una demolizione adiacente. Gli scricchiolii. Gli allarmi autorevolmente ignorati. Il lavoro nero. L’assenteismo degli insegnanti (aggiornamento: by Sally) . Le donne. Una paga da schiave. Il crollo. La morte. Le macerie. Il postumo dolore. Le urla. Le grida. I titoli – tardivi, solo stamane – . I corsivi. I fondi.

Il FONDO: È dove stiamo.

Il CROLLO: È quello che siamo.

Set
17

Da Corriere della Sera.it – L’opposizione incalza: “Il premier lasci”-

Il Corriere della Sera no, naturalmente. Né in calza, né in scarpa. In due staffe potendo. Di diversi cavalli, eh già. Come da anni diciotto, diversamente destreggiandosi (embè?). Corrucciati, indispettiti, disapprovando (che è, Bonanni?), smorfia di ordinanza e sopracciglio alzato. Pensandosi (ed oggettivamente, essendo) classe dirigente. Establishment che osserva e di fatto da lustri opta per una neutra e anodina considerazione circa la -INELUTTABILE dato il soggetto, se solo se ne abbiano i minimi rudimenti delle meccaniche e delle psicologie del Potere- catastrofe incombente (che chiunque non fosse un totale cretino poteva facilmente preconizzare. Magari fiorettando in punta di diritto sullo sconcio delle intercettazioni soffermandosi, guardando ghignanti il plumbeo cielo, se vi corrispondano (alle intercettazioni) tutti i santi crismi della legittimità, veh. Incapaci di  uscirne con la più scontata e pacifica delle conclusioni: Un ladro assiste a una strage… Vogliamo intanto parlare della strage?

Però, facciano loro, certo.

Set
12
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 12-09-2011

Da IL TEMPO.it- Cari bimbi oggi sui banchi…  di RUGGERO GUARINI

 

L’incipit, come nelle migliori tradizioni dei “corruttori di minorenni” (con tutte le virgolette del caso, ovviamente),  si presenta quanto mai allettante e generoso e lusinghiero per i poveri ignari piccoli. Ché, al succo, dietro i modi melliflui dell’invito ovvio si cela la sostanza di chi, in virtù della propria fanatica ideologia improntata tutta al mainstream del cattivismo più spietato, tutto dispone a che i piccoli (almeno i più disarmati dal punto di vista di ogni malizia intellettiva insieme agli sprovveduti che han pensato bene di scegliersi una famiglia ben poco attrezzata a fornire loro le più giuste e più appropriate armi per sfidare con qualche probabilità d’uno non schifosissimo esito, le traversie del mondo, beh)  si preparino in questo mondo di merda e in questo Paese di merda. A che fare? O a vincere faticando e applicandosi forsennatamente negli studi e arrivando ad eccellere per le vie le più consone ai canoni di una sacrosanta meritocrazia (e se la famigghia, e se le le amicizie, e se le conoscenze, e se le aderenze, e i circoli sociali e la cognata al ministero e lo zio portaborse del politico… e… via così, ci siamo più che capiti, insomma) oppure…

 

Oppure COGLIONI FRUSTRATI, oppure BULLI.

 

Che altro?

Set
10
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 10-09-2011

la salma

Da LA STAMPA.it- Marcegaglia: “L’Italia è in pericolo”-

 

Però. La signora al solito cade dal pero. Finge essere scesa da Marte. Tornata da un decennale viaggio in una sperduta ed isolata landa della Mongolia. Per intanto la signora potrebbe contribuire a indirizzare la Confindustria,  dopo almeno due decenni – per tacere delle sconcezze precedenti – passati a occhiolini e bracciolini ed ammiccamenti altri al plutocrate, a organizzare tra gli iscritti (evasori, elusori, collusi, corruttori, concussori e vari, tutti ben compresi) una colletta per ri-comprare i responsabili (si fa per dire) e ri-condurli (idem) alla ragione (ibidem) per fare dimissionare la – altrimenti inamovibile – cara salma.

Un requiem

Ago
18
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 18-08-2011

Da La Repubblica.it- Montezemolo: “Sono ricco è giusto che paghi di più”-

Oh grazie. Tre, per ora, grazie. Mitologie comprese. Warren Buffet di là e Carlo De Benedetti di qua. E Montezummolo pure. Miliardari disponibili a pagare l’appena dovuto. Almeno. L’americano, addirittura a scavalcare Obama a sinistra, oh yesss. Per tacere del filantropo, già affondatore di Lira (Italia) e Sterlina (GB), appena ritiratosi con un ghigno di quasi ribrezzo, George Soros. Beh. Miliardari con fiammelle se non di coscienza (cosa troppo intima e inconoscibile al volgo) almeno di una evidente consapevolezza di CLASSE. Esagerando, ovviamente, ma non troppo. Arrivati alle più alte vette potrebbe essere pure abbastanza normale domandarsi il senso di tante ricchezze. Se non si è già bolliti dal delirio di onnipotenza e presunta eternità.

Comunque sia, ancora una volta si dimostra che per avere un po’ d’ascolto e di attenzione e di autorevolezza si guarda al gruzzolo che il soggetto può portare a sostenere quel che dice… Per dire, se lo dicevo io, nessuno (più o meno giustamente, sappiamo) mi si cagava. Insomma, per essere creduto, se affermo che non mi interessa la Ferrari (la macchina o l’attrice, fa lo stesso,) devo comunque dimostrare di potermela permettere.

Fosse un problema di diffuso BOCCALONISMO? Anche da parte di autorevoli opinion-maker molto fedeli a triti cliché piuttosto che a una loro autonoma opinione?

Uffa

Ago
17
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 17-08-2011

Da Il Messaggero.it- Spagna, il toro Ratòn uccide la terza persona in dieci anni-

Segue dibattito. Prevedibile dibattito. In linea con lo spirito del tempo (zeitgeist?, e vabbè)  che vuole vedere primeggiare sopra ogni altra cosa lo stronzismo declinato nelle sue più varie forme. Oddio, non che nel caso specifico non ve ne fosse motivo di trascendere e scadere nel vieto e nell’abusato e ritrito… Insomma del tifo per Raton il toro, ça va sans dire. Delle irrisioni per il povero coglione (il ragazzo), l’idiota, scemo, stupido, deficiente (sempre quel povero ragazzo) che si presta a un gioco che lo sovrasta e nel quale (giustamente?) si vede soccombere. Quel povero ragazzo. Sì, povero. Da qualunque prospettiva lo si traguardi. Anche da quella dell’animalismo più sfrenato. Anche da quella della banale ragionevolezza che si presume far parte del minimo bagaglio di ogni umano, anche da quella della comprensiva profondità di visione di chi tutto ha visto e bla bla bla…

Segue la prevedibile litania, appunto. Non fosse che alla stupidità  forse non v’è che come unico rimedio che altra stupidità (si ritorce? eccerto, basta esserne mediamente consapevoli). E infatti, come altrimenti si definirebbe se non oltremodo stupido il commentare quella palese stupidità con quelle prevedibili cretinerie di cui sopra. Forza Raton… e via così. Talmente certi d’essere dalla parte della ragione da dimenticarsi che pur vivendo in un complicato mondo che della irragionevolezza ha fatto la sue ferrea regola, mai (MAI) che nessuno, se non pochi scalcagnati illusi e persi, gridi allo scandalo per l’imperante (e spesso soggiogante e deleteria e dannosa) idiozia. Fino a sbeffeggiarlo e a irriderlo quel povero morto. Senza darsi pena di trovare un minimo senso altro alle cose che accadono. Prendendo la solita facile via che sta ben fissata dentro il recinto del luogomunismo più becero  in compagnia degli altri stereotipi che fanno tanto orrendamente piccolo il mondo.

