michele serraUn link, la foto di un testo, una richiamata citazione. A dimostrazione che i filosofi (Hegel nel caso) non sono solo buoni per dare un titolo ad un pregevole, ormai datato, album dell’ultimo Battisti (Lucio, non Cesare) oppure per costruire vaghe idee intorno ad un percepito e tutto soggettivo e dunque un ovvio vattelappesca, Senso della Vita. Servono per riportarci ad una citazione, sbilenca alquanto nel momento in cui fu pronunciata e puntualissima or ora. « La lettura dei giornali è la preghiera laica mattutina dell’uomo moderno » ? Quella, giustappunto.

Pagina 38 di La Repubblica addì 30/09/2011. Sì.

Articolo di Adriano Sofri intorno alle risposte idiote e forse vane che si stanno dando alla Crisi; di un diverso modello di Crescita; di un sussulto della razionalità e del buon senso e  - ovvia deduzione – di un qualche abbandono di vieti ed abusati riscontri dottrinali che infileranno l’ Italia (a breve e, in seguito, Europa e l’intero Mondo) in un epocale disastro planetario.

- Risposta di Corrado Augias ad un lettore circa la rinuncia da parte di uno Stato sovrano (italiano, veh ) a parte della sua sovranità a favore di altro Stato (a potere assoluto intanto che ci siamo, Vaticano, veh) per via di servili Concordati. Lo fa a proposito dell’arbitrio decisionale che lo Stato affida ad una diocesi a proposito della assegnazione di un posto di insegnamento in una scuola dello Stato Italiano. Augias termina: «… L’ora di religione sfugge al dettato della Costituzione poiché in in pratica diventa l’estensione in ambito scolastico della catechesi di quella chiesa. Che poi alcuni insegnanti trasformino la loro in una lezione sulla spiritualità umana è una cosa che va certo a loro merito ma non elimina l’impianto medievale di questo insegnamento».

- L’Amaca di Michele Serra che non fa che ribadire (e se par poco) delle tarde resipiscenze di qualche legaiolo più che indecente: anche patetico.

Oremus.

Set
21
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 21-09-2011

Nel mentre che la cara salma del plutocrate che fu, si eccita ormai a giocare col telefono (è di ieri sera la chiamata a Ballarò dove, dopo qualche squillo – inteso come trillo del telefono –  si sentiva un equivoco ansimare a cui faceva seguire il solito inquietante silenzio) si comincia, anche nei circoli del nulla dell’establishment italiota, a profilare una via “onorevole”d’uscita. Per non smentirsi completamente e gettare al cesso  la loro onorata carriera, gli opinionisti terzisti anzichenò al contempo escogitano la loro via di fuga dalle loro discutibili pregresse miopie.

Quello che non s’è ancora capito da parte degli  oppositori all’ormai imminente disastro imprigionati tutti da una teppa di scalcagnati “RESPONSABILI” è che la exit strategy invece che al plutocrate puttaniere è a loro (Calearo, Scilipoti, Pionati e compagnia cantante, con rispetto parlando) che occorrerebbe assicurarla. Come si fa coi pentiti di mafia: un cambio d’identità, qualche soldo, una carica in qualche ente, qualche miserabile prebenda, un congruo vitalizio.

Sarebbe sempre meno che il prezzo che si va a pagare a continuare nella oscena indecenza.

Set
20
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 20-09-2011

Da doppiozero.com- I corpi dei Capi di Marco Belpoliti -

Col “tag” la cara salma , qui cercando significare le medesime cose ben altrimenti dette nel magistrale articolo di Marco Belpoliti.  Ovvero che le parole hanno come primaria proprietà contraddire e tradire sé stesse. E, in estensione, il senso che alle parole si pretende dare. L’insistito ed ossessivo sfoggio che rivela in un pur muto urlo la mimesi della infida parola. La profonda intimità che ad onta di ogni trattenuta pudicizia si appalesa. E lì dove stavano Potenza, Coraggio, Orgoglio, Vita,  vi si leggerà la piccineria, l’impotenza, il terrore, la frustrata mai sopita invidia e infine, temuta, indicibile, nell’orrore primigenio che, unico, dà senso alla leggerezza della vita: la MORTE.

Se ci si pensa un attimo, una sorta di riscatto – del tutto inconscio, ça va sans dire - da parte di quel ridicolo ometto.

