Gen
18

Da La Repubblica.it- Murdoch attacca Obama su Twitter “Va coi pirati della Silicon Valley”-
«Stop Online Piracy Act» che sarebbe poi quella cagata pazzesca con cui il soliti squali (editori, major dello spettacolo e della musica e tutti quelli molto troppo attaccati ai loro lerci interessi e che il mondo si fotta) voglio limitare il libero scambio di liberi contenuti in libera rete. Magari qualcuno rispondesse loro che qualsiasi medio utente in pochissimo tempo ha mezzi tecnici e conoscenze per trasformare un qualsiasi testo (anche un libro) in un PDF del peso di qualche MB. Che anche un per file audio e/o video si può facilissimamente trovare mezzi e modi per condividerli tra utenti di buona volontà nonostante le loro minacciate sanzioni. Alla facciaccia loro. Con qualche programmino free coi quali spezzettarli e mandarli via mail, per dire. Si rassegnassero gli squali voraci… Il mondo, se non si rincretinisce del tutto, o almeno quello più attivo e consapevole della RETE, non si farà fagocitare dai soliti quattro stronzi che prima di pensare alle grandiose opportunità in termini di democrazia e libertà che offre INTERNET pensano al solito alle loro luride tasche…
Stop Offline Stupid Act

Gen
17
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 17-01-2012 e taggato ,

Da Corriere della Sera.it-Tassisti e orafi, redditi sotto i 16 mila euro-

LORDI, si presume. In tutti i sensi. Quello poco pulito, tendente al lercio, compreso. Rubacchiando quello che si può secondo antica e consolidata (e autorevolmente, implicitamente autorizzata, da quella passata imbarazzante cosa che non si vuole, qui, più nominare) prassi. Assai meglio praticata presso i nostri per certi versi e perversi poco lodevoli lidi. Per via di spiriti animali liberati, sciolti, da sempre bradi. Poco avvezzi alle comuni regole della normale civile convivenza. Salvo ovviamente mandare alti lai e forsennatamente sbraitare con lo Stato inetto che non riesce a difendere i suoi cittadini quando ne sono essi in prima persona, vittime. Di rapine, scippi, ruberie varie, furti con destrezza. Non contempla la loro etica civile à la carte il furto commesso con la consueta formula: – con o senza fattura? -
Tutto già fin troppo detto…
Uffa

Gen
16
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 16-01-2012 e taggato , , ,

Da Corriere della Sera.it- «Guarda la tua isola». Strage per un gioco-
Junghiano prima che metaforico. Tutto torna. Dai titoli ai parallelismi: danteschi sull’Italia senza cocchier in gran tempesta… cronachistici: di appena ieri… di quel ridicolo comandante che portò (per gioco? Per imperdonabile irresponsabile leggerezza?) il suo Paese/la sua nave ad incagliarsi. Ad, infine affondarla.
Junghiano più che metaforico. Quella italica “CONCORDIA” che affonda. Le frottole e il raggiro e l’assenza della verità. La sottovalutazione, il ritardo, la disorganizzazione, il pressapochismo, il menefreghismo, l’abbandono. E la solita splendida umanità della piccola gente. L’oscuro eroismo delle mezze figure, dei piccoli uomini, dei mai considerati, i negletti, gli anonimi di sempre.
Junghiano più che metaforico. L’intreccio delle parole che si offrono a sacrificio della nostra (comunque s’intenda questo indefinito ossessivo possessivo) condivisa REALTÀ. A spiegarla come vela al vento svelata. In distruzione d’anima. Concordia impossibile. Rancori e lamentosi brusii. Il freddo. L’accoglienza e il tepore. Una coperta, un riparo.
Persi (e il naufragar m’è dolce…?) che siamo in questo splendido… basso (sic) mare…

Gen
04
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 04-01-2012 e taggato ,

Da Il Sole24Ore.com – Stipendi in Aula, è scontro sui dati-
Dopo i fatti (in senso esistenziale, dopo la morte – più o meno nicciana- dei fatti ) stanno solo le interpretazioni. Non è del tema, infatti, che si possa discutere, essendo il METODO divenuto sostanza prima esso stesso. Saltate le convenzioni linguistiche, semantiche, matematiche, tutto tende a trasformarsi in disputa sulle premesse logiche a cui attenersi per darsi ad un condiviso sistema di pattuite consuetudini. Il DATO essendo esaminato da ogni possibile angolazione. Lo STABILITO essendo posto alla discussione delle varie prospettive. Il DETERMINATO essendo confrontato da tutti i punti di vista secondo le ottiche le più personali.  La REALTÀ essendo osservata dalle infinite soggettività. Esse stesse condizionate da diversità di status, carattere, disposizione d’animo, indole, particolarità  e contrasto conflitto d’individualissimi interessi. Fino alla fine della possibile comprensione tra diversi (e simili e corrispondenti e conformi e omogenei) e dello stesso SENSO di COMUNITÀ. Fino al crollo di una Civiltà. Iniziando da quella Occidentale per diffondersi (nei lustri, decenni, secoli, chi vivrà vedrà) all’intera umanità. Appena ritardato dai mefitici rigurgiti di deleteri INTEGRALISMI di ogni fideistica risma che forse non rappresentano che l’estremo, patetico e tardivo, tentativo di arginare il vuoto di senso che invaderà le anime delle genti del mondo.
Raggiunta la distruttiva (quanto spesso palesemente inconscia è ben evidente) consapevolezza  con l’assoluta padronanza (attraverso il totale compimento del suo evoluzionistico percorso) di quel rudimentale e sgangherato mezzo di comunicazione che è il LINGUAGGIO è al conseguente universale NICHILISMO che fatalmente si approda.
Insomma, l’apice, il culmine evolutivo del linguaggio ovvero le Colonne d’Ercole oltre cui il senso primo della sua funzione (COMUNICARE) cade in un indistinto, incomunicabile, indistinguibile, ineffabile, indicibile brusio che si declina in incomprensibile delirio del singolo soggetto, corrisponde esattamente al suo fatale ANNICHILIMENTO.
Insomma, pluff…

Gen
02
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 02-01-2012 e taggato , , ,

Da La Repubblica.it – Monta la protesta contro i caccia F35 “Costano troppo, il governo non li compri”-
O, almeno, ci si provi a farne un uso corretto. O almeno congruo. Provando, per dire, a spostare il tema delle internazionali dispute, su argomenti altri rispetto alla pervasiva ed invasiva “speculazione finanziaria internazionale”. Individuando, per dire, sedi, centrali e succursali, siti, dimore proprie dei “veri nemici della Nazione“. E di conseguenza agire. Secondo ottocenteschi (e precedenti e successivi, anche) metodi. Invadendo, bombardando, radendo al suolo, forzando. Secondo logica di pura legittima difesa. Portando l’inferno (oh sì) in ameni “Paradisi Fiscali”. Sempre per dire. Sempre pasticciando in esercizi di stile. Riportando a valori primigeni le ragioni conflittuali e traendone le relative ineludibili conseguenze. Ragioni (ferree) di Stato. Ristabilendo le antiche opzioni proprie degli Stati Moderni e affidandosi alla Potenza primordiale, prima “Ragione Sociale” dello Stato. Consegnando agli eserciti degli Stati il Monopolio della Forza di antica tradizione. Giungendo perfino a minacciare il tronfio Occidente, che tanta parte pur ha nel tentativo di affondare questo pur ignobile Paese, secondo le regole di un qualsivoglia manuale sull’Arte della Guerra, bizzarre alleanze, per dire, con la Corea del Nord, per dire, o con l’Iran… e via così…
Insomma, paradossando…
Ma anche no.

Gen
01

Da ANSA.it- Da Gheddafi a Sic, la top ten 2011 di ANSA.it -
Le cose che si rincorrono instancabilmente ( e stanchi lo siamo e lo saremo e sbuffiamo, inevitabilmente ). Gli eventi a seppellire gli eventi. I successi che si succedono, e le morti e le vite e le disperazioni e le – per banale forza di vita, quella che s’impone a , senza gran meriti e grandi colpe, semplicemente insistere a vivere. Ormai affidandosi più alle abitudini a volte declinate in ossessioni. Senza rimettere davvero mai in vera discussione lo stanco corso del tempo, il senso delle cose che sono o che stanno o che si fanno, che si accettano, che, tacitamente accettandole, ci determinano. Fino alle viete assunte consuetudini. Idee, fatti, dispositivi, meccaniche, primi e secondi e terzi e ultimi fini, psicologie, concatenazioni logiche e illogiche, convinzioni, fedi, ritualità, principi, convincimenti, interpretazioni e chi più ne ha…
Il SISTEMA (si scandisce interiormente…  « scandirei » se l’uso della prima persona non fosse parzialmente bandito QUI, pena la pena e lo sconsolato intimo mugugno di un pur sbrindellato e relativistico Foro Interiore, beh)  sta procedendo imperterrito inesorabilmente verso la propria implosione.

Il SISTEMA
è quel che si voglia intendere
come tale
e
per tale.
(sia detto per irrilevante inciso)

Ingovernabile. In preda al delirio della dissoluzione. Vittima della follia e degli automatismi propri disposti dalla follia dei folli uomini a tale scopo. In un ineluttabile avvitamento. Non (non tanto, almeno) per l’interesse di alcuni contro l’interesse della gran parte. Non solo e non è tanto di questo che si dice…
Quello che sta succedendo e che spesso succede nella STORIA umana è l’assoluta dipendenza e sottomissione della logica razionale all’imponderabile delle COSE così COME STANNO. Neanche (tanto) di intenti criminali. Neanche (tanto) di vittime di interessi di parte. Neanche (tanto) in balia di una Spectre internazionale della speculazione. Neanche l’essere sotto mira di qualche civiltà extraterrestre con lo scopo di assoggettarci…
Solo la fatalistica, pigra, idiota accettazione di uno STATUS QUO di STUPIDITÀ che nessuno, ma proprio nessuno ha, in verità, stabilito. Del quale nessuno ne avrà, in fondo, gran beneficio.
E allora?

