Mar
15
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 15-03-2011

Da La Repubblica.it- Nuova esplosione nucleare, il Giappone ha paura – Il governo: “Radiazioni nocive”. E la Borsa impazzisce-

Una basilare forma di igiene lessicale imporrebbe anche un discreto “vaffanculo” a questi idioti titoli. Esplosione nucleare? Siamo matti? Ciò detto, la follia, si potrebbe ben dire, ora consiste nel non prendere atto delle disastrose decisioni passate che, non prevedendo i naturali sconquassi della Natura (ma tu vedi) si ritrova a doverle in un qualche modo a pur maledirle. Fallibilità umana si dirà. Diabolico (e stupido e criminale) sarebbe insistere, persistere e perseverare (e infatti in Italy…).

In quanto alla Borsa impazzita… Beh, chiedersi dell’impazzimento di una cosa intrinsecamente folle quale è quella folle cosa sapientemente ammannita alle folli folle come fosse la cosa più logica della nostra contemporaneità, dopo gli sfracelli esibiti da qualche anno a questa parte, per tacere del passato, che è quella umana follia che è la… Borsa, chiederselo o, peggio, affermarlo è da pazzi.

In quanto al nostro presente… Ragione e Compatibilità e una laica visione imporrebbero proiettarsi verso un Futuro SICURAMENTE privo di risorse fossili e dunque…

E dunque attrezzarsi per tempo.

O no?

Mar
14
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 14-03-2011

La meditazioneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Da Corriere della Sera.it - «Il Nucleare e Noi» di Sergio Rizzo -

E se, molto semplicemente, come al solito, si trattasse di uscire dai vieti schemi delle ammuffite ideologie. Anzi, dall’unica, ormai, praticata ideologia: quella che accusa di furore ideologico ogni altra idea e/o pensiero altro che non siano allineati alla propria: La pretesa modernità che si affida al consueto, stantio ed abusato,  pensiero a breve, utilitaria nel termine più breve possibile, visione. Per la quale è ozioso gioco proiettarsi in un veramente Futuro. Cent’anni che siano o appena di più. Per i figli dei figli degli attuali quarantenni, per dire. Consegnando loro problemi irrisolti. Veleni da doversi smaltire, zone morte e morte città, terre sommerse, inadeguata provvigione di comunque energia e via così. Mentre a dire di qualche presunto o vero sapiente un altro futuro era pure possibile. Di Ragione e Compatibilità basate su elementari Principi di Minima Lungimirante Assennatezza. Investendo veramente nel Futuro. Immaginandoselo oltre le proprie miserabili contingenti convenienze. Quando definitivamente impossibile sarà affidarsi ad ogni risorsa fossile (materiali fissili compresi, va da sé). Conviene sempre ripetere in casi come questi ai dotti signori che grattandosi il mento e alzando l’altero (e stronzetto) sopracciglio si accaniscono coi “venditori di fumo romantici disconoscitori del principio di realtà” (estremisti ecologisti, a loro dire, un po’ idiota, per intendersi) che quando ci ripetono la solita tiritera circa l’assoluta diseconomia di certe alternative soluzioni in campo energetico (tesi più che discutibile, anche un po’ stronza) dovrebbero anche spiegarci una volta per tutte come e quanto e quando sia ammortizzabile il costo di una portaerei, di un caccia a decollo verticale, di un missile a breve o a lunga gittata di un kalashnikov e tutte quelle cose così…

Sarebbe comunque un buon inizio per una accettabile discussione.

Intanto.

Dic
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-12-2010

A chi, molto “demagogicamente”, quando gli si chiede dove reperire le risorse necessarie per mantenere il necessario minimo livello di manutenzione del Paese, che tra altro contribuirebbe a non ritrovarsi nelle solite ridicole e tragiche difficoltà ad ogni nevicata o vedersi crollare intorno siti archeologici o sbriciolarsi tele e/o affreschi e via decadendo, risponde di cominciare dalle spese militari (29 miliardi stanziati per soli aerei militari, controllare, prego) viene altrettanto demagogicamente (senza virgolette, please) risposto che le industrie militari (almeno quelle italiane) da sempre fungono da formidabile volano per la ricerca applicata e per l’intera economia nazionale e che rinunciare a quegli ordinativi metterebbe a grave repenTaglio  tanti posti di lavoro e tanti bei soldini… etc… etc…

Come se INVESTIRE nelle VERE risorse di questo specialissimo Paese non implicasse lo stesso tipo di ricaduta economica. Come se, alla fine della assurda fiera di una sedimentata ed indiscussa idiozia, un carro armato o un caccia, tolto il plusvalore occorso per produrlo, non avesse altro utilizzo e potenzialità che di far, letteralmente, danni e arrecare distruzione. Non, per dire, produrre energia, ripulire strade dalla neve, ripristinare alvei ed argini disastrati di fiumi e di torrenti, recuperare opere d’arte e siti archeologici o centri storici di cittadelle medievali, città terremotate e… E via così, secondo schemi di semplice efficienza di Sistema. Secondo l’unica via umanamente sostenibile e razionalmente progressiva ed economicamente conveniente, lungo la banalissima linea dello sfruttamento (etimologicamente e nobilmente inteso) della immensa potenzialità di questo Paese di matti.