Video importato

YouTube Video

Ché il silenzio a volte è pure una possibilità…

Ché assistere a una tale terribile scena e trarne motivo di altra tronfia crudelissima stupidità…

E non è tanto della tremenda incornata che si dice… e dello strazio che la Natura compie sul quel povero sfrontato idiota ragazzo. È il tentativo di quel povero giovane a rialzarsi.

È la vita caduta che per un attimo, per un breve attimo prova a… continuare a vivere .

Che cazzo ridi, idiota?

Lug
09
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 09-07-2011

Da La Repubblica.it- Lodo Mondadori, Fininvest condannata dovrà pagare 560 milioni alla Cir-

Oddio, non è che il gaudium magnum, habemus sententiam, possa in alcun modo essere motivato dai soldazzi elargiti a quell’altro bel campione di marpionismo, l’Ing. De Benedetti, mani altre in altre paste. Il piccolo godimento sta nell’essere pervenuti per le solite traverse vie – all’italiana certamente, ma non solo -  ad una lapalissiana evidenza. Come è successo negli USA per O.J.Simpson (e non è un personaggio fumettistico, anche se qualche risata qua e la ce l’ha strappata e qualche orrore anche) per arrivare a chiamarlo ASSASSINO, essendo impossibile per via penale, non essendo del tutto dimostrabile la sua piena colpevolezza della uccisione della moglie e del di lei amante, ci si arrivò per via civile, stabilendo i dovuti risarcimenti.

Succede qui che per dichiararlo, lui il solito plutocrate, un CORRUTTORE di GIUDICI (sic!) si sia dovuta aspettare questa sentenza. Che, nel frattempo, una intera classe dirigente e il popolazzo al seguito, abbiano via via, nel corso di vent’anni con alterne vicende, deliberato, essere Lui il degno rappresentante, previo voto popolare ovviamente e tacito implicito beneplacito (cacofonie comprese, eccerto) di quella classe dirigente, di questo tragicomico Paese…

Bah. Vent’anni. Significa, se non altro e come minimo, il totale fallimento di una intera generazione.

:-(

Lug
07
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 07-07-2011

Nel mentre che Ostellino (per dire di infimo ed angusto rifugio) scriveva il suo solito pezzo grondante di sangue e giusta durezza e anche, (a lor dire e/o lor dare o lordare) liberalismo (nel senso di sbertucciare ogni forma di welfare, avendolo in orrore come di un sistema iniquo e per nulla proficuo alla evoluzione della specie…  oh insomma, giù di lì) su SETTE , il magazine dello stesso giornale (il Corriere della Sera, ça va sans dire) su cui tanto ci si impegna il medesimo Pierino, sta una terribile immagine di una donna della Florida sfrattata su due piedi e gettata sulla strada per via di mutui subprime e affitti non pagati ed opzioni più che liberali, altre. « Spietata Libertà », fosse un serial, lo potremmo titolare. Siamo sicuri cha al buon Piero Ostellino (sempre nel senso di un…  ahi serva Italia, di dolore ostello, più infimo ancora) al primo orgasmo mattutino suscitatogli dalla lettura del suo gran fondo, non è mancata la gioia di un successivo godimento alla vista di quella donna disperata e sommamente sventurata.

Sono fatti così certi liberali.

Come De Sade.

Giu
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-06-2011

Da Il Sole24Ore.comCisl e Uil in piazza per chiedere la riforma fiscale: «Altrimenti sciopero generale»-

Abbastanza tardi, grazie. E imbarazzante, anche. Il treno è già passato e la posticipata resipiscenza sospetta e quei perentori ultimatum scanditi con voce ferma solo adesso, a declino evidente di quelli che fino a ieri erano interlocutori privilegiati (sacconi di… quel che si voglia, compresi) adesso assumono un vago sapor di viltà. Adesso, dopo essersi spesi e stesi a tutto concedere ai quei governanti meschini solo dediti a fomentare divisioni e sciagurate rivalità tra lavoratori. A cui i prodi Bonanni-Angeletti si sono supinamente adeguati. Credendo, isolando il fratello maggiore, trovare più verdi pascoli per le loro smarrite pecorelle. Illudendosi d’essere più furbi del diavolo. Gettando nel vento quel po’ di unità faticosamente conquistata negli anni. E adesso al primo refolo di aria nuova e frizzante reclamare senza vergogna la propria perduta verginità…

Ancora una volta all’unisono, appaiati come… coglioni

Giu
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-06-2011

Da LA STAMPA.it – Se i politici seguono il gregge di LUCA RICOLFI-

Ci mancava (vedi sotto). Come la mitica figurina di Pizzaballa. Ci mancava la sua lucida banalisi di quello che intorno ci succede. Di greggi e di pastori, dunque. E di frasette fatte e di stereotipi e comunissimi luoghi. Intorno a quello che si dice nei circoli del nulla che spesso trovano adepti nelle redazioni degli autorevoli celebrati giornaloni. Sproloquiando di serissime cose applicate alla politica. A quella cosa, cioè, per praticare la quale occorre preventivamente essersi dotati di adeguato consenso. Vincere le elezioni. Convincendo la ggggente ad accordarti il suo necessario beneplacito. Come? Dipende. Un populista arrivista senza scrupoli non esiterà a promettere il paradiso in terra, pronto a regolarmente fregarti convincendoti con ogni mezzo che il paradiso ti è stato dato. È quello che son ormai 10 anni10 (piccola interruzione della prodiana unione)  regolarmente accade. Sotto gli occhi di tutti. Anche del prof. Ricolfi che fino ad ora giusto quel sopracciglio alzato e tanta tanta tanta comprensione. Per il plutocrate, s’intende; e agli altri… agli altri gran (meritate, ci mancherebbe) botte nei coglioni. Gli altri che invece sfoggiando sempre un responsabile atteggiamento improntato a serio e serioso senso del limite con ovvi conseguenti riscontri: scarsa capacità di scaldare i cuori e dare all’anima bambina dell’elettore medio un… sogno. Che adesso ci si provi a minimamente adeguarsi e a procedere per piccoli riposizionamenti e minuziosi aggiustamenti, occorrerebbe sussurrarlo alle complicate orecchie del prof. Ricolfi, altro non risponde che alla banale necessità di procurarselo quel minimo consenso. Da parte di quel medio elettorato, appunto. Al quale solo il prof. Ricolfi pensa debba essere offerto un attento puntuale resoconto circa l’oggetto del contendere. Commi e codicilli ben compresi e via professorando…

Bah.

Giu
03
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 03-06-2011

Da Corriere della Sera.it - L’obbedienza che avvelena di Ernesto Galli Della Loggia -

Alla spicciolata, comunque arrivano. Alla mensa della minima decenza. Dopo aver tutto visto ed approvato. Ostellini, panebianchi e gli altri  navigati osservatori della barzelletta che è pur da un più che ventennio che ci fa ridere piangere ed avvilire ed intristire. I professionisti del terzismo destrista “beh”. Dove il “beh” rappresenta il loro inossidabile mugugno molto, troppo, troppissimo comprensivo e giustificativo di quello che una appena onesta e linda intelligenza mai e poi mai avrebbe in alcun modo avallato. E neppure sopportato con la disinvolta faccia tosta per quel più che ventennio da loro  sfoggiata. Stanno qui e lottano ovviamente insieme a noi. Loro che stanno al berlusconismo come i topi alla peste, si apprestano per vie scaltre e traverse e mai definitive ad abbandonare la nave…

Almeno andrebbe restituita loro una parvenza di sopracciglio alzato…

Una prece, comunque.