Da Corriere della Sera.it-  Le generazioni prive di difesa di Maurizio Ferrera -

Mistificando. Falsificando. Manipolando. Parole. Convenzioni. Dati. Come si è sempre fatto coi bambini scomodando babau e uomonero e orchi e lupi e selve oscure. Come da sempre si fa col popolo bambino ricorrendo a circonlocuzioni, perifrasi, arzigogoli per fargli ingoiare ogni tipo di rospo. Per infilargli, ove si voglia, con la maggior naturalezza e disinvolta eleganza ogni tipo di supposta. SOSTENIBILITÀ è stavolta la parola magica. Magari a volte ri_mediata in COMPATIBILITÀ. Oh sì. Piccoli fremiti quantistici ad indicare il vuoto annichilente che si esprime. Celiando. Un po’ per noia un po’ per non morir? Macché. Per far morire. Sostenendo la SOSTENIBILITÀ là dove crolla la minima umana LOGICA. Riuscendo a far intendere e a rendere sostenibile l’insostenibile e l’incompatibile. Facendo credere che i vantaggi (?) generazionali (?) degli uni (che si chiamano banalmente DIRITTI – nel senso di diritti acquisiti, come quelli generici dell’uomo a suo tempo sanciti da autorevoli civilissimi consessi )  sono in realtà PRIVILEGI scaricati e fatti pagare alle successive generazioni. Come si potrebbe altresì affermare che l’aria che le vecchie generazioni inalano e assimilano, restituendone dall’ossigeno prelevato del mefitico CO2, è aria egoisticamente e cinicamente sottratta a figli, nipoti, bisnipoti, pronipoti e via. Come si potrebbe sostenere (oh, SOSTENIBILITÀ) che le cure cui il vecchio (70enne minimo, ché appena ieri era un giovane virgulto ben idoneo a svolgere nel pieno delle sue possibilità qualsivoglia mansione) ricorre per il suo maledetto cancro sono risorse sottratte alla possibilità che figli e nipoti e bisnipoti e pronipoti e via, possano domani adeguatamente curarsi… I famosi privilegi, insomma, di quegli edili, metallurgici, infermieri, addetti alla catena, etc, tutti settantenni. Tutti con delle esosissime pensioni intorno ai 1000 euro… ma tu vedi. I famosi privilegi che le stesse attuali “giovani generazioni” accumuleranno nel percorso della loro fulgida carriera fatta di precariato, saltuarietà, contributi non versati e che condurrà loro, passati i 70anni (passati!), ad un assegno di pensione ben al di sotto di una qualsivoglia minima soglia di sopravvivenza, tiè. 

Così. I famosi PRIVILEGI dei pezzenti di turno. All’infinito. Giocando sulle ragioni degli uni e contrapponendole fantasticamente a quelle degli altri. Sostituendo ai conflitti tra classi e/o comunque tra disparità economiche i conflitti (miserabili) tra generazioni. Onde non affrontare il banalissimo problema della stringente ineludibile necessità di una EQUA REDISTRIBUZIONE di RICCHEZZE, RISORSE, REDDITI, LAVORO, TEMPO LIBERATO. Senza la quale il SISTEMA idiota folle e catastrofico dato e indiscusso dalle preziose menti della nostra ineffabile intellettualità, eludendo le fondative domande sulla sua intrinseca logica e congruità, continuerà a mistificare, falsificare, manipolare.

Ingannando, distorcendo, imbrogliando.

Fino al totale collasso civile ed economico.

Comico, vero?

Raymond DepardonDa La Repubblica.it – Migliaia in strada per Samb e Diop. “Basta razzismo, vogliamo diritti”-

Ci si è giocato, ironizzato, mostrato l’anima nera più feroce insieme al ghigno del volgare ammicco. Sempre ridendo e scherzando. Dandosi di gomito. Sempre intendendosi con sguardi e piccoli accenni a spararla più grossa. Partendo da sinistra o da destra e credendosi con qualche cretina convinzione fuori dalla banale convenzione, magari di rabbia schiumante e d’implacabile indignazione. Sempre approdando ad una specie di vieto, più fesso che altro, populismo. E  dunque confluendo, magari fuori da ogni conscia intenzione (peggiorando dunque il proprio connaturato ebetismo), nella peggiore e più becera e bieca ed ottusa imbecille destrità ( e che vuoi che scriva? Destrezza? ). Sempre gareggiando a chi sfoderava con maggior immediatezza e disinvoltura l’imperativo dell’anti-buonismo ovvero lo stronzismo del proprio scontento. Fingendo (chi poteva, ma più spesso ignorando) le parole non avessero in fondo gran senso. Dissimulando gran superiorità nei confronti del banale piccolo mondo che intorno ci naviga. Ricorrendo ai soliti stereotipati lamenti plebei contro tutti e tutto. Certo mai dimenticandosi della propria identità, delle proprie radici, del proprio particolare tornaconto, in ultima analisi. Tutto, insomma, un vecchio vecchissimo armamentario degli stupidi luoghi comuni di chi , non avendo altro che il proprio (giustificato, evidentemente) rancore verso quella specie di rivoltante individuo che ogni mattina dallo specchio del bagno lo ammonisce circa la sua intima pochezza, la sua intellettiva inconsistenza, la sua fallimentare identità di cuore, non avendo che quello da coltivare oltre il proprio consapevole vuoto. I sintomi della propria tribolata impotenza.

E se l’imbecillità, la tronfia esibita (implicitamente ammessa) bestialità si fa, come nella triste cronaca degli ultimi lustri si è fatta, ( anche con qualche ascesa ad una più che responsabilità di Governo – si noti la maiuscola -  beh )  Spirito del Tempo…

Spiegare? O si è portatori del minimo sindacale d’intelligenza e dunque non occorre, oppure non s’è capito nulla finora e dunque è del tutto inutile.

Dic
03
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 03-12-2011 e taggato , , , , ,

Patrick ZachmannDa La Repubblica.it- Polemiche sul premier a Porta a Porta-

Affidarsi a quella specie di Uriah Heep della nostra triste conformistica antropologia  non è esattamente quello che si aspettava dalla sobrietà del  ”nuovo stile” del tecnocrate Monti. Se è lo stesso Vespa che tenne bordone a uno sconcio spettacolo del solito tizio in un post-terremoto (tra l’altro facendo oscurare il dirimpettaio Ballarò, sconcio su sconcio) in un trionfo di quadri alle pareti, di tv al plasma, di frigoriferi spalancati con tanto di spumanti regolarmente italiani e via così…? Se è lo stesso Vespa, non c’è nessuna, ma proprio nessuna ragione che giustifichi il tristissimo atto di andare in quel tristissimo tempio di precedenti tristissimi riti e sconci. Pena (in tutti i sensi), lì presenziare e lì sedersi e lìl sottoporsi alle melliflue servitudini del mellifluo servo (a prescindere)e maitresse, il triste conformarsi del “nuovo stile” ad un ripugnante già troppo subìto vecchissimo stile.

Ci dimostreremmo, al dunque, totalmente assuefatti al Basso (e botulinizzato ed asfaltato ecc)  Impero a non sapere immaginarci altro che quello in ogni sua (se pur pateticamente aggiornata) forma? Nessun altro luogo? E non ci si richiama ad altri talk show d’altri canali ai quali altri diversi da Vespa potrebbero (con qualche scema forzatura, si ammetta) imputare medesima ed opposta parzialità. Macché. A non immaginarsi una normalissima conferenza (pare se se ne faccia una tutti gli anni prima delle feste e pare sia tradizionalmente abbastanza seguita) dove un capo ufficio stampa, o chi per lui, chiama i rappresentanti delle maggiori testate italiane ed estere che fanno regolari e civilissime domande.

Ammettiamolo: siamo irrimediabilmente malati.

Forse già morti.

Dic
01
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 01-12-2011 e taggato , , , , , ,

Da Il Giornale.it- Riforma Pensioni, Fornero apre ai sindacati -L’Inps avvisa: “Via dal lavoro troppo presto”-

Dove il « troppo presto » sta a sottintendere si possa arrivare presto e ragionevolmente (?), alla media dell’andata a riposo, sostanzialmente per TUTTI, sui 67/68 anni.

Pietro Ichino ed Elsa Fornero hanno rispettivamente 62 anni 63. Giovanissimi, dunque. Anche per, oltre quello che fanno attualmente, espletare ovviamente  altri più o meno gravosi incarichi. E, come si vedrà, con una certa qual solerzia e celerità ed energia e prontezza… Insomma, loro o chi per loro ;-)

Ora: ci si augura ferventemente che a tutti (ma proprio tutti) quelli che in queste ore premono per fare andare la gente  in pensione a 67/68 anni, appunto, venga un coccolone di varia gravità (compresa una micidiale mossa di corpo, tiè) mentre camminano per le vie di una città. Che vengano soccorsi da una coppia di passanti di 67/68  anni. Che chiamata l’ambulanza risponda al centralino un 67/68 enne. Che la stessa Ambulanza sia guidata da un 67/68 enne. Che l’infermiere e il portantino siano due 67/68 enni. Che intervenga un rianimatore (massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca) di 67/68  anni. Che poi siano accuditi, curati e smerdati da infermieri/e e/o ausiliari/e rigorosamente 67/68 enni.

Ora: ci si augura che nel malaugurato caso bruci loro la casa intervenga all’uopo un’allegra combriccola di 67/68enni in forma di squadra di aitanti vigili del fuoco.

Ora: altrettanto ci si augura che nel caso di un malaugurato scippo (et/aut similia)  a prontamente intervenire ad inseguire il delinquente provvedano agenti di polizia… 67/68enni, ovviamente.

