Feb
28
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 28-02-2012

Da Corriere della Sera.it- «Le crisi parallele di PDL e PD.  L’amalgama inesistente» di Angelo Panebianco-

Il fatto che gli esimi opinionisti (establishment, mica passanti per caso) alzino schifati il sopracciglio tirandosene fuori dal FALLIMENTO (etico, culturale, sociale, economico e chi più ne ha…) di un Paese, sta implicitamente ad indicare le ovvie ragioni di quello stesso fallimento…

Ognuno a tirarsene fuori, appunto. Spesso i più responsabili, appunto. Classe dirigente tutta, appunto, che accerta ed appura e lo palesa il proprio fallimento, appunto.

Senza pudore.

Feb
27
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 27-02-2012

Da La Repubblica.it – Nanni Moretti, il cinema alla radio. Quel giorno in cui Lynch mi minacciò”-

Anche un chissenefrega (come ieri, d’altronde, è un vizio) ci starebbe… Ma ovviamente cogliamo in tutta la sua tipicità la rivelazione morettiana. Però..
Però l’incazzoso talentuoso (il nostro, non il genio folle e stravagante – e in quanto tale anche banale, perché no?- Lynch) tra l’altro finisce (o inizia) con una qualche forma di sonorissima cazzata.

Riporta l’articolo: « ma accusa anche “tutti quelli che scaricano i film dal web, qualunque sia la loro età e il ceto sociale” ». Come dire… che anche certi talenti si conservano e si coltivano il loro oscuro lato di coglioneria piccina picciò: un ARTISTA che tale si ritenga, indipendentemente dai soldini e dai modi con cui trova il modo di remunerarsi con le sue OPERE, dovrebbe più che gioire per il solo fatto che qualcuno brighi in qualsiasi modo per “accedere”  in qualsivoglia modalità a quelle stesse sue OPERE. Sennò… sennò è solo un banale BOTTEGAIO traffichino che si arrabatta per guadagnarsi “tre soldi per il lesso“. Siamo mica nell’800, veh.

Direbbe Lucio Dalla: Nanni, ma sta’ ben su

Aggiornamento 1/03/2012 dovrei adesso correggere con un Lucio Dalla avrebbe detto…  ma fa nulla… resta l’omaggio a una bellissima persona R.I.P

:-(

Il riferimento era ad un suo racconto: in Piazza Maggiore a Bologna la mattina prestissimo lui a fare footing e a cadere come un salame su gradini e un netturbino ad osservarlo tra derisione e indifferenza e a dirgli: mo’ tirat ben su

Feb
26
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 26-02-2012

Da l’Unità.it – Mills, il giudice arriva tardi. Berlusconi ancora prescritto

O del niente che ci perseguita e che pur volentieri induce a rilassata atarassia. Rispetto a quel che è stato (e Stato, ben purtroppo) e che non è più e mai più non sarà. Con le evidenze del caso. Non solo giudiziario. Il Giudizio all’insegna del “Senza Giudizio”. Nel senso del poco intelletto e delle casuali azzeccagarbugliesche prescrizioni. Sì, vabbè.

Compresa l’indecenza endemica dei due giornali (Libero e Il Giornale, con molto rispetto parlando) appaiati (come coglioni, naturaliter)  che all’unisono (e tanto o poco basterebbe a sottolineare la infima caduta nel ridicolo di ogni sentore o parvenza di italianità nel mondo, beh) titolano, da servi al servizio del loro ideologico o proprietario padrone:

Berlusconi – PM: 25 a 0

Compreso un liberatorio e finale CHISSENEFREGA che ne sottolinei l’avvenuta irrilevanza di quel lontano ricordo di quel ridicolo ometto che fu. E il silenzio tombale che ne consegue da parte della gente normale di questo esausto Paese…

A, definitivamente, seppellirlo quel triste cadavere in forma di manichino.

Consegnandolo da ora e per sempre al, malinconico quanto indefinito, ignoto del nostro scontento.

Berlusconi chi ?

Da Avvenire.it- Bagnasco: gioco d’azzardo vera emergenza sociale-

Quando i vescovi e in particolare il loro capo, ne imbroccano una, conviene rimarcarlo. Tanto rara cosa è: dalle tartufesche contestualizzazioni di bestemmie e blasfeme barzellette al supporto fornito a emeriti gaglioffi di Potere tramite appositi convivi. Tra bertoni e fisichelli e lombardi e viganò e via così tutti, a, a forza di melliflue gran sfregature di viscidissime mani, giostrarsi intorno a questioni più che temporali, tutte grondanti di viscosissimo POTERE… Così come conviene evidenziare il colpevole (giusto trattenersi un attimo da imbarazzanti, troppo qui ricorrenti, superlativi)  SILENZIO di Giovanardi e Gasparri (per dire di due cretini col patentino che hanno una assidua frequentazione di posti come San Patrignano –  come sostenitori e benefattori, che si pensava? – ) di fronte a questa nuova, più che legalizzata, DROGA.