Complicato, vero?

Ott
25
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 25-10-2010

Da IL FOGLIO.it- Quegli sporchi negazionisti dei tea party-

Fate pure, cari. Giocate pure sugli opposti cretinismi per dimostrare, al solito, quanto anticonformisti intelligentisti e stronzisti siete. Il riferimento è a quei sé-dicenti intelligenti de IL FOGLIO e a uno degli argomenti da loro prediletti: Il riscaldamento globale. Negato. Trattato come una teoria mistica-millenaristica. Sbeffeggiato e ampiamente ridicolizzato.

Come se quello fosse il problema. Come se si disputasse dell’esistenza di dio. Come se il modello di sviluppo, la sua compatibilità con la minima vivibilità fossero ininfluenti cosette. Come se nel medio, se non nel breve, periodo, la fine dell’Era del Petrolio (di Era, trattasi, checché ne pensino gli spiritosoni allegri e spensierati (beati loro) di ogni angolo del globo) non si porrà come banalissima evidenza col suo bel carico di problemi da risolvere. Al di là dei, possibili o negati, cambiamenti climatici, si tratta di attrezzarsi per un futuro alle porte comunque complicato sia dal punto di vista energetico cha da quello ambientale. Davvero negarlo porta da qualche altra parte che non sia la solita, miope, stupida, un po’ idiota…?

Là, insomma.

O lì o qui.

Ps. È di queste ore la notizia (da The Guardian.co.uk -Tea Party climate change deniers funded by BP and other major polluters-), vagamente smentita, di lauti finanziamenti della BP (British Petroleum, you remenber Gulf of Mexico?)  ai simpatici rappresentanti dei Tea Party.

Ott
24
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 24-10-2010

Da Corriere della Sera.it -Capitalismo opaco, democrazia debole-

Toh? Ci si arriverà, se pure per vie traverse, a prendere semplicemente (ché, poi tanto semplice non è e non sarà) atto di un avvenuto fallimento. Sì, esattamente quel fenomeno che la dottrina (sì, dottrina) capitalistica prevedeva e considerava buona cosa per separare il grano dal loglio ed ottenerne la virtuosa competizione tra le imprese che sarebbe servita ad indirizzare l’umanità tutta verso un radioso futuro. Il capitalismo sta dimostrando d’aver maturato il diritto dovere di un onorevole buen retiro. Si tratta di ufficializzare l’avvenuta dipartita e darsi da fare per andare oltre. Se si vuole, ovviamente. Se ci si tiene ad un civile e vivibile futuro. La civiltà post-petrolifera sta lì. Assomiglia paurosamente (paurosamente per chi ha il cervello ancorato ai suoi ammuffiti luoghi comuni) a qualcosa che ha a che fare col Socialismo (ché dir di Comunismo sarebbe pretendere l’impossibile da quelle stanche ottenebrate menti).

Inutile anche obbiettare e ricorrere alle solite fossilizzate litanie circa vecchi e nuovi modelli di sviluppo o scomodare sogni, utopie o senso di realtà. Il dilemma che si pone resta un semplicissimo dilemma: O così o barbarie.

Probabile si scelga la barbarie?

Sì, molto facile.

Augh!

Set
15
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 15-09-2010

Da La Repubblica.it- Il boss e il ‘signore del vento’ la mafia nella green economy-

Sperando non si voglia tracciare un forzato e indebito e un po’ anche coglione, parallelo tra l’energia eolica e il malaffare. Cosa che ha tentato subdolamente di fare il sempre prezioso vulcanico (si deve sempre dire così) Prof. Vittorio Sgarbi  da Ro (Fe). Per chi non lo avesse del tutto presente il professore è praticamente una bava capelluta urlante. Urlante a prescindere. Abbastanza noioso anche. Ultimamente, l’esimio, ce l’ha a morte coi questi nuovi mulini a vento che a suo dire (d’ire) deturpano irrimediabilmente il nostro patrimonio paesaggistico. È la stessa polemica che a suo tempo s’è fatta contro i pannelli fotovoltaici istallati sui tetti dei centri storici. Già. Non fosse che da sempre per le facciate e tetti invasi e rovinati da antenne e parabole televisive e dagli ingombranti e rumorosi climatizzatori, il distinto non ha aperto bocca e se, comunque, l’abbia fatto sicuramente la polemica non ha mai assunto i toni veementi che va sfoderando per le pale eoliche. Che sono reversibili e smontabili e cancellabili. Per cui se danno vi fosse è del tutto rimediabile.