E così via…

Così… per un minimo senso di giustizia. E anche per farsi quattro (in)sane risate alla faccia loro.


Nov
30
Filed under (lo sputo del cuculo) by minimax on 30-11-2011 e taggato , , , ,

Da Libero.it-  (tramite Rassegna lavoro. Gov)-Togliete i libri alle donne torneranno a far figli-

Ora, coerentemente ci si aspetta un disegno di legge che le obblighi al burqa. Andando per gradi ovviamente: velo, hijab, chador. Insomma, un dignitoso percorso. Camillo Langone. Un de_fogliante. Uno che ama vantarsi della propria repellenza sfoderandola ed esibendola verso tutte le cose del mondo: quello che, fuori dai suoi triti e balordi scemi schemi nel mondo da sempre accade. Tra l’altro il repellente (già detto? repetita…) estensore del simpatico articolo (vilmente mimetizzato da “provocazione “ ma va?) non ha mancato e non manca tutt’ora mai di rimarcare (parole sue) un “certo schifo” per gli omosessuali, una certa insofferenza verso il diverso da lui (« perfino un sincero xenofobo come me ha sbuffato…») . Ne rivendica il diritto (al ribrezzo). Se mai qualcuno lo abbia mai, non solo letto, ma anche intravisto… specie nel pieno di una straripante e poco edificante salivazione, bave)…  Ecco, lombrosianamente ripugnante, “de visu” (intendendo con questo quello che si voglia, faccia compresa), lui stesso, particolarmente, è.

E pari siamo

Da La Repubblica (tramite Rassegna Stampa MEF): - Basta operai. Soltanto robot nella fabbrica cinese-

Il fatto che quella che dovrebbe essere, in un mondo appena appena toccato dal minimo di razionalità possibile, una buona OTTIMA NOTIZIA (gli operai sostituiti dai robot: liberazione degli uomini da lavoro manuale, abbattimento dei costi, tempo libero, maggior benessere da REDISTRIBUIRE… Wow!) diventa un PROBLEMA di disoccupazione e conseguente maggiore POVERTÀ, non è che l’ennesima dimostrazione che il SISTEMA (capitalistico? oh sì) è intrinsecamente IDIOTA oltre che MARCIO.

Eggià

Da IL FOGLIO.it – Il governo del preside, il consiglio di facoltà-

Non è che non sia vero quello che generosamente afferma il solito Ferrara (sempre come Giuliano inteso, ormai è un vezzo). È che è quello che avviene prima che normalmente (sic) determina quello che avviene poi. E, normalmente (re-sic), le cose affondano (per riemergerne sotto altra forma ma identica sostanza) nelle proprie inderogabili indefettibili ragioni. Ergo, difficile sfuggire, per logica banale, alla banale logica. Ergo, diventa complicato discettare di democrazia dall’alto scranno di una inestricabile fusione di diversi, tutti uguali, poteri riconducibili ad un unico POTERE e funzionali a quell’unico POTERE troppo (re-re-sic) personale.

Economico (ricorda qualche cosa?). Mediatico. Politico.

Di che cazzo di DEMOCRAZIA si sta parlando?

Di quella del Caudillo?

Nov
16

Da Il Salvagente.it – Spread a 546, anche la Francia sotto attacco. Il rendimento dei Bpt è arrivato al 7,3. Male anche i titoli della Spagna.

Quando tutto sarà andato a catafascio (Italia, Europa, forse mondo) sarà un imperativo per gli espertoni provare a dimostrare chi è che ci vince (e cosa) quando tutti perdono. E se quello che risulta è che generalmente si starà peggio di quello che si stava prima (risparmiatori – a nome dei quali operano i grandi gruppi finanziari e speculatori – compresi ) non sarà ancora una volta dimostrato che, comunque sia, è il SISTEMA ad essere intrinsecamente IDIOTA?

E CRIMINALE anche.

Nov
12
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Questa foto dei miei poco nobili piedi sul “bye bye Silvio” della poco profetica copertina de L’Espresso  risalente ai primi mesi del 2006 (sic!) la ripropongo adesso con qualche speranziella in più. Valga come ammonimento l’aver aspettato altri 5 anni per vederla di nuovo con una qual certa fondata aspettativa… Nel mentre ci tocchiamo…
Sperando sia la volta buona… per quanto gli itagliani…

ps. se tout va bien ci si ripromette cancellarlo, il tristo ometto,  perfino dai tag

Nov
11
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Da Il Giornale.it- Ferrara, Sallusti e Feltri: “Andiamo subito a votare” Domani tutti a Milano

Giocano. Al solito. Secondo i loro ormai ammuffiti stilemi. Male che vada per il Paese a loro non toccherà che il solito annoiato o collerico sbuffo. Nemmeno dannunziani. Cretini come bambini cretini. Arrampicandosi sugli specchi delle loro rispettive frustrazioni. Passano il tempo a fare gli stupidi che tanto…

Detto questo e detto che l’opposto chiacchiericcio circa gli ammanicamenti del Prof: Mario Monti (anagramma: rimontiamo,veh) non si può negare poggi su qualche sensato argomento. E detto tutto il male circa la stupidità di un mondo costruito su degli assurdi logici che ne escono dai mezzi (finanza) che si fanno fini. I quali fini abbandonati a quella stessa logica finiscono col diventare mostri che tutto divorano fino alla auto-fagocitazione… bla bla. E ripetuto non da ora che quello a cui passivamente ormai si assiste è la resa totale della Politica all’Economia a gestire il mondo (il mondo affonda e la Politica non ha niente da mettersi).  E tutto il resto che si può dire. E le perplessità. E i dubbi. E gli stranguglioni e… e… e…

Uffa, però. Ossessionarsi sugli andamenti di tassi e spread (occavolo). Ripiegarsi sui particolari orografici  di questa strana orografia italica. Abbandonando i Tre_monti (lasciando i/le Colli alle loro strampalate vedovanze) ed affidandoci ai generici Monti. E Monti fatti senatori a vita. E Monti ricevuto al Colle. E… e… e…

Resta pure il fatto che l’ingombrante cadavere ancora non si toglie dall’imbarazzo (il nostro e del mondo tutto). Resta il fatto che ne abbiamo passate troppe. Abbiamo un DISPERATO bisogno di NORMALITÀ. E non ce ne può sinceramente fregare un beneamato ciuffolo di Goldman Sachs, Trilaterate, il Bilderberg, gli Illuminati, l’Aspen, la Massoneria e tutto il resto.

Tutto forse vero, ma intanto vogliamo uscire da questo incubo…

Poi…

Nov
09
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Da LA STAMPA.it- Borse in calo, Piazza Affari crolla – Spread record, interviene la Bce – La Marcegaglia: Paese sul baratro-

Sul o nel baratro? Cambia? Cambia che si sia cominciato con « L’Italia è il Paese che amo» e si termini con « questo paese di merda » ? Che dopo che si siano usate parole per definire metaforicamente un clima, sia in un “clima” che più reale non si potrebbe? Dove la “macchina del fango” diviene lo stigma di un sincronico decadimento che malamente si parte (2001) da un morto in piazza di fuoco a Genova e a Genova finisce sotto il diluvio? Segni? Il solito dio junghiano? Che il promesso miracolo dell’ennesimo Cavaliere, uomo della Provvidenza, si riveli nel totale fallimento di un Paese? Che via via seguendo tracce e parole e sensi… appena guardando quello che il senso e le parole e le tracce ineludibilmente si trascinano. Nel dove e nel quando e finanche nel come. Qui. Senza scampo. Davanti alla (addirittura, a volte ancora giocosa, in un dramma infinito) propria immensa tragica infinitamente reiterata stupidità.

Di un popolo

Nov
06

Da Il Sole24Ore.com – Ft a Berlusconi: in nome di Dio, vattene!

Dove per “Ft” s’intende mica Lotta Continua ma semplicemente il Financial Times. Per quanto accostare il nome di Dio ( o dio, secondo normale ateismo qui, senz’o_dio, già praticato) a quel disperato ominicchio sia da configurarsi come una qualche forma di bestemmia. Asserragliato nel suo bunker (come da tanto ormai si ripete fino alla noia) delirando di divisioni. Intese come invincibili armate ed evocando invece disgregazioni, frantumazioni, decomposizioni (sic) e il conseguente generale fuggi fuggi dei topi dalla nave che affonda. Disperato ominicchio: « Sic transit gloria mundi», dixit? Diceva dal vuoto profondo il suo marginale strapazzato Super-Io al suo sproporzionato Ego e sfrenato, senza nessuna speranza d’essere minimamente ascoltato. E infatti ci si ritrova a dover constatare la dipendenza del mondo (del mondo) da un tale piccolo (e, putroppo lampante, per le sorti del mondo, importantissimo) irrilevantissimo ometto. Evidente, se tali sono congegnati gli automatismi del mondo (invocare per la salvezza, per una maggiore probabilità di salvezza, dello stesso, Dio o chi per lui) risulta e si appalesa la manifesta idiozia di quello (questo) stupidissimo Mondo. Non è infatti che tra i dotti professoroni e intellettualoni ed espertissimi del FT o de Il Sole24Ore si provi nemmeno per idea, nemmeno per il brevissimo istante in cui un neutrino attraversa Piazza Affari, per dire, a provare, a prescindere da quella cara salma ormai solo imbarazzante a se stessa (oltre che, imbarazzantemente, potenzialmente esiziale per le sorti – si diceva – del mondo), a pensare una diversa economia. A regolare la vita banale delle banali moltitudini di donne e di uomini di questo stesso mondo. Nessun dubbio che la finanza ormai concepita come esclusivo strumento di mera speculazione atta a produrre profitto: scommesse, investimenti (?) proiettati, attraverso appositi software predisposti a risposte automatiche ai movimenti del mercato globale, al millesimo di secondo (sic), algoritmi  a produrre economie fittizie e castelli di carta e, ancora, scommesse su prezzi futuri di merce di là da venire (il raccolto di grano del 2034, per dire).

