Dic
30

Ci_viltà, abbiamo un problema

Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 30-12-2010 e taggato , , , , , , ,


Intorno a un presente già assente riflesso in un niente corrente di ordinaria stupidità. Mercante, e/o mercantile, erano – o sempre furono – anche sinonimi di melliflua ruffianeria, di insinuante interessata lusinga, di adulante blandizia, e di ogni falsa e sdolcinata moina. Col solo scopo, ovviamente, di trarne un qualsivoglia profitto, dal rifilare comunque ed ovunque e a chiunque la merce (o politica o servizio terziario od altro più o meno avanzato) sua prima. Non più, sembra. Sembra che questo sia stato. Che, secondo un modello mutuato da chissà chi (ma dal tanfo che emana si direbbe di stretta manageriale derivazione) adesso vige, vale, si estende e perdura: arroganza, protervia, boria, insolenza. Una sorta di sfida continua, di provocatoria competizione, di spietato confronto a dimostrare comunque la propria inconciliabile e indiscutibile personale egocentrica supremazia. Di là dai biechi e bassi interessi di bassa bottega, d’accordo, ma, peggio, per una sorta di intima eppur malcelata eppur evidente eppur, dunque, confessata e dunque ampiamente esibita e infine ostentata, frustrazione avvilita. Senso di solitudine ed relativo ossessivo bisogno di lasciar tracce del proprio cammino. Anche a non risparmiarsi in infima malvagità e comunque brutalità, sgarbatezza, piccoli e grandi segni d’insofferenza verso il cliente, utente, frequentatore, avventore, paziente o postulante di turno. In uno scambio continuo di reciproche crudeltà alternate a seconda dei ruoli e dell’istante e  momento. In reazione a catena, a cascata, a effetto di gioco del domino, in cui siamo, al contempo, carnefici e vittime. Dove gli ultimi e finali utilizzatori (in senso passivo, ovviamente) di tante meschine piccole e grandi efferatezze (dalla velenose indifferenze alle sfoggiate scortesie, dalle perfide noncuranze alle sbandierate infami villanie) saranno (sono), al solito i più deboli e vulnerabili.

Una impasse antropologica niente male per chi pretende richiamarsi all’Amore Universale. Che sia questione pertinente la religione, la politica, la solidarietà, gli umanitarismi (animalismi dis_umani a parte), la fratellanza, la carità…

Ah, deve essere per quel (mal)detto: «La coerenza è la virtù degli imbecilli»

Abbastanza imbecille, a constatarne i danni arrecati, grazie.



2 commenti già pubblicati, aggiungi il tuo!

paolo rossi on 30 Dicembre, 2010 at 14:21 #
    

Il problema Massimo e’ che stanno finendo i soldi(il famoso potere d’aquisto…)e la paura ci spinge o meglio LI SPINGE ad assumere ed intrapendere a volte agire con arroganza ed una meschinita’ senza uguali. La civilta’ sta’ arrancando sempre di piu’ ed il nostro senso civico di fare bene alla comunita’ e’ ad uno dei livelli + bassi che abbia mai visto…Buon Anno Massimo. Auguri


minimax on 30 Dicembre, 2010 at 15:19 #
    

A te, Paolo, ricambio gli auguri di un sereno 2011. In quanto ai disastri da me descritti in forma di quasi delirio ;-) , non lo so se possa derivare da un ritorno di povertà. Di norma, e non voglio rifarmi a memorabili film in bianconero ma a vividi ricordi di gioventù, i pochi mezzi materiali delle piccole comunità si trascinavano oltre al un normale tasso di miserabilità, anche una voglia di condivisione e di umana compassione che ora sono rarissime cose (animalismi dis-umani, voglio ripeterlo, a parte).
Ciao. Auguri di nuovo.