Connessioni sliding doors, ovvero i personali percorsi che da un fatto la mente prende secondo logiche imperscrutabili. Boh.

Ma dunque:  nuotavo su un ridicolo abisso e allora: 
Martin Eden, Jack London, Majakovskij,  la Gioconda, Duchamp, Dalì, il tempo molle, il tempo che fugge,  il tempo perduto, Proust, la sensualità, le fanciulle in fiore, i miei vent’anni, il giovane Torless, Musil, Joyce, l’Ulisse, il rognone di castrato, la claudicante sulla spiaggia, la fisiognomica, madame Chauchat, le oziose stimolanti discussioni intorno al tutto, Settembrini, i rossi,  i gialli, il giallo, Van Gogh, l’orecchio mozzato,  Novecento di Bertolucci, Olmo, Il tasso del tasso del tasso, Campanile, ancora Proust, il cappello di madame  Bovary, la  carrozza, palla di sego, ombre rosse, Leone, Morricone, Volontè, Rosi, tre fratelli, l’anello perduto nella sabbia, De Gregori, generale , e Johnny prese il fucile, orizzonti di gloria, un anno sull’altopiano, la grande guerra, Monicelli,  Totò,  la Magnani, bellissima, Visconti, Fellini, i funerali di Togliatti, Dalla, Tenco, il 67, il 68, le parole tra noi leggere, carosello, Pasolini, ancora Totò, gli uomini e i caporali, il Potere, la figa, il vasto mondo, Courbet, Millet, il socialismo romantico, il socialismo reale, il muro, Sartre, Camus, lo straniero, la madre, la mamma, Bennato, le canzonette, l’avvelenata,  Guccini, Nietzsche, un cavallo, la pietà, la follia, la bella estate, il vizio assurdo, eiaculatio praecox, non fate troppi pettegolezzi, Majakovskij, dove vanno le nuvole…

Già, dove vanno le nuvole… e via così… 



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