Un’economia tendente a vivere di propria mortifera vita. Un mostro che tutto fagocita. Anche le stesse proprie ragioni del suo improbabile esistere.

Dio?

Nov
01

Da LA STAMPA.it -Renzi e la squadra di giovani che vuole governare l’Italia-

Di furbe scorciatoie e del solito codazzo d’intellettuali col ciuffo che, ognuno pensandosi il miglior fico del bigoncio, quello a cui, alla fine, gli altri dovranno per forza far riferimento, si mettono in cerchio attorno ad una fatua fiammella e celebrano il sacro rito della (ri)creazione. Compagni di merende in ultima sostanza. Variegati ed assortiti. Qualcuno (Luigi Zingales) dichiarandosi apertamente di orientamento destrorso. Qualcuno che magari, chiamandosi Mondadori (Martina, proprio di quelli) invocherà un ritorno alla meritocrazia. Altri (l’estensore materiale dei famosi centofiori, da un pc, tra l’altro, neanche da un mac, falsi e finti finanche nella loro sbandierata militanza nell’imperante, da quelle bande, fighettume) produttore di TV (è di Giorgio Gori  che si parla) di una abbastanza indecenza (l’Isola Dei Famosi, per dirne una), che magari si richiamerà alla bellezza che salverà il mondo (aspettavamo giusto voi a citarci Dostoevskij. E perché non Simona Ventura?).  Ed ovviamente non è certo mancato lo scrittore (Alessandro Baricco) che finalmente ha modo di urlare la sua sdegnata irritazione per la deriva conservatrice della Sinistra tutta. Concependo la modernità, Loro, come un asservimento conformistico allo Spirito del Tempo. Quella formula nuovissima che vede nella sana competizione tra le diverse miserabili disperazioni la chiave per ritrovarsi in un quanto mai luminoso Futuro. Quel sottile distinguo tra eguaglianza ed egualitarismo (mai sentito?) che è sempre il primo maleodorante alibi di chi anela ad un ritorno di classi definite e l’ultimo trito ricorso alla scaduta moneta di un becero qualunquismo che dalla Vandea si evoca  per invocare il ritorno dall’esilio di baroni e principesse e regine e re.

Insomma, cose così. Per tacere del bamboccio ventriloquo ( ché a parlare veramente è l’accozzaglia di stereotipi e gran luoghi comuni, finemente e con gran verve, pronunciati in un comprensibile e gradevole toscano) gran protagonista. Rubacchiati in egual misura al dipietrismo, al grillismo, al leghismo meno indecente, al più trito berlusconismo furbo e loffio. Il colpo di genio di quel che pensandosi un Blair in sedicesimo (per quanto il Blair, orrendo si sia, alla lunga, largamente rivelato, bleah) non è che un Cameron seduto dalla parte sbagliata. E, il già peregrino pellegrino di Arcore, alza il dito minaccioso, e scaglia reprimende ed anatemi in nome della sola sua presunta giovane e fresca bella faccia.

Come se fosse indifferente che a succedere al nostrano Vladimir Putin fosse il solito Dmitrij Medvedev.

Come se il ricambio generazionale dovesse compiersi tra un imbarazzante manichino (la cara salma) in forma di pifferaio magico e un giovane virgulto altro ( ugualmente vuoto di pensiero- ugualmente pieno di boriosa supponenza) abile pifferaio magico.

Ci risparmieremmo i sussurri circa l’uso di pompette e altri marchingegni, certo, ma…

E andiamo….

 

Da La Repubblica.it- Il Vaticano lancia le sue proposte “Serve nuova autorità finanziaria mondiale”-

Arrivano. Con colpevole ed imbarazzante ritardo ed alla spicciolata ma, obtorto collo, arrivano. Senza smentirsi più di tanto. Provando a balbettare qualcosa di sensato dopo aver nei secoli rincorso ogni forma di pensiero dominante. Tra timidi tentativi di serie analisi della realtà e vergognosi accomodamenti col Potere e col potente di turno. Plutocrati compresi. Ora si accodano senza gli opportuni anatemi che farebbero del loro sdegno qualcosa di più serio di quella che altro non è che – in verità vi dico – una modesta e rituale presa di posizione. Pluff.

E cominciare a rendersi conto che stiamo assistendo ad un salto di CIVILTÀ? Che quello che è talmente evidente – che a non vederlo ci si rivela inevitabilmente oltre che criminali anche criminalmente ed irrimediabilmente stupidi – è che è il sistema CAPITALISMO che è arrivato ad un suo, pur previsto, capolinea. Oltre il quale o si procede per somma di libertà e civiltà oppure si recede ad un mondo governato dalla bruta forza e da vetustissimi squilibri tra diverse disperazioni sempre più pronte alle diverse devastanti deflagrazioni. Lo spadone dei barbari contro le raffinate coltissime debosce della tarda romanità. Per dire. In un mondo globalizzato, per dire. Nel tempo ad attrezzarsi ai più vari e deleteri sconquassi, per dire.

E dunque? O continuare a trasformare gli oggettivi BENEFICI che indubbiamente le innovazioni tecnologiche apportano all’umanità liberandola da fatiche e da lavoro, in PROBLEMI secondo un usato stupido assodato e supinamente accettato, ottocentesco stereotipo OPPURE si comincia a dare un senso ALTRO alla economia cominciando a REDISTRIBUIRE,  più per motivi di spicciola ragionevolezza che di edificante equanimità, PATRIMONI, RISORSE, REDDITI e LAVORO.

Se si ha paura dei termini non li si chiamino piccoli necessari inevitabili “elementi di comunismo”. E neppure di socialismo se l’evocazione turba più di un sonno di più di un qualche scemo.

Li si vedano come piccole iniezioni di UMANA e CIVILE convivenza. Senza le quali… O socialismo o barbarie si diceva? Ecco.

Naturalmente son solo cose che qualche isolato cretino si permette di scrivere su un ridicolo blog e niente più. Ed è ovvio che l’umanità ragionante e responsabile e proiettata in un futuro fatto di realtà e privato delle fantasiose utopie costruite su inattuabili considerazioni, si darà ad una ESIGENZA di CRESCITA INFINITA e…

Bummm?

Da IL FOGLIO.it- Quella inutile lezione della Merkel e di Sarkozy-

 

Fa quasi tenerezza la pervicace patetica insistenza del buon Ferrara a, puntigliosamente ( per sua personale – di Ferrara, Giuliano, non  la città – vanitas più che per stima o affetto o chissà cos’altro ), incitare il suo triste eroe ad un moto di riscatto risolutore e a difenderlo da un suo (di Ferrara, Giuliano, non la città) altro, già trapassato idoletto. È un vezzo e un vizio insito nell’intima natura di questo grosso italico intellettuale quello di abbracciare e di pugnalare alla schiena con pari libidine ogni forma di causa persa  (e a volte indecente) e averne la gran faccia tosta e la azzeccagarbugliesca dialettica di vantarsene senza mai provarne un filino di vergogna. Maestro e gran trascinatore, in questo, occorre ammetterlo, e iniziatore di un diffusissimo stronzissimo Pensiero.

 

Che poi – nel merito – per la verità i due allegri reggenti non è che avrebbero gran motivo di ridere (a parte l’italico pagliaccio). Infatti sia la Merkel che il pari buffone Sarkozy hanno di gran lunga meno possibilità di un FUTURO (politico, s’intende) di quante ne abbia il ciarlatano nostro plutocrate. Purtroppo per noi. Ma che come POPOLO ce lo meritiamo tutto. I francesi e i tedeschi per molto meno difficilmente rieleggeranno i loro attuali governanti. Noi no. Una adeguata campagna pubblicitaria e come niente ce lo ritroviamo per un altro triste lustro. Salvo sodomizzarlo con un bastone… POI. Solo poi, bestialmente e vilmente poi, come hanno fatto i servi libici ribelli col loro, già venerato, conducator.

 

La pace sia con noi.

Da Corriere della Sera.it (Milano- Cronaca ) – Donna travolta e uccisa da una betoniera

Toh? Giusto stamani. Cammino appena fuori (quasi sull’erba) dalla bianca striscia che delimita la carreggiata quel tanto che basta perché un camion mi sfiori dolcemente (a mezzo metro di un bestione di tir che se ne fa i 50 orari è cosa non simpatica del tutto, la strada è semiperiferia di un medio e mediocre paese padano, sic!). Proprio lì stanno due indifferenti auto di indifferenti Vigili chissà quanto urbani. Mi accosto e chiedo non sia prevista una minima distanza anche di lato per i veicoli che sorpassano bici e pedoni. Irridente il simpatico (?) vigile – chissà se urbano – mi dice che nulla è dal codice previsto su siffatta questione.

- Possono sfiorarmi allora? -
- Oddio, non lo so -
- Possono, nel caso, col movimento d’aria, farmi sbilanciare con la bici e farmi finire sotto le ruote? -
- Boh -
- Ma se pure non esiste una distanza da rispettare non è che per questo loro lo possano tranquillamente fare… di guida pericolosa, almeno, si deve trattare -
- Mah -
- Posso starmene preoccupato?-
- Beh -
Mi guarda (il Vigile dal pensiero poco vigile) con un po’ di compatimento, come se pensasse “ma tu vedi come questo povero scemo si preoccupa della minuta gente che viene ammazzata per la strada da altra gente che lavora e ha fretta e poco tempo e voglia di scansare i cretini che ancora si attardano ad andare in bici o a piedi… se ne stessero a casa e non rompessero i coglioni… specie ai vigili che non sanno cosa rispondere a delle semplici domande sul come evitare che dei pedoni e dei ciclisti se ne faccia marmellata a piacere… beh

Ecco, appunto, beh.