Mag
28
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 28-05-2011

Da Corriere della Sera.it- L’editoriale – Anatomia di un declino di Angelo Panebianco-

E conformazione di un eterno paraculo. Inteso come pane bianco. Inteso come chi va al mulino s’infarina. E se la farina del diavolo va tutta in crusca il pane si fa nero e… beh. Ché poi nonostante le prudentissime distanze, il tanfo benissimo si sente. Dei sedicenti equidistanti ma allineati e ben coperti e ben schierati invece. Da sempre di/da quelle indecenti parti. Gli intellettualoni terzisti che in (e/o per) anni diciotto nulla hanno notato se non l’imperdonabile malvagia di quegli esecrabili cattivoni che niente di meglio trovarono che prendersela con quella vera e propria indecenza fattasi istituzione: quello che ora, questi, si meravigliano mendichi dai grandi riuniti in autorevoli consessi, solidarietà e comprensione contro la “dittatura dei magistrati di sinistra”. Non trovando nulla di strano che un signore (un signor corruttore,  detto en passant ma anche of course, beh) proprietario di quello che tutti ben sappiamo, bla bla bla, stravolgesse, sotto i loro nasi (di cotanti sportivissimi politologi con la puzza al naso) la prima materia che spettava loro di trattare: la Democrazia e una civile condivisa convivenza di un Paese. Oh yeah.

Si arrampicano adesso sugli specchi del loro repellente tartufismo pronti a fuggire dalla nave che, nella ormai tempesta, comincia a dar segni di vistoso cedimento. Senza ovviamente potere e volere rinunciare ad essere quello che da sempre, più che legittimamente, sono: ambidestri mimetizzati da super partes che, ancor più che legittimamente, ancora osannano gli uni e scalciano gli altri…

Sempre quelli.

Essù.

Da Corriere della Sera.it- Per la legge del taglione la sentenza choc era stata commutata per la prima volta- Iran: Condannato a diventare cieco. Esecuzione rinviata-

Così, a naso, Cyrano permettendo, vien da pensare a quanti nel nostro cristianissimo e tollerantissimo e civilissimo Paese, in una qualche forma e modo, girandoci intorno, arrampicandosi appena sugli specchi di una buona falsa educazione, in fondo al cuore non riescano a negarsi un moto di simpatica o, se non altro, di umana e civile (beh) comprensione verso i fanatici della legge del taglione. Non è cosa di adesso, ovviamente. Da sempre nell’animaccia profonda di ognuno di noi alberga la bestia disumana e disumanamente vendicativa. Molto umano, appunto. Solo che negli ultimi decenni, qui, Europa civile e civilizzata si era faticosamente raggiunta la convenzione a non usare certi facili populistici e demagogici  e beceri argomenti al fine di trarne un comodo quanto abominevole consenso politico. Ora non più. Consegnata ogni residua inibizione allo stereotipo del cosiddetto buonismo, eccoci docilmente scivolati nella pratica verace del più scontato cattivismo. Stronzisti finiti e abbastanza indecenti che siamo mediamente diventati, non se ne prova, addirittura, neanche una gran vergogna. Abituati a misurarci a chi la spara più grossa. L’indecenza, appunto. A cominciare da… loro.

Sempre loro. Quelli che  a lor dire (e a lor_dare anche) si lavano più che abbondantemente.

Inutilmente, evidentemente, perché, per dirla con Totò, lordi saranno per l’eternità.

Mag
07

Chi voglia, chi se la senta (nel mentre che se la canta e se la suona, come ben sanno fare loro, loro chi? e aspetta, no?) ed abbia sufficiente pelo sullo stomaco… A seguire quelli de Il Foglio, capitanati da quel tenero virgulto che tante ne ha passate e (se ci fosse la luna si potrebbee cantareee, si potrebbe cantareeeee)  tante che ne passerà: Ferrara inteso come Giuliano. Lui e i suoi. foglianti, foglini, foglietti, post-it. Devoti seguaci fino all’imbarazzo. A qualsivoglia castroneria (guerre di Bush, schifezze di Berlusconi, idioti imperii vaticani, torture di Guantanamo, tutto) che il duretto Direttore s’inventa, seguono acritica approvazione,  plauso fervente,  entusiastica ovazione. E giù critiche, tutti insieme all’unisono, all’imperante (?) conformistico (??) buonismo (???).  Gli stronzisti cattivisti. Non è che sia poi tanto difficile comprenderne le profonde motivazioni di questi eterni bulletti in lotta perenne col normalissimo buonsenso (cambiamenti climatici compresi, veh) : infanzie difficile e secolari frustrazioni li hanno indotti a credere che mettendosi le dita nel naso e arrotolando con le stesse quel che vi trovano, davanti à tout le monde , si compia altissimo esercizio di anticonformistico agire.

Di norma sono cose che già a nove anni si capisce siano solo emerite schifezze.

Loro no. Ancora adesso, no.

Apr
29
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 29-04-2011

Da the guardian.co.uk

- Truth, justice and the un-American way Superman threatens to renounce US citizenship -

- Thousands gather to watch Kate and William wed -

- US tornadoes were worst since 1974 -

Di principi e principî. Drastici ed elastici secondo il ghiribizzo del popolo coglione. Passando in Italy per finire, miseramente (sic!) lì, Abbazia di Westminster. Dio stramaledica gli inglesi e le loro mastodontiche cazzate. Vestitini scarpine e cappellini compresi. Tornando a casa. Con o senza Tornado. Disastrosi in Libia (ho scritto giààà una letteraaaa, al Governatore della Libbbiaaaa, magnificamente cantava Giuni Russo) e disastrosi in Alabama (sweet home Alabama? Beh). Un Superman ultra-pacifista deciso alla rinunzia alla sua americanitudine (o americanità?). Tra morte ad opera di una beffarda Natura (vulcani, terremoti, tsunami, tornado, alluvioni, frane, tremiti appena di un sonnacchioso malato pianeta) ed altre morti comandate. Tra fiaba e giochi di bimbi ed una estrema forma di stupidità ricorrente. Tra strascico e bacio finale e fatale e follia di folle osannanti icone di sacra (regale) realtà.

Ci manca un beato Papa Giovanni Paolo II, la mamma Lady già D., il riccone egiziano, Madre Teresa,  Padre Pio, Elton John, Marilyn  Monroe, una guerra del Vietnam, magari Jim Morrison che ci canta The end

E Gianni e Pinotto e La Russa e Batman e…

Niente

Apr
25
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 25-04-2011

A beneficio (si fa per dire) di quegli idioti criminali più o meno consapevoli che credono il linguaggio un semplice e neutro strumento di trasmissione e di comunicazione e non invece un fattore ( o creatore o fondatore o iniziatore ) primario  e determinante di realtà. Che giocando a spargere “senso” diffondendo parole e lessico e lingua intrinsecamente contaminati di disprezzo e di gratuiti livori, contribuiscono alla costruzione e alla successiva espansione di un pensiero conseguente. Traendone, dalla parola giocata sulla piazza della pubblica indecente prepotenza, giorno dopo giorno, una, dapprima subliminale poi apertamente manifesta e tronfiamente esibita, evidenza: di dolore inoculato sul corpo morto di una malata società. Che, nel tempo assume e consuma quel po’ di BUON senso comune periodicamente soggetto ai più svariati smarrimenti.