“Se”danno. Ché solo un occhio malato di fanatico bisogno di purezza e d’assoluto può vedere scempio dove invece si impone l’”Estetica dell’Etica”. Dove chi vuole e sa, assiste al dialogo di un futuro inoffensivo e innocuo e sobrio (e, si ripete, reversibile) con la potente bellezza della natura circostante. In totale armonia.

Magari l’insigne distintissimo e pregiatissimo prof. sa che la bellezza quando fissata in rigidi canoni, magari stabiliti secondo il ghiribizzo fanatico di presunti puristi del bello (la cui - del bello, non dei puristi – relativa volgarità (o sublimità) dipende sempre dal contesto e dall’occhio di chi osserva), magari scade nel kitsch.

Magari, bum.

Ago
28
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 28-08-2010

Da Corriere della Sera.it -Liquami e schiuma fino al Parco di Monza. Guasto, il Lambro si colora di nero-

Tacessero, dunque. Legaioli, formiconi e maroni e lupi e i lombardozzi tutti e il piccolo ometto (di sgoverno) lombardo in sovrappiù. E risolvessero i loro (e conseguentemente, di tutti gli abitanti il bacino del Po, padani, beh) problemucci merdosi. Se non è petrolio, infatti, è merda scaricata dentro a quello che fino a poco fa indicavano come il loro dio. Sacrilegio, sarebbe. Non Po, ma popò.


Ago
10
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 10-08-2010

Da The New York Times.comPortugal Gives Itself a Clean-Energy Makeover-

In cinque anni dal 17% al 45% . Energia da fonti rinnovabili. In Portogallo. Il NYT cita il premier portoghese, José Socrates, che ricorda i sorrisetti ironici di Silvio Berlusconi (con rispetto parlando) che diceva: «Bel sogno. Poco competitivo. Costa troppo». Il sagace e lungimirante nostro premier non perde occasione per farsi riconoscere.

Dice Bruno Manfellotto, neo-direttore de L’Espresso nel suo editoriale di presentazione ai lettori: «Soprattutto mi guiderà la forza di una testata –“L’espresso”- che da mezzo secolo si batte perché gli italiani possano vivere nel Paese che meritano»

Obbiettivo raggiunto, si direbbe.

Ce lo meritiamo.

Ago
04
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 04-08-2010

Da Il Corriere della Sera.it- Petrolio La proposta del ministro Prestigiacomo Il via ai pozzi. L’Italia e l’allarme Bp: moratoria sulle trivellazioni nel Mediterraneo-

Paura eh? Toh? Sindrome NIMBY (Not In My Back Yard, “Non nel mio cortile”)  anche per la ministra pur favorevole a mettere nel giardino altrui, (e, metaforicamente, nel proprio anche) scorie nucleari ed altre simili schifezze? Giustamente non riesce a nascondere una qualche diffidenza nei confronti della BP. Anche se fino ad ora la stessa BP non è che si sia comportata diversamente dalle altre compagnie petrolifere (e di tutte le imprese che del profitto facciano la loro unica e vera “ragione sociale”). Certo, sfigati nella circostanza della marea nera. Ma, capita. Quando si trattano sostanze suscettibili di provocar disastri etc. etc.

Quello che non si capisce è la vera ragione per cui, noi italiani, ci dovremmo fidare della Prestigiacomo e della masnada di avventurieri che le stanno intorno.


Lug
18
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 18-07-2010

Da La Repubblica.itENERGIA Rinnovabili boom nel 2009 coperti i consumi casalinghi

Toh? Allora qualcosa si può fare. Di intelligente, dico. Basta un niente a volte. Resettare un pensiero che sa di muffa. Un esempio di pensiero fossile? Chiedere in quanto tempo si ammortizza un pannello fotovoltaico e non chiedersi mai non “in quanto tempo” ma “SE” sia ammortizzabile una portaerei.

Ma anche, nel privato, un Suv, uno yacht, una parure di gioielli, un paio di mutande di Dolce&Gabbana ed altre simili indispensabilità…

Insomma, non si tratta del solito dilemma se guardare il dito o la luna. Si tratta di approdare a quel minimo di consapevole visione di quello che intorno accade e accertarsi dove il metaforico (dunque supposto) dito vada realmente (attraverso una esemplificativa trasformazione di genere: da supposto a supposta) ad infilarsi.

Lug
15
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 15-07-2010

Da La Repubblica.it – ELETTROSMOG Radio Vaticana, lettera al Papa dei genitori dei bimbi malati IL CASO: Radio Vaticana, verso la battaglia di perizie. Padre Lombardi: sorpresi dai risultati -

Ogni tanto, anche ai legittimi credenti ad una qualche forma d’Assoluto converrebbe fermarsi e dubitare. Non solo dei risultati a loro sfavorevoli in inchieste che riguardano la vita di persone (bambini, nel caso) reali, realmente ammalatisi. Ogni tanto conviene per il bene di tutti fermarsi e riflettere sulle decisioni che si prendono e magari, nei limiti del possibile e del ragionevole,  assicurarsi che, da quelle decisioni e da certe ostinazioni, non ne venga del male futuro.