Ott
18

Da Il Giornale.it- « Altro che indignati; Sono solo bamboccioni» di Fabrizio Rondolino

Ganzo, no? Che l’uomo (ometto piuttosto che no… nel senso di omuncolo, cervelloticamente parlando; e anche di tralasciato, scansato, evitato, non detto, omesso nel senso di prima persona del verbo) venga da un oscuro ma chiaro passato, che conta? Figlio di un Gianni, già non trascurabile e non esecrabile storico del Cinema. Meritocrazia discesa da dinastia, per dire. I suoi primi passi (del prode Fabrizio, s’intenda) li compie, oh prodezza, su l’Unità (s’intende il giornale) nel difficile compito e ingrato d’intervistatore UFFICIALE del Segretario d’allora e Generale dell’allora PCI (poi PDS, DS PD) Occhetto il cognome e Achille il nome glorioso. Aedo. Galoppino. Ragazzo spazzola. Vi piaccia dir. E che, per vie consuete di stronzisti che si credono (non di molto errando, in verità, dati i tempi infami e stronzi di loro) la via dello stronzismo la più breve e più larga per darsi a un Futuro (anteriore, che presiede a un passato, ma veh) ed è perciò che da assistente già dalemiano approda – ma va? – a Il Giornale (inteso proprio – e par di scherzare – come giornale). E… pare che basti… e son basti e somari e … e… bah!

Senza dimenticare che, junghianamente o meno, Rondolino fa pur sempre rima con cretino.

Tiè*.

P.S. * Nell’intemerata è da comprendersi un piccolo trascurabile patetico recentissimo miserevole e un po’ meschino (da parte di chi scrive) conflitto d’interessi…

ri-bah…

Da L’Espresso.it – Gioco d’azzardo: L’Italia ormai è come il Nevada

Ridendo e scherzando, come spesso si suole qui, e giocando. Magari cercando di approfondire i motivi per i quali questa antropologia si impone in questa banda di mondo che sempre ridendo e scherzando si è a cicli storici (ventennali anche e con qualche Ca… Ca… Cavaliere fracassone che ricorre, stranamente, veh)  giocata oltre che la propria libertà anche una gran bella porzione di una indefinita dignità. Primi nel mondo, mica cazzi. Giocati in anni 10 un quinto (400 miliardi, mica cazzi) dell’intero italico Debito Sovrano. Un soldino alla volta dentro l’infernale macchinetta mentre gli stupidi comprano il giornale e se ne vanno senza nemmeno un flebile tentativo di acchiappare la fortuna puttana che a nessun si nega. Grattando qui e vincendo (càpita) là. Ché, in effetti, nella legalità – si afferma nell’articolo – del monte-giocate un buon 70% ritorna , secondo una bislacca, e fortunosa sì, redistribuzione, ai giocatori. Una tassa – quanto mai equa ed intelligente e sommamente giusta – sulla stupidità. E, peraltro, sulla umana debolezza. Su chi potendo o meno, avendone o meno la possibilità, in preda a furori e a languori del tutto simili a chi si sbatte tra pusher e osterie a cercarsi la sua dose quotidiana d’eroina o alcool, butta la sua vita e quella di chi gli sta accanto, sul verde tavolaccio della sorte, anzi, Sorte. Donne e uomini in preda di deliranti voglie – che in breve si trasformano in patetiche pretese – di ri_vincita contro il destino infame, febbrilmente alla ricerca del ultimo soldo e dell’ultima rovina… e via così.

Quello che ci si chiede: E Giovanardi?

Ott
15

Da La Repubblica.it- Fiducia, il governo si salva: 316 sì. I poli si preparano al voto in primavera-

E i polli anche. Cominciano davvero (i polletti peones e spennacchiati più o meno responsabili, scilipotianamente intesi) ad essere oltre che indecenti (per le note ragioni) anche veramente patetici. Da quasi (quasi) intenerirsi. Si affannano a salvarsi il deretano nel breve periodo decretando invece la loro fine prossima e ventura: con un governo di larghe intese sarebbero arrivati (gli idioti disgraziati) ad un discreto passo verso l’agognato vitalizio. E invece il loro gran benefattore dal magico (ma è questione di pompetta) piffero li sta portando tutti verso il precipizio delle elezioni anticipate.

Pôre stele…

Ott
14
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Da IL FOGLIO.it- ANDREA’S VERSION -13 ottobre 2011-

E menomale che non coincide con la ricorrenza della scoperta dell’America. Appena appena in ritardo. Con l’eventualità sperabile che vi sia un doloroso fardello di autoironia nella sfilza di scempiaggini elencate dall’intelligentissimo fogliante (o foglista). Uno sguardo di disapprovante severità che lo colpisca allo specchio al mattino: aver per lustri (decenni, ormai) sopportato, peggio, supportato le grandiose schifezze (per limitarsi agli scritti e agli orali, generosamente tralasciando i crudi fatti) perpetrate nel corso di un tempo infame e crudele.

E che si credeva? Che irridendo e sputtanando ogni forma di minimo decente richiamo ad una minima decente esigenza di far prevalere la minima e decente intelligenza nell’ordinario vivere nostro e quotidiano, nel nome – nel caso degli intelligentissimi (già detto? ma va?) e intrepidi opinionisti de Il Foglio - di una superiore altra esigenza, di finissima altra necessità, di altra brillante occorrenza; nel nome – nel caso della populistica destra menefreghista e restante, allineata al corrivo giornaliero elogio della stupidità – di una esibita e vantata ignoranza da celebrarsi in nazionale modello… oh yeahhh

Che si credeva? Che il Paese che traesse un qualche miracolistico beneficio?

Scemi.

Da Corriere della Sera.it- Addio a Steve Jobs, il genio della Apple -

Siamo alle solite. Come sempre non ci si riesce a sottrarsi alla santificazione di chi per vie normalmente strane e pur consuete nel suo (individualisticamente molto utile e vantaggioso alla normale affermazione di sé ) “farsi Re” sa anche intercettare bisogni (più o meno proiettati secondo status), desideri (spiccioli anzichenò), sogni (più che speranze) di chi, tautologicamente grato, contribuirà alla fondazione di quel regno. Se poi l’eroe del caso abbia a che fare con innegabili cambiamenti, evidenti vantaggi, mirabolanti trasformazioni del suo (d’acquirente) quotidiano vivere e se questa magica robetta iniziatrice di fantastici (e fanatici) entusiasmi possa essere condivisa con miliardi di persone nel mondo (non quella propria, anzi esclusivissima, tecnologia, solo la contaminazione di quella e la sua mera possibilità, ché l’esplosione s’attiva per dispositivo di banale simpatia), che ne derivi questa reazione, solo che se ne conoscano le meccaniche e gli automatismi che presiedono ai movimenti (nel senso proprio di ondeggiamenti, sbilanciamenti, sincronie di braccia, sintonie di sguardi, tocchi delle dita, accavallamenti di gambe, capitomboli, cadute ecc.) delle masse, neanche può sorprendere poi più di quel tanto.

Che un genio (effettivo) niente male, poi, da un palco pratichi questo piacevole massaggio in forma di messaggio da santone zen (nel dubbio non possa esistere uno santone zen, lo si visualizzi pure, basta un touch ) ad una folla che non attende che da sempre un qualsiasi messia che la esima dalla fatica del Pensiero e che questa folla ne rimanga al solito estasiata… beh. E che successivamente si intavolino e si apparecchino memorabili eventi per promozionare i magici aggeggi che da lì a poco (insieme ai loro, nient’affatto inferiori, consimili, a volte migliorati, sempre, rispetto al primo marchio, debitamente scontati, tiè) invaderanno questa specie di mercato che esattamente sta tra Piazza degli Affari e Via della Libertà…

Consapevoli, possibilmente, che esistono letture altre di una assunta e sussunta realtà.

E anche che, di controcanto, si possa da veri cretini, quali indubitabilmente qua si è, embè controbattere :

E non accontentatevi, cazzo, di gadget costosi e fichi e furbi e zeppi di diversivi tecnici con pochissima sostanza…

Siate dunque folli, ma anche non completamente cretini.

Augh

Da LA STAMPA.it – BUONGIORNO di Massimo Gramellini: Un Paese che rinnega se stesso

Se mai se ne voglia leggere nelle cose che ac_cadono i SEGNI che il dio junghiano disperatamente indirizza a queste disastrate lande. Se mai se ne voglia leggere in quel “BUONGIORNO” l’amaro disperato sarcasmo su un disgraziato (per colpe tutte sue, va da sé) Paese. Nel mentre che tutti i titoli dei distratti italici giornaloni  si impuntavano sui casi e sui cazzi di una americanina e del suo ganzo pugliese (non Romina e Albano – cit. da Spinoza.it ) assolti per caso o per amore di giustizia o per noia o per adesione indolente agli stilemi della intellighenzia (tutti prìncipi del foro ma anche princìpi del foro – inteso come buco – quei nostri degni opinionisti) nostrana e cinica, chi lo può dire, dall’accusa di avere ammazzato insieme a un negro già in galera una povera studentessa inglese mezza negra e mezza niente, evidentemente. Nel mentre che il Paese è nelle solite (sue, di lui, il plutocrate puttaniere) faccende affaccendato, provandoci a farsi i cazzi deliziosi suoi tra intercettazioni, giustizia, risarcimenti… cose sue consuete e mai mansuete embè. Nel mentre che scatta l’ormai inutilizzabile monito in forma di declassamento di autorevolezza e serietà e credibilità bah…

Ci sta quel paradigmatico crollo. Una demolizione adiacente. Gli scricchiolii. Gli allarmi autorevolmente ignorati. Il lavoro nero. L’assenteismo degli insegnanti (aggiornamento: by Sally) . Le donne. Una paga da schiave. Il crollo. La morte. Le macerie. Il postumo dolore. Le urla. Le grida. I titoli – tardivi, solo stamane – . I corsivi. I fondi.