Di uso da parte dei conformisti, dei pigri idioti, degli inquadrati soldatini dell’esercito del luogo comune, del termine “BUONISMO” – per dire- a quello che per li rami, nel tempo ne deriva. Praticamente una meccanica ed automatica deriva. Appunto.

Forse che se:

da Il Mattino di Padova - In Veneto la Lega riscrive la storia d’Italia Il 25 aprile? «E’ solo il giorno di San Marco-

non ne consegue:

da Il Mattino di Padova - DISABILE IN CARROZZINA AGGREDITO NEL VERONESE – ?

Già.

Apr
04
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 04-04-2011

Da La Repubblica.it- I racconti shock dei nazisti. “Che gioia uccidere italiani“-

« Ma che pena uccidere i cavalli ». Precursori, quei nazisti spietati assassini di uomini donne e di bambini e al contempo tenerelli verso i “poveri animali”. A una piccola indagine sulle attuali tendenze sentimentali degli attuali italioti c’è da giocarsi una palla (neutra e non volgare citazione morettiana) che altrettanta, se non peggiore, di desolazione se ne ricaverebbe. Essendo, probabilmente, l’amore verso gli animali improntato ad un rapporto di dominio assoluto e privato del carico di responsabilità che comporta la complicata gestione dei banali rapporti tra persone. Tra pari. Dovendo riconoscere ai propri pari, pari dignità e pari diritti. Dovendo. Per minima logica di, universalmente riconosciuta, umanità. Non per graziosa concessione. Gli “altri” concependo, non come strumenti e/o accessori del proprio ego ma come titolari delle stesse esigenze e delle stesse rispettabilità rivendicate da quello stesso ego. Facile soluzione, intrisa di una becera stupida ignoranza delle basilari regole di civile convivenza, dedicarsi anima e corpo, coi fanatismi tipici dei portatori di cattiva coscienza, ai nostri “amici pets” dimenticandosi, più che colpevolmente, della “piccola umanità altra” che – invisibile agli aridi sensibilissimi cuori – sta intorno.

Troppo visibile per essere notata.

Amen

Apr
02
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 02-04-2011

Da La Repubblica.it- No delle Regioni alle tendopoli. Berlusconi: “Soluzione è il rimpatrio”-

Altra definitiva soluzione consisterebbe in un… esilio. Il suo, di lui, il triste plutocrate ometto poco serio di serie (intesa come ordine sequenziale di uguali a se stessi) “B.”. Che intanto nulla trova di meglio, adesso, qui, dopo quello che s’è visto in Giappone, che definire questa ondata di varie e variegate speranzose disperazioni come uno “tsunami”. Ganzo, no?  Il tappetto solito venditore di tappeti che al solito straparla di “piani Marshall” e altre simile corbellerie. Che, da grande corruttore quale è, come da sempre è in suo uso et abuso, il suo primario pensiero corre alla modalità della dazione e dello ( più o meno legittimo, più o meno osceno, l’etica - si fa per dire – dipende  solo dall’esito che ne viene ) scambio. La sua visione del mondo essendo caratterizzata solo dall’interesse e dal profitto a qualsiasi costo. Senza nessuna idea a nulla sorreggere che non sia intercambiabile e funzionale al proprio particolare tornaconto.

Etc. etc. etc.

Mar
03
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 03-03-2011

Da Corriere della Sera.it- Il governo dice no all’election day. Il Pd e l’Idv: «Sprecati 300 milioni»-

Da commuoversi per tanta coerenza. Si fanno due conti e se ne deduce che non conviene. A loro. Ai legaioli. Ché con una discreta partecipazione ai referendum sanno verrebbero accolte tutte le ragionevoli istanze dei firmatari. Lo sanno e giustamente li temono. Sanno, i legaioli, che le loro fortune sono LEGAte al sottilissimo filo di una svenduta credibilità. Si sono nascosti tra le flaccide chiappe del plutocrate e ne hanno sopportato i tristi miasmi. Per sventolare il loro patetico vessillo: federalismo o devoluscionnn che fosse , che sia, che un accidenti se li porti via. Che le loro sbandierate riforme sono fuffa. Che si stanno apparecchiando tavoli dove la minestra (solita sbobba) servita da quei cialtroni travestiti da federalisti (maddai) consisterà in NUOVE TASSE (toh?). Loro, dalla parte del poppolo (il nono nano, si diceva), cominciano a temere la banale verità che sta (da sempre) dietro le loro indecenti esibizioni. Come tutti gli svergognati populisti temono le vere istanze popolari. Il viaggio comincia a finire qua. Milano-Roma e ritorno. Punto.

Oui Roma ladrona c’est moi… La Lega, per dire…

Staremo a vedere chi davvero non perdona….

;-)

Mar
01
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 01-03-2011

Da La Repubblica.it- La parola: Corruzione di CARLO GALLI -

Trattasi dell’inferno del nostro attuale scontento. Tra quotidiani tremori e ordinarie schifezze. Assimilando pian piano concerto di note stonate ed ovvio sconcE_rto. Accumulando striscianti viltà. Assuefacendosi a piccole dosi al delirio fino a chiamarlo ragione. Disconoscendo il nesso che sta tra l’empio e l’esempio. Assorbendo le infamie del giorno e trasformandole in penose abitudini. Nel cuore prima ancor che nella mente. Tutto ingoiando fino a morirne.

Così stabilisce l’ignavia che tace all’imperante protervia. Così è ancora e, come sembra, per molto tempo ancora, sarà.

Fino a quando?

Feb
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-02-2011

Torsten SolinDa MicroMega.it- «Kant e il bunga bunga, Ferrara prende lucciole per lanterne» di Giovanni Perazzoli-

La piccola differenza che sta tra il legno (di salice piuttosto che d’olmo o di rovere) storto e quello torto. Tra il rispetto per le cose e la deferenza (attraverso un complicato labirintico percorso tra l’Ego ed il Potere) per l’oziosa (e perciò nobilissima e pur valida) chiacchiera. Tra la difesa d’una indifendibile indecenza di un ordinario (impotente) pre-potente (da sempre, sempre lo stesso) e le condizioni dei normali cittadini. Tra la piacevolezza di un legittimo divertissement di sfaccendati flaneur amanti della provocazione intellettuale (?) e i reali tangibili bisogni, le banalissime indifferibili esigenze di un Paese allo stremo. Si può?

Certo che si può.

Stronzi.

Feb
12
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 12-02-2011

Da La Repubblica.it- Ferrara raduna i sostenitori del premier. Giudici “violenti” e mass media “puritani“-

Da MicroMega.itGioie del sesso e devoti di regime di Paolo Flores D’Arcais-

Al Teatro Dal Verme (eh beh) quel magnifico parterre di quella roba lì. Capitanati da un Ferrara più che sofista dedito (per certi versi, mirabilmente) da sempre alle sue cause perse che evidentemente in questo (difendere l’indifendibile) trova (perversamente, certo e perciò più che legittimamente, va da sé) il suo massimo ed unico piacere. Sembra a loro dire ( e a lordare, anche) tutto ‘sto sconquasso avvenga come risposta preventiva alla manifestazione «Se Non Ora Quando?»delle donne (e non solo), che si terrà domani all’insegna di una semplice rivendicazione di banale dignità. Contro i “pericolosi puritani”, si scaglia il nostro. Bah. Come si fa a spiegare a quelli che si tratta solo di minimo decoro, negare il quale… beh. Reati a parte. E tutto il resto a parte. Semplicemente non è tollerabile la permanenza alla massima carica del Governo di un Paese un PUBBLICO culo flaccido e scorreggione.