Ieri al Tour de France stavano due uomini in fuga. Di quello poi arrivato secondo, Vasili Kiryienka,  il commentatore tecnico della Rai, Davide Cassani, ci informava essere un bielorusso, nato nei pressi di Cernobyl, che a causa del disastro della centrale nucleare del 1986, ha perduto entrambi i genitori e un fratello a motivo di sopravvenuti tumori…

Perché, al di là della leggerezza di qualche informatissimo opinionista laico che magari mette in burletta gli affetti, tutti ridicoli e nevrotici, da sindrome di NIMBY (Not In My Back Yard, “Non nel mio cortile”), poi le cose accadono. La gente si ammala e muore. Qui e là. Dipenda o meno veramente da contaminazioni da uranio o iodio o cesio; dipenda o meno da radiazioni elettromagnetiche da alta tensione o da onde radio, da nano-particelle o da fumi di combustione.

La gente reale alla lunga si ammala e muore per le decisioni di altra gente reale che in piena coscienza decide di costruire una centrale nucleare là, una centrale turbo-gas lì, un’altra centrale ad olio qui.

E per  indecisioni e per insufficienti indignazioni e per indifferenza…

Cantava Guccini «che cosa posso dirvi, andate, fate…»

Ecco.

Giu
21
Filed under (Società) by minimax on 21-06-2010

Da ANSA.itSale energia ‘fai da te’, e’ 7% produzione Italia   Autorita’: boom mini-centrali generazione distribuita, vola solare-

7% !!! Chi glielo dice adesso ai nuclearisti Scajola e Testa (Chicco, ché siamo bipartisan, veh) che diversamente si può. Basta crederci e insistere e sostenere con un po’ di pubblicità. Si può senza mega appalti né mega corruzioni né mega inquinamenti né mega scorie e relative mega storie e relativi mega problemi.


Si tratta di farglielo capire all’Ometto di S-governo (massì, il piccoletto anzianotto, arzillo vabbè, testa asfaltata, faccia gonfia di cortisone e fronte tirata e immobile da botulino, quello!) adesso.

Mag
12
Filed under (Argomenti vari) by minimax on 12-05-2010

Video importato

YouTube Video

Ecco Testa di Chicco che, già a capo di Legambiente (!) e promosso per meriti(?) politici a presidente Enel (dove scopre che a “cumannà pure se futte”), si mette in proprio (ma dai?) e s’inventa im-prenditore. Nuclearista di sinistra bastardista. Che uomo!