Il FONDO: È dove stiamo.

Il CROLLO: È quello che siamo.

michele serraUn link, la foto di un testo, una richiamata citazione. A dimostrazione che i filosofi (Hegel nel caso) non sono solo buoni per dare un titolo ad un pregevole, ormai datato, album dell’ultimo Battisti (Lucio, non Cesare) oppure per costruire vaghe idee intorno ad un percepito e tutto soggettivo e dunque un ovvio vattelappesca, Senso della Vita. Servono per riportarci ad una citazione, sbilenca alquanto nel momento in cui fu pronunciata e puntualissima or ora. « La lettura dei giornali è la preghiera laica mattutina dell’uomo moderno » ? Quella, giustappunto.

Pagina 38 di La Repubblica addì 30/09/2011. Sì.

Articolo di Adriano Sofri intorno alle risposte idiote e forse vane che si stanno dando alla Crisi; di un diverso modello di Crescita; di un sussulto della razionalità e del buon senso e  - ovvia deduzione – di un qualche abbandono di vieti ed abusati riscontri dottrinali che infileranno l’ Italia (a breve e, in seguito, Europa e l’intero Mondo) in un epocale disastro planetario.

- Risposta di Corrado Augias ad un lettore circa la rinuncia da parte di uno Stato sovrano (italiano, veh ) a parte della sua sovranità a favore di altro Stato (a potere assoluto intanto che ci siamo, Vaticano, veh) per via di servili Concordati. Lo fa a proposito dell’arbitrio decisionale che lo Stato affida ad una diocesi a proposito della assegnazione di un posto di insegnamento in una scuola dello Stato Italiano. Augias termina: «… L’ora di religione sfugge al dettato della Costituzione poiché in in pratica diventa l’estensione in ambito scolastico della catechesi di quella chiesa. Che poi alcuni insegnanti trasformino la loro in una lezione sulla spiritualità umana è una cosa che va certo a loro merito ma non elimina l’impianto medievale di questo insegnamento».

- L’Amaca di Michele Serra che non fa che ribadire (e se par poco) delle tarde resipiscenze di qualche legaiolo più che indecente: anche patetico.

Oremus.

Nel mentre che la cara salma del plutocrate che fu, si eccita ormai a giocare col telefono (è di ieri sera la chiamata a Ballarò dove, dopo qualche squillo – inteso come trillo del telefono –  si sentiva un equivoco ansimare a cui faceva seguire il solito inquietante silenzio) si comincia, anche nei circoli del nulla dell’establishment italiota, a profilare una via “onorevole”d’uscita. Per non smentirsi completamente e gettare al cesso  la loro onorata carriera, gli opinionisti terzisti anzichenò al contempo escogitano la loro via di fuga dalle loro discutibili pregresse miopie.

Quello che non s’è ancora capito da parte degli  oppositori all’ormai imminente disastro imprigionati tutti da una teppa di scalcagnati “RESPONSABILI” è che la exit strategy invece che al plutocrate puttaniere è a loro (Calearo, Scilipoti, Pionati e compagnia cantante, con rispetto parlando) che occorrerebbe assicurarla. Come si fa coi pentiti di mafia: un cambio d’identità, qualche soldo, una carica in qualche ente, qualche miserabile prebenda, un congruo vitalizio.

Sarebbe sempre meno che il prezzo che si va a pagare a continuare nella oscena indecenza.

Set
20

Da doppiozero.com- I corpi dei Capi di Marco Belpoliti -

Col “tag” la cara salma , qui cercando significare le medesime cose ben altrimenti dette nel magistrale articolo di Marco Belpoliti.  Ovvero che le parole hanno come primaria proprietà contraddire e tradire sé stesse. E, in estensione, il senso che alle parole si pretende dare. L’insistito ed ossessivo sfoggio che rivela in un pur muto urlo la mimesi della infida parola. La profonda intimità che ad onta di ogni trattenuta pudicizia si appalesa. E lì dove stavano Potenza, Coraggio, Orgoglio, Vita,  vi si leggerà la piccineria, l’impotenza, il terrore, la frustrata mai sopita invidia e infine, temuta, indicibile, nell’orrore primigenio che, unico, dà senso alla leggerezza della vita: la MORTE.

Se ci si pensa un attimo, una sorta di riscatto – del tutto inconscio, ça va sans dire - da parte di quel ridicolo ometto.

Set
18
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Video importato

YouTube Video

Parla Terry De Nicolò. E atterrisce e sgomenta:

« Non è da tutti »

«Invidiosi»

« Cento anni da pecore »

« Invidia »

« Certo, perché no? »

« Ci va a piedi, correndo »

« Se vuoi venderti »

« Sgarbi: la bellezza è un valore »

« Non mi rompete i coglioni »

« Donna tangente »

« Intercambiabile con una mazzetta »

« Se vuoi salire devi essere pronto a venderti tua madre »

« Basta col moralismo »

« La sinistra »

« Pecore e leoni »

« La sinistra c’entra ma paga miserie »

« Un vestito da cento euro? Ma andiamo »

« LUI è un esteta »

La ragazza ha evidentemente inTROIEttato in quei corsi serali molto eleganti ( un sanbitter e tre canzoni in allegria) i principi fondanti che stanno alla base della filosofia berlusconiana. Con l’apporto di qualche intellettuale d’area (il Valore della Bellezza, il Moralismo).

In effetti è questo mainstream che, da 30anni a questa parte, per vie semplici e dirette (e differite e registrate) si è imposto. Assorbito da una amorfa società che al dunque lo HA SCELTO come conseguente ideologia e lo ha ELETTO (letteralmente) a Valore Totale.

Serve chiedersi perché questo cazzo di Paese se ne sta allegramente affondando?

Da Corriere della Sera.it – L’opposizione incalza: “Il premier lasci”-

Il Corriere della Sera no, naturalmente. Né in calza, né in scarpa. In due staffe potendo. Di diversi cavalli, eh già. Come da anni diciotto, diversamente destreggiandosi (embè?). Corrucciati, indispettiti, disapprovando (che è, Bonanni?), smorfia di ordinanza e sopracciglio alzato. Pensandosi (ed oggettivamente, essendo) classe dirigente. Establishment che osserva e di fatto da lustri opta per una neutra e anodina considerazione circa la -INELUTTABILE dato il soggetto, se solo se ne abbiano i minimi rudimenti delle meccaniche e delle psicologie del Potere- catastrofe incombente (che chiunque non fosse un totale cretino poteva facilmente preconizzare. Magari fiorettando in punta di diritto sullo sconcio delle intercettazioni soffermandosi, guardando ghignanti il plumbeo cielo, se vi corrispondano (alle intercettazioni) tutti i santi crismi della legittimità, veh. Incapaci di  uscirne con la più scontata e pacifica delle conclusioni: Un ladro assiste a una strage… Vogliamo intanto parlare della strage?

Però, facciano loro, certo.

Set
16
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Da La Repubblica.it – “Troppo anziani e egoisti” il giudice toglie loro la figlia-

Ora, è ben chiaro che un genitore (uno a caso) è l’essere più imperfetto che esista sulla faccia della Terra…

Nel caso, per dire,  si tratti di un genitore obeso o fumatore, giocatore o sessuomane, semplicemente cretino o berlusconide,  guidatore spericolato o alpinista? Oppure portatore del più estremo degli egoismi e della somma vanesia superbia, quale, certamente è chi decide essere il suo quotidiano lavoro GIUDICARE gli altri ( cfr. Krzysztof Kieslowski – Film Rosso) . Che forse agli spericolati andranno tolti i figli al posto dei punti della patente? Che ai diabetici sarà imposta una dieta? Che i berlusconidi andranno castrati da piccoli? I cretini comunque abortiti? I giudici sterilizzati? Oltre al trascurabile fatto che forse quei giudici evidentemente poco praticano la nostra bizzarra contemporaneità. Che data l’età (57) della madre (è quello in fondo il VERO scandalo: la reproba donna che figlia fuori tempo massimo: si fosse trattato di madre trentenne anche con padre NOVANTENNE nessun giudice si sarebbe sognato una simile infamia)  e data la media età di mortalità raggiunta dalle donne (83 anni) la bambina, statisticamente, rischierebbe rimanere orfana alla età di anni 26…  Che…

Uno Stato che, col pretesto di tutelare chi, a suo esclusivo arbitrio, decide debba esserlo, si intromette fino a tal punto, nelle pur discutibili, disposizioni dei cittadini.

Uno Stato che sta di già disponendo di come debba morire, chiunque nella pienezza delle sue facoltà abbia deciso altrimenti che non l’essere (lui incosciente) intubato, insondinato, incannulato, incateterizzato e via torturando…

Ah beh

Da Corriere della Sera.i t- Escort, centomila le intercettazioni. I pm: «L’Arcuri rifiutò di prostituirsi» -

«Tarantini le disse: In cambio otterrai il Festival di Sanremo».

“«No!»!” È, evidentemente la notizia, la nuova, la novità. Implicitamente ammettendolo anche in via Solferino (bah), tra un editoriale di Panebianco e uno di Ostellino (per tacer di GallidellaLoffia) che in fondo il Paese è veramente di merda. Indirettamente confermando che è proprio qui che si evidenzia tutto il portato culturale di questo figuro che per ben 3volte3 gli itagliani si sono scelti per farsi governare e rappresentare in Italy e in tout le monde, orco di un cane.  La notizia essendo il dir di no di una matta che era, peraltro, a suo tempo ascesa alla ribalta con la dichiarazione d’essersi concessa (per qualche soldarello o per la fama – sic! – conseguente, ma poi chissà, forse smentì, forse che no, boh ) ad uno sceicco a bordo del suo panfilo (mica cazzi). La notizia consiste in quel “NO!” a giacere con quel culaccio flaccido (cit. Minetti Nicole) da parte di una attrice…

No. Impossibile proseguire quando l’ordine semantico viene così  ad essere indecentemente violentato…

Attrice, no.