Set
18
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 18-09-2011

Video importato

YouTube Video

Parla Terry De Nicolò. E atterrisce e sgomenta:

« Non è da tutti »

«Invidiosi»

« Cento anni da pecore »

« Invidia »

« Certo, perché no? »

« Ci va a piedi, correndo »

« Se vuoi venderti »

« Sgarbi: la bellezza è un valore »

« Non mi rompete i coglioni »

« Donna tangente »

« Intercambiabile con una mazzetta »

« Se vuoi salire devi essere pronto a venderti tua madre »

« Basta col moralismo »

« La sinistra »

« Pecore e leoni »

« La sinistra c’entra ma paga miserie »

« Un vestito da cento euro? Ma andiamo »

« LUI è un esteta »

La ragazza ha evidentemente inTROIEttato in quei corsi serali molto eleganti ( un sanbitter e tre canzoni in allegria) i principi fondanti che stanno alla base della filosofia berlusconiana. Con l’apporto di qualche intellettuale d’area (il Valore della Bellezza, il Moralismo).

In effetti è questo mainstream che, da 30anni a questa parte, per vie semplici e dirette (e differite e registrate) si è imposto. Assorbito da una amorfa società che al dunque lo HA SCELTO come conseguente ideologia e lo ha ELETTO (letteralmente) a Valore Totale.

Serve chiedersi perché questo cazzo di Paese se ne sta allegramente affondando?

Set
17

Da Corriere della Sera.it – L’opposizione incalza: “Il premier lasci”-

Il Corriere della Sera no, naturalmente. Né in calza, né in scarpa. In due staffe potendo. Di diversi cavalli, eh già. Come da anni diciotto, diversamente destreggiandosi (embè?). Corrucciati, indispettiti, disapprovando (che è, Bonanni?), smorfia di ordinanza e sopracciglio alzato. Pensandosi (ed oggettivamente, essendo) classe dirigente. Establishment che osserva e di fatto da lustri opta per una neutra e anodina considerazione circa la -INELUTTABILE dato il soggetto, se solo se ne abbiano i minimi rudimenti delle meccaniche e delle psicologie del Potere- catastrofe incombente (che chiunque non fosse un totale cretino poteva facilmente preconizzare. Magari fiorettando in punta di diritto sullo sconcio delle intercettazioni soffermandosi, guardando ghignanti il plumbeo cielo, se vi corrispondano (alle intercettazioni) tutti i santi crismi della legittimità, veh. Incapaci di  uscirne con la più scontata e pacifica delle conclusioni: Un ladro assiste a una strage… Vogliamo intanto parlare della strage?

Però, facciano loro, certo.

Set
16
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 16-09-2011

Da La Repubblica.it – “Troppo anziani e egoisti” il giudice toglie loro la figlia-

Ora, è ben chiaro che un genitore (uno a caso) è l’essere più imperfetto che esista sulla faccia della Terra…

Nel caso, per dire,  si tratti di un genitore obeso o fumatore, giocatore o sessuomane, semplicemente cretino o berlusconide,  guidatore spericolato o alpinista? Oppure portatore del più estremo degli egoismi e della somma vanesia superbia, quale, certamente è chi decide essere il suo quotidiano lavoro GIUDICARE gli altri ( cfr. Krzysztof Kieslowski – Film Rosso) . Che forse agli spericolati andranno tolti i figli al posto dei punti della patente? Che ai diabetici sarà imposta una dieta? Che i berlusconidi andranno castrati da piccoli? I cretini comunque abortiti? I giudici sterilizzati? Oltre al trascurabile fatto che forse quei giudici evidentemente poco praticano la nostra bizzarra contemporaneità. Che data l’età (57) della madre (è quello in fondo il VERO scandalo: la reproba donna che figlia fuori tempo massimo: si fosse trattato di madre trentenne anche con padre NOVANTENNE nessun giudice si sarebbe sognato una simile infamia)  e data la media età di mortalità raggiunta dalle donne (83 anni) la bambina, statisticamente, rischierebbe rimanere orfana alla età di anni 26…  Che…

Uno Stato che, col pretesto di tutelare chi, a suo esclusivo arbitrio, decide debba esserlo, si intromette fino a tal punto, nelle pur discutibili, disposizioni dei cittadini.

Uno Stato che sta di già disponendo di come debba morire, chiunque nella pienezza delle sue facoltà abbia deciso altrimenti che non l’essere (lui incosciente) intubato, insondinato, incannulato, incateterizzato e via torturando…

Ah beh

Set
15
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 15-09-2011

 

Da Corriere della Sera.i t- Escort, centomila le intercettazioni. I pm: «L’Arcuri rifiutò di prostituirsi» -

 

«Tarantini le disse: In cambio otterrai il Festival di Sanremo».