Non va beneeeeee

Uffa

ps. la foto si riferisce all’uso appropriato da parte di una donna del corpo delle donne: Bellezza


Feb
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-02-2011

Da Corriere della Sera.it- Montagne a pagamento per i ciclisti. Austria, arriva il pedaggio per le due ruote-

Avanti così? Verso un radioso futuro (e fottuto) dove ogni accesso ad una qualsivoglia, più o meno stabilita, bellezza contempla un immediato ritorno? Economico. Un modo un po’ spiccio di selezione sociale. Piccole cose, ovviamente. In tempi d’invasioni di massa, ovviamente, quando tutti (si fa per dire) ambiscono insieme a stare nei luoghi del privilegio (si rifà per dire) e godere d’arte, cultura, paesaggio e quant’altro rientri nei turistici target. Ovviamente. Scremando ove si possa. Complicando, ove si possa, fruizioni e usi e utilizzi. Elidendo, rimuovendo, spostando. Rendendo di fatto, nelle piccole cose e nelle grandi sempre più largo il fossato tra chi possa e chi se lo pigli in saccoccia. Apparecchiando un futuro in sintonia con sottaciute e, pure riconosciute, agevolate dispense secondo parentele, cerchie ristrette, ceto e classe sociale. Consapevoli, o quasi, che dando nome di meritocrazia ai vecchi costumi di sempre si risolva il problema di sempre: gli esclusi di prima (e altri ancora) sono e sempre saranno gli esclusi di sempre.

Parole… parole… parole…

p.s. che poi l’ultima volta in cui venne presa tale decisione risalga al 1935, vigilia di uno sterminato disastro, meglio stare non fa.

Gen
29
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 29-01-2011

Da LA STAMPA.it- Federalismo, il testo cambia ancora. I comuni potranno aumentare tasse-

A metterla sul turpiloquio ci sarebbe da prendersela con quelli che hanno la faccia come il culo. Tra di loro non pochi coglioni verdi: deve trattarsi di affari complicati o forse di complicate posizioni sperimentate nelle sale del bunga. Giù, là, ad hARdCore. Essere od avere la faccia come quello e contemporaneamente essere, o identificarsi, almeno, con quegli altri ridicoli pendagli. Attenti com’erano ad abboccare a tutti gli slogan che i furbastri loro sodomizzatori s’inventavano ad uso dei gonzi… non metteremo la mani nelle tasche, basta tasse, padroni a casa nostra, dagli al straniero (sic), romaladrona, bla bla bla. Dove il sacro mito del federalismo, altro bello specchietto per polli scemi, veniva evocato un giorno sì e l’altro pure perché bisognava pur riempirsi la bocca con qualche dotta fesseria…ri-bla ri-bla ri-bla. Eccoli serviti. PIÙ TASSE per tutti. Per federalistici scopi ovviamente. I padani. I campioni di astuzia. Specie gli stipendiati e i salariati. Padani. Scippati del TFR. Costretti a (inutilmente, tra l’altro) a stornarlo per integrare una pensione da fame che conseguiranno, se tutto va bene, ad anni 70. Intanto che, mentre la Lega cresceva a mezzo dei loro entusiastici consensi,  proporzionalmente scendevano i loro redditi. Tagliavano loro servizi essenziali, apparecchiavano per loro una bella società che più classista non si potrebbe… Cla… cla… classista, sì, bello.

In una scena de “L’Imperatore di Capri, Totò posiziona per bene il meritevole di tanto onore e poi procede al da farsi: gli sputa in un occhio.

Quello!

Gen
12
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 12-01-2011

Da La Repubblica.it - Da Valentino alla Gregoraci ecco i vip della “lista Falciani”. Stilisti, attrici e gioiellieri: quasi seimila persone invisibili al fisco nell’elenco di conti svizzeri trafugato nel 2007 da un dipendente del colosso bancario Hsbc. Molti i volti noti, si indaga per evasione fiscale-

Basta la parola. Del titolo e del sottotitolo. Poi chiunque dotato del minimo sindacale (ché, dato il momento, pure ai minimi storici, antistorici piuttosto, ma vabbè) di discernimento ne trarrebbe le ineludibili conclusioni. Vergognosamente indicatrici dello stato di sudditanza di un Paese. Della rassegnazione, della supina accettazione, della prona sopportazione, della servile rinuncia alla minima rivendicazione dei propri inalienabili diritti di cittadinanza e della sostanziale e fatale e inevitabilmente conseguente giustezza del conseguente inarrestabile declino.

A parte il lato comico che sta in ogni grande e piccola tragedia.

Rincorrendo improbabili fantasmi cosiddetti “identitari” ad arte evocati dai soliti furbastri, nordici o centrici o sudici che siano, i deficienti poveracci al seguito che in nome di quel presunto orgoglio d’esser quelli che sono, padroni a casa loro e tutte le altre baggianate, specchietti per le allodole dei fessi, hanno finalmente perso e definitivamente la loro vera identità: Quella…  No… la si tace che tanto… vale per tutti e per sempre l’antica massima per cui: dal semplice fatto che  te la si deve spiegare, una cosa, se ne evince che giammai la capirai

Coglioni, comunque, si capisce…

Dic
29
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 29-12-2010


Da La Repubblica.it - Fiat, tavolo per Pomigliano. Duello sul referendum a Mirafiori. Fassino: “Fossi un operaio, direi sì”-

This is the question direbbe Shakespeare. Ma fuor di dubbio, questa volta. E si tradurrebbe con «cazzo, sta proprio lì il punto, orco di quel cane»: Che non lo sei, un operaio. Che richiamandoti a valori e senso delle cose traguardandole da una prospettiva che inquadrasse la realtà da un angolo basso e un attimo minimamente spostata a sinistra (veh!), smarrito hai completamente un non complicatissimo percorso (a differenza, lo si ammette, di questa tortuosa prosa già con_torta) di dirigente (poca classe) di sinistra, appunto. Che tu e il tuo ex compagno di merende tal Rutelli Francesco detto “Il Cicoria”, formidabile coppia di perditori d’orizzonti, è da quel dì che non ne imbroccate una che sia una. Che di memorabile di te resta la comparsata tua e della tata tua in un triste programma (c’è posta per te, cazzo, a canale5) di un triste sabato sera di un tristissimo ottobre del 2005 triste vigilia della altrimenti tristissima disfatta (sic!) elettorale del successivo (va da sé) 2006: una vittoria in tasca trasformata all’ultimo, per insipienza e totalissima incapacità tua, Bibì,  e del tuo Bibò, in un risibile masochistico pareggio. Tu sei quello (lo canterebbe pure Orietta Berti) che nonostante, stante e persistendo, tutto questo, mica contento, no, candidamente ti candidi alla sostituzione, in quello di Torino, e chiamandoti Fassino (!) del noto sindachino Chiamparino ino ino ino.

Che, insomma, ad affrontare i problemi della nostra complicata (ma mica tanto, poi, è almeno dall’ottocento che si ripetono pressoché sempre uguali ed è dall’ottocento che s’è cominciata a profilare una qualche soluzione da parte di un ottimo marxistico barbone),  contemporaneità secondo i suoi ;) fassiniani e marpionneschi abusatissimi schemini siamo capaci pure noi.

Uffa.

Dic
15
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 15-12-2010

Da Corriere della Sera.it - Berlusconi, il peso della vittoria di SERGIO ROMANO-

Sta, tra i sussiegosi analisti politici col monocolo che perigliosamente si sporgono sull’attualità dei nostri tristi tempi con la boria e la viltà e la superficialità che da sempre li contraddistinguono, la minima capacità di connettere quei fuochi, veri e/o metaforici, frutti di rabbia e/o di calcistico teppismo, appiccati  dal furore della vita e/o dall’ideologico nulla, tragico portato della ideologia berlusconiana, con la piccola vita dei piccoli uomini e miserabili, delegati a decidere circa le sorti delle nostre vituperate istituzioni?