Uffa

Set
14
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Da La Repubblica.it- Morto Walter Bonatti. Michele Serra: Funerali di Stato

Mi fido di Michele Serra e mi sta bene sempre ( salvo rarissime eccezioni) tutto quello che dice e scrive (satira a parte, ovviamente, sulla quale non resta che, sanamente, ridere senza altri riflessi da sopracciò) fino all’ultima virgola ma… ma in questo caso, da ( o di) un tale pietoso Stato… forse meglio che NO. Vi sarebbe il serio rischio s’intrufolasse più di una qualche losca ed ignobile figura. Di quelli che uno strapuntino da occupare, una insinuante firmetta da apporre, una intervistina rilasciata così, quasi per caso…

Quelli, che a differenza di Walter Bonatti, questo Stato stanno sommamente disonorando.

Da Il Sole24Ore.com – Crisi del debito, un aiuto da Pechino? Colloqui Italia-Cina per l’acquisto di titoli governativi-

Mentre leghisti e tremontisti (per tacere dei tutto-ingoisti del PDL) si smerdano allegramente (come si dice da queste strette bande e padane,  riva destra ferrarese, cuore a sinistra, embè ) i garretti rinnegando tutti i loro populistici slogan anti-cinesi e continuando come vacche (e pecore anche) a pascere sui prati della politica italiota…

Mentre il plutocrate ometto se ne fugge andando a sputtanare – azzerando il nulla di credibilità residuo – il suo Paese di Merda per le lande europee pur di non affrontare le sue infime grane giudiziarie…

Mentre da altre desolazioni prosegue la saga (più sega che saga) dinastica dei Bossi con l’irruzione del minore (minore del già minorato Trota? Ecchecazzo!)  dei figlio del cotanto Umbertomavalà.

Mentre: « È’ ridicolo correre verso la morte per stanchezza della vita, quando è il tuo sistema di vita che ti fa correre incontro alla morte» (Seneca)

Set
12
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Da IL TEMPO.it- Cari bimbi oggi sui banchi…  di RUGGERO GUARINI

L’incipit, come nelle migliori tradizioni dei “corruttori di minorenni” (con tutte le virgolette del caso, ovviamente),  si presenta quanto mai allettante e generoso e lusinghiero per i poveri ignari piccoli. Ché, al succo, dietro i modi melliflui dell’invito ovvio si cela la sostanza di chi, in virtù della propria fanatica ideologia improntata tutta al mainstream del cattivismo più spietato, tutto dispone a che i piccoli (almeno i più disarmati dal punto di vista di ogni malizia intellettiva insieme agli sprovveduti che han pensato bene di scegliersi una famiglia ben poco attrezzata a fornire loro le più giuste e più appropriate armi per sfidare con qualche probabilità d’uno non schifosissimo esito, le traversie del mondo, beh)  si preparino in questo mondo di merda e in questo Paese di merda. A che fare? O a vincere faticando e applicandosi forsennatamente negli studi e arrivando ad eccellere per le vie le più consone ai canoni di una sacrosanta meritocrazia (e se la famigghia, e se le le amicizie, e se le conoscenze, e se le aderenze, e i circoli sociali e la cognata al ministero e lo zio portaborse del politico… e… via così, ci siamo più che capiti, insomma) oppure…

Oppure COGLIONI FRUSTRATI, oppure BULLI.

Che altro?

Set
11
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11-09-01Per dimenticare e ricordare di quello che inevitabilmente siamo. Nel profondo intrisi del “noi” (un “io” plurale più che un afflato di solidale condivisione) atavico che non concede tregua. Era già tutto crollato quando sintonizzandomi su Radio Tre Rai appresi da Giuliano Ferrara (ma tu vedi) che le Twin Towers non c’erano più (sic dixit) e che il Pentagono…  con quello che seguiva.

Da segnare un’epoca. La spartizione di un prima da un dopo. A significare non tanto quello specifico, per quanto orrendo, fatto, ma gerarchie di interpretazioni, di posizionamenti, di sentimenti. Tutti nostri. E, per dirla con Don DeLillo, quell’uomo che cade siamo banalmente noi. Un po’ infami eppur inevitabilmente presi nel vortice della nostra contraddittoria umanità. Noi Occidente. Fosse  portoricano (come pare essere realmente stato) o cinese o arabo. Passa attraverso l’infernale e mediatica nostra, trituratrice e creatrice, macchina di realtà. Anzi, Realtà. “Assistere” essendo diventato “essere”, quella (spettacolare ma pur limitata , rispetto a ben altre tragedie)  singolarità si fece identità. Non poteva che essere così. E, siccome quello che ci racconta ci definisce al di là delle nostre stesse prime percezioni, anche il piccolo particolare diventa paradigma di una nostra, forse inconscia, intima essenza. Fino a imporcela, volenti o nolenti, quella Realtà. Coinvolgendoci fino ad entrarci in vena. Con la dovuta nausea per il portato di bassa retorica e l’ostentazione di una monca sensibilità che null’altro che del proprio dolore si nutrirà. Ma quell’uomo che cade non può non diventare il nostro triste paradigma.

Quella buffa posizione, quello sfondo, fatto di verticalità che irride a quella caduta, che viene diviso in chiaro e scuro.

Un intimo silenzio sul clamore che ne seguirà. Tutto affidato ad un ultimo sguardo inorridito.

Poi lo schianto. Oltre la metafora, certo, ma tutto, di quella metafora, compiuto.

P.S.  doc. per saperne di più :Qui


Set
10
Filed under (lo sputo del cuculo, Società) by minimax on 10-09-2011 e taggato , , ,

la salma

Da LA STAMPA.it- Marcegaglia: “L’Italia è in pericolo”-

 

Però. La signora al solito cade dal pero. Finge essere scesa da Marte. Tornata da un decennale viaggio in una sperduta ed isolata landa della Mongolia. Per intanto la signora potrebbe contribuire a indirizzare la Confindustria,  dopo almeno due decenni – per tacere delle sconcezze precedenti – passati a occhiolini e bracciolini ed ammiccamenti altri al plutocrate, a organizzare tra gli iscritti (evasori, elusori, collusi, corruttori, concussori e vari, tutti ben compresi) una colletta per ri-comprare i responsabili (si fa per dire) e ri-condurli (idem) alla ragione (ibidem) per fare dimissionare la – altrimenti inamovibile – cara salma.

Un requiem

sacconi-bonanniL’ultima di Bonanni: «Lo sciopero si fa di sabato o di sera, c’è la crisi»

Cattivissimo il capo della CISL (nella foto in un attimo di resipiscenza si aggiusta il colletto davanti alle oscene corbellerie del compagno di merende, il noto brigante dissertatore e cattolico di suore puttane – già sedicente socialista, si può ridere o inorridire, a scelta – Sacconi. Di cosa? Della stessa sostanza di cui – sono fatti i sogni? macché – è fatto questo Paese, a detta della cara salma, di merda ovviamente: il Paese, la cara salma e pure Sacconi e anche Bonanni va là) che propone una indolore (per i lavoratori, per il Governo e per sé stesso)  strategia per affrontare a muso duro i furiosi attacchi ai diritti (più estorti) e al tenore (basso piuttosto) di vita dei lavoratori da lui rappresentati: vedersi di sera davanti ai luoghi del Potere,  sit-in, happy hour, ciacole in libertà, qualche mugugno e qualche risatina di sufficienza, dài…

Durissima la risposta ieri sera al TG3 alla domanda sul che fare: «Noi non approveremo ».

Ah.

Da La Repubblica.it- Montezemolo: “Sono ricco è giusto che paghi di più”-

Oh grazie. Tre, per ora, grazie. Mitologie comprese. Warren Buffet di là e Carlo De Benedetti di qua. E Montezummolo pure. Miliardari disponibili a pagare l’appena dovuto. Almeno. L’americano, addirittura a scavalcare Obama a sinistra, oh yesss. Per tacere del filantropo, già affondatore di Lira (Italia) e Sterlina (GB), appena ritiratosi con un ghigno di quasi ribrezzo, George Soros. Beh. Miliardari con fiammelle se non di coscienza (cosa troppo intima e inconoscibile al volgo) almeno di una evidente consapevolezza di CLASSE. Esagerando, ovviamente, ma non troppo. Arrivati alle più alte vette potrebbe essere pure abbastanza normale domandarsi il senso di tante ricchezze. Se non si è già bolliti dal delirio di onnipotenza e presunta eternità.

Comunque sia, ancora una volta si dimostra che per avere un po’ d’ascolto e di attenzione e di autorevolezza si guarda al gruzzolo che il soggetto può portare a sostenere quel che dice… Per dire, se lo dicevo io, nessuno (più o meno giustamente, sappiamo) mi si cagava. Insomma, per essere creduto, se affermo che non mi interessa la Ferrari (la macchina o l’attrice, fa lo stesso,) devo comunque dimostrare di potermela permettere.

Fosse un problema di diffuso BOCCALONISMO? Anche da parte di autorevoli opinion-maker molto fedeli a triti cliché piuttosto che a una loro autonoma opinione?