Questa strana, stranissima roba è un articolo che il Generale dell’ Esercito Italiano Fabio Mini ha scritto per “ limes rivista italiana di geopolitica. Non si sa quanta attendibilità gli si possa attribuire, ma certo vi si fanno preoccupate e, di più, preoccupantissime affermazioni.
Riportiamo così come riportato dal ” Foglio del lunedì ” di Giuliano Ferrara. Sfugge la ratio che ha indotto Il Foglio a riproporlo. Facile sia di dare un esempio di certe deliranti analisi che circolano.
Ma non importa. Noi, da un punto opposto a quello de Il Foglio, speriamo vivamente che solo deliranti e frutto di malate fantasie, siano.
Comunque non resta che dire: cose da matti!!!!
Da” limes ” rivista italiana di geopolitica
Fabio MINI – Owning the weather: la guerra ambientale globale è già cominciata
Subito dopo l’occupazione irachena da parte della coalizione angloamericana e mentre essa era responsabile della sicurezza dell’Iraq, oltre ai musei, agli uffici governativi, ai palazzi del potere e alle case dei facoltosi iracheni è stata saccheggiata la centrale nucleare di al-Tuwayta, situata 48 chilometri a sud di Baghdad. Secondo Susan E. Rice, (”Iraq’s nuclear facilities looted”, The Globe and Mail, 21/5/2003), sono stati rubati circa duecento barili di plastica. I contenenti ossido di uranio. Nonostante l’allarme si focalizzasse sul rischio che il materiale radioattivo fosse utilizzato dai soliti terroristi per confezionare ordigni esplosivi e bombe sporche, fu immediatamente chiaro che non era il contenuto ad interessare i poveracci che li avevano rubati dalla centrale lasciata a se stessa, ma i contenitori. Dopo averli svuotati sul terreno o nelle acque dei fiumi e dopo averli diligentemente sciacquati, questi caratteristici bidoni di plastica blu sono serviti a qualsiasi cosa e fanno bella mostra di sé dentro e fuori le catapecchie come contenitori d’acqua, olio e pomodori. Altri contenitori sono stati destinati al trasporto di latte che così, fresco e radioattivo, diffonde in altre regioni la contaminazione. L’assenza del controllo che ha portato a tale situazione non si spiega con nessuno scopo militare tradizionale, ma è perfettamente comprensibile se vista come atto di guerra ambientale tendente al degrado permanente del potenziale avversario.
Mentre la scienza applicata alla guerra ci ha abituato a varcare le soglie dell’impensabile, la scoperta delle infinite menzogne usate dall’uomo per fare la guerra e per uccidere l’ambiente ci ha portato a credere che nulla sia più ciò che sembra e che nessuno dica più la verità.
Qualsiasi teoria del complotto prima o poi si rivela fondata e se fino a ieri la realtà superava qualsiasi immaginazione oggi l’immaginazione crea la realtà. Di fronte alle dichiarazioni ufficiali, ai proclami di vittoria, ai resoconti e alle verità confezionate su misura per questo o quel politico e per questo o quello scopo, la reazione degli interlocutori non è più quella di fiducia assoluta prevalente. duemila anni fa, quando anche Bruto era uomo d’onore. Non è neppure quella di duecento anni fa, quando un generale o un capo di Stato non potevano assolutamente mentire. E nemmeno quella guardinga di un secolo fa, quando bisognava distinguere la propaganda dalla verità, o quella sofisticata di vent’ anni fa quando, nelle prime schermaglie della guerra dell’informazione e del marketing, il principio fondamentale era che si potesse manipolare, ma che non fosse mai utile mentire. Oggi la reazione anche del più semplice e credulo osservatore non si accontentò di ciò che si dice e mira a capire cosa si nasconde, cosa viene taciuto e perché. Ogni illazione diventa plausibile e paradossalmente di lì a poco diventa realtà.
C’è, infatti, un trend interessante nell’analisi dei conflitti e delle operazioni cosiddette speciali e segrete come quelle che maggiormente hanno avuto impatto sull’ambiente: a distanza di pochi anni dagli eventi, quando si aprono spiragli sulla verità con la declassificazione di alcuni documenti, si scopre che sono state usate armi, metodi, e procedure fino a quel momento fieramente negate. La scoperta successiva è ancora più stupefacente: ciò che si rileva dai primi riscontri di queste verità nascoste e taciute è che non erano affatto nascoste. C’è sempre qualcuno che le conosceva e che le aveva già denunciate o che le aveva semplicemente accettate perché tanto lo sapevano tutti. Si è già scoperto che l’uso dei detonanti e dell’agente Orange in Vietnam non era segreto, ma apertamente autorizzato, e si è scoperto che tutti sapevano sia della letalità sia degli effetti a lungo termine sulla gente e sull’ambiente della diossina Tccd. Tutti sapevano che l’agente Orange veniva usato in concentrazioni fino a 25 volte superiori alle stesse prescrizioni operative militari e che veniva impiegato anche in zone presidiate dagli stessi soldati americani che si preferiva tener lì per non perdere le posizioni conquistate. Questa diossina è ancora oggi presente sul terreno e produce sempre nuove vittime e alterazioni genetiche.