No. Spiegheranno, sviscereranno, approfondiranno, colpevolizzeranno condanneranno. E se ne tireranno fuori. Si assolveranno. Loro. gli opinion maker.  Loro i facitori di opinioni.

E se fosse soprattutto loro il fallimento?

Dic
14
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 14-12-2010

In attesa del giorno del giudizio (si fa per dire) a un anno dal vile attentato di piazza ;-) Duomo a colpi di d’uomo all’incipriato ometto nostro e solito. Un giudizio che, come un dente avvelenato, pur nascendo già cariato, di ottimo si porta in regalo la eliminazione di almeno uno dei due desolanti contendenti (ché pari sono). Punto.

Da El Pais.com- EE UU acusa a Berlusconi de querer controlar los contenidos de Internet-

Sempre WikiLeaks, sempre risapute malinconiche cose riguardo il nostro masochistico Paese. Che non riesce, storicamente, a darsi a una ragionevole e decente e stimabile normalità. Fuori da deliri priapeschi (vedi alla voce Eros e Priapo di C.E. Gadda) e da relative masse chine ed osannanti (“la folla è femmina” soleva dire l’altro (ed atro) cavaliere, quello finito a testa in giù, in quell’orrendo – e pur emblematico, e dunque giustificato – scempio). Gli USA a criticarci per la politica governativa riguardo ad internet. Un Gobierno retto (ma non retto, retto, piuttosto) da un ometto capo di un partito il cui primo richiamo è alla libertà. Che sforna leggi che servirebbero da ispirazione addirittura ai cinesi per controllare e conculcare la libertà (toh?) degli entusiasti governati. Indifferenti governati. Succubi governati. Sottomessi e silenti governati.

Per tacere degli appagati e soddisfatti e compiaciuti e felici.

Beati (e beoti) loro.

Dic
07
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 07-12-2010


Da Corriere della Sera.it- La fotografia? Uccisa da Photoshop-

Chissà se davvero possa imputarsi alla Tecnica l’oggettivo decadimento di quella specialissima forma d’arte che è la fotografia. Chissà non siano da discutere i canoni estetici di un mondo smarrito e spaventato che, nel passo verso un “oltre” inevitabile e fatale (comunque s’intenda il “fatale”) e confidando – questo forse sì – troppo sulle meraviglie tecnologiche, tuttavia o perciò, ne perde in creatività e fantasia. Chissà se non sia la normale parabola di ogni forma di evoluzione che normalmente evolve in dissoluzione. Chissà che non sia che la specie animale homo sapiens sapiens non sopporti, per disposizioni biologiche e/o fortuna, d’immaginarsi il proprio futuro uguale al proprio presente ed ami proiettare il richiamo dell’attuale speranza in un futuro rimpianto. Per non darsi pace. Per vivere oppure per non morire. Per un poco restare sapendo di dovere, per sempre, partire. Per, forse, giocare e… per quel che si vuole.

Ma poi, entrando sul concreto, chissà se, nello specifico caso,  non c’entri qualcosa che, l’intervistato fotografo, Bob Krieger, “Il Ritrattista Dei Potenti” (sic!) coltivi  i suoi nostalgici tremori tutti indirizzati ai volti noti e vipsssss in genere. Riconoscendo loro, ovviamente il fascino che loro è dovuto. Il famoso e potente fascino unico e irripetibile dei famosi e potenti. I quali ovviamente tali sono in virtù di quell’allure, di quel fascino, di quello charme, di quel carisma che appar_tiene al Potere e che solo un “grande artista” (e comunque banale, al di là del banale e del talento reale non sempre banale) sa restituire (al Potere).  Ed è la solita vecchia storia delle giustificazioni a posteriori (intendendo col termine la temporalità ma anche i luoghi) dei cortigiani e dei ruffiani e dei leccaculo sempre pronti (e proni anche) a riconoscere la parte dove conviene posizionarsi. Potendo, in effetti, osservarne da breve distanza i perversi meccanismi e trarne le maleodoranti conseguenze dovute, si preferisce adularlo, incensarlo, ossequiarlo, il Potere…

In etologia si chiama sottomissione e deferenza per il “maschio Alfa” del branco…

Alle femmine la monta, ai maschi la “rispettosa” distanza.

Ma va là.

Nov
20
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 20-11-2010

Da Corriere della Sera.it- Maroni andrà a «Vieni via con me»-

Di Fazio e Saviano, nel caso. Che accogliendo la proposta indecente del leghista ministro(…) e cedendo alle sue (abbastanza assurde, grazie) pretese di rispondere a nome del suo partito, la Lega Nord (con rispetto parlando),  a quanto affermato in una trasmissione televisiva, dimostrano ancora una volta quanto ogni approccio della cultura e dell’informazione ai temi del Potere (latamente inteso, certo, ma se si nota la maiuscola…) e delle sue ramificazioni e delle sue stratificazioni e degli esiti che ne derivano (sic) non riesca a sottrarsi mai, in Italy, ai meccanismi soliti improntati a  conformistica soggezione e riverente sudditanza. Riflesso (storicamente?) condizionato che impone di comunque rispondere ad una pretesa autorità. Cercando accordi e intese e vie d’uscita e compromessi che magnificamente (e nobilmente, anche, sia detto senza nessunissima ironia) stanno dentro i confini della Politica e molto meno nobilmente sanciscono la concezione di dipendenza  della intellighenzia rispetto al Potere. Si trattava solo di far presente allo zuccone i diversi canoni, i diversi codici e i diversi piani che identificano e diversificano le due opzioni: Politica e Cultura.  Insomma, trattandosi di un evidente caso di non complanarità, la richiesta del leghista doveva semplicemente essere ignorata.

Bastava  un “no” (c’è chi dice no?).

E un ghigno.

Nov
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-11-2010

Da Il Messaggero.it Alluvione, presidente Provincia Treviso: fucilare sul posto gli sciacalli. E’ bufera

Che strano paese deve essere quello dove, per la pigrizia mentale dei giornali, la bufera segue e non anticipa l’alluvione. Ma, a parte l’uso ossessivo da parte dei media delle solite trite formulette, sempre quelle, quello che andrebbe sottolineato è il tasso di criminale stupidità presente nelle istituzioni e tra i rappresentanti più che degni di diffusa idiozia più che indegna. Poi ovviamente seguirà smentita a sua volta seguita da una specie di sfoggio di volpina scaltrezza ché loro intenzione mica aveva nulla a che fare con pratiche di linciaggio viste nei film con Clint Eastwood (quello prima maniera) nelle sere d’inverno nei salotti delle villette a schiera color pastello della pedemontana veneta. Macché. Era loro intenzione esibire il problema. Degli sciacalli. Quelli che vanno nei casali alluvionati a rubacchiare la paccottiglia kitsch dai loro pacchiani salottini. Che andrebbero fucilati sul posto, ovvio, acchiappati ad appropriarsi della robba, mica a trucidare bimbi innocenti e povere vecchiette. Gli sciacalli slavi. Non gli altri veneti (e lombardi e nordici comunque) sciacalli legaioli che, da quel dì, speculano e approfittano e abusano e giochicchiano a colpi d’indecenza per ottenerne, da un qualsivoglia problema, meglio se non loro, un qualsivoglia vantaggio. Loro.