Oh,

Feb
24

Da La Repubblica.it - Draghi: “Il modello sociale europeo è superato servono liberalizzazioni e riforma del lavoro”-

« Suona come un’orazione funebre l’intervista di Mario Draghi al Wall Street Journal. Il funerale è quello del modello sociale europeo, che il governatore della Bce definisce “ormai morto”»

Vien di chiedersi da quale mefitico respiro insufflato in quale futuro trovino inspirazione (sic) e, conseguentemente ispirati, parlino e straparlino questi freddi gelidi forse già morti (loro sì) tecnocrati. Se se ne rendano conto, se il sospetto venga pur loro, di essere ormai approdati ad un ineludibile OLTRE rispetto ai luoghi e ai tempi di un CAPITALISMO, ormai ben più marcio che semplicemente maturo?

E se pure si sta in un mondo dove viene più facile insistere a continuare a procedere per vecchi vecchissimi desueti schemi da parte delle classi dirigenziali spesso stupidamente (ma queste sono scontatissime cose) elette dalle moltitudini che ne verranno, da questo disastro, inevitabilmente travolte, piuttosto che pensare all’unica sensata soluzione che ha a che fare con teorie e prassi con una forma di SOCIALISMO ove si preveda una banalissima REDISTRIBUZIONE delle risorse ben disponibili, del poco LAVORO, dei benefici e dei risparmi offerti dai progressi tecnologici (come pensò, più avanti di questi tristi mostri rivolti ad un ignobile passato, il buon caro vecchio barbone dell’800, tale MARX KARL) del tanto tempo che ne rimane da questo, altrimenti, progresso scorsoio. Tanto difficile capire l’avvenuta sostanziale nocività allo stesso SISTEMA dell’accumulazione capitalistica in una economia totalmente finanziarizzata? Enormi ricchezze che nelle mani di pochi diventano meri strumenti di mero potere non direttamente spendibili se non verso investimenti a carattere esclusivamente speculativo. Risorse sottratte all’economia dei beni e servizi ed affidate alla follia del denaro creato dal denaro. Ad libitum. La finzione e l’azzardo e le scommesse elevati a misura della vita delle persone. Il valore dato dal movimento delle cose e non dalle cose stesse. Le regolazioni e le disposizioni e i controlli parametrati sulla visione folle ed idiota di una ideologia il cui unico scopo sarà divorare sé stessa. Dove ogni altra via di produzione e commerci che persegua le strade fin qui stancamente percorse non solo rivela la sua assoluta inadeguatezza risolvere i banali problemi del quotidiano vivere ma presa da un viluppo di mortifera contorsione e…

e… niente…

Ove mai non si capisse non basta che poi l’idiozia si esprima alla sua massima potenza con decisioni ed investimenti che solo nell’ambito di un cretinismo criminale possono trovare razionale spiegazione:

10 miliardi di cacciabombardieri

E li chiamano tagli…

Che altro?

Feb
19
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 19-02-2012

Da La Repubblica.it – Berlinale, Orso d’oro ai Taviani “Grazie ai detenuti di Rebibbia”-

Ove, più di quello di cui si parla, nel premiato film, («Cesare deve morire») vale il senso altro che si suggerisce:
« Spero che qualcuno tornando a casa dopo aver visto Cesare deve morire – ha detto Vittorio Taviani – pensi che anche un detenuto, su cui sovrasta una terribile pena, è e resta e un uomo. E questo grazie alle parole sublimi di Shakespeare”. Paolo ha voluto rendere omaggio ai reclusi che, ognuno nel proprio dialetto, hanno interpretato il testo del Bardo: “Voglio fare alcuni dei loro nomi: a loro infatti va il nostro pensiero, mentre noi siamo qui tra le luci sono nella solitudine delle loro celle. E quindi dico grazie a Cosimo, Salvatore, Giovanni, Antonio, Francesco e Fabione »

E probabilmente si assisterà alla solita fiera della banale (nel senso proprio e nel senso altissimo che si può dare al termine) umanità e si constaterà la solita discrasia tra diverse ed opposte visioni. Solita schizofrenia. Ché il conflitto, spesso inconsapevolmente interiore, si esprimerà nel dare diversi giudizi, anche del medesimo soggetto, rispetto ad un unico problema. Che sta tra la vendetta e il perdono. Tra il forcaiolismo più becero e feroce e privato d’ogni slancio di umanità (di scuola: i criminali – con o senza virgolette- devono morire e/o marcire in galera) e l’afflato umanitario (che spesso dimentica l’orrore pregresso di cui si sono resi colpevoli i portatori – adesso passivi e ieri attivi – di tanto dolore…) che vede solo la buona disposizione dei reprobi virata sul compassionevole presente. Secondo il contesto, ovviamente. Secondo i luoghi (social network di gran lunga forcaioli solitamente assetati di sangue e/o blog riflessivi portatori di ponderate ragioni d’umanità  magari contrapposti agli altri, sé pensanti portatori di intelligenza diversa e non conformista, che irrideranno al cosiddetto buonismo allineandosi di fatto al becero populismo da cui pure pretendevano distinguersi… In un vortice di deprimenti contrapposte idiozie.