 

“«No!»!” È, evidentemente la notizia, la nuova, la novità. Implicitamente ammettendolo anche in via Solferino (bah), tra un editoriale di Panebianco e uno di Ostellino (per tacer di GallidellaLoffia) che in fondo il Paese è veramente di merda. Indirettamente confermando che è proprio qui che si evidenzia tutto il portato culturale di questo figuro che per ben 3volte3 gli itagliani si sono scelti per farsi governare e rappresentare in Italy e in tout le monde, orco di un cane.  La notizia essendo il dir di no di una matta che era, peraltro, a suo tempo ascesa alla ribalta con la dichiarazione d’essersi concessa (per qualche soldarello o per la fama – sic! – conseguente, ma poi chissà, forse smentì, forse che no, boh ) ad uno sceicco a bordo del suo panfilo (mica cazzi). La notizia consiste in quel “NO!” a giacere con quel culaccio flaccido (cit. Minetti Nicole) da parte di una attrice…

 

No. Impossibile proseguire quando l’ordine semantico viene così  ad essere indecentemente violentato…

 

Attrice, no.

Uffa

Set
14
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 14-09-2011

Da La Repubblica.it- Morto Walter Bonatti. Michele Serra: Funerali di Stato

Mi fido di Michele Serra e mi sta bene sempre ( salvo rarissime eccezioni) tutto quello che dice e scrive (satira a parte, ovviamente, sulla quale non resta che, sanamente, ridere senza altri riflessi da sopracciò) fino all’ultima virgola ma… ma in questo caso, da ( o di) un tale pietoso Stato… forse meglio che NO. Vi sarebbe il serio rischio s’intrufolasse più di una qualche losca ed ignobile figura. Di quelli che uno strapuntino da occupare, una insinuante firmetta da apporre, una intervistina rilasciata così, quasi per caso…

Quelli, che a differenza di Walter Bonatti, questo Stato stanno sommamente disonorando.

Da Il Sole24Ore.com – Crisi del debito, un aiuto da Pechino? Colloqui Italia-Cina per l’acquisto di titoli governativi-

Mentre leghisti e tremontisti (per tacere dei tutto-ingoisti del PDL) si smerdano allegramente (come si dice da queste strette bande e padane,  riva destra ferrarese, cuore a sinistra, embè ) i garretti rinnegando tutti i loro populistici slogan anti-cinesi e continuando come vacche (e pecore anche) a pascere sui prati della politica italiota…

Mentre il plutocrate ometto se ne fugge andando a sputtanare – azzerando il nulla di credibilità residuo – il suo Paese di Merda per le lande europee pur di non affrontare le sue infime grane giudiziarie…

Mentre da altre desolazioni prosegue la saga (più sega che saga) dinastica dei Bossi con l’irruzione del minore (minore del già minorato Trota? Ecchecazzo!)  dei figlio del cotanto Umbertomavalà.

Mentre: « È’ ridicolo correre verso la morte per stanchezza della vita, quando è il tuo sistema di vita che ti fa correre incontro alla morte» (Seneca)

Set
12
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 12-09-2011

Da IL TEMPO.it- Cari bimbi oggi sui banchi…  di RUGGERO GUARINI

 

L’incipit, come nelle migliori tradizioni dei “corruttori di minorenni” (con tutte le virgolette del caso, ovviamente),  si presenta quanto mai allettante e generoso e lusinghiero per i poveri ignari piccoli. Ché, al succo, dietro i modi melliflui dell’invito ovvio si cela la sostanza di chi, in virtù della propria fanatica ideologia improntata tutta al mainstream del cattivismo più spietato, tutto dispone a che i piccoli (almeno i più disarmati dal punto di vista di ogni malizia intellettiva insieme agli sprovveduti che han pensato bene di scegliersi una famiglia ben poco attrezzata a fornire loro le più giuste e più appropriate armi per sfidare con qualche probabilità d’uno non schifosissimo esito, le traversie del mondo, beh)  si preparino in questo mondo di merda e in questo Paese di merda. A che fare? O a vincere faticando e applicandosi forsennatamente negli studi e arrivando ad eccellere per le vie le più consone ai canoni di una sacrosanta meritocrazia (e se la famigghia, e se le le amicizie, e se le conoscenze, e se le aderenze, e i circoli sociali e la cognata al ministero e lo zio portaborse del politico… e… via così, ci siamo più che capiti, insomma) oppure…

 

Oppure COGLIONI FRUSTRATI, oppure BULLI.