Sempre loro, i verdognoli sciacalli, tutti politici, della politica italiana.

Giù i fucilini, talebani.

Nov
11
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 11-11-2010

Ovviamente a nessuno, quando ad osservare quegli autentici casi umani emblematicamente rappresentati da un cretino e da un povero coglione, leghisti non per caso, ne ricava conclusioni di desolante antropologia, viene mai di pensare conseguentemente che alla categoria umana (ché di questo si tratta) di stretta (sic) osservanza leghista possa essere del tutto negata la dignità di portatrice di (un) pensiero.

Però

Di fronte, da un lato, alla tronfia esibizione di una ostinazione di nazista indifferenza verso ogni banalissima forma di convivenza tra diversi, declinata in pervicace affermazione dei propri inconciliabili confini, dall’altro alla fiera ostentazione della propria ignoranza popolana, solito vanto da contrapporre al “fighettume sinistrorso e chic “ che « pensa di spendere 250 milioni per quei quattro sassi di Pompei. Una vergogna», di fronte a tanto impudente  orgoglio d’essere la poca cosa che, loro per primi,  manifestano di sé ,  l’unico possibile confronto rimane, appunto, confinato nei limiti angusti dell’antropologia.

E se, come è normale che sia, individualmente un qualsivoglia leghista possa pur vantare doti e virtù umanamente superiori rispetto a chiunque si prenda la libertà di giudicarli, è altrettanto  vero che insistere nella supponente arroganza di chi altro non sa fare che rivendicare la propria presunta identità senza mai domandarsi a quale pericolosissima deriva possano portare i lenti scivolamenti, gli inesorabili degradi, i manifesti imbarbarimenti e tutto il restante bagaglio d’imbarazzanti indifendibili stupidità…

Ecco.

Nov
09
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 09-11-2010

Da Corriere della Sera.it- Fiat, stella a cinque punte a Pomigliano-

Formidabili ‘sti anni. Danni (al comune dissenso del pudore) compresi. Si chiamerebbero giornalisti se quella fosse anche solo una parvenza di notizia. Così strillata: «NESSUNA RIVENDICAZIONE. CONDANNA UNANIME DA RSU E SINDACATI METALMECCANICI. Fiat, stella a cinque punte a Pomigliano. Con la scritta «aut», è stata disegnata in nottata con della vernice rossa sul muro di uno dei cancelli.»

Uno ha disegnato una stella: tratto veloce senza staccare il pennello o il pennarello o lo spray o la matitina: sgorbio che va da sinistra in orizzontale (l’unico così, ché tutti gli altri saranno diagonali) verso destra, scende tornando a sinistra, risale arrivando alla linea superiore e mediana, riscende verso destra, risale al punto di partenza. Ecco. Ci vuole tanto? Un pericoloso terrorista? Dice, ma è a Pomigliano e siccome lì hanno più di una ragione per essere incazzati… Che sarebbe una excusatio non petita ovvero una coda di paglia ovvero una cattiva coscienza; da parte di chi paventa la cosetta come una tremenda minaccia. Quello che si vorrebbe sapere in questi casi quale segreto arcano governi (è un topos il “segreto arcano che governa”)  questa specialissima fenomenologia della “notizia che non c’è”. A meno che un disegnino su un muro di una periferia abbia ultimamente, nel nostro stranissimo capovolto Paese, acquisito la dignità di rimarchevole notizia. Con la scritta «AUT».  Deve essere quello l’insondabile mistero.

E invece no. Per via di quel comune senso del pudore di cui sopra,  il vero enigma starebbe proprio nell’individuare il cretino (non, dunque, il materiale autore, probabilmente un ricercatore precario che studia il livello di pervasiva stupidità infiltratasi nei media e il relativo tasso di imperante conformismo sparso nella società tutta ) ma l’osservatore e, per li rami, la catena tutta del passaparola che ha permesso a un disegnino di diffondersi fino a conquistarsi le prime pagine dei giornali di un ridicolo Paese… con quel che segue.

Una catena tutta, fino a prova contraria, di perfetti idioti.

Ott
22
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 22-10-2010

Chissà se ha ragione Roberto Saviano quando, come ieri sera ad “Anno Zero” sostiene che il compenso dell’artista (meglio se alto, il compenso, non l’artista) è garanzia di autorevolezza e onestà e chiarezza perché, secondo un abile sofisma («Essere pagato significa essere professionale, se invece l’ospite arriva gratis lo spettatore deve accontentarsi») e anche un abusato metodo (quello che: o sei di/da griffe o nulla sei) tutto contemporaneo di misurare il mondo, implicitamente finisce per affermare che: Il prezzo indica il Valore.

E se fosse invece che in questa epocale impasse antropologica (tornante della Storia) che stiamo vivendo, tutti gli “indicatori di senso” andassero nella opposta direzione? È (sarebbe) il tempo (il Tempo) di immensi spiegamenti (non già di spiegazioni) di manifesta generosità da parte di chi d’altro (rispetto a quello, che per meriti unanimemente riconosciuti, si è diventati e si è)  bisogno non ha? «Chi D’Altro Bisogno Non Ha». Un tempo in cui, a scadenza settimanale ormai, la pratica ipocrita e fuorviante della solidarietà a gettone per mezzo di SMS ad uso e consumo (sic) delle cause le più nobili previo appello di schiere di non sempre probabili vipsss  chissà quanto in buona fede, spesso portatori di redditi pari al PIL di una media regione sub-sahariana, questa pervenuta abitudine stabilisce ed attesta l’avvenuta impraticabilità della banalissima ragione morale che ognuno nel profondo del cuore si dovrebbe portare.  Considerando, se appena si voglia (magari dovendo) che la prima (se non l’unica) forma di solidarietà si chiamerebbe (secondo un antico, anzi vecchissimo modo e ammuffito di intendersi): Politica.

Si conoscono tutte, ma proprio tutte, le obiezioni a questa tesi bislacca circa l’avvenuto avvento (un vero e proprio Anno Zero, allitterazioni comprese) di un Tempo della Gratuità Universale: dal copyright del cantantucolo o del grande scrittore o artista altro o intellettuale altro o altro grand’uomo.

Puzzano tutte di consolidato (e questo sì, ammuffito) pensiero e stantio, e di malafede e di soldi.

E di Sé.

Ovvio, poi, che al di là di questo obliquo e laterale punto di osservazione, dovendo scegliere , quando di fronte si abbia l’impunito plutocrate e i suoi servi (masi compresi), si sia più che d’accordo su tutto il resto, con le ragioni dei, pur milionari, Saviano, Fazio, Santoro, Benigni, Fo, Bono vox  (Bono vox diommio) etc.

Set
28
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 28-09-2010

Da Il Messaggero.itVideo choc, soldato Usa confessa: sparai per gioco sui civili in Afghanistan-

Normale banalità del male. Al di là delle ciarle sulle esportazioni di Democrazie e/o di Civiltà. Normale che nell’animo umano resista inalterata una belluina disposizione ad adattarsi alle condizioni le più disperate. Il cinismo “professionale” di chi si trova a condividere forzatamente e quotidianamente, ora per ora, minuto per minuto, le sconfortanti situazioni di vite al limite. Dove la sofferenza e l’abominio diventano tragiche abitudini e le assuefazioni all’orrido una difensiva forma di negazione di quello stesso orrore.  Viene difficile e complicato, per dire, definire etico, bombardare e uccidere e bruciare e mutilare uomini donne e bambini nelle “normali” operazioni di guerra…

Mentre gli impliciti mandanti di questi crimini efferati si stanno serenamente godendo la meritata pensione.