Quando Colin Powell si presentò al Consiglio di Sicurezza maneggiando una fialetta contenente spore di antrace, convincendo tutti che quella era soltanto una frazione infinitesimale di ciò che aveva Saddam, tutti sapevano che l’antrace e la sindrome da antrace che stava percorrendo l’America e il mondo erano prodotte da laboratori e fanatici americani. Durante la guerra Saddam non usò antrace e dopo la guerra e cinque anni di occupazione militare americana nessuno ha ancora trovato le armi di distruzione di massa del rais. In compenso, da quarant’anni un’altra fiala simbolica circola apertamente nei convegni scientifici ed è comunque largamente ignorata. È un flacone contenente 80 grammi di diossina Tccd che il governo del Vietnam ha estratto da una minima parte del terreno contaminato dall’agente Orange. Tutti sanno che se il flaconcino fosse versato nelle riserve idriche di una città come NewYork, Mosca o Pechino ne ucciderebbe tutta la popolazione.
II dottor Arthur Westing, già direttore del programma ambientale dell’Onu, ha rivelato che gli Stati Uniti in circa dieci anni di continuo uso dei defolianti hanno sparso circa 170 chilogrammi di Tccd. La diossina era presente negli oltre 72 milioni di litri di agenti chimici, di cui l’agente Orango era il 66%, nebulizzati sul Vietnam.
Come confermato da diversi piloti, agli agenti chimici che sono finiti sui bersagli vietnamiti, si devono aggiungere almeno un milione di litri di erbicidi che dovettero essere lanciati in mare o fuori obiettivo in relazione al-
le missioni aeree abortite. Tutti sanno che i piloti non possono rientrare alle basi con il carico di esplosivo o materiale chimico non lanciato e quindi se ne devono liberare. In Vietnam una delle aree preferite per disfarsi dell’imbarazzante carico era il bacino idrico Long Binh. Nel 1988 il dottor James Clary, che partecipava con l’esercito all’impiego dell’Orango, ha testimoniato ad una commissione del Congresso che al tempo «eravamo consapevoli della presenza della diossina e del suo potenziale danno. Sapevamo anche che l’esercito lo usava in concentrazione superiore a quella prevista perché costava poco ed era facile da produrre. Nessuno si preoccupò più di tanto perché il materiale veniva comunque usato sul nemico».
Tutti fingono di credere che le devastanti esplosioni delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki siano state le prime ed ultime della storia militare. Eppure tutti sanno che da allora ci sono state più di mille esplosioni nucleari nel sottosuolo, nelle profondità degli oceani, in superficie e nello spazio. Spacciate per test ed esperimenti scientifici, queste esplosioni hanno messo a punto la guerra sismica, che prevede la produzione di terremoti, la guerra ionosferica che prevede l’alterazione dello strato elettromagnetico che avvolge la Terra, l’alterazione delle fasce di Van Allen – che comprendono potenti campi magnetici che catturano e attenuano le emissioni elettromagnetiche provenienti dal sole e dallo spazio proteggendo la sottostante atmosfera – e dello strato dell’ozono.
Sunzi codificò l’impiego del fuoco e dell’acqua come strumento estremo di lotta. Le orde mongole incendiavano le praterie per allontanare il nemico pur sapendo che la loro sopravvivenza dipendeva proprio da esse. Nella seconda guerra mondiale, i norvegesi provocarono slavine e frane sul proprio territorio per impedire l’avanzata dei tedeschi, e gli olandesi distrussero le proprie dighe lasciando che l’acqua marina inondasse un terzo del proprio terreno coltivabile nel tentativo di dissuadere l’occupazione tedesca. La guerra ambientale riguarda soprattutto i danni infinti all’ambiente perché si possano sfruttare al meglio le proprie potenzialità e limitare quelle delll’avversario, del concorrente e persino del proprio alleato. Non si tratta di contingenze belliche limitate nel tempo, ma di piani deliberati di desertificazione umana come quello attuato dai romani durante la terza guerra punica, quando cosparsero di sale il terreno agricolo di Cartagine rendendolo improduttivo. Si tratta di vere e proprie modificazioni dell’ecosistema, come quelle messe in atto nella guerra del Pacifico da giapponesi e americani, privando intere isole di vegetazione e flora marina. Molte di queste sono ancora oggi deserte e il sistema ambientale locale è definitivamente compromesso.
Generale Sheridan nel 1865 procedette alla sistematica eliminazione delle mandrie di bisonti per sottrarre agli indiani il mezzo principale di sostentamento. L’anno prima aveva distrutto tutte le coltivazioni della valle dello Shenandoah.
Il sistema per provocare terremoti e tsunami non è una novità per la ricerca militare. Fin dagli anni Quaranta un professore australiano, Thomas Lleech, preside della facoltà d’ingegneria all’Università di Auckland in Nuova Zelanda e assegnato per la guerra all’esercito neozelandese, condusse esperimenti per conto degli americani e degli inglesi cercando di provocare onde anomale in corrispondenza di particolari bersagli nel Pacifico. Gli esperimenti rimasero segreti e non si elevarono oltre il livello di mini-onde di marea nella zona di Whangaparaoa, a nord di Auckland, nel periodo 194445. Il loro principio si basava sulla detonazione di cariche esplosive sottomarine in serie, ma la “bomba tsunami” di Leech non fu mai resa operativa e la guerra terminò
prima che il progetto fosse completato. La difesa americana ritenne le esperienze molto interessanti e nel condividerne i risultati con il governo neozelandese (fino a quel momento non interessato) invitò il professore ad assistere agli esperimenti nucleari nell’atollo di Bikini sperando che ne traesse qualche spunto d’interesse per il suo progetto. Sembra che Leech non abbia accettato, ma non è chiaro se la ricerca continuò con lui. È però certo che gli americani la proseguirono senza di lui dando vita ad un nuovo campo di applicazione della guerra e ad una nuova metodologia dello studio dei terremoti e delle esplorazioni geologiche utilizzando le onde sismiche.