 

Che altro?

Set
11
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 11-09-2011

11-09-01Per dimenticare e ricordare di quello che inevitabilmente siamo. Nel profondo intrisi del “noi” (un “io” plurale più che un afflato di solidale condivisione) atavico che non concede tregua. Era già tutto crollato quando sintonizzandomi su Radio Tre Rai appresi da Giuliano Ferrara (ma tu vedi) che le Twin Towers non c’erano più (sic dixit) e che il Pentagono…  con quello che seguiva.

Da segnare un’epoca. La spartizione di un prima da un dopo. A significare non tanto quello specifico, per quanto orrendo, fatto, ma gerarchie di interpretazioni, di posizionamenti, di sentimenti. Tutti nostri. E, per dirla con Don DeLillo, quell’uomo che cade siamo banalmente noi. Un po’ infami eppur inevitabilmente presi nel vortice della nostra contraddittoria umanità. Noi Occidente. Fosse  portoricano (come pare essere realmente stato) o cinese o arabo. Passa attraverso l’infernale e mediatica nostra, trituratrice e creatrice, macchina di realtà. Anzi, Realtà. “Assistere” essendo diventato “essere”, quella (spettacolare ma pur limitata , rispetto a ben altre tragedie)  singolarità si fece identità. Non poteva che essere così. E, siccome quello che ci racconta ci definisce al di là delle nostre stesse prime percezioni, anche il piccolo particolare diventa paradigma di una nostra, forse inconscia, intima essenza. Fino a imporcela, volenti o nolenti, quella Realtà. Coinvolgendoci fino ad entrarci in vena. Con la dovuta nausea per il portato di bassa retorica e l’ostentazione di una monca sensibilità che null’altro che del proprio dolore si nutrirà. Ma quell’uomo che cade non può non diventare il nostro triste paradigma.

Quella buffa posizione, quello sfondo, fatto di verticalità che irride a quella caduta, che viene diviso in chiaro e scuro.

Un intimo silenzio sul clamore che ne seguirà. Tutto affidato ad un ultimo sguardo inorridito.

Poi lo schianto. Oltre la metafora, certo, ma tutto, di quella metafora, compiuto.

P.S.  doc. per saperne di più :Qui


Set
10
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 10-09-2011

la salma

Da LA STAMPA.it- Marcegaglia: “L’Italia è in pericolo”-

 

Però. La signora al solito cade dal pero. Finge essere scesa da Marte. Tornata da un decennale viaggio in una sperduta ed isolata landa della Mongolia. Per intanto la signora potrebbe contribuire a indirizzare la Confindustria,  dopo almeno due decenni – per tacere delle sconcezze precedenti – passati a occhiolini e bracciolini ed ammiccamenti altri al plutocrate, a organizzare tra gli iscritti (evasori, elusori, collusi, corruttori, concussori e vari, tutti ben compresi) una colletta per ri-comprare i responsabili (si fa per dire) e ri-condurli (idem) alla ragione (ibidem) per fare dimissionare la – altrimenti inamovibile – cara salma.

Un requiem

Set
08
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 08-09-2011

sacconi-bonanniL’ultima di Bonanni: «Lo sciopero si fa di sabato o di sera, c’è la crisi»

Cattivissimo il capo della CISL (nella foto in un attimo di resipiscenza si aggiusta il colletto davanti alle oscene corbellerie del compagno di merende, il noto brigante dissertatore e cattolico di suore puttane – già sedicente socialista, si può ridere o inorridire, a scelta – Sacconi. Di cosa? Della stessa sostanza di cui – sono fatti i sogni? macché – è fatto questo Paese, a detta della cara salma, di merda ovviamente: il Paese, la cara salma e pure Sacconi e anche Bonanni va là) che propone una indolore (per i lavoratori, per il Governo e per sé stesso)  strategia per affrontare a muso duro i furiosi attacchi ai diritti (più estorti) e al tenore (basso piuttosto) di vita dei lavoratori da lui rappresentati: vedersi di sera davanti ai luoghi del Potere,  sit-in, happy hour, ciacole in libertà, qualche mugugno e qualche risatina di sufficienza, dài…

Durissima la risposta ieri sera al TG3 alla domanda sul che fare: «Noi non approveremo ».

Ah.