Set
07
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 07-09-2010

Da LA STAMPA.it -Mentana da record: il tg di La7 vola.”Ho convinto i delusi dalla vecchia tv”-

Dice? Sicuro? Vecchia? O non piuttosto che al TG La7, al confronto, nella stessa fascia oraria, con le due ammiraglie (TG1 di minzolingua e TG5 di berlumimo) dell’informazione paludata (nel senso di palude e di caimano) facile viene, senza nemmeno darsi gran pena a rubare spettatori ai diretti con_correnti,  vincerla sul piano, se non della credibilità, almeno su quello della pubblica decenza. Non è che Mentana abbia dismesso i panni del furbetto dalle mani sempre troppo pulite (vedi alla voce “Ponzio Pilato”). Come sempre, e mai come ora, è questione di saper dare alle parole il senso che più torna comodo. E se adesso, mentre all’orizzonte s’intravede un “fine impero ” dagli incertissimi esiti, il trend, nella élite fighetta con sopracciglio alzato, sta nel dare contro a tutti e mantenersi nel più spericolato (si fa per dire, tutt’altro è) degli equilibrismi…

In assenza di vento stanno afflosciate le bandiere.

In attesa…

Ago
23
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 23-08-2010

Da La Repubblica.it -Io, autore Mondadori e lo scandalo “ad aziendam” di Vito Mancuso-

C’è da giocarsi una palla che sulla definizione di “perpetrato tradimento” della frase di Giuseppe Prezzolini «La coerenza è la virtù degli imbecilli» ad opera di un imbecille che ne ha intellettualmente abusato, diffondendola col più imbecille tra tutti i media (trad.  Maurizio Costanzo, in TV)  pochi saranno d’accordo. Perché, è così che funziona. L’intrinseca proprietà di una stronzata è semplicemente relativa al luogo, al mezzo, al momento, al modo e all’attore della sua propria diffusione. Sappiamo tutti, infatti, quanto facile viene di trasformarla (la stronzata) in memorabile (nel senso di grande e positivamente accettato) evento.

Cominciamo col dire che chi usa ed abusa di ogni furbizia e scaltrezza per assecondare i propri personali interessi, sconfessando, con prassi e spicciola fattualità, il proprio dichiarato interiore percorso, è un incoerente furbastro supponente e borioso che si pensa, in guisa del suo (effimero) status, di là dalla ordinaria banalità del bene banale e del banalissimo male?

Poi, certo che ognuno troverà, personali e più che nobili, motivazioni al suo nobile agire.

E vabbè.

Ago
20
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 20-08-2010

Da Corriere della Sera.it -Morgan fa la pace con Verona. Lettera al sindaco e ok al concerto. Tosi: era importante dare un messaggio di chiarezza. L’artista: l’impegno è costruire futuro senza droghe per i nostri figli-

Commovente, no? Nel senso che qualcosa ti si smuove dentro. Uno spasmo. Movimenti peristaltici. Fa cagare, insomma. Ma, in fondo è comprensibile che un “Artista” di fronte al totale ostracismo, alla totale messa al bando, al totale impedimento a svolgere la propria attività scenda a più “miti consigli”. Quando stile e idee che dovrebbero caratterizzare  l’“essere artista”, impattano col conformismo che tutto avviluppa. Quando a seguito delle pressioni del diffuso pensiero corrente avviene un ovvio e naturale adattamento e una sostanziale “presa d’atto” della realtà circostante. Quando lo stigma dei nostri tempi è il furbo accomodamento alla stupidità di massa.

Per dire, fosse stato un alcolista e avesse tessuto una lode all’Amarone?

Ago
05
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 05-08-2010

Da Lipperatura (blog di Loredana Lipperini) – CHI LEGGE, CHI SCRIVE-

Dove si riprende l’argomento terribile per le tasche di alcuni e per le non aggiornatissime impostazioni mentali (di default) di moltissimi, del diritto del “produttore di cultura” a vedersi sempre e comunque riconosciuti inalienabili diritti. Vuoi di proprietà intellettuale (e ci siamo), vuoi direttamente traducibili in pecunia (ahi!). Risolvendo, cioè sempre e comunque, in commercio il frutto (individuale? sicuro?) della propria creatività. Non tenendo in debito conto della rivoluzione tecnologica in atto che, sappiamo come e perché… etc. etc.

Dice giustamente Maurizio Maggiani « Le persone desiderano accedere a un bene culturale e quando costa troppo trovano un sistema per non pagarlo affatto».

È  così complicato per la testolina di un intellettuale (se tale è, e non un bottegaio attento solo alla sua tasca) di media intelligenza, pensare che forse una delle ragioni della sua stessa esistenza (per la sussistenza vedrà bene di arrangiarsi, come tutti si fa), di più, la sua stessa ragion d’essere, in quanto intellettuale, dipende dal fatto che ci sia qualcuno disposto a rubare (letteralmente) un libro senza altro scopo che di leggerlo?

Lug
27
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 27-07-2010

Da LA STAMPA.itCalippo e Bira, cronache da uno scenario apocalittico di Andrea Scanzi-

Quando prudono le mani. Per la caterva di malafede che trasuda da una generica Pubblica Opinione che, al di là delle ovvie e condivisibili e amene conclusioni che ne trae l’opinionista laureato,  non sa vedere gli effetti di quella causa della quale è artefice, (per la sua parte consenziente) e vittima (per la restante parte)  un intero popolo (votante o astenente, comunque spettatore).

Per dire: se fosse un gioco enigmistico consisterebbe nel trovare le differenze (non di forma, di sostanza) con le masnade di invippati vuoti ed impippati che, da decenni ormai, rappresentano il modello culturale di quei coatti di cui i veri coatti (invippati vuoti ed impippati) si fan gran beffa.

Video importato

Di più: contraddistinte dalla loro totale mancanza di sovrastruttura, luminose e candide nella loro evidente ingenuità, viene di salvarle (pasolinianamente, certo) simili “coatterie”, pensando che forse sono le ultime sacche di attiva resistenza alla conformistica medietà  che ci sta intorno e che tutto invade.


Lug
23
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 23-07-2010

Da LA STAMPA.IT- Cristiano De André: “Mio padre Fabrizio un amico fragile” “Era orso, orco e alcolista. E un genio”-

A dire il vero ne avremmo anche le scatole abbondantemente piene. Di geni e dei relativi luoghi comuni. Che stranamente funzionano (i luoghi comuni) di più e meglio proprio al cospetto dei (sussunti , veri o presunti)  geni. Tanto che è largamente in uso, da parte dei (sussunti, veri o presunti)  portatori di un qualsivoglia talento, per rafforzarne, agli occhi del volgo, l’allure maledetta di quel sé pre-potente, di atteggiarsi a spregevoli stronzi intolleranti e insolenti. Confuso ( il volgo, non il genio) da preminenti letture di, perlopiù, rotocalchi, ove sono ormai secoli che impazza quella trita e tritata e ritrita frasetta «un carattere è un brutto carattere» che, desumendo l’effetto dalla causa, così a occhio, si porta sul groppone la responsabilità di una gran parte del dolore del mondo. Dal Dio biblico (un caratteraccio) giù giù fino ai caporali (cfr. Totò) dei giorni nostri.

Perché è da un malinteso e frainteso amor di sé, debitamente declinato ad indifferenza per i poveri altri di complemento, che, sovente, scaturisce il genio.

Ma anche lo stronzo. E il criminale. E il dittatore. E il profeta. E l’egolatra.

E gli altri tutti…

È quella che si dice: La banalità del male.