Tra la colpevole dimenticanza e il colpevole oblio… Insomma non ne usciremo, imbottigliati dai contrapposti (anche interiori, si ripete) stereotipi sul bene e sul male.

Salvo fermarsi un momento a rimirarsi nel vuoto un quanto di consapevolezza della complessità. Rifiuto dell’assoluto (il mondo in bianco e nero, pure bellissimo per altri filmici versi) e diverse gradazioni di toni e di colori…  

Funzioni di particella o di onda…

E via sfumando…      

Per dire…

Feb
11
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 11-02-2012

Da La Repubblica.it – Messaggio blasfemo su Twitter: poeta arabo rischia la pena di morte -

Blasfemia declinata in residui di barbarie ai confini della nostra triste contemporaneità. Cavando, al solito, sangue da (teste di) rapa. Insistendo nel grande inganno di un dio che – evidentemente – presiede ad una indefettibile e pur straordinaria e pur ordinaria forma di umana stupidità. Dalla notte dei tempi. Dalle umane albe e bestiali. Su fuochi e misteri e sogni dei morti. E, infine, della lenta costruzione delle parole intorno ad un vivere assurdo. Intorno a quel fuoco o a un altare, davanti ad un cippo o a una grotta, accovacciati o inginocchiati a inventarsi, all’uopo, un senso ultimo e definitivo. Richard Dawkins la chiama in un suo bel libro «L’Illusione di Dio».

Ovviamente neanche immaginabile un appello a dare una scorsa, agli ottusi credenti (o credenti ottusi) portatori insani di menti e di fedi assurde, di resettare un pensiero che, per quanto mosso da sentimento sincero e d’afflato d’umanità, a questa imbarazzante impasse ci ha pure portati. Bislacchi pensatori, bizzarramente vestiti per darsi un’aura di, sovrumana o oltreumana, autorevolezza (alla stregua di imbarazzanti stregoni d’altri tempi ), che basandosi su palesi castronerie tratte da libri cui attribuire potere di indiscussa sacralità (?), arrogandosi arbitrariamente il diritto di insegnare l’ultima versione della assoluta verità e tutte le restanti cose del mondo al mondo dei restanti festanti e/o terrorizzati cretini…

« Continuiamo così, facciamoci del male » dice Nanni Moretti a proposito di chi non ha mai assaggiato la Sachertorte

:-(

Feb
10
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 10-02-2012

Da LA STAMPA.it- Buongiorno: trova le differenze. di Massimo Gramellini-

Non solo, ovviamente le differenze. Anche la furba continuità. Di un’entità che si muove nell’ombra. Che si genera e si riproduce per auto-poiesi. POTERE, lo si suole – e si vuole – così chiamare. Che non è  (pure scritto così, come si deve) espressione di mitiche trame e supposti complotti. È semplicemente l’evidenza della VITA che, normalmente e in ogni ambito, si impone. Tra geni egoisti e  primordiale pulsione di dar loro (o di procurarsi ,da loro, comunque) continuità e discendenza. Uniti in un equanime spirit of Time, ma dai? Dell’uno ( il primo e ridicolo e patetico e buffone e giustamente reietto e vilipeso presso la comunità internazionale) e dell’altro (il secondo, sorretto da ben altra presentabile ed autorevole forma ma sostanzialmente, se pur diversamente, spinto a quella stessa patetica esigenza di dare un senso ad una comunque patetica – in quanto universalmente , penosa -  esistenza, un senso, un qualsivoglia motivo ed esserci e ad insistere a farlo). Legittimamente per l’uno e per l’altro e per tutti noi piccoli uomini sotto questo imponente e annichilente universo, con le conseguenze logiche e filosofiche che ne discendono da cui trarne solite amare e pur illuminanti conclusioni circa il senso del nostro vano e pur mai vano esistere… Tra farsa e tragedia. Da – per tenersi sull’alto- Shakespeare arrivando a Totò… Dove tutto è compreso. Incomprensibile, compreso.

Senza, peraltro, nemmeno dimenticare che l’oltraggio di ieri e l’omaggio di oggi sempre a quella entità sono ugualmente e spietatamente ispirati: la formula del giudizio (concessione benevola o intimativo richiamo essa sia) stabilisce infatti una gerarchia (al primo che offre il caffè o il drink o – un tempo – la sigaretta… spetta la primazia non tanto della generosità quanto quella dell’ambizione ) di POTERE…

Tutto già visto, tank you.