Uffa

Ago
17

Da Il Messaggero.it- Spagna, il toro Ratòn uccide la terza persona in dieci anni-

Segue dibattito. Prevedibile dibattito. In linea con lo spirito del tempo (zeitgeist?, e vabbè)  che vuole vedere primeggiare sopra ogni altra cosa lo stronzismo declinato nelle sue più varie forme. Oddio, non che nel caso specifico non ve ne fosse motivo di trascendere e scadere nel vieto e nell’abusato e ritrito… Insomma del tifo per Raton il toro, ça va sans dire. Delle irrisioni per il povero coglione (il ragazzo), l’idiota, scemo, stupido, deficiente (sempre quel povero ragazzo) che si presta a un gioco che lo sovrasta e nel quale (giustamente?) si vede soccombere. Quel povero ragazzo. Sì, povero. Da qualunque prospettiva lo si traguardi. Anche da quella dell’animalismo più sfrenato. Anche da quella della banale ragionevolezza che si presume far parte del minimo bagaglio di ogni umano, anche da quella della comprensiva profondità di visione di chi tutto ha visto e bla bla bla…

Segue la prevedibile litania, appunto. Non fosse che alla stupidità  forse non v’è che come unico rimedio che altra stupidità (si ritorce? eccerto, basta esserne mediamente consapevoli). E infatti, come altrimenti si definirebbe se non oltremodo stupido il commentare quella palese stupidità con quelle prevedibili cretinerie di cui sopra. Forza Raton… e via così. Talmente certi d’essere dalla parte della ragione da dimenticarsi che pur vivendo in un complicato mondo che della irragionevolezza ha fatto la sue ferrea regola, mai (MAI) che nessuno, se non pochi scalcagnati illusi e persi, gridi allo scandalo per l’imperante (e spesso soggiogante e deleteria e dannosa) idiozia. Fino a sbeffeggiarlo e a irriderlo quel povero morto. Senza darsi pena di trovare un minimo senso altro alle cose che accadono. Prendendo la solita facile via che sta ben fissata dentro il recinto del luogomunismo più becero  in compagnia degli altri stereotipi che fanno tanto orrendamente piccolo il mondo.

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Ché il silenzio a volte è pure una possibilità…

Ché assistere a una tale terribile scena e trarne motivo di altra tronfia crudelissima stupidità…

E non è tanto della tremenda incornata che si dice… e dello strazio che la Natura compie sul quel povero sfrontato idiota ragazzo. È il tentativo di quel povero giovane a rialzarsi.

È la vita caduta che per un attimo, per un breve attimo prova a… continuare a vivere .

Che cazzo ridi, idiota?

Ago
10

Da Il Fatto Quotidiano.it – 10 Agosto 2011 Borse a picco. Disastro Milano a -6,65%  E Gianni Letta dice: “Precipita tutto”-

Esprimi un desiderio (etimologia: de sidereo. Dalle stelle, appunto) prima che cada la stella. Precipita tutto. O, meglio, tutto crolla. Castelli di carte compresi. Di carta prettamente economica. Anche comica se non fosse foriera di grandi tragedie. Se non fossero a loro volta (stellata?) sostanziali commedie. Le cui parti (in commedia) sono monopolio (sic) dei soliti tristi istrioni gigioni buffoni. Giocando, oltre che in Borsa, sull’eterno equivoco molto univoco: fingendo razionalità, appoggiandosi addirittura su inattaccabili formule matematiche e uscendone sostanzialmente con un unico strabiliante esito: TUTTO IL MONDO AFFONDA e si continua ad ignorare a vantaggio di CHI. TUTTI – pare –  SI VORREBBE EVITARE QUESTO INCALCOLABILE DISASTRO ma fondamentalmente: o si è neghittosi e menefreghisti oppure incapaci e inetti per evitarlo.

Comunque sia, se si cercano ragioni per togliersi quello strano prudore alle mani che ultimamente ci affligge più del solito solito…

Ecco.

Da il Riformista.it- Far cassa con le pensioni-

Senza destare né gran scandali né grandi indignazioni da parte degli eventuali interessati. Pensionandi, nel caso. Più o meno giovani. Più o meno diversamente giovani. Le cui prospettive di futuro si stanno dipingendo a fosche tinte. Da parte di chi sta apparecchiando loro quel bel futuro. Senza destare né gran scandali né grandi indignazioni. Già detto? Sì, eccome. Da sempre e senza granché di risultati. Pare le cose debbano andare secondo consolidati flussi e più che prestabiliti. Che, nell’enorme caos che contraddistingue questi tristi e perigliosi tempi e un po’ infami, l’unico condiviso tabù che, inveterato, insiste e persiste indefettibilmente tra le partecipate inibizioni delle nostre belle genti è il termine: PATRIMONIALE. Terrore dei poveri di spirito. Di dessssstra e sssssinistra. Oh yessss. E pure di quelli che non hanno da perdere che le proprie catene.

Continuiamo nella universale FOLLIA.

Ago
08

Da La Repubblica.it- Crisi, intervengono la Bce e il G7 ma le borse asiatiche aprono in rosso-

«IL MONDO VA A CATAFASCIO E IO NON HO NIENTE DA METTERMI» Pare questa la reazione della POLITICA completamente succube di una oscura quanto indefinita ECONOMIA al disastro che anche in queste ore (Borse asiatiche in crollo, in Israele -7%, ah beh) si sta profilando. Tutti perduti nel gran gorgo senza che in apparenza nessuno ci guadagni… l’ASSURDO è dunque qui?

Tutti allegramente a castrarsi, olè

Lug
24
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Da Corriere della Sera.it – Norvegia, il sospetto killer è norvegese «Ama la musica classica e i videogame» -

Tutto regolare: pare avesse, cioè, regolare autorizzazione per le armi possedute. Aveva anche qualche ideuzza criminale e molta paranoia. Merci disponibilissime (armi, criminalità, paranoie) nel mercato nostro e contemporaneo. OCCIDENTALE, nel caso e per caso. Segno evidente che il monopolio dell’idiozia non va assegnato, per assecondare i propri frusti schemini mentali, a chiunque non sia NOI.

ANCHE NOI…

Lug
23
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Da La Repubblica.it- Bomba e sparatoria, Norvegia sotto attacco. Petrolio, natura e polizia disarmata, s’infrange il sogno del paese felice di Adriano Sofri -

E se invece si cominciasse a prendere atto che nel mondo esistono i pazzi criminali? Da sempre e per sempre. Che ne bastano 2 o 3 per fare immensi danni. Che, proprio perciò, occorre fare tutto il possibile per prevenire ed evitare, certo, SALVO sconvolgere la nostra quotidiana normalità e dunque COMPORTARCI COME SE I TERRORISTI NON CI FOSSERO. Per, tautologicamente, impedire agli stessi di terrorizzare.

Punto

Lug
19
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Rispondendo, nella trasmissione Prima Pagina di Radio3Rai,  ad un’ascoltatrice che lamentava il fatto che, nelle ultime disposizioni insite nella manovra economica (e tragicomica) in materia di gioco online, lo Stato giochi (embè) a lucrare sui vizi dei cretini cittadini disponibili a rovinare sé stessi e le loro famiglie, la conduttrice di questa settimana , la sig.ra Marina Valensise de Il Foglio, non riusciva a sottrarsi alla solita dipendenza sua da pervicace ideologia liberal-liberista tipica di molti dei foglianti militanti, e rispondeva che, fatta salva, certo, la riprovazione per quei deficienti variamenti dipendenti da video-poker, grattaevinci, superenalotto e ogni altra simile diavoleria, statale e non,  non è, al fine, compito di uno Stato di preservare il singolo cittadino dal vizio, ma di dare un sistema di regole di fondo sulle varie materie del contendere e poi… e poi stropicciarsene.

Detto che ascoltandola, la sig.ra, se ne comprendono le difficoltà dialettiche probabilmente dovute a lieve sindrome dislessica (e vabbè), quello che perplime è la sua ostentata ostinazione a non deflettere di un ette dalla via maestra della sua cieca ideologia. Per dire: neanche impossibile riconoscersi nelle sue parole non fosse che, quel medesimo “suo” Stato, si riserva la possibilità di cacciare in galera (in galera)  altri cultori d’altri vizi (droghe, variamente intese, catalogate secondo discrimini – cannabis sì, superalcolici no,veh – molto soggettivi, tra l’altro), o anche gente il cui reato consiste meramente nel… muoversi (ed esistere come – secondo loro fantasiosa indiscutibile definizione – CLANDESTINI): dal proprio disastrato Paese, per es_empio, al Nostro, per altri versi ugualmente disastrato. Non fosse che il “suo” Stato liberal- liberista, liberato da ogni pastoia regolatrice del dio Mercato ( il Moloch che, tomo tomo cacchio cacchio, si sta fagocitando l’intero mondo), Qui ci ha finalmente portato.

Sono matti.

Lug
17
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A volte il commento non consiste che in un semplice confronto tra due notizie: diverse eppure vicendevolmente complementari.

Nel caso basta appaiare

- Da La Repubblica.it - Fao, la siccità che uccide il Corno d’Africa. Pastori e contadini allo stremo delle forze -

a

- Da Corriere della Sera.it – L’ iniziativa: in sedici punti di ristoro ci saranno anche i veterinari. Il Ministro Brambilla: così si prevengono gli abbandoni – Sulle autostrade aree di sosta per cani e gatti

Per trarne il livello di intrinseca stupidità (tra le altre) di un Mondo. Ovviamente si conoscono una per una, virgola per virgola, le dovute obiezioni a questo artificio dialettico che « crea inesistenti concatenazioni tra l’una cosa e l’altra… » Anche se… Ecco! Anche se qualche buon’anima, più versata sull’animalismo che sulla varia ed avariata umanità, non mancherà di far notare che in questo mondo di gente cattiva, loro, gli animalucci carucci e tesorucci nostri ed unici, nati innocenti proprio male non fanno. A differenza degli umani disumani selvaggi maltrattatori di povere innocenti bestiole… con quel che segue… Scemando (nel senso di pensieri di poveri scemi/e e non di “calando”).

Se stronzi/e per il coraggio di esibire e vantare una diversa crudeltà o per la solita inesistente intima minima coscienza (semplice ordinaria banalissima idiozia, insomma), non è dato di sapere.