Dal punto di vista pratico, la tecnologia nucleare moderna e soprattutto la grande produzione di mini-testate nucleari o la sovrabbondanza di mine nucleari mettono a disposizione la capacità d’innescare esplosioni sotterranee e sottomarine che in particolari condizioni possono innescare a loro volta terremoti e tsunami. Inoltre, la convenzione internazionale della legge del mare fornisce nuove opportunità di sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie sottomarine anche ai paesi che non hanno sbocchi sul mare. Le grandi compagnie petrolifere e minerarie stanno scandagliando il fondo marino e le esplorazioni si avvalgono anche di test sismici provocati da esplosioni controllate. Da tempo molte compagnie americane premono per essere autorizzate ad impiegare mini-testate nucleari a ordigni a penetrazione (bunker busters) e non è detto che non ci siano già riuscite.
È perciò abbastanza comprensibile che ogni volta che c’è un terremoto lungo una faglia tettonica l’attenzione si sposti sulle compagnie petrolifere che stanno effettuando ricerche e trivellazioni lungo la stessa faglia anche a distanza di migliaia di chilometri. È accaduto per il terremoto di Kóbe, per quello di Santo Stefano del 2003 a Bam in Iran e per lo tsunami indonesiano dello stesso identico giorno dell’anno successivo. Ugualmente comprensibile ma molto più difficile da determinare è l’eventualità che i cataclismi siano stati innescati da esplosioni mirate condotte da militari. L’intervallo di un anno esatto fra il terremoto di Bam e lo tsunami indonesiano, eventi che hanno devastato nel periodo natalizio due aree a maggioranza islamica, non è apparso una coincidenza. Cosi come è apparsa sospetta l’offerta immediata di aiuto degli Stati Uniti all’Iran islamico, “Stato canaglia”, e membro dell’asse del male” nonché loro peggior nemico, quasi ad enfatizzare la magnanimità dello spirito messianico e natalizio cristiano. L’anno successivo, dopo lo tsunami, è anche apparso sospetto l’immediato invio degli aiuti americani all’Indonesia islamica sotto forma di missione militare nella provincia ribelle di Aceh, dove da tempo la Exxon Mobil cerca di avere una base permanente per lo sfruttamento delle considerevoli risorse minerarie e di idrocarburi. Per aver la conferma dei sospetti e delle illazioni bisognerà però aspettare qualche anno.
Il secondo campo di speculazioni verosimili ma non ancora verificate riguarda la capacità di alcune armi ad onde elettromagnetiche di alcune armi di provocare alterazioni della ionosfera, delle fasce di Van Allene e dello strato di ozono nonché terremoti, maremoti, surriscaldamento e raffreddamento di masse gassose, liquide e solide e, quindi, di indurre e pilotare cataclismi atmosferici fino a determinare variazioni climatiche permanenti .. Anche in questo caso tutti gli interessati ai vari progetti negano con forza che queste capacità siano reali e che si siano mai condotti esperimenti in tal senso. Allo stesso tempo tutti sanno che fin dagli anni Quaranta i sovietici avevano sviluppato la tecnologia delle onde longitudinali, che in teoria consente a fasci di energia di muoversi a velocità superiori a quella della luce. Tutti sanno che una capacità di questo tipo può provocare distruzioni istantanee in qualsiasi punto della Terra e dello Spazio. Tutti sanno che gli Stati Uniti da decenni finanziano un progetto di trasmissione di onde ad alta frequenza in corrispondenza della fascia elettromagnetica terrestre. Il progetto denominato Haarp (High Frequency Active Auroral Research Program) è finanziato dal Pentagono a titolo di studio. Ma tutti sanno che il Pentagono non spreca soldi se non ha un interesse militare.
La ricerca militare si è rivolta sia alle bassissime frequenze (Elf) sia a quelle alte. In entrambi i casi lo scopo è quello d’interferire con la ionosfera in modo da aumentare o diminuire fino alla soppressione le capacità di trasmissione di segnali radiomagnetici. Le emissioni dei trasmettitori di Haarp che avvengono quasi regolarmente in quattro periodi dell’anno sono in grado di inviare nella ionosfera raggi di potenza superiore al gigawatt Gli scienziati che si occupano del programma negano che la loro attività abbia una qualsiasi valenza militare o che interferisca con l’ambiente naturale. Tuttavia, il termine “auroral” che fa parte del suo acronimo riferisce al fenomeno delle aurore boreali che si determinano nella zona di confine tra ionosfera e atmosfera quando emissioni ad altissima energia provenienti dal sole vengono convogliate dal magnetismo terrestre verso i poli e vanno a collidere con le particelle più rarefatte dell’atmosfera. Haarp nega che le sue emissioni siano in grado di produrre artificialmente questo fenomeno, anche se le emissioni sono dirette esattamente verso la stessa zona e hanno caratteristiche molto simili a quelle ad alta energia provenienti dal sole.
L’alterazione della ionosfera .non è nuova per gli esperimenti militari ed ha diversi precedenti. Nel 1958 gli Stati Uniti fecero esplodere tre ordigni atomici a fissione nella parte inferiore della fascia di Van Allen e due ordigni a fusione nella parte alta dell’atmosfera, sparando una quantità enorme di radiazioni e particelle nella ionosfera fino ad alterarne l’equilibrio. Gli esperimenti nella ionosfera continuarono nel 1962, danneggiandola, e furono sospesi per l’indignazione della comunità scientifica internazionale. Nello stesso periodo iniziarono gli esperimenti sovietici nucleari nella ionosfera e nelle stesse fasce di Van Allen, che furono seriamente danneggiate, permettendo il passaggio delle dannose particelle cosiniche.
Oggi sono proprio i radar meteorologici ad individuare – spesso in corrispondenza di aree colpite da gravi fenomeni atmosferici – le segnature circolari tipiche delle onde elettromagnetiche ad alta frequenza come quelle generate dalle emittenti di onde longitudinali, onde scalari, silent sound e di quelle delle trasmittenti Haarp.
Secondo uno scienziato militare americano, il dottor Thomas Bearden, (ingegnere nucleare, specialista in armi elettromagnetiche a onde scalari, armi a energia, teoria dei campi unificati, elettrodinamica, sistemi ad energia libera, nonché direttore dell’Association of Distinguished American Scientists), i russi da tempo hanno realizzato armi per controllare il tempo meteorologico e perfino di più. Bearden asserisce che i sovietici si sono avvicinati per primi all’impiego delle onde longitudinali e delle loro derivate onde scalari e sostiene che le abbiano già usate contro gli Stati Uniti proprio per modificarne il tempo meteorologico e il clima. Con i primi esperimenti essi riuscirono a trasmettere attraverso una barriera l’onda elettromagnetica portante di una sinfonia di Mozart ad una velocità di (4,7 volte superiore a quella della luce. Le onde longitudinali possono essere ottenute con trasmissioni di plasma elettromagnetico o altri metodi, portandole ali interferenza reciproca. Allo stato puro possono viaggiare a velocità illimitata e mantenere energia infinita.
Bearden afferma che il primo esperimento offensivo sovietico contro gli Stati Uniti con un’arma a onde longitudinali fu effettuato nell’aprile del 1963 e distrusse il sottomarino atomico Uss Thresher al largo della costa orientale americana. Il giorno dopo i russi avrebbero provocato una esplosione sottomarina a 100 miglia a nord di Porto Rico. L’esperimento produsse una colonna d’acqua alta oltre un chilometro e mezzo, che fa avvistata da un equipaggio aereo e riportata all’Fbi e alla Guardia costiera. Secondo Bearden l’uso di onde elettromagnetiche longitudinali per la modifica meteorologica è molto semplice. Gli impulsi di tali onde possono essere diretti con particolari interferometri e se fatti divergere provocano un surriscaldamento della superficie colpita, mentre la raffreddano se fatti convergere. Siccome le onde longitudinali sono praticamente prive di massa non vengono alterate o attenuate dagli ostacoli e possono essere dirette e calibrate a qualsiasi distanza. In questo modo si possono creare punti caldi di bassa pressione in una zona e punti freddi di alta pressione in un’altra. Le masse nuvolose possono perciò essere pilotate e magari fatte convergere in zone già instabili favorendo le condizioni per uragani, tornado e precipitazioni inaspettate. Le alterazioni atmosferiche a lungo andare portano a vere e proprie modificazioni climatiche.
La prima modificazione di questo tipo che i sovietici avrebbero indotto in corrispondenza degli Stati Uniti sarebbe avvenuta nel 1967. Le tracce elettromagnetiche perfettamente circolari furono individuate come piccoli buchi nelle nubi e, secondo Bearden, furono la causa di quell’anomalo e freddissimo inverno che flagellò il Nordamerica. Altre modificazioni sul territorio americano sarebbero state fatte nel 1976. Bearden asserisce che dal giorno dell’attacco metereologico sovietico ai danni degli americani come regalo per il bicentenario della costituzione degli Stati Uniti, il tempo dell’emisfero nordamericano è cambiato in modo sostanziale. Ancora più preoccupante è la possibilità di dirigere le onde longitudinali e scalari sia ad impulsi sia in forma continua su particolari masse terrestri continentali o sottomarine. Le correnti oceaniche-sonO soltanto masse d’acqua di diversa temperatura in movimento una sull’altra e una a fianco dell’altra, in diverse direzioni. Bastano differenze impercettibili di temperatura per creare tali movimenti. Con le armi a onde longitudinali piazzate in mare e predisposte per emettere onde continue piuttosto che ad impulsi non si creano punti caldi o freddi, ma si surriscaldano o raffreddano le intere masse attraversate. La differenza di temperatura produce piccole o grandi correnti come il Nino e la Nina, che determinano il clima delle fasce costiere lambite.
Inoltre, queste onde hanno la capacità di percorrere e alterare le masse terrestri continentali o sottomarine. I flussi di energia che attraversano le masse solide attivano le proprietà piezoelettrichedel-
le rocce, che man mano che l’energia aumenta cominciano ad espandersi meccanicamente. Se tale espansione viene prodotta in una zona di faglia tettonica si finisce per far scivolare una parte della
frattura rispetto all’altra e ad innescare crolli tettonici e terremoti. Anche in questo caso basta una minima variazione in un punto e un piccolo cedimento per avviare un movimento lungo tutta la faglia. Ciò che è producibile con le esplosioni sotterranee usando esplosivi convenzionali e nucleari è teoricamente ancora più facile con gli impulsi di onde longitudinali e scalari.
Fabio Mini
ad integrazione una Intervista sull’argomento allo stesso Gen. Mini : da www.ariannaeditrice.it